A seguito dell’avviato iter di modifica del PSR, per introdurre la misura 21 come misura eccezionale per dare auto concreto alle aziende agricole piemontesi che allevano bovini da carne, alle aziende del comparto florovivaistico e alle aziende apistiche colpite dalla crisi del Covid e poter così garantire la continuità della loro attività, la giunta regionale ha approvato in data odierna la proposta di modifica del Programma di Sviluppo Rurale che introduce la straordinaria Misura 21, per il sostegno temporaneo eccezionale a favore degli agricoltori e delle PMI particolarmente colpiti dalla crisi da Covid-19.
La Misura prevede un sostegno straordinario “Una Tantum” alle aziende agricole che allevano bovini da carne, alle aziende del comparto florovivaistico e alle aziende apistiche. La Misura 21 ha una copertura finanziaria di oltre 9 milioni di euro (Fondo europeo Feasr), reperiti dalle operazioni del PSR che presentano risorse ancora disponibili.
Terminata la fase di consultazione del comitato di sorveglianza e ottenuta l’approvazione della giunta regionale alla proposta di modifica, ora si avvia l’iter per la notifica ufficiale alla Commissione Europea con la conseguente attivazione della Misura 21 e l’emanazione del bando.
Archivio per mese: Ottobre, 2020
Il Consiglio dei Ministri nella seduta del 7 ottobre ha deliberato la proroga dello stato di emergenza al 31 gennaio 2021 e approvato, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro della Salute Roberto Speranza, il Decreto Legge “Misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 e per la continuità operativa del sistema di allerta Covid, nonché per l’attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020″.
Il Decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella serata del 7 ottobre, entra in vigore oggi. In particolare il Decreto proroga al 15 ottobre le misure contenute nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) del 7 settembre 2020 e proroga al 31 gennaio 2021 le disposizioni già in vigore che prevedono la possibilità per il governo di adottare misure volte a contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus SARS-CoV-2. Il decreto introduce, anche, l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto e nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private ed estende il periodo di utilizzo dell’App Immuni.
Di seguito una sintesi dei principali contenuti del Decreto:
Utilizzo mascherine
Il Decreto introduce l’obbligo di portare sempre con sé i dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Le mascherine dovranno essere indossate non solo nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, ma più in generale nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e anche in tutti i luoghi all’aperto. Si fa eccezione a tali obblighi, sia in luogo chiuso che all’aperto, nei casi in cui, per le caratteristiche del luogo o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi. Sono fatti salvi i protocolli e linee-guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali. Nei luoghi di lavoro continuano, quindi, ad applicarsi le vigenti regole di sicurezza. Fatte salve anche le linee guida per il consumo di cibi e bevande. Restano esclusi dagli obblighi i bambini di età inferiore ai sei anni, i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina e coloro che per interagire con questi ultimi versino nella stessa incompatibilità. L’uso della mascherina non sarà obbligatorio durante lo svolgimento dell’attività sportiva.
Deroghe alle Regioni
Il Decreto interviene anche sulla facoltà delle Regioni di introdurre misure in deroga rispetto a quelle previste a livello nazionale, nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri. E’ previsto che le Regioni, nei limiti delle proprie competenze regionali e di quanto previsto dal decreto-legge n. 33 del 2020, possano introdurre temporaneamente misure maggiormente restrittive, ovvero, nei soli casi e nel rispetto dei criteri previsti dai Dpcm, anche ampliative. In tal caso è prevista una “intesa” con il Ministro della Salute.
Proroga del Dpcm del 7 settembre 2020
Nelle more dell’adozione di un nuovo Dpcm successivo all’introduzione delle nuove norme, viene prorogata la vigenza del Dpcm del 7 settembre 2020 fino al 15 ottobre 2020.
Proroga delle disposizioni già in vigore
Sono prorogate al 31 gennaio 2021 le disposizioni già in vigore che prevedono la possibilità per il governo di adottare misure volte a contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus SARS-CoV-2. In relazione all’andamento epidemiologico e secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio effettivamente presente, tali misure potranno essere stabilite per specifiche parti o per tutto il territorio nazionale e per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, comunque reiterabili e modificabili.
App Immuni
Ai fini del contenimento del contagio, previa valutazione dell’impatto ai sensi delle norme europee sulla privacy, è prevista l’interoperabilità dell’applicazione “Immuni” con le piattaforme che operano, con le medesime finalità, nel territorio dell’Unione europea e viene esteso il periodo di utilizzo dell’applicazione “Immuni”.
In allegato il testo del DPCM pubblicato in Gazzetta Ufficiale
Fonte: Ministero della Salute
Il decreto legge 104 in corso di conversione contiene, all’articolo 78bis, una norma che chiarisce che pensionati, coadiuvanti e soci di società di persone con la qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (lap), usufruiscono della esenzione da Imu sui terreni agricoli. Un articolo sul Sole24Ore in edicola.
Con l’approvazione, da parte del Senato, della legge di conversione del DL 104/2020, cosiddetto “DL Agosto”, vengono accolte alcune importanti richieste avanzate da Confagricoltura, oggetto degli emendamenti approvati.
E’ il caso delle misure relative alla quarta gamma: per fare fronte alle difficoltà del comparto, che ha registrato con l’emergenza Covid un calo dei consumi, è stato istituito un fondo di 20 milioni per la promozione degli investimenti e finanziamenti per la promozione al consumo.
Sempre su richiesta di Confagricoltura, è estesa anche alla ristorazione nelle aziende agricole la possibilità di fruire del contributo per l’acquisto di prodotti alimentari del territorio.
In materia fiscale, la Confederazione aveva chiesto l’estensione temporale – con norma di interpretazione autentica ai fini IMU, anche ai periodi antecedenti il 2019 – dell’equiparazione allo IAP e al CD dei coadiuvanti familiari agricoli per le agevolazioni fiscali. Vengono anche equiparati per gli stessi effetti IAP e CD i pensionati che continuano le attività e sono iscritti alle relative gestioni previdenziali.
L’approvazione – sostiene Confagricoltura – mette fine all’incertezza applicativa sull’IMU e chiarisce inoltre che ai componenti di società di persone in possesso della qualifica IAP, spettano anche le agevolazioni riguardanti i tributi locali.
Bene la riapertura dei termini per la richiesta di contributo a fondo perduto – ex art.25 del “decreto Rilancio” – per i soggetti residenti nei comuni totalmente montani, di cui all’apposito elenco Istat, rientranti nell’elenco della circolare del Ministero delle Finanze n.9/1993.
Infine, Confagricoltura segnala che si fa fronte ai danni subiti dalle imprese agricole danneggiate dalle eccezionali gelate tra il 24 marzo e il 3 aprile 2020 con l’incremento della dotazione del Fondo di solidarietà nazionale per un importo di 10 milioni di euro per il 2020.
L’approvazione degli emendamenti è un risultato frutto della proposta articolata effettuata in prima battuta proprio da Confagricoltura, tuttora impegnata a favore delle imprese agricole e di quei comparti che, con l’emergenza Covid, necessitano di misure specifiche. Per Palazzo Della Valle è importante che tutti i settori in sofferenza per la pandemia abbiano accesso a interventi fondamentali per la ripresa economica.
La domanda di contributo a sostegno dei contratti di filiera per mais, soia e altre leguminose dovranno essere presentate entro il 16 ottobre prossimo rivolgendosi agli uffici del CAA Confagricoltura, portando il contratto triennale sottoscritto con l’acquirente o la cooperativa.
Il Decreto Ministeriale 3 aprile 2020 ha previsto l’istituzione del Fondo per la competitività delle filiere, con la previsione di un sostegno per lo sviluppo delle filiere del mais e delle proteine vegetali (legumi e soia). Le risorse per il mais sono di 5 milioni di euro per il 2020 e di 6 milioni di euro per il 2021. La filiera delle proteine vegetali (legumi e soia) può vantare di un finanziamento di 4,5 milioni di euro annui per le annualità 2020 e 2021. Il contributo previsto è di 100 euro per ettaro a condizione che sia stato sottoscritto, direttamente o attraverso cooperative, consorzi e organizzazioni di produttori riconosciute di cui sono socie, un contratto di filiera di durata almeno triennale. Il contributo verrà stanziato su massimo 50 ettari ed è commisurato alle superfici totali dichiarate. I pagamenti ricadono nelle regole del de minimis e tutti gli importi sono concessi in regime di esenzione dalla normativa degli aiuti di stato. Per informazioni le aziende interessate possono rivolgersi ai tecnici di Confagricoltura.
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