Uno strumento che avrebbe dovuto attivare investimenti virtuosi per la crescita del settore primario ma che si sta rivelando addirittura un elemento di ostacolo per le imprese agricole”. Massimo Forno, presidente di Confagricoltura Asti, rimarca con forza quanto espresso da Confagricoltura in relazione alla situazione del Psr 2014-2020 per la nostra regione, delineandone un quadro sconfortante per la gestione delle risorse pubbliche a disposizione del settore primario. “Il rischio concreto“, sottolinea Forno, “è di non riuscire a spendere il miliardo e 93 milioni che il Piemonte ha a disposizione: bandi mal congegnati, applicativi che non funzionano a dovere, ritardi e sospensioni che hanno lasciato gli imprenditori nell’impossibilità di realizzare gli investimenti programmati sono soltanto alcune delle difficoltà che le aziende hanno dovuto affrontare per questo PSR, malfunzionamenti che hanno finora determinato l’esclusione dalle graduatorie di un gran numero di esse.”

Le rassicurazioni dell’Assessorato”, dichiara il presidente regionale Allasia, “non ci bastano più. Siamo costretti ad assistere quotidianamente a una serie di lentezze burocratiche e intoppi tecnici che stanno marginalizzando l’agricoltura nel contesto dell’economia regionale, accumulando ritardi sempre più pericolosi nella distribuzione dei fondi europei, con il rischio di perdere definitivamente risorse indispensabili per lo sviluppo del settore primario”.

Confagricoltura il 4 novembre scorso aveva organizzato a Torino un presidio davanti alla sede dell’Assessorato regionale all’Agricoltura per denunciare le difficoltà della programmazione regionale, dovute a un’impostazione macchinosa e incapace di fare da volano per le imprese agricole. I numeri forniti dal Ministero delle Politiche agricole, attraverso la Rete Rurale nazionale, evidenziano in modo inequivocabile la situazione di disagio manifestata da Confagricoltura. “Purtroppo i dati – spiega Allasia – ci dicono che avevamo ragione a essere preoccupati. Alla data del 30 giugno 2017, a fronte di una percentuale di avanzamento della spesa programmata ed effettivamente sostenuta che vede l’Italia nel suo complesso al 10,04%, il Piemonte si colloca in 14ª posizione tra le regioni e province autonome italiane, quartultimo tra le regioni più sviluppate, con solo il 6,08% della spesa effettivamente sostenuta, dietro a Sicilia, Calabria, Molise, Puglia e Basilicata”. I più virtuosi a spendere sono la provincia di Bolzano e il Veneto, mentre dopo il Piemonte ci sono Abruzzo, Campania, Valle d’Aosta, Liguria e, fanalino di coda, Friuli Venezia Giulia.