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Strategie di Co-design per lo sviluppo del Monferrato, CCIAA Alessandria – 24 novembre ore 10

È normale che nei vari periodi storici ci siano delle evoluzioni sui processi e sulle metodologie di progettazione con approcci diversi e modellati secondo le richieste di mercato e dei cambiamenti socioculturali. Proprio questi ultimi hanno inciso in modo determinante nello sviluppo del prodotto. Cosa accade, quindi, se si ha la necessità di sviluppare un’idea, ma la società appare particolarmente dinamica e in forte mutazione?Occorre uno strumento che permetta di interpretare scenari, valutare nuove esigenze e gestire l’innovazione tecnologica. Il concetto non è nuovo, è stato introdotto più di 40 anni fa, ma il Co-Design è un punto cardine che contribuisce a tenere sotto controllo la globalità. Il Co-Design è un approccio di progettazione che coinvolge attivamente tutti i portatori di interesse nel processo di progettazione col fine di contribuire e garantire che il prodotto per risponda ai bisogni del cittadino/consumatore.

Il Co-design mette dunque al centro della progettazione la “persona”.

 

E’ questo l’approccio con cui Agriturist Piemonte organizza un intenso programma di attività di comunicazione, formazione e sensibilizzazione rivolta alle Pubbliche Amministrazioni, agli operatori della filiera turistica e ai cittadini di una particolare area del Piemonte, sempre più al centro delle dinamiche turistiche regionali, con grandi potenzialità e ancora margini di crescita: il Monferrato.

Il Monferrato è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità – Unesco nel 2014, European Community of Sport nel 2017 e, più recentemente, con la Città di Casale Monferrato è candidato a diventare Capitale Italiana della Cultura nel 2020. Flussi turistici in crescita, oltre un milione di presenze nel 2016, e una performance di sviluppo seconda solo all’area metropolitana di Torino.

Nonostante ciò, non si ha ancora la concreta percezione che il turismo possa incidere in modo determinante sul PIL di questa area di Piemonte, fino a trent’anni fa dipendente ancora dalla grande industria torinese dell’automobile.

Manca ancora l’entusiasmo e lo slancio imprenditoriale che permettono ad un territorio di fare un vero salto di qualità; un’identità ancora da consolidare e un orgoglio da recuperare. Occorre quindi fare un’analisi critica dello stato dei fatti, delle strutture e dei servizi presenti, ascoltare gli operatori del turismo, coinvolgere i cittadini e affidarsi a professionisti che siano in grado di sviluppare e intercettare nuovi mercati per completare il processo di sviluppo. Conoscere dunque il territorio, confrontarsi e soprattutto programmare un percorso di obiettivi raggiungibili nel medio e lungo periodo.

Un dibattito aperto molto poco istituzionale e molto tecnico e operativo, da cui dovrà risultare una sorta di “road map” che Agriturist Piemonte, Confagricoltura e IsiTT (Istituto Italiano Turismo per Tutti) si impegnano per primi a sviluppare per il futuro del Monferrato.

E’ in quest’ottica che Agriturist Piemonte propone un workshop dal titolo “Strategie di Co-design per lo sviluppo del Monferrato” strutturato su tre incontri altamente qualificati e qualificanti che si terranno tra Alessandria e Asti rivolti ad un pubblico eterogeno che deve essere coinvolto nel processo.

Si parte dunque da Alessandria il 24 novembre (la sede sarà la sala Castellani della Camera di Commercio) con “Turismo: quali mercati” e “Il Monferrato: un territorio da valorizzare” per capire sia quali sono le nuove frontiere del turismo e quali meglio si adattano al Monferrato e sia per conoscere i risultati di un anno di attività del Monferrato European Community of Sport con le sue ricadute economiche e turistiche. Sarà l’occasione per incontrare Ventana Group (uno dei più importanti player del turismo italiano) e conoscere esperienze positive di sviluppo turistico, in particolare il progetto CuneoBike,  e coloro che hanno fatto della progettazione pubblico-privata il filo conduttore della rinascita di aree rurali, come le Valli di Lanzo. Un’attenzione particolare per il Turismo for All, inteso non più solo come il turismo dedicato a persone con disabilità ma come un turismo più attento alle esigenze di ognuno, in cui la persona è al centro del processo di progettazione.

Nel pomeriggio si alterneranno momenti di dialogo sulle professionalità che il settore dell’accoglienza richiede per il turismo outdoor e il turismo sportivo con un approccio for all.

Ad impreziosire l’incontro focus ed interventi dedicati a quanto già Agriturist e Confagricoltura stanno realizzando, con puntuali relazioni di Rosanna Varese, presidente di Agriturist Piemonte, Luca Brondelli di Brondello componente di Giunta di Confagricoltura nazionale e Pina Romano che racconterà l’esperienza “Spighe Verde” ed EcoCloud. Una finestra sul Veneto con Leonardo Granata, presidente di Agriturist Veneto, perché confrontandosi con realtà di altre regioni si impara e si cresce. Ad aprire e chiudere la giornata Gian Paolo Coscia e Roberto Livraghi, rispettivamente presidente e segretario generale della CCIAA di Alessandria.

L’intenso programma si articolerà poi a metà gennaio con altri due appuntamenti di approfondimento, che si terranno presso l’Università di Asti e la CCIAA di Asti, tra cui un forum sul mondo del biologico (inserito nell’ambito delle iniziative di divulgazione e informazione previste dalla Misura 1 del PSR regionale) e un corso di formazione dedicato al mondo della comunicazione e della progettazione. Tra i protagonisti di quest’ultimo appuntamento da segnalare la presenza di Alessandro Ubertis, Amministratore della Carmi&Ubertis, presidente di Unicom e vincitore del Premio “Italia che comunica”, e di Cristina Amenta, Architetto, Albergatore e componente dello staff di Matera2019 Capitale Europea della Cultura.

Le giornate di incontri sono realizzate con il Patrocinio della Città di Alessandria e della Città di Asti.

Per informazioni: segreteria@isitt.it

 

 

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Delegazione di studenti francesi in visita all’Istituto Agrario “Penna” di Asti in occasione di una serie di scambi culturali tra scuole agricole salesiane di tutto il mondo

Ha avuto luogo venerdì mattina presso l’istituto agrario “Penna” di Asti la visita della delegazione francese della scuola di Ressins, piccola cittadina a nord della Francia, nella regione della Loira, tra Lione e Sant’Etienne. Questa visita è nata da un progetto tra Uni-Astiss Polo Universitario, insieme a Daniel Ormeno di Plaza Argentina e la Scuola Salesiana Agraria di Lombriasco (Torino) che fa parte della RIAP (Reti Istituti Agrari Piemontesi). Un’idea nata nell’ottica di uno scambio culturale tra gli studenti astigiani e quelli provenienti da altre realtà con lo scopo di confrontarsi sulle tecniche di agricoltura e sui metodi di conduzione di un’azienda agricola.

Si tratta di un progetto ambizioso nato nel 2015, immediatamente in seguito all’Expo di Milano con lo scopo di mettere in contatto tutte le scuole salesiane del mondo che operano in ambito agricolo. Ogni istituto invia durante l’anno delegazioni di studenti in scuole salesiane dislocate in svariate parti del mondo per conoscere i modelli locali di agricoltura ed esportare i propri: il risultato è un vero e proprio scambio culturale. Il successo fino ad oggi è stato strepitoso, numerosissime sono le scuole che hanno aderito e altrettante quelle che aderiranno in futuro.

Si tratta di uno scambio di idee finalizzato anche alla creazione della rete ISA (Istruzione in campo agrario)”, afferma soddisfatto il preside dell’istituto Penna, Renato Parisiograzie soprattutto alla collaborazione con il CREAENO, istituto per la sperimentazione enologica con cui collaboriamo”. “Questo progetto ha una doppia finalità: dare la possibilità ai ragazzi di effettuare visite di istruzione in realtà diverse dalla nostra e allo stesso tempo permettere loro un inserimento lavorativo tramite stage o tirocini, inseriti nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro”.

Ringraziamo di cuore Daniel Ormeno per l’opportunità che ci ha concesso”, hanno affermato i rappresentanti della scuola di Ressins, in visita presso l’istituto astigiano, “senza di lui tutto questo non sarebbe stato possibile. E’ stato lui che ci ha messo in contatto originariamente con la scuola di Lombriasco. Aver avuto la possibilità di osservare questo tipo di realtà totalmente diversa dalla nostra è stata per noi un’opportunità impagabile”.

Il progetto è nato nel 2015 con il bicentenario del Colle Don Bosco, durante un seminario che è culminato con la presentazione ufficiale durante l’Expo di Milano”, ha affermato Daniel Ormeno, presidente del’associazione Plaza Argentina nonché ideatore di questa iniziativa, “questo progetto si rivolge a tutti i ragazzi di tutte le scuole salesiane agricole del mondo. La scuola di Ressins è stata una delle prime ad aderire”.

Ormeno al termine della mattinata  rinnova il ringraziamento nei confronti di Confagricoltura Asti e Agriturist Piemonte, nella figura della direttrice Fiorella Riminato, partner istituzionali di questo progetto.

Confagricoltura Asti e Agriturist Piemonte sono da sempre attenti allo sviluppo del territorio e sono stati sensibili fin da subito a questa iniziativa mettendo a disposizione i loro associati per le visite di istruzione”. “La nostra idea infatti”, ha concluso Ormeno, “è quella di coinvolgere in modo ancora più assiduo le aziende associate a Confagricoltura Asti, all’interno delle quali inserire gli studenti provenienti dall’estero per un’esperienza lavorativa durante la loro permanenza in Italia”.

 

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Co-design in Monferrato? …ne parliamo il 24 novembre ad Alessandria!

“Participatory design o, nell’accezione italiana, progettazione partecipativa (conosciuto anche come co-design o progettazione cooperativa) è un approccio di progettazione che tenta di coinvolgere attivamente tutti i portatori di interesse (impiegati, partner, clienti, cittadini, utenti finali) nel processo di progettazione col fine di contribuire e garantire il prodotto per incontrai i loro bisogni e che sia usabile”.

Quali sono i nuovi mercati? Quali sono le proposte? Come possiamo valorizzare il Monferrato e quali sono le competenze necessarie per vincere le nuove sfide del mercato?
Ne parleremo ad Alessandria in una giornata di lavoro con i professionisti del turismo e con gli operatori di Agriturist. #staytuned

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Turismo sostenibile, il decalogo del viaggiatore green

1. Riutilizzare gli asciugamani Il cambio degli asciugamani o delle lenzuola in hotel prevede un enorme consumo di acqua, energia e detersivi: aderendo al programma di riutilizzo degli asciugamani durante il soggiorno, si aiuta la struttura ricettiva a ridurre i carichi di lavaggio fino al 17%.
2. Non stampare i biglietti aerei Non è necessario utilizzare carta per stampare il biglietto aereo, la prenotazione per l’hotel o l’auto a noleggio: tramite l’app di Volagratis.com è possibile avere a portata di mano tutte le informazioni di cui si può avere bisogno, in qualunque momento, risparmiando carta e tempo.
3. Limitare gli spostamenti e ridurre le emissioni di Co2 E’ preferibile scegliere un hotel che non sia lontano dalla città o dal luogo che si intende visitare: sarà più facile godersi il soggiorno, limitando gli spostamenti e, di conseguenza, le emissioni di CO2 in atmosfera.
4. Utilizzare i mezzi pubblici e il bike sharing Il modo migliore per scoprire una città è senza dubbio a piedi. In alternativa, Volagratis.com suggerisce l’utilizzo dei mezzi pubblici oppure della bicicletta, controllando se in città è attivo il bike sharing, o provando a chiederla in prestito all’hotel in cui si alloggia.
5. Spegnere i condizionatori e le luci quando si lascia la stanza Per non sprecare risorse in hotel, Volagratis.com ricorda di chiudere l’acqua del rubinetto quando non necessaria e di spegnere l’aria condizionata e le luci quando si lascia la camera.
6. Supportare i piccoli produttori locali Come souvenir, meglio scegliere prodotti originali per supportare il commercio e l’artigianato locale, facendo attenzione a non acquistare oggetti prodotti con piante o animali a rischio di estinzione.
7. Prediligere i piatti tipici e i prodotti del luogo Viaggiare significa anche conoscere le eccellenze enogastronomiche: meglio quindi provare piatti tipici del luogo, privilegiando ristoranti che utilizzano prodotti locali, a km0 e biologici.
8. Informarsi su come fare la raccolta differenziata È bene informarsi sulle modalità di raccolta dei rifiuti nel luogo di villeggiatura. Restano sempre valide regole come appiattire le scatole o schiacciare le bottiglie di plastica per ridurre gli imballaggi.
9. Scegliere destinazioni a basso impatto Scegliere strutture ricettive eco-friendly e pet-friendly per alloggiare, visitare riserve naturali, organizzare itinerari cicloturistici o percorsi a piedi, affidarsi a tour operator etici: sono alcune idee per godersi la vacanza nel rispetto della natura e delle persone.
10. Rispettare i costumi, la religione e gli stili di vita Essere turisti “sostenibili” significa rispettare non solo l’ambiente ma anche le persone che lo abitano: per questo, ricorda Volagratis.com, sarebbe importante informarsi prima di partire su usi e costumi locali, così da rispettare le regole del posto e le sue tradizioni.

Fonte Ansa

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BUONI PASTO ANCHE NEGLI AGRITURISMI

Via libera ai buoni pasto cumulabili ed utilizzabili anche negli agriturismi. A partire da domani, 9 settembre, entra in vigore il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico – pubblicato lo scorso 10 agosto in Gazzetta Ufficiale – che rivoluziona la materia dei ticket restaurant forniti dai datori di lavoro ai propri dipendenti in sostituzione del servizio di mensa. La nuova normativa prevede il superamento del divieto (finora sostanzialmente inapplicato) di cumulabilità dei buoni pasto: mentre prima se ne poteva utilizzare uno solo al giorno, d’ora in poi ogni lavoratore potrà usare fino a otto buoni alla volta. Resta valido invece il divieto di cederli ad un’altra persona e di utilizzarli nelle giornate in cui non si è in ufficio. I buoni pasto infatti, si legge nell’articolo 4 del decreto, “non sono cedibili” né “commercializzabili o convertibili in denaro” e sono “utilizzabili solo dal titolare“. E ancora, “sono utilizzabili esclusivamente per l’intero valore facciale“, ovvero il valore dell’importo specificato sul buono, escludendo così la possibilità di resto. “Le società di emissione – aggiunge il provvedimento – sono tenute ad adottare idonee misure antifalsificazione e di tracciabilità del buono pasto”. La riforma, inoltre, estende l’ambito di utilizzo anche ad esercizi finora esclusi. Oltre a supermercati, bar e pizzerie, da domani i buoni pasto potranno essere usati – sempre per la somministrazione di alimenti e bevande – anche in agriturismi, mercati e attività di ittiturismo.

(FONTE ADN KRONOS)