La Regione Piemonte ha attivato la procedura informatica per la presentazione delle domande del bando per l’Operazione 5.1.2 – Impianti antibrina. L’azione sostiene  investimenti di prevenzione dei danni da avversità atmosferiche, costituiti da “Impianti di protezione dalle gelate”: ventilatori e/o bruciatori con funzione antibrina finalizzati a prevenire i danni connessi ad avversità atmosferiche (gelo). Ogni impianto di protezione deve essere realizzato per la difesa attiva di specifici prodotti agricoli individuati dal codice di identificazione d’uso della superficie in termini di tipo di coltura. Il budget della spesa pubblica prevista per il bando è di 1.500.000 euro.
Il bando è riservato a richiedenti in possesso dei requisiti di agricoltore in attività di cui all’articolo 9 del Regolamento (UE) n. 1307/2013, sia persone fisiche che persone giuridiche, singoli o associati. I beneficiari possono presentare le domande di sostegno, esclusivamente per il tramite del sistema informatico, fino alle ore 23:59 del 15 marzo 2022. Il sostegno è pari al 50% del costo dell’investimento ammissibile per ciascun impianto di protezione.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’ufficio tecnico di Asti Agricoltura.

Per visualizzare integralmente il bando cliccare sul link sottostante.

PSR_Operazione 5.1.2

L’Asti Spumante e il Moscato d’Asti scendono in campo in occasione delle Nitto ATP Finals di tennis, in programma a Torino, dal 14 al 21 novembre, in veste di Official Sparkling Wine e Silver Partner dell’evento. Una iniziativa che si inserisce nell’ambito della partnership globale siglata con l’ATP Tour, che prevede diverse attività di comunicazione digitale e on field, inclusa la presenza agli appuntamenti ufficiali legati al torneo, oltre ad un’importante visibilità sui canali digitali e social di ATP Tour, che attualmente raggiungono oltre otto milioni di follower. Per l’occasione lo chef Alessandro Borghese, Brand Ambassador dell’Asti Docg, sarà affiancato in un divertente spot tv da Lorenzo Sonego, tennista torinese che vanta come best ranking la 21ª posizione nella classifica FedEx ATP. L’inedito “doppio misto” darà vita ad un gustoso abbinamento tra un piatto della tradizione e l’Asti Spumante, ma a cucinare non sarà chef Borghese, questa volta in veste di coach, bensì il tennista, che si troverà in azione in un campo inusuale per lui, quello dei fornelli. Come andrà a finire? Quel che è certo è che l’Asti e il Moscato d’Asti in purezza sono bollicine aromatiche ideali a tutto pasto, dall’aperitivo al dolce e come accompagnamento capace di esaltare il sapore di primi e secondi piatti, nonché il partner perfetto per brindare nelle occasioni che contano, come i grandi eventi sportivi.
Giacomo Pondini, direttore del Consorzio dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti Docg commenta: “Siamo felici di essere entrati in un circuito prestigioso come quello dell’ATP Tour e di partecipare attivamente alle Nitto ATP Finals che si svolgeranno per la prima volta a Torino, a casa nostra. Per questo abbiamo scelto Lorenzo Sonego, torinese DOC come volto della campagna promozionale dell’evento insieme a chef Borghese, Brand Ambassador ufficiale della Denominazione, con cui stiamo portando avanti un importante percorso di comunicazione volto a rompere gli stereotipi del passato e a dare una nuova luce a un prodotto storico e di qualità, come le nostre bollicine aromatiche oggi molto apprezzate all’estero”.
Alle Nitto ATP Finals di Torino, che riuniscono i migliori tennisti del circuito ATP, l’Asti Spumante e il Moscato d’Asti saranno protagonisti della premiazione accanto ai due finalisti. I valori promossi dallo sport, come trasparenza, correttezza e genuinità, si sposano perfettamente con i principi guida del Consorzio dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti. Allo stesso modo gli obiettivi che si pongono le centinaia di produttori piemontesi consorziati coincidono con quelli delle stelle dello sport: migliorare continuamente i propri risultati, perfezionare le tecniche per ottenere una sempre maggior resa, perseguendo eccellenza e qualità.

 

Due momenti dello spot dell’Asti Docg con Alessandro Borghese e Lorenzo Sonego

 

Stefano Ricagno, Alessandro Borghese, Lorenzo Sonengo e Giacomo Pondini con il trofeo delle ATP Finals

 

Prendiamo atto della presa di posizione del Parlamento Europeo sulla comunicazione “From Farm to Fork” che ha, peraltro, ripreso alcune delle proposte che avevamo presentato nel corso dei lavori. Resta però aperta la questione di fondo per le prospettive delle imprese agricole: la mancanza di uno studio della Commissione sull’impatto che avrebbero le misure contenute nella comunicazione in esame”.
E’ il commento del presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, in relazione alla votazione, a maggioranza, del Parlamento Europeo alla F2F.
L’Esecutivo della UE si è ufficialmente limitato a valutare nei giorni scorsi come incomplete le valutazioni già svolte, ma – afferma Giansanti – non ne ha contestato le univoche conclusioni secondo le quali l’agricoltura europea sarebbe destinata a una riduzione delle produzioni e dei redditi, senza significativi vantaggi per l’ambiente. Perché dovrebbero crescere le importazioni per far fronte al fabbisogno alimentare dei cittadini negli Stati membri”.
Per di più, la Commissione non ha neppure indicato se intende meno colmare le lacune rilevate nelle valutazioni esterne”. Confagricoltura ricorda che le valutazioni sono state svolte dall’USDA, il dipartimento di Stato USA all’agricoltura, dal Centro Comune di Ricerca che svolge consulenze scientifiche per la Commissione UE e, da ultimo, dall’Università di Kiel, in Germania.
Sotto il profilo procedurale, la relazione del Parlamento e le conclusioni già approvate dal Consiglio Agricoltura dell’Unione passeranno ora alla Commissione in vista della presentazione delle formali proposte di regolamento. “Il dossier, quindi, non è affatto concluso” – ha sottolineato Giansanti.
Secondo i dati resi noti dalla Commissione, negli ultimi anni è stato ridotto il ricorso alla chimica nei processi di produzione e l’emissione di gas ad effetto serra (meno 25% dal 1990), senza però tagliare le produzioni.
Siamo consapevoli che dobbiamo accrescere il nostro contributo alla transizione ecologica – conclude il presidente di Confagricolturama non servono i divieti. La strada da seguire è quella delle innovazioni e degli investimenti”.

“Chi semina raccoglie”, un motto quanto mai azzeccato per la giornata di martedì 26 ottobre, dedicata interamente alla semina che avrà luogo presso l’Istituto Agrario “Penna” di Asti. L’evento è organizzato dall’istituto superiore astigiano e dall’azienda “TempoVerde”, un’azienda che da quasi 40 anni si distingue per la ricerca di soluzioni tecniche ed innovative e nella creazione e manutenzione dei tappeti erbosi.
La semina sta diventando una lavorazione sempre più urgente e più specifica a fronte del cambiamento climatico e del passaggio della fauna selvatica che sta costringendo gli agricoltori ad intervenire in modo tempestivo ed efficace, operando con mezzi e tecniche idonei.
Durante la giornata, patrocinata anche dalla Confagricoltura di Asti, verranno effettuati diversi lavori di semina che sarà effettuata con la combinata “MORENI” (erpice rotante + seminatrice pneumatica) e le attrezzature saranno messe a disposizione dal concessionario “Musso”.
Durante l’evento che avrà luogo dalle 8,30 alle 16, verranno effettuate 9 diverse tecniche di semina che sono visualizzabili all’interno della locandina allegata.
Per maggiori informazioni è possibile contattare i seguenti recapiti: Marco Maggioni (3356077975) – segreteria Istituto Penna (01411771664), oppure visitare il sito web dell’Istituto “Penna”: https://istitutopennaasti.edu.it . L’evento è aperto a tutti.
L’Istituto  Agrario “Penna” comunica che è possibile ordinare la miscela “Mix BEE-Nature” direttamente dal sito dell’azienda “TempoVerde” al seguente link: https://www.tempo-verde.it/istituto-penna-asti/ , inserendo la password: IstitutoPenna2021Swe

Il ritiro del prodotto avverrà direttamente nella sede della scuola

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Si è svolta la scorsa settimana la prima riunione tecnica in sede ministeriale per definire gli elementi concreti che costituiranno il protocollo di intesa a tutela degli allevatori lattiero-caseari già impostato a livello politico nelle riunioni precedenti tra organizzazioni agricole, della GDO e dell’industria di trasformazione. L’intesa, come noto, realizzata con l’assistenza del Mipaaf, prevede un intervento straordinario a tutela del reddito degli allevatori per tenere conto dell’aumento eccezionale dei costi di produzione per gli allevamenti nazionali con un rincaro delle materie prime e segnatamente mais, soia e foraggi e prevede, almeno per quanto riguarda la remunerazione del latte ed i premi, i seguenti elementi:
– un impegno delle imprese della GDO a riconoscere una valorizzazione dei prodotti lattiero caseari (latte alimentare incluso UHT, yoghurt, formaggi freschi e a media stagionatura e Grana Padano DOP) per un importo (“premio emergenza stalle”) pari a 3 centesimi al litro di latte utilizzato per la produzione dei prodotti in questione se ottenuti utilizzando latte 100% italiano;
– un corrispondente impegno a carico delle imprese di trasformazione e delle cooperative a valorizzare il latte ed il reddito degli allevatori riconoscendo almeno il prezzo minimo di 41 cent/litro alla stalla escluso IVA inteso come prezzo minimo fissato in Lombardia dal quale determinare poi le soglie dei prezzi indicativi del latte conferito nelle altre regioni. In ogni caso tale prezzo comprende il “premio emergenza stalle”.
– L’inserimento di tali impegni nella contrattualistica che regola i rapporti commerciali in essere con la dicitura “premio emergenza stalle” per la durata dell’emergenza.
La discussione svolta in occasione della riunione di ieri – cui hanno partecipato oltre Confagricoltura, CIA, Copagri, Coldiretti, ACI, Assolatte, Coop, Conad e Federdistribuzione, oltre agli uffici del Mipaaf – ha fatto emergere da un lato la disponibilità di tutti gli attori a sostenere l’iniziativa, in particolare le organizzazioni agricole ma, dall’altro, alcuni orientamenti delle organizzazioni dell’industria e GDO, tesi a circoscrivere l’ambito e l’efficacia della applicazione del protocollo anche modificando l’interpretazione di fondo dei meccanismi che erano stati ipotizzati come ha anche evidenziato la Confederazione.
In particolare, Assolatte ha chiesto attenzione anche agli aumenti dei costi subiti dall’industria, ha espresso perplessità sulla possibilità di siglare l’intesa alla luce delle recenti determinazioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato; ha inoltre evidenziato come la concreta attuazione del protocollo comporti alcune difficoltà tecniche e rimarcato l’assenza al tavolo di una parte rilevante della GDO (discount).
Le organizzazioni della GDO presenti hanno precisato che tecnicamente il protocollo va circoscritto ad alcuni prodotti ed in particole solo a latte alimentare e formaggi freschi e freschissimi. Inoltre, il “premio emergenza stalle” da riconoscere alle industrie non va corrisposto “a pioggia” ma si deve limitare sino a concorrenza del raggiungimento del prezzo minimo di 41 cent/litro e non oltre. Eventuali ulteriori aumenti sono integralmente a carico dell’industria.
Confagricoltura ha richiamato tutti a fare la loro parte, ricordando quanto sia urgente intervenire quanto prima per fronteggiare l’aumento dei costi derivanti dai rincari delle materie prime ed evidenziando le differenze di approccio rispetto alla bozza di protocollo precedentemente condiviso. Ha chiesto quindi di tradurre quanto prima in termini operativi la bozza di protocollo che ha già trovato la condivisione politica dell’organizzazione. Il tutto adottando una formulazione che consenta una applicazione trasparente, semplice e diretta di istituzione e trasferimento del “premio emergenza stalle”. Non trascurando neanche la possibilità di prevedere poi interventi pubblici per il settore.
La riunione si è conclusa con la richiesta alle parti di fornire osservazioni e proposte al fine di concretizzare in una procedura tecnica percorribile, e da definire tassativamente – ha ammonito il Mipaaf – in occasione del prossimo incontro, per l’attuazione del “protocollo di intesa”.
Mentre è positiva la disponibilità dei presenti a proseguire nel percorso ed il ruolo di impulso del Mipaaf, l’assenza di una parte della distribuzione moderna, e le richieste per circoscrivere i prodotti lattiero-caseari oggetto dell’intesa potrebbe limitare molto l’efficacia del protocollo che si stima possa interessare solo il 20-25 per cento delle consegne del latte nazionale. Un quadro complessivo che unito alle perplessità espresse da Assolatte relativamente al rispetto della normativa in materia di concorrenza, sembra rendere particolarmente complesso tradurre il protocollo di intesa in una contrattualistica immediatamente utilizzabile per regolare i rapporti commerciali tra le parti.