Sono 8.320 (il 12% del totale) le domande di sanatoria presentate per i lavoratori agricoli in base alle disposizioni del Decreto Rilancio. Il dato conferma le previsioni di Confagricoltura: all’agricoltura italiana serve manodopera qualificata, che conosce il settore e ci lavora da anni, persone che ogni primavera arrivano in Italia e hanno tutte un regolare contratto di lavoro. In allegato un articolo pubblicato su “Il Sole 24 Ore”.

Sanatoria irregolari_Il Sole 24 Ore

Si ricorda che scade sabato 18 luglio 2020 il termine per presentare le domande per ottenere il contributo per il ristoro dei danni causati dalla cimice asiatica (Halyomorpha halys). Per presentare domanda le aziende devono aver subito un danno nel 2019 superiore al 30% della produzione lorda vendibile. In fase di istruttoria saranno quantificati i danni dai documenti contabili in possesso dell’azienda, rapportando le fatture di vendita dei prodotti ortofrutticoli del 2019 con gli anni 2018 e 2017.
Le imprese aderenti alla misura non devono aver sottoscritto polizze assicurative agevolate o aderito a fondi di mutualizzazione a copertura dei danni causati da attacchi di Halyomorpha halys ai sensi del piano assicurativo agricolo annuale di riferimento. Per la presentazione delle domande i frutticoltori interessati possono rivolgersi all’Ufficio Tecnico di Confagricoltura Asti.

Giovedì 9 luglio la Conferenza Stato Regioni esaminerà la bozza di decreto per le filiere in crisi a causa del Covid-19, che prevede aiuti per 90 milioni di euro per le filiere zootecniche. Gli aiuti saranno riservati al comparto suinicolo, cunicolo, bovino da carne, ovicaprino e bufalino. Non appena sarà definito il decreto, che stanzierà contributi diretti per capo allevato e/o macellato in un certo periodo compreso nei primi sei mesi dell’anno, i tecnici di Confagricoltura saranno a disposizione degli interessati per la presentazione delle domande.

In Italia l’autosufficienza alimentare è ancora lontana, dato che produciamo circa il 75 per cento di quanto consumiamo”. Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, in un’intervista su Euroactiv precisa il punto di vista dell’organizzazione sulla politica agricola europea e sulla riforma della PAC. E sulla discussione biologico/convenzionale precisa che “oggi non esiste una quantità di matrice organica tale da poter soddisfare le richieste del 30% del terreno europeo. Poi ci sono degli aspetti di mercato: il prodotto biologico ha saputo conquistarsi uno spazio di mercato rilevante, oggi circa il 15% del mercato italiano”. In pratica: occorre essere lungimiranti e pragmatici, pensare al futuro con coerenza e non affidarsi soltanto agli slogan. Per leggere l’intervista cliccare sul link che segue:

 

Oggi, a livello mondiale, la popolazione affamata sta crescendo; a questo aspetto si aggiungono l’aumento dello spreco alimentare nei Paesi evoluti e la continua antropizzazione del territorio. A livello mondiale, e ancor di più in Italia, laddove c’è spazio non urbanizzato, ci sono gli agricoltori che dunque assumono un ruolo essenziale nella manutenzione del territorio e nella tenuta sociale, economica ed ambientale dell’Italia e del Mondo”. Lo ha affermato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti intervenendo al webinar dell’assemblea dell’Associazione Nazionale delle Bonifiche (ANBI).
L’agricoltura – ha proseguito Giansanti – dovrà sostenere le esigenze alimentari di una popolazione mondiale in crescita, con sempre meno suolo a disposizione, in un contesto caratterizzato dai cambiamenti climatici; questo si tradurrà inevitabilmente per gli agricoltori in un aumento delle produzioni, anche attraverso il miglior utilizzo delle acque. Su questi aspetti aiuterà senz’altro la nuova rivoluzione che l’agricoltura si avvia ad affrontare, quella del digitale, attraverso l’introduzione delle tecnologie più evolute, che permetteranno di produrre meglio e di essere sempre più attenti ai temi della sostenibilità”.
L’emergenza Covid 19 – ha posto in evidenza Giansanti – ha mostrato quanto sia importante avere un settore primario efficiente e produttivo, in grado di soddisfare le esigenze dei consumatori. Davanti alle sfide che ci aspettano occorre affrontare con lungimiranza e in modo strategico la gestione delle risorse idriche, dando sempre più rilievo a ricerca e innovazione. Ed è fondamentale affrontare le criticità del settore, tra cui una rete infrastrutturale vetusta e un tasso di dispersione elevato“.
In quest’ottica – ha concluso il presidente di Confagricolturaoccorre affermare l’obiettivo fondamentale dei consorzi di bonifica di contribuire al progresso dell’agricoltura, come enti strumentali ma anche progettuali, facendo investimenti e ricerca per la gestione delle acque, lo sviluppo di reti, il riuso dell’acqua”.