,

Vendemmia del Moscato dalla seconda decade di agosto, Confagricoltura fiduciosa sull’accordo per la determinazione delle rese produttive

I primi grappoli di uva Moscato destinati alla produzione di Asti docg e Moscato d’Asti docg si vendemmieranno, nelle posizioni più favorevoli, tra una ventina di giorni. In attesa del raccolto, che – in base alle valutazioni dei tecnici di Confagricoltura – si preannuncia di ottima qualità, ma non abbondante nei volumi, domani (2 agosto) a Isola d’asti, al Consorzio di tutela dell’Asti, si riuniranno i rappresentanti del mondo agricolo e industriale, insieme al Consorzio  e all’assessore regionale all’Agricoltura Giorgio Ferrero, per una valutazione sulle rese produttive di un comparto che interessa circa 4.000 aziende agricole che coltivano 9.500 ettari di vigneto che danno un raccolto di uva di oltre 800.000 quintali, per un valore che all’origine supera i 90 milioni di euro. Confagricoltura si dice fiduciosa. “Dal confronto che abbiamo avuto con le istituzioni crediamo che esistano le condizioni per determinare una resa produttiva in grado di soddisfare tutti i produttori e gli industriali dal compartoCrediamo – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia –  che i cosiddetti moscatisti, i produttori di uve che vinificano autonomamente e hanno un loro mercato, non debbano essere penalizzati, individuando una soluzione che tenga conto della loro specificità. Più in generale è necessario favorire un salto di qualità della filiera, andando a garantire un miglior equilibrio tra produttori, trasformatori e industriali. Inoltre siamo convinti che con la produzione del nuovo Asti Secco il mercato si muoverà positivamente; per questo – conclude Allasia –auspichiamo che i rapporti tra le parti siano sempre più chiari e trasparenti, nell’interesse della crescita complessiva del comparto”.

,

AL VIA IL CONCORSO “COLTIVIAMO AGRICOLTURA SOCIALE”: PREMI E BORSE DI STUDIO

Confagricoltura e Onlus Senior – L’Età della Saggezza arricchiscono la dotazione finanziaria del concorso “Coltiviamo Agricoltura Sociale”, giunto alla seconda edizione, e svolto ancora una volta in collaborazione con Rete delle Fattorie Sociali e Intesa Sanpaolo. I premi ai migliori progetti – che andranno presentati da imprenditori agricoli singoli o associati e cooperative sociali, anche attraverso partenariati con altre associazioni – da uno sono passati a tre (ognuno da 40 mila euro per un totale di 120 mila euro in palio).
L’obiettivo è quello di incentivare l’agricoltura sociale per favorire e accompagnare lo sviluppo di attività imprenditoriali in grado di coniugare sostenibilità e innovazione. Si vogliono affiancare gli imprenditori e le cooperative agricole e sociali per sviluppare le potenzialità dell’agricoltura nell’ambito sociale, con un occhio attento alle zone del sisma. L’agricoltura ha bisogno di imprenditori sempre più specializzati e preparati, per questo oltre al premio in denaro, saranno destinate ai vincitori tre borse di studio per partecipare al ‘Master di Agricoltura Sociale’ presso l’Università di Roma Tor Vergata.
I progetti che concorrono al premio “Coltiviamo Agricoltura Sociale”– che possono essere presentati sino al 15 ottobre 2017 – dovranno distinguersi per il carattere innovativo, per la capacità di rispondere a una criticità ben identificata del territorio, nonché per metodi di valutazione e di comunicazione appropriati. Dovranno riguardare i minori e i giovani in situazione di disagio sociale, gli anziani, i disabili e gli immigrati che godono dello stato di rifugiato e richiedenti asilo.
Sono tre le aree in cui si potranno sviluppare le proposte: potenziamento e sviluppo di servizi socio educativi e/o socio assistenziali già esistenti e sperimentazione di nuovi, costruzione di reti e partenariati tra i diversi attori territoriali. Molteplici gli ambiti, che spaziano dall’inserimento di persone con disabilità, all’educazione ambientale e alimentare, fino alla salvaguardia della biodiversità.

I progetti presentati verranno direttamente inseriti dagli interessati sulla piattaforma Internet dedicata www.coltiviamoagricolturasociale.it; saranno quindi votati dal pubblico attraverso il web. Le trenta proposte che avranno raccolto il maggior gradimento passeranno al vaglio di una commissione di esperti per la selezione definitiva. I tre progetti vincitori dovranno essere realizzati entro ottobre 2018.
L’importo dei premi di 40 mila Euro ciascuno, sarà erogato in tre tranche, buona parte sarà messa a disposizione subito per consentire alle iniziative una rapida operatività.

“Confagricoltura – ha osservato il presidente Massimiliano Giansanti – crede e sostiene questo nuovo modello di agricoltura, non solo produttrice di beni tradizionali, ma attenta ai bisogni dei più deboli; un’opportunità per integrare il concetto di welfare, non più solo assistenziale ma anche partecipato. È significativo l’aver voluto sollecitare iniziative di agricoltura sociale nelle zone terremotate; questo comparto può dare risposte importanti per rilanciare l’economia delle aree devastate, recependo i bisogni della collettività”.
“Lo scorso anno – ha quindi ricordato Giansanti – è stata premiata la cooperativa sociale Barikamà, che ha saputo coniugare le capacità imprenditoriali di un gruppo di giovani africani ed i bisogni dei ragazzi con sindrome di Asperger. I componenti della coop producono nell’agro romano yogurt bio e di qualità, con il latte di Amatrice, che consegnano a domicilio ai consumatori in bici. Un esempio concreto di integrazione che siamo orgogliosi di aver contribuito a far crescere”.

,

Strategie di Co-design per lo sviluppo del Monferrato, CCIAA Alessandria – 24 novembre ore 10

È normale che nei vari periodi storici ci siano delle evoluzioni sui processi e sulle metodologie di progettazione con approcci diversi e modellati secondo le richieste di mercato e dei cambiamenti socioculturali. Proprio questi ultimi hanno inciso in modo determinante nello sviluppo del prodotto. Cosa accade, quindi, se si ha la necessità di sviluppare un’idea, ma la società appare particolarmente dinamica e in forte mutazione?Occorre uno strumento che permetta di interpretare scenari, valutare nuove esigenze e gestire l’innovazione tecnologica. Il concetto non è nuovo, è stato introdotto più di 40 anni fa, ma il Co-Design è un punto cardine che contribuisce a tenere sotto controllo la globalità. Il Co-Design è un approccio di progettazione che coinvolge attivamente tutti i portatori di interesse nel processo di progettazione col fine di contribuire e garantire che il prodotto per risponda ai bisogni del cittadino/consumatore.

Il Co-design mette dunque al centro della progettazione la “persona”.

 

E’ questo l’approccio con cui Agriturist Piemonte organizza un intenso programma di attività di comunicazione, formazione e sensibilizzazione rivolta alle Pubbliche Amministrazioni, agli operatori della filiera turistica e ai cittadini di una particolare area del Piemonte, sempre più al centro delle dinamiche turistiche regionali, con grandi potenzialità e ancora margini di crescita: il Monferrato.

Il Monferrato è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità – Unesco nel 2014, European Community of Sport nel 2017 e, più recentemente, con la Città di Casale Monferrato è candidato a diventare Capitale Italiana della Cultura nel 2020. Flussi turistici in crescita, oltre un milione di presenze nel 2016, e una performance di sviluppo seconda solo all’area metropolitana di Torino.

Nonostante ciò, non si ha ancora la concreta percezione che il turismo possa incidere in modo determinante sul PIL di questa area di Piemonte, fino a trent’anni fa dipendente ancora dalla grande industria torinese dell’automobile.

Manca ancora l’entusiasmo e lo slancio imprenditoriale che permettono ad un territorio di fare un vero salto di qualità; un’identità ancora da consolidare e un orgoglio da recuperare. Occorre quindi fare un’analisi critica dello stato dei fatti, delle strutture e dei servizi presenti, ascoltare gli operatori del turismo, coinvolgere i cittadini e affidarsi a professionisti che siano in grado di sviluppare e intercettare nuovi mercati per completare il processo di sviluppo. Conoscere dunque il territorio, confrontarsi e soprattutto programmare un percorso di obiettivi raggiungibili nel medio e lungo periodo.

Un dibattito aperto molto poco istituzionale e molto tecnico e operativo, da cui dovrà risultare una sorta di “road map” che Agriturist Piemonte, Confagricoltura e IsiTT (Istituto Italiano Turismo per Tutti) si impegnano per primi a sviluppare per il futuro del Monferrato.

E’ in quest’ottica che Agriturist Piemonte propone un workshop dal titolo “Strategie di Co-design per lo sviluppo del Monferrato” strutturato su tre incontri altamente qualificati e qualificanti che si terranno tra Alessandria e Asti rivolti ad un pubblico eterogeno che deve essere coinvolto nel processo.

Si parte dunque da Alessandria il 24 novembre (la sede sarà la sala Castellani della Camera di Commercio) con “Turismo: quali mercati” e “Il Monferrato: un territorio da valorizzare” per capire sia quali sono le nuove frontiere del turismo e quali meglio si adattano al Monferrato e sia per conoscere i risultati di un anno di attività del Monferrato European Community of Sport con le sue ricadute economiche e turistiche. Sarà l’occasione per incontrare Ventana Group (uno dei più importanti player del turismo italiano) e conoscere esperienze positive di sviluppo turistico, in particolare il progetto CuneoBike,  e coloro che hanno fatto della progettazione pubblico-privata il filo conduttore della rinascita di aree rurali, come le Valli di Lanzo. Un’attenzione particolare per il Turismo for All, inteso non più solo come il turismo dedicato a persone con disabilità ma come un turismo più attento alle esigenze di ognuno, in cui la persona è al centro del processo di progettazione.

Nel pomeriggio si alterneranno momenti di dialogo sulle professionalità che il settore dell’accoglienza richiede per il turismo outdoor e il turismo sportivo con un approccio for all.

Ad impreziosire l’incontro focus ed interventi dedicati a quanto già Agriturist e Confagricoltura stanno realizzando, con puntuali relazioni di Rosanna Varese, presidente di Agriturist Piemonte, Luca Brondelli di Brondello componente di Giunta di Confagricoltura nazionale e Pina Romano che racconterà l’esperienza “Spighe Verde” ed EcoCloud. Una finestra sul Veneto con Leonardo Granata, presidente di Agriturist Veneto, perché confrontandosi con realtà di altre regioni si impara e si cresce. Ad aprire e chiudere la giornata Gian Paolo Coscia e Roberto Livraghi, rispettivamente presidente e segretario generale della CCIAA di Alessandria.

L’intenso programma si articolerà poi a metà gennaio con altri due appuntamenti di approfondimento, che si terranno presso l’Università di Asti e la CCIAA di Asti, tra cui un forum sul mondo del biologico (inserito nell’ambito delle iniziative di divulgazione e informazione previste dalla Misura 1 del PSR regionale) e un corso di formazione dedicato al mondo della comunicazione e della progettazione. Tra i protagonisti di quest’ultimo appuntamento da segnalare la presenza di Alessandro Ubertis, Amministratore della Carmi&Ubertis, presidente di Unicom e vincitore del Premio “Italia che comunica”, e di Cristina Amenta, Architetto, Albergatore e componente dello staff di Matera2019 Capitale Europea della Cultura.

Le giornate di incontri sono realizzate con il Patrocinio della Città di Alessandria e della Città di Asti.

Per informazioni: segreteria@isitt.it

 

 

,

Efficienza energetica: arte e vino nelle cantine dell’UNESCO

Il seminario, della durata di quattro ore , organizzato dalla soc. Gemini Project srl , si svolgerà ad Asti giovedì 30 novembre 2017 presso ad Asti Presso l’Aula Magna dell’Università ASTISS con orario 14,30-18,30 ( accreditamento dalle 14,00 ) ;

Il seminario avrà i seguenti relatori :

  • dott.ssa Annalisa Conti Vice Presidente  Associazione dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero & Monferrato;
  • Agr. Filippo Mobrici Presidente Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ;
  • Daniele Eberle Consulente Consorzio dell’Asti DOCG ;
  • Mauro Arione Capogruppo Gruppo vini & Distillerie dell’Unione Industriale di Asti ;
  • Alberto Cordero di Montezemolo Direttore Generale Az. Gr. Monfalletto di La Morra ;
  • Giancarlo Scarzello titolare soc. Gemini Project srl ;
  • Roberto Dellavalle libero professionista ;
  • Aldo Maria Scarzello titolare soc. Gemini Project srl ;
  • Saranno esposte le sculture in acciaio dell’artigiano-artista Antonio Gotta;

Il seminario  ha il patrocinio di:

  • Associazione per Il Patrimonio dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero & Monferrato;
  • Camera di Commercio di Asti;
  • Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Regione Piemonte e della Valle d’Aosta ( valido come accreditamento professionale )  ;
  • Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Asti ( valido come accreditamento professionale )  ;
  • Ordine degli Architetti Conservatori, Paesaggistici e Pianificatori, della Provincia di Asti ( valido come accreditamento professionale ) ;
  • Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati della Provincia di Asti ( valido come accreditamento professionale ) ;
  • Collegio Interprovinciale dei periti agrari e dei periti agrari laureati di AL, AT, CN, TO, & Valle d’AOSTA ( valido come accreditamento professionale ) ;
  • Confindustria Asti ;
  • Consorzio del Barbera e dei vini del Monferrato;
  • Consorzio dell’Asti docg;
  • Associazione dei Vignaioli Piemontesi ;
  • Confartigianato Asti;
  • Coldiretti Piemonte;
  • I.A. Asti;
  • Unione Provinciale Agricoltori Asti;
  • Enoteca Regionale di Nizza;
  • Enoteca Regionale di Canelli e dell’Astesana;
  • Parco Artistico nel vigneto orme su la court ;

Il seminario  è stato accreditato da:

Ordine dei Dottori Agronomi & Forestali di Asti con  il riconoscimento di 0,5 crediti formativi;

Ordine degli Architetti  di Asti con  il riconoscimento di 04  crediti formativi;

Collegi dei Geometri  e dei Geometri Laureati di Asti con il riconoscimento di 02  crediti formativi;

Collegio Interprovinciale dei periti agrari e dei periti agrari laureati di AL, AT, CN, TO, & Valle d’AOSTA con  il riconoscimento di 04  crediti formativi;

Info: info@geminiproject.it

Annata agraria 2017: produzione in forte calo ma di elevata qualità secondo i dati di Confagricoltura Piemonte

Si è svolta questa mattina presso la sala convegni dello Starhotels di Torino, il bilancio dell’annata agraria 2017, organizzato da Confagricoltura Piemonte. Un’annata costellata da luci ed ombre a causa delle condizioni atmosferiche avverse che si sono verificate su tutto il territorio regionale e dei repentini cambiamenti climatici che hanno influito notevolmente sulla produttività delle colture. A partire dalle gelate di metà aprile fino alle grandinate dei mesi di giugno e luglio che si sono abbattute su astigiano e alessandrino, l’agricoltura piemontese non ha avuto un attimo di tregua.
L’annata agraria 2017 sarà però anche ricordata per la grande siccità estiva che ha posto in primo piano la questione dell’approvvigionamento idrico e la necessità di interventi strutturali per affrontare le emergenze legate al clima.
Per molte colture il raccolto 2017 è stato scarso in termini quantitativi, con costi di produzione elevati dovuti al ricorso all’irrigazione a causa della siccità. Il Piemonte vitivinicolo ha pertanto una produzione di vino inferiore di quasi il 30% rispetto all’anno scorso e un calo dal 20 al 40% per quanto riguarda il comparto frutta. Diminuisce anche la produzione di orticole e quella del comparto florovivaistico.
Per quanto concerne l’ambito cerealicolo si registra un ottimo raccolto per il riso per qualità e quantità, che tuttavia risente di un andamento particolarmente negativo dei prezzi. Produzione in lieve calo per il mais, con prezzi stabili rispetto al 2016, ma in diminuzione rispetto a questa primavera. L’orzo è stabile ma aumenta le superfici dedicate. Il frumento tenero è duro e di buona qualità ma con quantitativi in calo e prezzi ancora insoddisfacenti.
Annata decisamente negativa per i produttori di miele, con quantitativi molto scarsi, in particolare per le varietà acacia e castagno. Per quanto riguarda il comparto latte, la domanda da alcuni mesi è tonica. Attualmente il latte piemontese alla stalla vale circa 37 cent/litro.
Annata delicata invece per quanto riguarda l’avicoltura, a causa delle vicende Fipronil e Amitraz. Confagricoltura Piemonte collaborerà con le autorità sanitarie per la diffusione dei piani di autocontrollo e a favore della richiesta della timbratura delle uova per ogni singola azienda di allevamento, al fine di salvaguardarne l’origine.
L’andamento altalenante di questi ultimi mesi e gli evidenti cambiamenti climatici hanno messo a dura prova il settore primario, che in Piemonte ha ancora annose questioni da risolvere”, ha affermato Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte, “come ad esempio il caso della proliferazione dei selvatici, del peso della burocrazia, della mancanza di un programma integrato di filiere in grado di valorizzare i nostri prodotti, ma anche del sistema macchinoso di accesso ai contributi comunitari che frena lo sviluppo della nostra agricoltura”. “In questo quadro certamente complesso”, ha concluso Allasia, “la nostra organizzazione continua a lavorare ogni giorno con l’obiettivo di tutelare, in primo luogo gli interessi delle imprese agricole che rappresenta e, più in generale, della collettività, del territorio e dell’ambiente”.

 

Alcune immagini della presentazione del bilancio dell’annata agraria 2017