Il presidente Enrico Allasia e il presidente della sezione regionale di prodotto vitivinicoltura Gian Luca De Maria hanno scritto una lettera all’Assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni con le “Proposte operative settore vitivinicolo” che riportiamo interamente:
“Caro Assessore, con la presente desideriamo richiamare nuovamente la tua attenzione sul comparto vitivinicolo della nostra regione che, da tempo, sta facendo i conti con una crisi caratterizzata da tante sfaccettature: dai conflitti internazionali, ai dazi statunitensi, alla crisi economica europea, Uno scenario già di per se pesante, ulteriormente aggravato da un calo strutturale dei consumi interni, dall’aumento dei costi di produzione in vigna, nonché dai danni causati dal cambiamento climatico in atto.
ln altre parole, per una serie di denominazioni, si sta registrando un forte squilibrio tra domanda e offerta che porta ad una marcata contrazione dei prezzi e ad un accumulo delle giacenze di vino invenduto nelle cantine.
ln questo scenario e nell’immediato possono contribuire a alleggerire la situazione i cosiddetti provvedimenti vendemmiali che potranno essere assunti dai Consorzi di tutela delle DO maggiormente colpite dalla stagnazione di mercato,
Tuttavia, con sempre maggiore convinzione riteniamo che la Regione Piemonte debba al riguardo farsi promotrice di una riflessione più ampia e strategica di lungo periodo, superando definitivamente una logica esclusivamente emergenziale. Le difficoltà del comparto non sono infatti contingenti, ma derivano, come appena accennato, da cambiamenti strutturali dei mercati e dei consumi che richiedono una visione chiara e interventi programmati nel tempo.
Confagricoltura Piemonte, già nel dicembre 2025, ti aveva indirizzato una specifica comunicazione, con cui avanzava una serie di proposte concrete finalizzate a migliorare l’equilibrio tra domanda e offerta.
Un documento che ad oggi mantiene praticamente intatta la sua validità se si esclude il riferimento alla proroga delle autorizzazioni e alla sospensione delle sanzioni, ormai superate dalle disposizioni contenute nel nuovo ‘Pacchetto Vino”
Ciò premesso, Ti rammentiamo di seguito le proposte, frutto di un approfondito confronto con i servizi tecnici e i viticoltori nostri associati, che reputiamo possano portare ad un miglioramento complessivo del sistema, soprattutto dal punto di vista della regolazione della domanda rispetto all’offerta:
– la sospensione dell’assegnazione delle autorizzazioni di nuovo impianto a partire dal 2026,
– la proroga, da concordare con i Consorzi di Tutela, delle idoneità assegnate dai bandi delle DO piemontesi;
– la riformulazione della Ristrutturazione e Riconversione Vigneti, con un premio specifico per chi attende almeno tre anni prima di effettuare un nuovo impianto. Andrebbe anche reintrodotta la misura della ripalatura, cioè la sostituzione degli strumenti di sostegno pali e fili, allo scopo di favorire la meccanizzazione, e in particolare l’uso della vendemmiatrice;
– il ripristino della misura della “vendemmia verde” tra gli interventi a disposizione del comparto poiché è importante iniziare a valutarne fin da ora l’applicazione in una prospettiva futura. Tale misura potrebbe infatti essere pianificata con adeguato anticipo, sfruttando le opportunità previste dal nuovo “Pacchetto Vino”, e rappresentare uno strumento utile riducendo la necessità di ricorrere esclusivamente a interventi emergenziali come la distillazione di crisi.
– l’attivazione della misura dell’estirpazione dei vigneti sul modello francese;
Inoltre, i tecnici e molti viticoltori nostri associati chiedono di poter introdurre nei disciplinari delle denominazioni, in forma ordinaria e con sistemi a basso consumo di risorsa, la pratica dell’irrigazione, quale strumento di contrasto agli effetti del cambiamento climatico, in particolare della siccità.
Infine, rivolgendo lo sguardo anche alla promozione, ti suggerisco di destinare, se possibile, queste preziose risorse in misura maggiore verso le produzioni agricole che generano un effettivo valore aggiunto per il territorio, piuttosto che verso prodotti riconducibili prevalentemente a imprese che si approvvigionano dai mercati esteri.
Restando in attesa di un tuo riscontro, porgiamo cordiali saluti.
Enrico Allasia“