E’ stato pubblicato nei giorni scorsi il Bando del G.A.L. Terre Astigiane per la selezione di Progetti Integrati di Filiera (PIF) a valere sulle Operazioni del PSR 4.1.1 “Miglioramento del rendimento globale e della sostenibilità delle aziende agricole” e Op. 4.2.1 “Trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli”.
Il Bando prevede la partecipazione in forma congiunta di più soggetti (imprese agricole e non agricole), ciascuno dei quali realizza un intervento nella propria azienda, per conseguire un proprio vantaggio diretto, ma anche per favorire la competitività della filiera nel suo complesso.

L’intervento prevede il sostegno alle seguenti filiere:

1. lattiero caseario
2. carne e salumi
3. erbe officinali
4. miele
5. cereali
6. ortofrutta (compresa la frutta a guscio)
7. vitivinicolo
8. zafferano
9. canapa

Le risorse pubbliche disponibili per la realizzazione di questi interventi ammontano a 386.000,00 euro, con una percentuale di contributo in conto capitale del 40% sulla spesa ammessa (IVA esclusa); la scadenza per la presentazione delle domande tramite sistemapiemonte è fissata al 15/01/2021 ore 12,00; il testo del bando e relativi allegati sono disponibili sul sito del G.A.L. https://www.galterreastigiane.it/, alla pagina “Bandi aperti” e su Sistemapiemonte/ PSR 2014-2020/ Elenco bandi.

Le date degli incontri informativi di animazione verranno comunicate a breve e pubblicate sul sito internet del G.A.L.

Fino a un mese fa le previsioni vendemmiali per il Piemonte indicavano un aumento significativo della produzione rispetto a quella dello scorso anno, particolarmente scarsa: in pratica l’annata 2020 avrebbe dovuto essere “normale” dal punto di vista quantitativo, ma il clima dell’ultima parte dell’estate ha modificato il pronostico.
In realtà i dati che stanno affluendo a Confagricoltura dalle cantine dislocate sul territorio piemontese – dichiara il presidente regionale dell’organizzazione Enrico Allasiariferiscono di una produzione sui livelli dello scorso anno per quanto riguarda le uve vendemmiate entro la prima decade di settembre. In particolare moscato, dolcetto, brachetto, grignolino e cortese non avrebbero fatto registrare aumenti di produzione rispetto all’anno scorso”.
Le temperature estive (in particolare dell’ultima parte della stagione) insolitamente alte e la scarsità di precipitazioni hanno ridotto le rese rispetto alle previsioni; i quantitativi raccolti finora sono generalmente al di sotto del limite massimo fissato dai disciplinari di produzione delle uve doc e docg.
Un aspetto positivo – sottolinea il direttore di Confagricoltura Piemonte Ercole Zuccaroè la buona sanità delle uve: la vegetazione è in ordine e il legno è maturo, condizioni che sono di buon auspicio anche per la prossima annata”.
In questo periodo – spiegano i tecnici di Confagricoltura Piemonte che stanno monitorando l’andamento delle curve di maturazione delle uve – si sta raccogliendo l’uva barbera nell’Astigiano, nel Monferrato e nelle Langhe, mentre nelle colline del Canavese si sta vendemmiando l’uva erbaluce. Queste operazioni dovrebbero concludersi entro i primi giorni della prossima settimana.
A seguire, già ai primi di ottobre dovrebbero iniziare, nelle posizioni meglio esposte, le vendemmie delle uve nebbiolo, nelle Langhe, nel Roero e nell’Alto Piemonte. La qualità, per quanto riguarda le uve barbera e le uve nebbiolo si presenta ottima, con punte di eccellenza. Il nebbiolo è in fase di maturazione fenolica e lo stato fitosanitario è ottimo: le piogge misurate nelle aree vitivinicole e le importanti escursioni termiche degli ultimi giorni stanno favorendo la maturazione dei grappoli per un’annata che si preannuncia importante.

In riferimento ai certificati di abilitazione all’acquisto ed alla vendita dei prodotti fitosanitari (articoli 8 e 9 del d.lgs. n.150/12, certificati di abilitazione alla vendita ed all’acquisto di prodotti fitosanitari), in scadenza nel 2020 o in corso di rinnovo, si ritiene opportuno segnalare che la loro validità è prorogata di dodici mesi e comunque almeno fino al novantesimo giorno successivo alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza (al momento fissata al 15 ottobre). Medesima proroga è prevista anche per gli attestati di funzionalità delle macchine irroratrici (art. 12 del d.lgs. n.150/12).
Difatti, il comma 5-bis dell’articolo 224 (misure in favore della filiera agroalimentare) del d.l. n. 34/20, cosiddetto Decreto Rilancio (modificato dalla Legge di conversione 17 luglio 2020, n. 77), ha modificato il comma 4-octies dell’articolo 78 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, introducendo da una parte una proroga più estesa dei certificati e dall’altro chiarendo che si applica anche agli attestati di funzionalità delle macchine irroratrici.

L’art. 37 del DL 76/2020 (Decreto Semplificazione) convertito con la L. 120/2020 pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 14.09.2020 prescrive che tutte le imprese individuali o costituite in forma societaria iscrivano al registro imprese il proprio domicilio digitale entro il 1° ottobre 2020.
Tutte le imprese che non abbiano ancora provveduto devono pertanto ottemperare all’obbligo di comunicazione di una PEC (Posta Elettronica Certificata) valida e al registro imprese.
In difetto di comunicazione entro il 1° ottobre 2020 l’ufficio del Registro delle imprese dovrà procedere all’accertamento dell’omissione elevando la conseguente sanzione, che ai sensi del medesimo articolo 37 del citato decreto risulta triplicata per le imprese individuali e raddoppiata per le società. In particolare:
· per le società verrà comminata la sanzione disposta dall’art. 2630 c.c., in misura raddoppiata, per ciascun amministratore in carica alla data del 2 ottobre, cioè da 206,00 a 2.064,00 euro;
· per le imprese individuali verrà comminata la sanzione disposta dall’art. 2194 c.c., in misura triplicata, cioè da 30,00 a 1.548,00 euro.

La Regione autorizza anche per quest’anno l’arricchimento dei vini ottenuti dalla vendemmia nel limite massimo di 1,5° se destinati a produrre vini senza denominazione di origine e per un massimo di 1° se destinati a produrre vini a doc e docg.
Non è consentito l’arricchimento, su specifica richiesta dei consorzi di tutela, per le denominazioni Ruchè, Barbera d’Asti, Ovada, Barbaresco , Barolo, Dolcetto di Diano d’Alba, Barbera d’Alba, Langhe Nebbiolo, Nebbiolo d’Alba, Verduno Pelaverga.