Il Bando ISI 2021 ha l’obiettivo di incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori, nonché incoraggiare le micro e piccole imprese, operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, all’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, migliorare il rendimento e la sostenibilità globali e, in concomitanza, conseguire la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.
Al settore agricolo è specificamente dedicato l’Asse 5, con una dotazione finanziaria di 37,5 milioni di euro per finanziare l’acquisto o il noleggio con patto di acquisto di trattori agricoli o forestali e/o di macchine agricole o forestali.
Le risorse dell’Asse 5 rientrano nella procedura autorizzativa di notifica alla Commissione Europea che permette di superare le limitazioni legate agli aiuti de minimis per l’accesso del settore agricolo.
Possono essere anche presentate richieste di finanziamento sull’Asse 3 (74 milioni di euro per progetti di bonifica da materiali contenenti amianto) da parte delle imprese individuali, ubicate in ciascun territorio regionale/provinciale iscritte alla Camera di Commercio, quindi anche le imprese agricole; in questo caso però in regime de minimis. Il finanziamento è in conto capitale con procedura valutativa a sportello. La fase di compilazione della domanda è attiva dal 2 maggio e fino al 16 giugno 2022.
Per informazioni è possibile rivolgersi all’ufficio tecnico di Asti Agricoltura.

Il 17 maggio scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto-legge 50 che introduce misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina. In particolare, il provvedimento rafforza ulteriormente l’azione finalizzata a contrastare gli effetti della crisi politica e militare in Ucraina, potenziando strumenti a disposizione e creandone di nuovi, con particolare riguardo ai seguenti ambiti:

1. Energia, con misure per ridurne il costo, semplificare ulteriormente i procedimenti autorizzatori per la realizzazione di nuovi impianti e potenziare la produzione energetica nazionale;

2. Imprese, con misure per assicurare liquidità alle imprese colpite dalla crisi ucraina, fronteggiare il rincaro delle materie prime e dei materiali da costruzione, assicurare produttività e attrazione degli investimenti;

3. Lavoro, politiche sociali e servizi ai cittadini, con misure per lavoratori e pensionati contro l’inflazione, nonché per il personale, il trasporto pubblico locale, le locazioni, i servizi digitali;

4. Enti territoriali, con misure per sostenere Regioni, province e comuni e potenziare gli investimenti;

5. Accoglienza e supporto economico, con misure sia a beneficio delle persone in fuga e accolte in Italia, sia in favore del Governo ucraino.

Vediamo schematicamente le principali novità introdotte suddivise per argomento trattato

FISCO E LAVORO

Bonus sociale energia elettrica e gas:

l’agevolazione tariffaria per la fornitura di energia elettrica, riconosciuta ai clienti domestici svantaggiati (ossia quei soggetti con attestazione ISEE che permette l’applicazione dei bonus sociali elettricità e gas) è estesa al terzo trimestre 2022 e sarà attuata dall’ARERA (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) entro il 30 giugno 2022. È ammessa la compensazione – o il rimborso – per le spese saldate preventivamente all’ottenimento dell’attestazione entro il 31 dicembre 2022

Modifiche alla disciplina in materia di incentivi per l’efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici:

la detrazione del 110% spetta anche, in relazione agli interventi su unità immobiliari effettuati da persone fisiche (edifici unifamiliari), per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022, a condizione che alla data del 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo. Viene concesso alle banche ed agli istituti finanziari assimilati la possibilità di garantire un’ulteriore cessione per i clienti professionali privati correntisti presso la loro struttura.

Garanzie concesse da SACE S.p.A. a condizioni di mercato:

la modifica introdotta interviene sulle modalità di attuazione delle garanzie da parte di SACE spa (società controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze, specializzata nel settore assicurativo-finanziario, nell’assicurazione dei crediti e nella fornitura di garanzie finanziarie) e mira a semplificare e razionalizzare le modalità di rilascio della garanzia a condizioni di mercato al fine di sopperire tempestivamente alla domanda di garanzie.

Le garanzie potranno essere rilasciate, in primis, per supportare operazioni che contribuiscono a:

– operazioni di investimento, acquisizioni, ricerca e sviluppo, di acquisto di beni e servizi volti anche a rafforzare la competitività delle imprese italiane sia sul mercato interno che sui mercati globali;

– operazioni di rilascio di fideiussioni e altri impegni di firma volte a supportare le imprese italiane nella partecipazione a gare per appalti o forniture;

– operazioni di investimento in infrastrutture economiche (strade, ferrovie, porti, reti energetiche e di telecomunicazioni, mezzi di trasporto, ecc.) e infrastrutture sociali (istruzione, sanità, servizi, ecc.).

Indennità una tantum per i lavoratori dipendenti:

la disposizione prevede un’indennità una tantum di 200€ a favore dei lavoratori dipendenti, ad eccezione dei lavoratori domestici. Il riconoscimento del beneficio è subordinato al possesso di determinati requisiti e, se spettante, sarà erogata in via automatica nel mese di luglio direttamente dal datore di lavoro, previa dichiarazione del lavoratore di sussistenza dei requisiti.

Indennità una tantum per pensionati e altre categorie di soggetti:

In favore di soggetti residenti in Italia, titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione, con decorrenza entro il 30 giugno 2022 e reddito personale assoggettabile ad IRPEF, non superiore per l’anno 2021 a trentacinquemila euro, l’Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS) corrisponde d’ufficio con la mensilità di luglio 2022 un’indennità una tantum pari a 200 euro.

L’indennità una tantum non costituisce reddito ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali, non è cedibile, né sequestrabile, né pignorabile.

Fondo per il sostegno del potere d’acquisto dei lavoratori autonomi:

è istituito il Fondo per l’indennità una tantum per i lavoratori autonomi e i professionisti, con una dotazione finanziaria di 500 milioni di euro per l’anno 2022, che costituisce il relativo limite di spesa, destinata a finanziare il riconoscimento, in via eccezionale, di un’indennità una tantum per l’anno 2022 ai lavoratori autonomi e ai professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e ai professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza che non abbiano fruito dell’indennità una tantum per i lavoratori dipendenti o per i pensionati e che abbiano percepito nel periodo d’imposta 2021 un reddito complessivo non superiore

all’importo che verrà stabilito con apposito decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

CREDITO

Maggiorazione del credito di imposta per investimenti in beni immateriali 4.0:

l’aliquota del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali immateriali (brevetti, marchi, software ecc.) è aumentata, sino 31 dicembre 2022, dal 20 al 50%.

Credito d’imposta formazione 4.0:

le aliquote del credito d’imposta previsto per le spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze tecnologiche sono aumentate dal 50 al 70% (per le piccole imprese) e dal 40 al 50% (per le medie imprese).

AGRICOLTURA

Incremento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per il settore agricolo:

vengono introdotte misure per potenziare la produzione di energia rinnovabile per il settore agricolo, zootecnico e agroindustriale, agevolando l’installazione di impianti di produzione sulle coperture delle proprie strutture e permettendo la vendita in rete dell’energia prodotta.

Rifinanziamento del Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura:

per l’anno 2022 viene incrementato di 20 milioni di euro la dotazione del Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura istituito dalla Legge di bilancio 2022.

Garanzie sui mutui in favore delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che hanno subito un incremento dei costi energetici:

previa autorizzazione della Commissione europea, potrà essere concessa la garanzia diretta dell’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) pari al 100% dell’importo del finanziamento a beneficio delle piccole e medie imprese agricole e della pesca che abbiano registrato, nel 2022, un incremento dei costi per l’energia, i carburanti o per le materie prime.

Disposizioni in materie di procedure autorizzative per gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili:

la norma è volta a semplificare le procedure autorizzative onde permettere l’individuazione di ulteriori aree idonee per l’installazione od il potenziamento di impianti, restringendo il diniego del Ministero della cultura solo a comprovate esigenze di tipo paesaggistico-culturale.

Viene inoltre ristretta la sfera di intervento dei Presidenti regionali e delle province autonome interessate.

Quinta celebrazione per la “Giornata mondiale delle Api”, proclamata nel 2018 dall’ONU, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, su iniziativa della Repubblica Slovena con il determinante sostegno e il voto favorevole dell’Italia. A ricordarlo la Federazione Apicoltori Italiani (FAI), sigla storica che dal 1953 rappresenta il comparto in tutte le Istituzioni italiane, europee e internazionali.
Quella del 2022 – sottolinea il presidente della FAI, Raffaele Cironesarà per noi la “Giornata Mondiale dell’Ape per un’Agricoltura più produttiva e sostenibile”: è infatti la funzione di impollinatore (ben oltre il 90% di tutti gli altri insetti utili presenti nei nostri ecosistemi), che rende questo insetto (Apis mellifera Ligustica-Spinola, 1806), originario della nostra Penisola e ormai diffuso in tutti i Continenti, un prezioso alleato dell’uomo“. Sinergia grazie alla quale l’apicoltura si consolida come fondamentale fattore di produttività dell’agricoltura: la presenza di alveari sul territorio, genera in Italia ben 2 miliardi di euro di valore della produzione agro-alimentare, cui si deve aggiungere il valore dell’apporto ecosistemico che le api garantiscono con il servizio di impollinazione alla biodiversità, stimato in 150 miliardi di euro.
Nonostante le numerose criticità cui il settore va spesso incontro, l’Italia garantisce l’incremento costante del patrimonio apistico nazionale. I numeri parlano da soli: l’ultimo censimento 2021 ha sfiorato la ragguardevole quota di 2 milioni di famiglie di api, oltre 70.000 allevatori ufficialmente dichiarati, di cui 50.000 per autoconsumo e 20.000 imprenditori agricoli sebbene ‘senza terra’. Un capitale naturale, composto da oltre 100 miliardi di api il cui valore è stimato in ben 500 milioni di euro, di gran lunga superiore alla produzione lorda vendibile dell’intero comparto.
Numeri che collocano l’Italia ai vertici delle statistiche dell’Unione europea a 27 Stati membri e che non sfuggono all’attenzione del Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli e del Sottosegretario all’Agricoltura, con delega all’Apicoltura, Gian Marco Centinaio, con i quali la FAI ha un canale sempre aperto di confronto e costruttiva collaborazione.
“La Giornata Mondiale delle Api – ricorda infine la FAI – deve essere l’occasione per intensificare e perfezionare la collaborazione tra apicoltori e agricoltori: sono loro che insieme operano in concreto ogni giorno e non solo nel momento delle celebrazioni. Aiutare l’ape mellifera e gli impollinatori a ritrovare una naturale collocazione in tutte le aziende agricole italiane che, non va mai dimenticato, sono poi gli spazi dai quali il comparto apistico nazionale trae slancio e valore produttivo per alimentare una filiera indispensabile quanto delicata è l’impegno concreto di questo tempo difficile, in cui viene messa in discussione persino la sicurezza alimentare“.

Confagricoltura ha commentato positivamente il decreto “taglia prezzi” discusso in Parlamento nei giorni scorsi. In particolare è stata accolta con favore la possibilità data agli impianti a biogas esistenti di incrementare la propria capacità produttiva fino al 20%, fatto che costituisce un importante incentivo alla produzione di energie rinnovabili in ambito agricolo e che consentirà al nostro settore di dare un apporto sempre più significativo per l’indipendenza energetica italiana.
Sul lato ambientale è stata poi apprezzata la decisione, contenuta nel decreto, di concedere più tempo alle Autorità distrettuali di bacino per completare le sperimentazioni sul deflusso ecologico, in modo da poter calibrare con maggiore precisione gli strumenti attuativi e garantire una razionale utilizzazione dell’acqua per le produzioni. Per quanto riguarda i mercati, in materia di pratiche sleali per la filiera delle carni, è stato molto opportuno aver esteso l’elenco dei prodotti deperibili a base di carne includendone alcuni per i quali sarebbero garantite tempistiche di pagamento più favorevoli.
Infine, appare positiva l’attenzione del decreto allo sviluppo dell’imprenditoria giovanile per la quale l’utilizzo dello strumento della garanzia pubblica ISMEA consentirà di restituire i capitali finanziati in tempi più lunghi.
Una nota negativa è però quella che riguarda direttamente l’abbattimento dei costi e in particolare quello del gasolio agricolo: il credito d’imposta resta infatti limitato al primo trimestre ed esclusivamente per la trazione delle macchine agricole.

I dati del monitoraggio nazionale del lupo condotto tra il 2020 e il 2021, resi noti nei giorni scorsi nell’ambito del progetto Life WolfApls EU, confermano le nostre preoccupazioni: è necessario un intervento tempestivo da parte delle autorità competenti – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonteper riportare la situazione a livelli accettabili, pena lo sconvolgimento della biodiversità dei nostri territori”. Secondo il monitoraggio sono oltre 900 i lupi presenti nelle regioni alpine, in particolare in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. “I dati dimostrano in modo inequivocabile che il lupo sta diventando un pericolo per gli allevamenti e per il lavoro degli allevatori, non più soltanto nelle aree montane. E’ necessario che le autorità prendano atto della situazione – aggiunge Allasia – e agiscano con misure di contenimento efficaci”.
Gli agricoltori sono esasperati. “Secondo i dati ufficiali della Regione – chiarisce Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Piemontenel corso del 2020 i servizi veterinari hanno registrato sul sistema informativo regionale ARVET 183 accertamenti per predazione al bestiame domestico, per un totale di 478 capi morti e 46 feriti”.
I danni prodotti dai grandi predatori, nelle campagne e soprattutto negli alpeggi, scoraggiano le attività di allevamento: se si vuole favorire gli investimenti nel settore primario – precisa Confagricoltura in una nota – soprattutto nei territori svantaggiati, si devono creare le condizioni per operare in sicurezza. Confagricoltura ricorda che gli allevatori sono impegnati per migliorare il benessere animale e che la prima condizione per la cura del patrimonio zootecnico è la tutela delle mandrie e delle greggi dai selvatici.