Nelle settimane scorse nostra organizzazione aveva richiamato l’attenzione dei parlamentari locali sui ritardi e sulla bassa percentuale di pagamento dei contributi assicurativi alle imprese agricole da parte di Agea.
Il Comitato di Sorveglianza del PSRN 2014/2020 che si è riunito lo scorso 24 novembre ha esaminato lo stato di attuazione del programma di gestione del rischio (Misura 17 –Assicurazione del raccolto, degli animali e delle piante). La dotazione residua delle risorse previste dal PSRN per la misura per l’anno 2020, l’ultima annualità del periodo di programmazione, è stabilita in 160 milioni di euro a cui si aggiungono ulteriori 26 milioni di euro derivanti dalle economie scaturite dagli affidamenti relativi al bando della misura 4.3. Queste risorse serviranno a contribuire a coprire il fabbisogno finanziario che il Ministero ha verificato attraverso i monitoraggi avviati da Agea e che si stima intorno a circa 370 milioni di euro. Ministero e Agea hanno assicurato che provvederanno comunque e regolarmente con l’erogazione dei pagamenti utilizzando le risorse stanziate e già disponibili per la campagna 2021.
In attesa della ridefinizione del plafond disponibile è stato disposto un contributo pubblico di circa il 30% della spesa ammessa: questa percentuale di contribuzione, a fronte delle eventuali riassegnazioni, saranno incrementate fino alla concorrenza del 65-70%. Per la campagna 2020 al momento il Ministero non può ancora integrare le erogazioni poiché l’integrazione del plafond di 26 milioni di euro non permetterebbe di coprire in maniera esaustiva gli importi delle polizze stipulate: Ministero e Agea contano di procedere all’integrazione entro il primo semestre 2021, con le risorse dell’annualità 2021.
Confagricoltura ha suggerito al Ministero di anticipare parte delle risorse derivanti dal periodo di transizione prima dell’avvio della nuova programmazione. La Confederazione si è comunque attivata da tempo nei confronti del Ministero affinché l’erogazione del contributo intervenga al più tardi entro il primo bimestre del 2021, attivando un tavolo di confronto per individuare le soluzioni volte ad intercettare le risorse finanziarie necessarie per le coperture assicurative.

L’Unione Europea ha posticipato al 1° gennaio 2022 la data di applicazione del Regolamento 2018/848 sulla produzione biologica, inizialmente prevista per il 1° gennaio 2021. La decisione è riportata nel reg. UE 2020/1693 del Parlamento Europeo e del Consiglio, dell’11/11/2020, che modifica il Reg. UE 2018/848 relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici per quanto riguarda la sua data di applicazione.

Nutrinform sì, Nutriscore no”. Lo ha sostenuto Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura e vicepresidente del Comitato delle Organizzazioni agricole europee (Copa), nel suo intervento all’European Food Forum (EFF), meeting in remoto dedicato al tema dei sistemi di etichettatura degli alimenti sulla parte anteriore della confezione (Front of Package – FoP). “L’argomento sarà all’attenzione del Consiglio UE dei ministri all’Agricoltura del 15-16 dicembre ma riteniamo che le decisioni vadano rimandate dal momento che servono ulteriori approfondimenti”.
Il Reg. (CE) n. 1169/2011 stabilisce che alcuni particolari della dichiarazione nutrizionale obbligatoria sugli alimenti preimballati possano essere ripetuti sulla parte anteriore della confezione, obiettivo rilanciato nella strategia Farm to Fork. Le istituzioni comunitarie ora dovranno scegliere quale sistema di etichettatura FoP andrà implementato a livello europeo. Più che mai opportuno quindi l’incontro indetto da EFF, think tank di alto profilo fondato da europarlamentari di cinque diversi Stati membri (Italia, Francia, Spagna, Polonia e Bulgaria), a cui Confagricoltura ha aderito sin dalla sua costituzione. Il forum è stata un’importante occasione di confronto tra tutti i rappresentanti della filiera: scienziati, associazioni di consumatori, protagonisti della filiera agroalimentare e rappresentanti di diversi Governi nazionali.
Dal dibattito è emerso come i sistemi di etichettatura siano di grande importanza per il settore agroalimentare, poiché influenzano le scelte dei consumatori; per questo i messaggi che veicolano devono essere non solo di facile comprensione ma anche affidabili e scientificamente fondati.
Appoggiamo e sosteniamo l’etichetta a batteria proposta dall’Italia (‘Nutrinform Battery’), l’unica pienamente conforme alle disposizioni comunitarie – ha detto Massimiliano Giansanti. “Il Nutrinform è stato sviluppato da qualificati istituti di ricerca nazionali (CREA e ISS) con la collaborazione dell’intera filiera agroalimentare, compresi i rappresentanti dei consumatori. Le posizioni di Confagricoltura e Copa sono convergenti sul No al Nutriscore e sul sostenere i principi ispiratori della proposta italiana di etichettatura”.
Giansanti ha criticato l’utilizzo esclusivo nel Nutriscore dello standard di 100 gr per valutare i valori nutrizionali di un prodotto. Dal momento che normalmente i prodotti vengono consumati in quantità maggiori o minori si finisce per fuorviare i consumatori.
È più realistico basare la valutazione di un cibo, sulle ‘porzioni’. Le persone consumano in porzioni, la cui dimensione varia da una categoria di prodotto all’altra”.
L’etichetta a batteria fornisce tutti i valori relativi ad una singola porzione consumata. All’interno del simbolo ‘batteria’ è presente la percentuale di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale apportati dalla singola porzione rispetto alla dose giornaliera consigliata. La parte carica della batteria rappresenta graficamente la percentuale di energia o nutrienti contenuti in una singola porzione, permettendo così di quantificarla visivamente. In tal modo il consumatore, senza fare complicati calcoli, potrà valutare quante porzioni può consumare in quel giorno.
I sistemi di codifica a colori (come il Semaforo o il Nutriscore) invece discriminano alcune categorie di prodotti alimentari in quanto fondamentalmente fanno una distinzione tra buono o cattivo in modo discutibile.
Non tenerne conto – ha concluso Massimiliano Giansanti – può portare alle conseguenze che prodotti di alta qualità e nutrienti, come ad esempio l’olio d’oliva, siano posti in cattiva luce, mentre sono vitali nella dieta alimentare e consigliati anche dai medici. In tal senso la decisione spagnola di non assoggettare l’olio all’etichettatura nutrizionale”.

L’incremento tendenziale dei consumi di miele durante la pandemia non ha finora aiutato il prodotto italiano. E’ l’analisi di FAI-Federazione Apicoltori Italiani, che commenta il report diffuso da Ismea su dati rilevati da Nielsen: secondo l’organizzazione nazionale degli apicoltori a crescere sono, in particolare, i consumi di miele di importazione, categoria commerciale che presidia – dominando nel circuito della grande distribuzione – oltre il 50% del mercato nazionale e il 40% di quello europeo. Ecco perché diventa fondamentale scegliere il prodotto che indica chiaramente l’origine nazionale del miele italiano, obbligatoria e certificabile anche mediante un Sigillo tricolore di origine e garanzia numerato e riconducibile a ciascun produttore, come si può vedere da foto in allegato.

 

Il miele italiano identificato dal sigillo tricolore

Il prolungato lock-down primaverile e le nuove restrizioni agli spostamenti, associate alla chiusura del canale Ho.re.ca., stanno condizionando profondamente il mercato del vino. La vendemmia, pur con produzioni pressoché nella norma, è risultata superiore ai livelli dello scorso anno e, per alcune tipologie di prodotto, le prospettive di commercializzazione risultano critiche.
In attesa di poter riprendere l’attività commerciale e promozionale per agevolare le vendite sul mercato interno e le esportazioni, al fine di ottenere informazioni utili per programmare in tempo utile l’adozione di interventi di riequilibrio dell’offerta, abbiamo predisposto un questionario rivolto alle imprese vitivinicole che è possibile compilare collegandosi al link che segue https://forms.gle/6DwMU1hBR5ggj38S6
Il questionario è totalmente anonimo e serve per rilevare, direttamente dagli operatori, senza mediazioni, la situazione e le prospettive di mercato e a raccogliere a indicazioni utili per fronteggiare l’emergenza. Per compilarlo occorrono non più di 5 minuti.
Ringraziamo per la collaborazione i vitivinicoltori, associati e non a Confagricoltura, compilando il questionario ci aiuteranno a migliorare la conoscenza del comparto e l’adozione di iniziative sindacali utili per fronteggiare la situazione.