La Regione Piemonte ha diffuso una nota che tiene conto delle indicazioni pervenute dall’Unione europea a novembre dello scorso anno in risposta ad una precisa richiesta della Regione Sicilia sulla cumulabilità del credito di imposta “Transizione 4.0” con i contributi PSR.
In sostanza la Regione conferma che gli aiuti delle misure strutturali del PSR possono essere concessi in combinazione con il credito di imposta sulle stesse spese ammissibili a condizione che il loro cumulo non superi i limiti di contributo fissati dall’allegato II del Regolamento UE. n. 1305/2013.
Sulla base della posizione assunta dalla Commissione europea si può quindi prefigurare la seguente casistica:

– nel caso in cui il contributo PSR sia inferiore all’aliquota massima dell’allegato II oppure che il beneficiario rientri tra i soggetti per i quali è previsto un incremento della percentuale di sostegno (per esempio giovani agricoltori) è possibile usufruire anche del credito di imposta sulla differenza residua fino a concorrenza del limite massimo fissato dalla normativa europea.
– qualora l’aliquota di sostegno PSR sia già quella massima di cui all’allegato II non è possibile il cumulo tra le due agevolazioni;

Facciamo qualche esempio:

  • ipotizziamo un giovane imprenditore agricolo piemontese che effettui domanda di contributo per l’insediamento in azienda (misura 6.1.1) ed il miglioramento aziendale (misura 4.1.2) percependo un contributo pari al 50%.

In considerazione del fatto che l’allegato II del Regolamento UE. n. 1305/2013 prevede un contributo massimo nella misura del 60% per gli investimenti in immobilizzazioni materiali effettuati da giovani agricoltori, potrà ricevere tramite il credito d’imposta un “bonus” massimo pari al 10% ossia pari alla differenza fra il contributo massimo erogabile (60%) e quello percepito attraverso il PSR (50%).

In questo caso dovrà rilasciare opportune dichiarazioni con l’indicazione dell’importo del credito usufruibile.

  • Nel caso di investimenti effettuati nell’ambito del miglioramento aziendale (mis. 4.1.1 del PSR) senza insediamento, il contributo erogato dalla regione Piemonte è pari a quello massimo previsto dall’allegato II del Regolamento UE. n. 1305/2013 (40%); in questo caso l’agricoltore non potrà usufruire del credito d’imposta transizione 4.0 avendo già ricevuto sul medesimo investimento la percentuale massima prevista dal regolamento UE.
    Il beneficiario dovrà rinunciare al contributo PSR o al credito di imposta, rilasciando apposite dichiarazioni.

 

E’ appena il caso di rammentare che le disposizioni emanate dalla Regione Piemonte restano valide fino a eventuali future modifiche in materia che dovessero intervenire a seguito di variazioni degli orientamenti della Comunità Europea.

In allegato gli importi e e le aliquote di sostegno

importi e aliquote di sostegno

Si terrà martedì 18 maggio alle 9,45, in diretta sul canale Youtube di Confagricoltura, l’incontro “La Politica Agricola Comune dopo il 2023 raccontata dai protagonisti” per illustrare come evolverà la PAC nei prossimi anni.
Dalla proposta del Commissario Hogan del 2018 lo scenario è totalmente cambiato: da un lato la pandemia che, oltre a sconvolgere le nostre vite, ha consentito al consumatore di riscoprire la centralità del settore primario e riorientato o consolidato le abitudini alimentari, dall’altro in Europa si sono insediati un nuovo Collegio dei Commissari ed un nuovo Parlamento Europeo.
Gli obiettivi sono cambiati: una maggiore attenzione per i temi ambientali ha portato alla definizione di un Green Deal europeo che mira a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Da questo derivano le strategie sulla biodiversità e la From Farm to Fork che impattano in modo determinante sulla PAC.
Quali saranno le sfide e quali le opportunità per l’agricoltura europea dopo il 2023? Confagricoltura ne discuterà con i rappresentanti delle Istituzioni europee e gli stakeholders che stanno ancora negoziando i testi legislativi.
Interverranno all’incontro: Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura e vice Presidente del COPA; Pekka Pesonen, Segretario Generale del COPA-COGECA, rappresentanza europea degli agricoltori e delle cooperative agroalimentari; Joachim Rukwied, Presidente di DBV, associazione di rappresentanza degli agricoltori tedeschi e past president del COPA; Christiane Lambert, presidente di FNSEA, associazione di rappresentanza degli agricoltori francese e presidente del COPA; Janus Wojciechowski, Commissario Europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale; Paolo De Castro, coordinatore Gruppo S&D Comagri; Herbert Dorfmann, coordinatore del Gruppo PPE Comagri; Stefano Patuanelli, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Condurrà il giornalista Angelo Di Mambro.

In allegato il programma del webinar

PROGRAMMA_PAC_post_ 2023

Il Comitato Nazionale Vini, della seduta di mercoledì 12 maggio, ha approvato importanti provvedimenti che interessano alcune denominazioni d’origine prodotte in Piemonte.
Esprimiamo particolare soddisfazione – dichiara Confagricolturaper l’approvazione della richiesta di riconoscimento della nuova denominazione d’origine controllata e garantita Canelli: siamo certi che questa legittimazione offrirà nuovi stimoli per il miglioramento qualitativo a un gruppo di produttori in costante crescita, fortemente impegnato per la valorizzazione dell’identità territoriale del prodotto principe delle colline del Moscato”. La nuova denominazione deriva dalla sottozona Canelli della docg Asti. Il vino Canelli docg si otterrà da vigne coltivate col solo vitigno Moscato bianco nei comuni di Bubbio, Calamandrana, Calosso, Canelli, Cassinasco, Castagnole Lanze, Coazzolo, Costigliole d’Asti, San Marzano Oliveto, Moasca e Loazzolo in provincia di Asti e nei comuni di Camo, Castiglione Tinella, Cossano Belbo, Mango, Neive, Neviglie e Santo Stefano Belbo in provincia di Cuneo.
Sono inoltre stati modificati – informa Confagricolturai disciplinari di produzione delle doc Freisa d’Asti e Barbera d’Alba e delle docg Gavi e Asti”. Di seguito le principali novità:

– Freisa d’Asti: tra le modifiche principali è stata modificata la base ampelografica prevedendo il vitigno Freisa per almeno il 90%; nel restante 10% saranno consentiti tutti i vitigni a bacca nera, esclusi gli aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Piemonte.
– Barbera d’Alba: la modifica riguarda il riconoscimento della sottozona Castellinaldo.
– Gavi o Cortese di Gavi docg: è stato approvato l’ampliamento della zona di elaborazione per le tipologie spumante e frizzante in Provincia di Alessandria, Asti e Cuneo ed è stata specificata la durata della permanenza sulle fecce della partita destinata a Gavi spumante in minimo di 6 mesi per il metodo charmat e minimo di 9 mesi per il metodo classico.
– Asti docg: verrà inserito il marchio della denominazione nella fascetta sostitutiva dei contrassegni di Stato.

I vertici di Confagricoltura hanno incontrato i vertici del Mipaaf per un confronto sulle problematiche del comparto ortofrutticolo e per indicare le linee prioritarie di intervento per consentire la ripresa della competitività delle imprese e dell’intero comparto. In un documento molto dettagliato sono state evidenziate le numerose difficoltà cui le aziende si sono trovate a dover fronteggiare: la crisi del segmento della IV gamma, la crisi delle clementine, le gelate di aprile 2021 – che è stato ricordato in alcuni territori si sovrappongono a quelle del 2020 – la cimice asiatica, la moria del kiwi, l’aumento dei costi di produzione che, in Italia, sono già da tempo più alti rispetto ai principali competitor. Confagricoltura ha identificato un set di strumenti su cui operare, che vanno dall’attivazione di risorse straordinarie integrative al Fondo di Solidarietà Nazionale, alla revisione di alcuni aspetti chiave del D.lgs. 102-2004, passando per il credito d’imposta sino ad arrivare a misure di flessibilità nella gestione dei programmi operativi delle OP ortofrutticole. Inoltre Confagricoltura ha ribadito la necessità di favorire gli investimenti, soprattutto in innovazione, agire sulla riduzione dei costi di produzione, favorire l’adesione dei produttori allo strumento assicurativo, realizzare un concreto snellimento burocratico, rafforzare le politiche di settore, dare concreta applicazione alla disciplina di contrasto alle pratiche sleali e rendere operativo il catasto ortofrutticolo.

Il Settore Produzioni Agrarie e Zootecniche della Regione Piemonte, a seguito della circolare diramata dalla Direzione Agricoltura – Autorità di gestione del PSR del 7 maggio scorso su cumulabilità tra PSR e credito di imposta, ha formulato una serie di chiarimenti sull’applicazione di tali norme relativamente all’operazione 4.1.3 – riduzione emissioni gas serra. Questa operazione rientra, per alcune fattispecie, tra quelle che prevedono aliquote aggiuntive inferiori ai massimali di cui all’allegato II del Reg. Ue 1305/2013. Come chiarisce la nota il beneficiario potrà cumulare il sostegno del PSR e il credito di imposta fino a concorrenza del limite UE.
Inoltre, la Regione Piemonte ricorda che, qualora la spesa complessiva ammissibile sia superiore a quella massima prevista dal bando, il beneficiario potrà anche accedere al credito di imposta per la parte di importo che va oltre il tetto ammissibile di spesa.
Infine, la nota contiene anche un modello di dichiarazione che il beneficiario dovrà sottoscrivere nel caso in cui intenda o meno usufruire del credito di imposta.

In allegato la circolare della Regione Piemonte

Cumulo_credito_imposta_Psr_Regione_Piemonte_210507