Agea ha appena emesso una circolare, in corso di pubblicazione sul proprio sito, che disciplina i nuovi termini di presentazione della domanda unica 2021 come di seguito riportati:

– domanda iniziale: 25 giugno 2021;

La presentazione tardiva della domanda unica iniziale nei limiti dei 25 giorni civili successivi rispetto al termine previsto del 25 giugno e, quindi, fino al 20 luglio 2021 è penalizzata con una decurtazione dell’1% per ogni giorno lavorativo di ritardo. Inoltre, in caso di richiesta di accesso alla riserva nazionale per l’attribuzione di nuovi titoli o di aumento del valore dei titoli, l’importo corrispondente al quale l’agricoltore avrebbe avuto diritto è decurtato per un importo pari al 3% per ogni giorno lavorativo di ritardo.

La domanda iniziale pervenuta oltre il 20 luglio 2021 è irricevibile.

Le scadenze di cui sopra si applicano anche ai documenti giustificativi (fatture sementi, cartellini varietali, ecc.), contratti o dichiarazioni, qualora siano determinanti ai fini dell’ammissibilità dell’aiuto richiesto.

La documentazione di cui sopra presentata oltre il 20 luglio 2021 rende irricevibile la richiesta di aiuto per la quale essa è determinante.

 

– domanda di modifica ai sensi dell’art. 15 del Reg. (UE) n. 809/2014: 12 luglio 2021;

Presentazione tardiva delle domande di modifica ai sensi dell’art. 15 del Reg. (UE) n. 809/2014 oltre il termine del 12 luglio 2021, comporta una riduzione dell’1% per giorno lavorativo di ritardo sino al 20 luglio 2021; tale riduzione si applica a ciascun intervento modificato in aumento.

La domanda di modifica pervenuta oltre il termine del 20 luglio 2021, vale a dire oltre il termine ultimo per la presentazione tardiva della domanda unica iniziale, è irricevibile.

 

– comunicazione di ritiro di domanda di aiuto ai sensi dell’art. 3 del Reg. (UE) n. 809/2014: fino al momento della comunicazione dell’irregolarità da parte dell’Organismo pagatore competente;
– comunicazione ai sensi dell’art. 4 del Reg. (UE) n. 640/2014 (cause di forza maggiore e circostanze eccezionali): deve essere presentata entro 10 giorni lavorativi a decorrere dal momento in cui sia possibile procedervi e, comunque, non oltre il 9 giugno 2022.

Le comunicazioni riguardanti le domande uniche di pagamento per cui l’Organismo pagatore competente ha autorizzato il pagamento in maniera definitiva sono ritenute irricevibili.

 

– comunicazione ai sensi dell’art. 8 del Reg. (UE) n. 809/2014 (cessione aziende): deve essere presentata non oltre il 9 giugno 2022.
– Trasferimento titoli 2021; 20 luglio 2021

Le domande pervenute oltre la suddetta scadenza sono irricevibili

 

Per quanto concerne le Domande di pagamento per gli aiuti a superficie e le misure connesse agli animali nell’ambito del sostegno allo sviluppo rurale di cui all’articolo 67, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1306/2013, in applicazione di quanto previsto dall’art. 1, comma 3, del DM 10 maggio 2021 n. 215187, come modificato dal DM 8 giugno 2021 n. 264094, con la circolare allegata l’AGEA Coordinamento rammenta agli Organismi pagatori di fissare il termine per la scadenza delle domande di pagamento per gli aiuti a superficie e le misure connesse agli animali nell’ambito del sostegno allo sviluppo rurale di cui all’articolo 67, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1306/2013 entro il 25 giugno 2021.

Con una recente sentenza il Tribunale di Pavia, Sezione Specializzata Agraria, riconosce espressamente la possibilità delle parti, nell’ambito della loro autonomia contrattuale, di utilizzare il controvalore dei titoli PAC come parametro di determinazione del canone di affitto di fondi rustici. Tuttavia, l’ammissibilità di una tale clausola è limitata alla quota canone “diritti di aiuto” al netto del “greening”.
Il Tribunale è dell’avviso che la previsione contrattuale non si presenti come incompatibile con gli scopi dei sussidi in questione, che sono, nella sostanza, diretti ad aiutare l’agricoltore nel finanziamento dei costi della propria attività attraverso l’erogazione, sia pure condizionata, di contributi “a fondo perduto”; tali costi comprendono non solo quelli necessari per la coltivazione in senso stretto ma anche quelli indotti dalla necessità di acquisire in godimento fondi sui quali praticare la relativa attività. Naturalmente, il canone così computato dovrà essere congruo avuto riguardo all’effettivo valore di affitto dei terreni medesimi, per assicurare che sia garantito l’equilibrio tra le rispettive prestazioni. Tuttavia, quanto sopra rilevato, aggiunge ancora il Collegio, non può essere ritenuto valido anche per quanto riguarda la componente degli aiuti consistente nel cd “greening” (letteralmente “inverdimento”). L’art. 43 del Reg. UE 1307/2013, ha introdotto, a far data dall’anno 2015, il pagamento per le cosiddette “pratiche agricole benefiche per il clima e per l’ambiente” che riguardano specificatamente la diversificazione colturale, il mantenimento del prato permanente esistente e la costituzione di un’area di interesse ecologico.
Il Tribunale è dell’avviso che la volontà delle parti, in considerazione della espressa pattuizione più volte sopra riportata, fosse quella di ricomprendere nel canone contrattuale i soli diritti all’aiuto connessi all’attività di “coltivazione dei terreni” intesa come attività colturale svolta in continuità con gli anni precedenti e, in ogni caso, senza i condizionamenti introdotti dal “greening”, i cui impegni incidono in maniera significativa sull’esercizio dell’impresa agricola, anche dal punto di vista economico.

Il decreto legge numero 73 del 25 maggio scorso, che reca misure urgenti connesse all’emergenza da Covid-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali, cosiddetto decreto Sostegni bis, è all’esame del Parlamento in attesa della conversione in legge. Il decreto contiene importanti misure di sostegno alla liquidità delle imprese, in particolare la proroga al 31 dicembre 2021 delle misure temporanee di cui al decreto liquidità, l’estensione a 10 anni della durata massima dei finanziamenti con garanzia pubblica, l’assegnazione ad Ismea di 80 milioni di euro per il 2021 per la concessione a titolo gratuito della garanzia agli imprenditori agricoli e della pesca, la proroga al 31 dicembre per la sola quota capitale delle moratorie per le piccole e medie imprese. In particolare a sostegno specifico delle imprese agricole si segnala l’intervento sulle percentuali di compensazione Iva per bovini e suini, le misure per l’esonero contributivo concesso per il mese di febbraio alle imprese del comparto agrituristico e vitivinicolo.
Confagricoltura rileva invece forti perplessità in merito all’entità del rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale, in quanto 105 milioni di euro, destinati a ristorare i danni subiti dalle imprese per le gelate di inizio aprile appaiono largamente sottostimati rispetto all’ingente entità della calamità. Su questo argomento Confagricoltura sta lavorando con gli interlocutori istituzionali per modificare il provvedimento in sede di conversione in legge.

Non trasformiamo l’agriturismo. E’ nato e continua ad essere un’attività strettamente connessa a quella agricola, per sostenere il reddito del produttore. Guardiamo avanti accompagnando le imprese verso l’auspicata ripresa, senza tornare a vecchi sistemi che creano differenze tra regione e regione”. Questo l’invito di Augusto Congionti, presidente di Agriturist, l’associazione che riunisce gli agriturismi di Confagricoltura, in relazione all’attività governativa e parlamentare per le misure urgenti connesse all’emergenza da Covid-19 del DL Sostegni Bis.
Mentre nel decreto Sostegni Bis si afferma, giustamente, la stretta connessione di lavoro nelle attività agrituristiche con quella agricola principale – ad avviso di Agriturist –, si rischia, se non si interviene subito per impedire l’abrogazione del comma 2 dell’art.4 della legge quadro 96/2006, di consentire comportamenti difformi nelle varie regioni, creando disparità e confusione.
L’agriturismo – spiega Congionti – è regolato da leggi regionali. Per armonizzare il territorio la prima legge quadro sull’agriturismo (n. 730/85) aveva individuato il criterio guida del tempo lavoro, cioè quello necessario allo svolgimento dell’attività, agricola e agrituristica. Questo principio, adottato e riconosciuto dalle regioni, era riuscito a rendere omogenea l’attività sul territorio nazionale, chiarendo pure i rapporti tra imprese agrituristiche e pubblica amministrazione. Quindi, per Agriturist, il parametro da continuare ad utilizzare per il rapporto di connessione tra le due attività non può che essere basato sul calcolo del tempo lavoro”.
Infine, va assolutamente considerata l’entità delle perdite subite dalle aziende agricole sul fatturato dell’attività connessa, cioè quella agrituristica. “I 24mila agriturismi italiani, con la pandemia e le conseguenti restrizioni, hanno perso oltre 1 miliardo e duecento milioni di euro“, conclude Congionti. “Non vorremmo rischiare ora di rimanere fuori anche dal meccanismo dei contributi di ristoro”.

Ismea presenta l’apertura del quarto bando per l’assegnazione di terreni della Banca delle Terre Agricole (BTA). La misura Banca della Terra (BTA) è istituita presso Ismea con la Legge 28 Luglio 2016, n. 154, art. 16 e si pone l’obiettivo di costituire un inventario completo della domanda e dell’offerta dei terreni e delle aziende agricole, nonché di definire le loro condizioni di cessione e di acquisto.
Il percorso è caratterizzato da tre fasi:

– individuazione del terreno;
– sottoscrizione della manifestazione di interesse;
– presentazione dell’offerta.

Sul sito istituzionale dell’Istituto – http://www.ismea.it/banca-delle-terre – è possibile consultare le modalità di partecipazione, le caratteristiche dei terreni e inviare le manifestazioni di interesse. Tali manifestazioni potranno essere inviate fino al prossimo 7 settembre, esclusivamente in via telematica utilizzando, appunto, il portale dedicato della BTA (sopra indicato). A supporto si allega il documento che stabilisce: i criteri per la vendita dei terreni, i requisiti per la partecipazione alla procedura ad evidenza pubblica e le modalità operative.
Con la Banca delle Terre (BTA) l’ISMEA persegue l’obiettivo di rimettere in circolo terreni produttivi, offrendo un’opportunità di investimento a nuovi operatori o di consolidamento per aziende già operative. BTA, nata nel 2016, favorisce sostanzialmente l’incontro tra domanda e offerta di terra, con la possibilità per i giovani sotto i 41 anni di pagare il prezzo del terreno ratealmente, con un piano di ammortamento fino a 30 anni (ex art.13, comma 4-quater, secondo periodo, del D.L. 193/2016).
ISMEA evidenzia che la dotazione complessiva dei terreni attualmente in vendita supera i 16 mila ettari, per un totale di 624 aziende agricole potenziali e per un valore complessivo minimo atteso di 255 milioni di euro.

L’Ufficio Credito di Confagricoltura (credito@confagricoltura.it) con l’avvocato Maria Cristina D’Arienzo resta a disposizione per ogni eventuale ed ulteriore chiarimento.

In allegato il documento con i criteri per la vendita dei terreni nell’ambito della “Banca delle terre agricole”

ISMEA_criteri per la vendita dei terreni