Incontro ad Alba tra rappresentanze dei produttori delle province di Alessandria, Asti e Cuneo
Per la prossima vendemmia del moscato destinato alla produzione di Asti docg e Moscato d’Asti docg, Confagricoltura propone una resa produttiva di 85 quintali di uva per ettaro, con una riserva vendemmiale di 5 quintali (blogage/deblocage). La proposta di Confagricoltura è stata definita al termine di un confronto che si è svolto ieri (mercoledì 8 agosto) ad Alba tra una rappresentanza dei produttori di uva moscato a docg delle province di Alessandria, Asti e Cuneo, presenti il presidente regionale di Confagricoltura Enrico Allasia e il presidente dell’Unione Agricoltori di Alessandria e componente della giunta nazionale di Confagricoltura Luca Brondelli di Brondello.
La proposta di Confagricoltura è stata avanzata alla Regione Piemonte, tenuto conto dell’andamento produttivo dei vigneti e della situazione commerciale dell’Asti e del Moscato d’Asti, con l’obiettivo di contribuire a riequilibrare il comparto, mantenendo le giacenze a un livello fisiologico.
Confagricoltura ha anche evidenziato alla Regione l’indispensabilità di giungere a una migliore collaborazione tra tutti i soggetti della filiera, affrontando i temi della gestione del potenziale viticolo, della valorizzazione del prodotto e della promozione. Inoltre, al fine di poter impostare un’analisi approfondita della situazione e delle prospettive del comparto, Confagricoltura ha chiesto che la Regione si attivi per il reperimento dei dati di produzione, imbottigliamento e vendita di Asti e Moscato d’Asti, per poter disporre di un inventario puntuale e autorevole, attingendo, in prima istanza, alle fonti di Valoritalia e Consorzio dell’Asti. (FONTE: Confagricoltura Piemonte – foto: archivio google)

Parziale soddisfazione quella riscontrata dagli agricoltori astigiani nei primi sei mesi del 2018 in merito all’andamento dell’annata agraria, annata costellata da luci ed ombre a causa delle condizioni atmosferiche e dei repentini cambiamenti climatici che hanno influito notevolmente sulla produttività delle colture. Nei mesi di giugno e luglio hanno infatti imperversato forti e copiose piogge che, sommatesi alla grandine, in alcune zone della nostra provincia hanno compromesso parte del raccolto. Confagricoltura Asti traccia un primo bilancio di quelli che sono stati finora i risultati dell’attività agricola e delle prospettive per i mesi futuri.
Sul fronte del comparto cerealicolo si registra una discreta quantità di prodotto, ma una qualità al di sotto delle aspettative, soprattutto per quanto riguarda il grano, pesantemente danneggiato dalla pioggia proprio a ridosso del periodo della trebbiatura.
Ci troviamo di fronte ad uno scenario dai risvolti abbastanza contrastanti” – afferma Gianni Bione, dirigente di Confagricoltura Asti della zona della Valversa. “Mentre sia la soia sia il mais promettono molto bene, non si può dire la stessa cosa del grano che, a causa delle forti piogge, è stato trebbiato anticipatamente, compromettendone così l’esito finale in termini qualitativi e quantitativi“. “Ai problemi atmosferici – conclude Bione – vanno aggiunti anche i danni causati da cavallette e fauna selvatica quali cinghiali, caprioli”. E a ciò si aggiunge il problema delle quotazioni perché quest’anno la situazione, proprio alla luce dell’andamento dell’annata, si profila critica.
Annata invece generalmente soddisfacente per il comparto zootecnico: “L’abbassamento delle quotazioni che si è verificato nell’ultimo periodo è sicuramente un ottimo segnale per le fasi successive del mercato. Se i prezzi infatti sono già troppo alti fin dall’origine, tutti gli attori successivi della filiera sono costretti ad aumentarli, rischiando così un calo nelle vendite”, dichiara Antonio Amasio, presidente della sezione Allevamenti Bovini da Carne di Confagricoltura Piemonte. “Nei prossimi mesi – conclude Amasio – il prezzo dovrebbe attestarsi in linea con le medie degli anni precedenti e proseguire così fino alla fine del 2018”.
Per quanto riguarda infine il settore vitivinicolo, a causa dell’annata straordinariamente calda, si prevede un incremento tra il 10% e il 15% della resa rispetto alla vendemmia del 2017. I cambiamenti climatici, con temperature medie che negli ultimi quindici anni si sono alzate, hanno costretto i produttori ad anticipare la raccolta. Anche in questo caso la grandine rimane la vera preoccupazione per tutti i viticoltori – considerati già i danni verificatisi nell’ultima settimana di giugno – ma permane comunque, alla luce del soddisfacente andamento delle fasi fenologiche dei vigneti, un cauto ottimismo.
Si tratta di un’annata precoce, in ritardo rispetto al 2017 ma in anticipo sulla base delle medie storiche”, affermano i tecnici di Confagricoltura Asti. “Non abbiamo riscontrato problemi legati a malattie e la maturazione delle uve sta procedendo bene, con una netta accelerazione rispetto ai mesi precedenti. I vigneti sono stati messi a dura prova dalle piogge di maggio e giugno ma ne siamo usciti bene. Era normale attendersi un recupero. La vendemmia 2018 sarà molto soddisfacente, con uve sane e di buona quantità, fatta purtroppo eccezione per alcune zone dell’area del sud astigiano”.

 

 

 

Le vigne dell’Astigiano (Fonte foto: © M.Rosenwirth – Fotolia)

 

Sempre più spesso negli ultimi tempi si sente parlare di energie rinnovabili e impianti di biogas. Si tratta di veri e propri sistemi innovativi in grado di convertire gli scarti organici in energia, producendo inoltre fertilizzanti riutilizzabili in maniera affidabile ed efficiente. Essi rappresentano un’interessante opportunità in quanto preservano l’ambiente evitando la dispersione in atmosfera del metano originato dalla decomposizione delle deiezioni solide e liquide.
Confagricoltura, da sempre molto sensibile a questi principi di ecosostenibilità, ha costituito la Federazione nazionale “Bioeconomia: prodotti e processi innovativi”, presieduta da Ezio Veggia, già vicepresidente nazionale di Confagricoltura e attuale commissario straordinario di Confagricoltura Asti. Un modello che mette al centro il suolo, elemento imprescindibile dal quale derivano le coltivazioni (biomasse) per una corretta alimentazione degli animali.
Confagricoltura Asti ha sempre appoggiato le idee innovative di coloro che intraprendono progetti ecosostenibili che da alcuni anni sul territorio vanno sempre più diffondendosi: modelli incentrati principalmente sull’attività zootecnica, che producono energia rinnovabile utilizzando il letame, insieme con altre biomasse. Questi impianti vanno preservati e incentivati in quanto la loro attività va anche a beneficio dell’intera collettività. Essi infatti sono attenti all’ambiente circostante e operano secondo le norme previste dalla legge in materia di sicurezza, rispettando i parametri legati alla qualità dell’acqua, dell’aria e del suolo. La loro attività è certificata da organismi specifici di controllo e sono soggetti periodicamente a sopralluoghi e controlli accurati da parte di ASL e Arpa che garantiscono il corretto funzionamento dell’impianto. E’ quindi ormai assodato come la zootecnia vada legata sempre più all’energia e all’ambiente, tutto ciò anche per confutare le accuse di essere aziende ad elevato impatto ambientale. Queste attività sono riconosciute ufficialmente dal Consorzio Italiano Biogas che è impegnato nella ricerca per fornire al settore dati veritieri sul tema delle bioenergie, cercando di dare un contributo tangibile al raggiungimento degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto.

La stagione turistica 2018 in Monferrato sta andando oltre ogni più rosea aspettativa, facendo registrare addirittura un incremento rispetto all’anno scorso e per il mese di agosto si attende una conferma di questi risultati positivi. E’ quanto si registra nelle aziende associate a Confagricoltura Asti, che insieme al consorzio turistico Sistema Monferrato ha lavorato intensamente nei mesi scorsi per creare offerte e pacchetti utili a far conoscere un territorio che sta diventando sempre più una meta ambita da turisti italiani e stranieri.
Anche quest’anno lo scenario principale della vacanza monferrina sarà l’agriturismo – afferma soddisfatta Fiorella Riminato, segretaria di Agriturist Piemonte – un successo per il settore confermato dai numeri: ogni anno infatti assistiamo ad un aumento di prenotazioni che oscilla dall’8 al 12% rispetto all’anno precedente”. Un risultato reso possibile anche grazie all’accordo siglato nel mese di aprile, durante il “Vinitaly”, tra AgrituristSistema Monferrato e ilConsorzio Ippostrade Europee. Questi tre enti si sono impegnati a sviluppare anche sul territorio monferrino veri e propri sentieri da percorrere a cavallo, che hanno reso più attrattiva la vacanza in agriturismo. “Le richieste più ambite – continua Riminato – sono appunto le realtà in cui esiste la possibilità di coniugare l’offerta legata al benessere insieme a quella enogastronomica. Sempre più clienti infatti richiedono cibo di qualità, apprezzando soprattutto il contatto diretto tra produttore e consumatore. La vacanza diventa quindi un modo per avvicinare il pubblico alla vita all’aria aperta, educandolo al rispetto dell’ambiente”.
Soddisfazione manifestata anche da Andrea Cerrato, presidente del consorzio turistico Sistema Monferrato, di cui Confagricoltura Asti è ente partner, che plaude ai risultati ottenuti. “Importanti sono i traguardi raggiunti da Sistema Monferrato in questa prima parte del 2018. La Regione Piemonte ci ha nuovamente riconosciuto come Ente di rilevanza regionale – afferma Cerrato – la compagine sociale ha raggiunto i 100 associati e proprio grazie a Confagricoltura Asti l’offerta turistica si sta caratterizzando sul tema del turismo sostenibile ed esperienziale in collina”.
Dello stesso avviso anche Loretta Bologna, Assessore al Turismo e Fondi Europei del Comune di Asti, che sottolinea il trend positivo sui flussi turistici. “I turisti sono aumentati notevolmente negli ultimi 4 anni – dichiara l’assessore Bologna – e provengono principalmente da Italia, Svizzera, Germania, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti. Ma la novità importante di quest’anno riguarda l’introduzione della nuova legge regionale sulle strutture turistiche extralberghiere. Una legge importante che permette di creare le condizioni migliori per le imprese, con forme e modalità innovative, e rispondenti alle esigenze di mercato”. “Il nostro obiettivo – conclude Bologna – è quello di realizzare, insieme alle altre istituzioni territoriali, un progetto economico finalizzato allo sviluppo e alla promozione del nostro territorio, cercando di attenuare la crisi che ci ha fortemente penalizzati negli ultimi dieci anni”.

Prendiamo atto della decisione della Giunta regionale in merito all’incremento di 18,5 milioni di euro sul bando 2017 della misura del PSR 4.1.1 che finanzia l’ammodernamento delle aziende agricole sul piano del miglioramento del rendimento globale e della sostenibilità. E’ ora indispensabile – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonteintervenire al più presto per individuare risorse finanziarie aggiuntive sufficienti per consentire lo scorrimento delle graduatorie del bando 2016 – operazione 4.1.2 del Psr che finanzia il miglioramento del rendimento globale e della sostenibilità delle aziende agricole dei giovani agricoltori”. Attualmente – precisa Confagricoltura – ci sono ancora molte situazioni di giovani agricoltori che hanno ottenuto l’approvazione del piano d’insediamento, ma che non avranno la possibilità di realizzare o completare gli investimenti programmati, in quanto sono rimaste escluse dai contributi, pur possedendo i requisiti per poter essere finanziate. Si tratta di giovani imprenditori con il piano di insediamento approvato, che però non hanno la possibilità di farsi riconoscere le spese degli investimenti previsti per l’ammodernamento delle aziende in quanto il loro progetto non è in posizione finanziabile. Per di più, molti di questi giovani, hanno già realizzato gli investimenti, spesso anche consistenti e non hanno quindi potuto partecipare né al successivo bando “Pacchetto giovani”, né all’ultimo bando sull’operazione 4.1.1. “Chiediamo alla Regione un ulteriore sforzo – aggiunge Allasia – affinché possano essere utilizzate le economie finora maturate e, se queste ultime non dovessero risultare sufficienti, possano essere recuperate, attraverso opportune modifiche della tabella finanziaria del Psr, altre risorse non spese su misure che non hanno raccolto un sufficiente interesse da parte degli agricoltori o addirittura non sono state ancora aperte e quindi, con ogni probabilità, non potranno più esserlo sull’attuale programmazione”.

 

(Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – foto tratta da: www.targatocn.it)