Oltre alle politiche attive per il lavoro, un ruolo cruciale nella lotta alla disoccupazione è svolto dagli incentivi economici, normativi e contributivi concessi ai datori di lavoro che assumono, alle condizioni stabilite dai singoli incentivi, lavoratori appartenenti a categorie considerate meritevoli di particolare tutela.
Per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, soprattutto per i lavoratori che incontrano maggiori difficoltà nel trovare un’occupazione, la normativa italiana prevede per i datori di lavoro alcuni incentivi all’assunzione di natura contributiva, fiscale o economica, oltre che misure che agevolino la trasformazione a tempo indeterminato di contratti già in essere.
Misure vigenti, applicabili a tutte le nuove assunzioni effettuate nel 2024 dai datori di lavoro di tipo agricolo
A partire dal 1° luglio 2007, i benefici normativi e contributivi previsti dalla legislazione in materia di lavoro e previdenza sociale sono subordinati al possesso, da parte dei datori di lavoro, del documento unico di regolarità contributiva, all’assenza di violazioni in tali materie, comprese quelle relative alla tutela delle condizioni di lavoro e alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, come individuate dal decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Rimangono comunque in vigore gli altri obblighi di legge e il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale.
Facciamo chiarezza su quali sono le agevolazioni disponibili per il 2024, in particolare facciamo chiarezza sui requisiti essenziali: destinatari, tipologie contrattuali ammesse, importo, durata, condizioni di base.

In allegato tutte le agevolazioni

Agevolazioni per assunzioni

 

 

 

 

Si segnala che nella pagina dedicata al Bando Isi 2023 sono stati pubblicati gli elenchi provvisori “NCD” (no click day). Le domande presenti in tali elenchi, ordinate sulla base del tempo di registrazione in “Procedura Domanda”, sono ammesse alla fase di upload. La data di inizio della fase di upload della documentazione a completamento della domanda sarà comunicata entro il 28 giugno 2024.
Si riporta qui di seguito il calendario aggiornato delle varie date di scadenza pubblicate ad oggi dall’INAIL sulla pagina dedicata al Bando Isi 2023 – INAIL

Tabella bando Isi Inail 2024

Il bando PNRR – Meccanizzazione non sembra aver raggiunto il risultato atteso, avendo fatto registrare un avanzo di risorse, a livello nazionale, pari a circa 150 milioni di euro su 400 disponibili. In particolare per il Piemonte sono state presentate 1009 domande con un importo in richiesta di 20,7 milioni di euro pari al 78% del fondo disponibile.
Il Masaf pare sia intenzionato ad aprire un unico bando nazionale nel giro di breve tempo per cercare di raggiungere i target prestabiliti. A questo proposito Confagricoltura ha redatto alcune osservazioni.

Osservazioni

Il bando unico nazionale può essere una soluzione utile per semplificare le procedure di assegnazioni dei fondi non assegnati; permette peraltro di indicar enorme omogenee nell’individuazione delle caratteristiche tecniche per determinare la finanziabilità delle macchine. Naturalmente, sarà necessario assicurare l’efficienza della piattaforma e del sistema di ricezione delle domande, nonché tempi rapidi nella redazione del bando.
Con il bando nazionale si potrebbe anche assicurare una comunicazione/informazione coerente con gli obiettivi di utilizzo di tutte le risorse.
DNSH: questo è un aspetto che ha senz’altro creato difficoltà, sia interpretative che applicative. Occorre procedere ad una ulteriore semplificazione. In particolare la compilazione della scheda DSHN è di difficile comprensione per quanto riguarda l’indicazione delle caratteristiche dei singoli mezzi nonché generalistica e quindi di difficile adattamento alle diverse tipologie di investimenti possibili, tant’è vero che anche le case costruttrici erano in difficoltà alla compilazione, soprattutto per le richieste sul futuro smaltimento, per cui a nostro avviso queste schede dovrebbero essere semplificate o addirittura eliminate considerato che in fase di rendicontazione viene richiesta una perizia asseverata all’interno della quale è poi possibile relazionare in modo accurato le caratteristiche e le varie richieste dettate da bando.
Per le macchine e impianti per irrigazione: per catturare l’interesse di nuovi potenziali fruitori verso il bando, occorre ripensare l’approccio al settore irrigazione (macchine e impianti). Includere
finanziamento di macchine e impianti, con le soglie previste per le altre macchine (finanziamento calcolato al massimo su 35.000 euro, senza limite al costo di listino).
Per le macchine che rientrano nel punto a.2 (di precisione “non digitali”): se possibile, estendere la finanziabilità non solo alle macchine che permettono di realizzare agricoltura di precisione ai sensi della FAQ 102, ma anche a tutte le macchine che permettono una riduzione dell’impatto ambientale di fitofarmaci e/o di fertilizzanti.
Il bando prevedeva a seconda delle proposte progettuali due massimali di importo finanziabili, ovvero per la tipologia A e C, € 35000,00 nel caso di acquisto di macchine per l’agricoltura di precisione, riduzione dei fitofarmaci, macchine dedicate alla zootecnia e supporto all’innovazione dei sistemi irrigui, per la tipologia B, € 70000,00 per la sostituzione di veicoli fuoristrada (trattori), tuttavia per questa tipologia considerato che l’intervento consisteva nell’acquisto di macchine dotate di motore elettrico o a biometano, l’importo di spesa è stato quasi del tutto inutilizzato a causa della impossibilità a reperire le macchine con le caratteristiche richieste dal bando, per cui sarebbe opportuno rivedere le caratteristiche richieste per questo intervento, inserendo delle priorità diverse che contribuiscano comunque ad una riduzione delle emissioni, ma comunque accessibili e realizzabili.
L’utilizzo dapprima di un conto corrente dedicato e successivamente il consentire dell’utilizzo del classico conto corrente aziendale, ha creato un impegno e un costo da parte delle aziende non necessario, le classiche domande del PSR facendo inserire la dicitura del bando e il numero della domanda o il codice CUP avevano già adottato un’ottima soluzione per la tracciabilità delle fatture emesse e spese sostenute relative alla domanda, per cui sarebbe stato semplice seguire la stessa procedura.
La richiesta di una e-mail giustificativa per la ricezione dei prevenivi o altro documento giustificativo si poteva considerare superflua visto che negli altri bandi non è mai stata richiesta.
Infine sono state richieste una serie di dichiarazioni tramite le quali il beneficiario deve procedere alla compilazione e firma delle stesse, tuttavia visto che le domande sono ormai predisposte sotto forma di autocertificazioni, a nostro avviso era sufficiente inserire tutte le dichiarazioni all’interno della domanda la quale una volta firmata veniva confermato ed accettato tutto quanto dichiarato nella stessa evitando un lavoro inutile

Asti Agricoltura auspica un bando più razionale in quanto il tetto massimo di finanziamento previsto risulta, nell’attuale bando, troppo limitato rispetto al costo reale dei macchinari con le caratteristiche richieste
Prorogata la scadenza delle domande al 29 luglio 2024

A causa dell’andamento climatico particolarmente piovoso, che ha portato le aziende a modificare i propri piani colturali e stanti le problematiche dell’applicativo informatico di gestione delle domande, Confagricoltura Piemonte aveva chiesto negli scorsi giorni il differimento della scadenza. L’intervento SRD05 del PSP 2023-2027, sostiene, attraverso l’erogazione di un sostegno che copre in tutto o in parte i costi sostenuti per la realizzazione degli impianti, l’imboschimento di terreni agricoli con l’utilizzo di specie legnose adatte alle condizioni stazionali e climatiche della zona interessata, nel rispetto di specifici requisiti ambientali.

Gli interventi riguardano:

1 – Intervento SRD05.2 Impianto di arboricoltura a ciclo breve (pioppicoltura)

Sostiene la realizzazione di piantagioni arboree temporanee con cloni di pioppo, escludendo la pioppicoltura ordinaria (monoclonale), di durata minima pari a 8 anni.
Il bando prevede il finanziamento di impianti di arboricoltura a ciclo breve (pioppicoltura) costituiti da almeno due cloni di pioppo, di cui almeno uno “a maggior sostenibilità ambientale” (cloni MSA). È obbligatorio l’uso di almeno il 20% di cloni MSA sul totale delle pioppelle impiegate. L’aliquota di sostegno è calcolata come percentuale della spesa ammissibile, sotto forma di contributo in conto capitale, come di seguito indicato:
a) 80% se si verifica una delle due seguenti condizioni:
• possesso di certificazione per la Gestione Sostenibile delle Foreste (FSC o PEFC);
• impianti con miscuglio clonale E almeno il 50% di piante di cloni
MSA sul totale delle piante di cloni di pioppo messe a dimora;
b) 60% in tutti gli altri casi.
L’ammissibilità degli impianti è circoscritta alle aree di pianura.
Superficie minima per domanda: 2 ha in corpi da 1 ha; superficie massima: 15 ha.

2 – Intervento SRD05 Impianto di arboricoltura a ciclo medio-lungo con specie tartufigene su superfici agricole.

L’impianto di arboricoltura a ciclo medio-lungo con specie tartufigene sostiene la realizzazione di piantagioni arboree temporanee costituite
da latifoglie tartufigene (anche con piante micorizzate), con funzioni sia ambientali che produttive (produzione di tartufi), di durata minima pari a 15 anni.

Il bando prevede il finanziamento di impianti di arboricoltura a ciclo medio-lungo con specie tartufigene, anche con piante micorizzate, realizzati con almeno 2 specie di latifoglie arboree, la meno abbondante delle quali costituisca almeno il 10% delle piante utilizzate nell’impianto. L’aliquota di sostegno è calcolata come percentuale della spesa ammissibile, sotto forma di contributo in conto capitale, come di seguito indicato:

a) 100% per gli Enti pubblici o di diritto pubblico;

b) 80% per gli imprenditori agricoli e gli altri soggetti privati.

L’ammissibilità degli impianti è circoscritta alle “Aree a vocazione tartufigena” (attitudine media o alta alla produzione di tartufo bianco, nero o scorzone), individuate dalla Carta delle attitudini tartufigene del territorio piemontese.
Superficie minima per domanda: 1 ha in corpi da 0,25 ha; superficie massima: 15 ha.

3 – L’Azione SRD05.2 Impianto di arboricoltura da legno a ciclo medio-lungo sostiene la realizzazione di piantagioni arboree temporanee costituite da latifoglie, con funzioni sia ambientali che produttive (produzione di legname di pregio per l’industria), di durata minima pari a 15 anni.

Il bando prevede il finanziamento di impianti di arboricoltura da legno a ciclo medio-lungo, costituiti da almeno 3 specie di latifoglie arboree, delle quali almeno due utilizzate come “piante principali” e almeno una come ”accessoria”.
L’aliquota di sostegno è calcolata come percentuale della spesa ammissibile, sotto forma di contributo in conto capitale, come di seguito indicato:
a) 100% per gli Enti pubblici o di diritto pubblico
b) 80% per gli imprenditori agricoli e gli altri soggetti privati
L’ammissibilità degli impianti è circoscritta alle aree di pianura. La superficie minima per domanda: 2 ha in corpi da 1 ha; superficie massima: 15 ha.

Per tutte le tipologie la scadenza per la presentazione delle domande è stata prorogata al 29 luglio 2024.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’ufficio tecnico di Asti Agricoltura 

La proposta di regolamento europeo approvata lunedì dal Consiglio Ambiente della UE sul “Nature Restoration Law” suscita preoccupazione perché compromette di fatto il potenziale produttivo del settore primario.
Confagricoltura aveva più volte segnalato che molte delle richieste e degli oneri previsti dalla proposta trovavano già attuazione in altre norme e che questa legge avrebbe solo aumentato le incombenze per gli agricoltori, compromettendo ancora una volta la produttività, quindi la sicurezza degli approvvigionamenti e prezzi equi per i consumatori.
Nonostante i miglioramenti al testo rispetto alla prima stesura, in linea con quanto auspicato dalla Confederazione, il testo rimane insoddisfacente poiché non tutela la superficie agricola e non prevedere fondi adeguati a raggiungere gli obiettivi fissati.
Confagricoltura ringrazia il Governo italiano per aver evidenziato, in sede di Consiglio UE, i limiti del regolamento che aumenta gli oneri amministrativi per il settore primario, e aver affermato la necessità di un’ulteriore riflessione su come limitare gli impatti negativi per l’agricoltura.
Nella giornata di lunedì è stato determinante il voto dell’Austria, che ha cambiato posizione con il sì del Ministro dell’Ambiente austriaco, Leonore Gewessler. A seguito di questo pronunciamento, il Governo austriaco ha annunciato di voler ricorrere presso la Corte di Giustizia europea per chiedere l’annullamento del voto, contrario alle indicazioni originali