Gasolio agricolo, superato il problema della registrazione dei contratti per i terreni in comodato

L’Agenzia delle Dogane, con la nota 104162/RU del 15 settembre 2017, aveva disposto l’obbligatorietà della forma scritta e della registrazione per i contratti di comodato di fondi rustici ai fini della richiesta di gasolio agricolo agevolato. Confagricoltura è intervenuta nei confronti del Ministero dell’Economia e della Finanze e delle Politiche agricole per sollecitare il superamento delle problematiche emerse nella concessione del gasolio agricolo ai contratti di comodato in forma verbale. Martedì scorso (16 gennaio) l’Agenzia delle Dogane ha emanato la nota RU 5049, la quale specifica che, fermo restando la necessità di un riconoscimento univoco del soggetto legittimato all’agevolazione, è ammessa la possibilità di comprovare il titolo di conduzione su base dichiarativa. Su questo aspetto la nota indica le modalità procedurali (dichiarazione sostitutiva dell’esercente comodatario e del proprietario comodante che possono essere rese anche in forma congiunta). Inoltre interviene anche nel caso di ulteriori forme di conduzione dei fondi rustici fondate su semplificazioni procedurali correlate alla limitata estensione degli stessi, quali per esempio nei territori montani; in questo caso è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di notorietà da parte del soggetto iscritto all’anagrafe delle aziende agricole che attesta l’esclusiva disponibilità del terreno. Ulteriori informazioni rivolgendosi presso il nostro settore tecnico

“Biologico oggi”: grande partecipazione al convegno organizzato da Confagricoltura Asti. Venerdì l’ultimo appuntamento del ciclo di incontri relativo al workshop “Strategie di co-design per lo sviluppo del Monferrato”

Ha avuto luogo oggi martedì 16 gennaio, ad Asti, presso l’aula magna di Uniastiss, Polo Universitario Rita Levi Montalcini, il convegno dal titolo “Biologico oggi”, organizzato da Confagricoltura Asti. L’evento, inserito all’interno del workshop “Strategie di co-design per lo sviluppo del Monferrato”, organizzato –oltre che da Confagricoltura – anche da Agriturist Piemonte, è stato patrocinato dal Collegio Interprovinciale Periti Agrari AL-AT-CNTO e coordinato da Luisella Torchio, responsabile dell’Ufficio Tecnico di Confagricoltura Asti.
Si è trattato di un incontro formativo inserito nell’ambito della misura 1.2.1 del PSR 2014/2020 (attività dimostrative e di informazione in campo agricolo) cui ha partecipato una numerosissima platea formata non soltanto da imprenditori agricoli che operano nel mondo del biologico, ma anche dagli studenti dell’istituto agrario “Penna” di Asti, giornalisti e da cittadini comuni. Confagricoltura Asti ha voluto comunicare l’importanza dell’agricoltura biologica, i metodi e le tecniche di coltivazione e le innovazioni che questo comparto porta alla luce periodicamente, e lo ha fatto grazie alle testimonianze di esperti del settore che sono intervenuti durante la mattinata.
L’agricoltura biologica è un marchio di prodotti che segue un determinato regolamento, il quale prevede tecniche di coltivazione che rispettano in primis l’ambiente”, ha affermato Enrico Masenga, consulente tecnico specialistico di Confagricoltura Asti, nonché coordinatore tecnico delle misure agroambientali, “si tratta di un settore che richiede una formazione adeguata sotto diversi punti di vista; le aziende che decidono di dedicarsi a questo comparto devono sottoporsi ad un rigido organismo di controllo finalizzato a garantire una maggiore sicurezza alimentare nei confronti del consumatore”.
L’agricoltura biologica non è un’innovazione ma una pratica che adottavano già i nostri nonni. Si tratta semplicemente di recuperare quella antica sapienza e saperla riadattare ai giorni nostri”, ha affermato Gianni Scaglione, titolare dell’azienda agricola Forteto della Luja di Loazzolo, il quale ha condiviso con tutti i presenti la propria esperienza derivante da anni di lavoro nel campo del biologico.
Al convegno sono intervenuti, dopo il saluto del vicesindaco nonché assessore all’agricoltura Marcello Coppo, Matteo Monchiero, professore presso il Corso di Laurea di Viticoltura ed Enologia dell’Università di Torino e Silvia Moraglio, collaboratrice alla ricerca presso il dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino.
Le conclusioni sono state affidate a Barbara Perrero, presidente della sezione Agricoltura Biologica di Confagricoltura Alessandria. “L’agricoltura biologica non è soltanto una pratica agricola, bensì uno stile di vita. Un modo di fare agricoltura nel pieno rispetto dell’ambiente circostante, con la consapevolezza di coltivare prodotti sani per il proprio fabbisogno e per quello degli altri consumatori. Su tutto il territorio nazionale nel corso del 2016 c’è stato un forte incremento delle aziende che si sono convertite all’agricoltura biologica: 20% in più rispetto al 2015; un aumento anche in termini di superficie aziendale e di numero di operatori coinvolti. Lo stesso trend positivo è stato registrato lo scorso anno e si spera che anche il 2018 possa portare ottimi risultati”.
Chiuderà gli incontri inseriti nel workshop l’atteso convegno dal titolo “Strategie di co-design applicate al turismo: il ruolo dell’informazione” in programma venerdì 19 gennaio dalle 14,30 presso la Camera di Commercio di Asti (è possibile scaricare l’invito su questo sito).

Alcune foto del convegno di stamattina

Maltempo nell’Astigiano: danni a strutture e infrastrutture. Gianni Bione (Confagricoltura Asti): “per il momento non abbiamo rilevato quasi nessun danno alle colture”

Inizio del 2018 all’insegna del maltempo: lunedì sera infatti un violento nubifragio si è abbattuto sulla provincia di Asti causando danni a strutture e infrastrutture. Si è trattato di una pioggia torrenziale caratterizzata da forte vento e tuoni fuori stagione che ha creato disagi su tutto il territorio provinciale. La maggior parte degli interventi sono stati registrati nella zona del nord astigiano dove i vigili del fuoco sono intervenuti per mettere in sicurezza alberi e rami pericolanti divelti dalla forza del vento. Numerosi disagi anche nel Sud Astigiano e nella Valle Bormida dove nella notte tra lunedì e martedì sono comparsi anche alcuni chicchi di grandine e si sono verificati diversi allagamenti di strade, fossi pieni, colate di fango da campi e vigneti sia in collina che nei fondovalle, fortunatamente senza gravi danni. Anche in questa zona è stato molto intenso l’impegno da parte di Vigili del Fuoco e Protezione Civile che hanno lavorato tutta la notte ripulendo tutte le strade.
Gianni Bione, imprenditore agricolo di Villa San Secondo associato a Confagricoltura Asti getta però acqua sul fuoco su eventuali allarmismi: “per quanto riguarda il territorio della Valle Versa, una delle zone dove è sceso il maggior quantitativo d’acqua, la violenza del nubifragio ha creato diversi disagi, causando anche qualche grave conseguenza, come lo scoperchiamento dei tetti di alcune cascine sui dorsali delle colline. Per quanto riguarda le colture non siamo in grado, per il momento, di quantificare eventuali danni, anche se riteniamo comunque che siano minimi se non addirittura inesistenti”.
Stessa situazione anche per quanto riguarda la zona del sud astigiano dove nonostante l’arrivo della grandine, la situazione sembra essere sotto controllo e non sono stati rilevati significativi danni. Rimane comunque alto il livello di allerta e la Protezione Civile sta monitorando tutte le zone a rischio in quanto ci sono ancora alcune zone a rischio smottamento.

Codice della strada – pubblicato il calendario 2018 dei divieti alla circolazione

Si segnala che nella G.U. n. 303 del 30 dicembre 2017 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale 19 dicembre 2017, concernente Direttive e calendario per le limitazioni alla circolazione stradale fuori dai centri abitati nell’anno 2018 nei giorni festivi e particolari, per veicoli di massa superiore a 7,5 tonnellate.

Per l’anno 2018 la struttura del decreto ricalca quello degli anni precedenti. I piccoli aggiustamenti introdotti non riguardano aspetti rilevanti in quanto vengono confermate tutte le deroghe al divieto di specifico interesse agricolo.

 

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Glifosato: pubblicato comunicato del Ministero della Salute

Facendo seguito alla circolare n. 15785 del 20 dicembre 2017, si informa che il Ministero della Salute (Direzione Generale per l’Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione) ha emesso un comunicato relativo alle disposizioni previste dal regolamento di esecuzione (UE) n. 2324/2017 concernenti il rinnovo della sostanza attiva glifosato che proroga le autorizzazioni dei prodotti fitosanitari a base della stessa sostanza attiva.

Il comunicato, nel ricordare che l’autorizzazione della sostanza attiva è stata rinnovata fino al 15 dicembre 2022, rimarca che, nello stabilire la durata del periodo di approvazione, si è tenuto conto anche del fatto che sono in corso ulteriori studi sulla sostanza; di conseguenza, al fine di tener conto della rapida evoluzione scientifica e tecnica, è stato deciso di rinnovare l’autorizzazione del glifosato per un periodo inferiore (5 anni) rispetto a quello normalmente consentito (15 anni).

Ora che l’autorizzazione della sostanza attiva è stata rinnovata, i titolari di ciascun prodotto fitosanitario già autorizzato in precedenza dovranno presentare apposita istanza, ai sensi dell’articolo 43, del reg. (CE) n. 1107/2009, entro tre mesi dal rinnovo dell’approvazione della sostanza attiva in questione e, pertanto, entro il 16 marzo 2018 (in ogni caso fino a tale data le autorizzazioni dei prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva glifosato sono provvisoriamente prorogate).

Si sottolinea che, in relazione a quanto indicato nel comunicato, non sono state modificate le condizioni specifiche per l’utilizzo dei prodotti fitosanitari a base di glifosato riportate negli allegati I e II del Reg. (UE) n. 2324/2017 (peraltro già attuate in parte con il decreto dirigenziale del 9 agosto 2016).

Pertanto le disposizioni nazionali non si discostano da quanto deciso a livello europeo. Ora occorre evitare che misure più restrittive per l’uso della sostanza vengano introdotte nei disciplinari regionali di produzione integrata, come peraltro già avvenuto in passato.

(fonte: Confagricoltura nazionale)