Si ricorda che, in seguito alle gelate verificatesi la scorsa settimana, le aziende agricole hanno la possibilità di segnalare al proprio Comune di appartenenza, entro 10 giorni dalla calamità, le conseguenze subite da queste pesanti avversità atmosferiche. Il danno da gelo è assicurabile e quindi sarà molto difficile beneficiare di sostegni pubblici, considerando inoltre che la soglia del 30% sulla PLV aziendale rende inaccessibile questo tipo di aiuti. E’ tuttavia consigliato effettuare le dovute segnalazioni, in modo tale che giunga il maggior numero possibile di riscontri presso la Regione Piemonte, affinché l’ente stesso prenda piena coscienza del problema che si è abbattuto sul comparto agricolo. Confagricoltura sta perorando la causa dell’intero settore presso la Regione, invitando tutte le aziende associate a scaricare il modello in allegato che dovrà essere compilato e presentato presso il proprio Comune di appartenenza. La gelata che ha causato ingenti danni si è verificata nella notte fra il 7 e l’8 aprile: quindi considerato che il 18 è una domenica, le segnalazioni devono essere presentate al massimo entro lunedì 19 aprile.

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modello semplificato comunicazioni gelate 7-8 aprile

Scadrà il 17 maggio il termine per la presentazione delle domande di contributo per l’indennità compensativa di cui alla misura M13 – operazione 13.1.1 volta a incentivare l’uso continuativo delle superfici agricole, la cura dello spazio naturale, il mantenimento e la promozione di sistemi di produzione agricola sostenibili e, di conseguenza, di contrastare l’abbandono del territorio montano. Le indennità a favore degli agricoltori operanti nelle zone montane sono erogate annualmente per ettaro di superficie agricola per compensare, in tutto o in parte, i costi aggiuntivi e il mancato guadagno dovuti ai vincoli cui è soggetta la produzione agricola nella zona interessata.

Confagricoltura esprime soddisfazione per l’emanazione, da parte dell’INPS, delle istruzioni operative per accedere all’esonero straordinario dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti per il periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2020.
L’esonero riguarda i datori di lavoro delle imprese appartenenti alle filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole nonché dell’allevamento, dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura, che svolgono le attività identificate dai codici ATECO indicati nei decreti ministeriali 15/09/2020 e 10/12/2020.
Per Confagricoltura finalmente, per far fronte alle difficoltà causate dalla lunga pandemia, si rende attuabile una importante misura a sostegno al settore agricolo, grazie anche a un ingente stanziamento di risorse di circa 500 milioni di euro.
La circolare INPS precisa che, per ottenere l’esonero, è sufficiente che almeno una delle attività svolte, anche non in via principale, sia riconducibile ad un codice ATECO indicato dai decreti ministeriali. In tal caso la misura viene riconosciuta per la contribuzione dell’intera posizione contributiva dell’azienda, non solo per quella che rientra nei codici.
L’INPS – sottolinea Confagricoltura – ha quindi condiviso la nostra tesi interpretativa prendendo atto che l’agricoltura moderna è sempre più caratterizzata dalla multifunzionalità e che in tale contesto diventa particolarmente difficile individuare quale sia l’attività principale esercitata dall’impresa agricola.
Per Confagricoltura questo provvedimento attenua in parte le difficoltà di imprese e lavoratori, anche se preoccupano i tempi stretti per la domanda (30 giorni) e l’obbligo di comunicare gli aiuti percepiti o richiesti che rientrano nel “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid”, vista la complessità, lacunosità ed eterogeneità della normativa di riferimento.

Con una circolare del 12 aprile il Ministero della Transizione Ecologica – MiTE chiarisce alcune questioni relative allo smaltimento dei rifiuti agricoli non pericolosi prodotti dalle imprese agricole. In base alle nuove disposizioni introdotte dal decreto legislativo 116 del 2020 si erano create numerose difficoltà, in quanto alcuni enti di raccolta avevano sospeso il servizio di ritiro dei rifiuti agricoli, con danni in particolare per gli agriturismi, i negozi di vendita di prodotti agricoli e le aziende orticole.
Si tratta di un provvedimento utile – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemontein quanto la circolare riprende quanto suggerito da Confagricoltura nelle interlocuzioni con i Ministeri interessati per risolvere le diverse criticità emerse in fase di applicazione della nuova norma. In attesa di eventuali sviluppi normativi in sede di conversione del Decreto-Legge Sostegni, su cui Confagricoltura è intervenuta chiedendo la presentazione di alcuni emendamenti, la circolare del MiTE è un primo passo importante diretto a rendere meno problematica l’attuazione delle novità introdotte dal decreto legislativo 116/20”.
La circolare evidenzia che, fermo restando che i rifiuti agricoli sono sempre rifiuti speciali in linea con la Direttiva europea, alle attività relative alla produzione agricola che presentano le medesime caratteristiche dell’allegato L-quinquies viene data “la possibilità, in ogni caso, di concordare a titolo volontario con il servizio pubblico di raccolta modalità di adesione al servizio stesso per le tipologie di rifiuti indicati nell’allegato L-quater della citata Parte quarta del TUA”.
La circolare, che accoglie le istanze di Confagricoltura, evidenzia “in considerazione della modifica normativa intervenuta, che ha comportato per tali utenze, la possibile riqualificazione di alcune tipologie di rifiuti derivanti dalla propria attività, nonché della necessità di garantire la corretta gestione dei rifiuti, [..] che, nelle more dell’aggiornamento del rapporto contrattuale tra le utenze indicate ed il gestore del servizio pubblico, debba essere comunque assicurato il mantenimento del servizio”.

La Giunta regionale ha approvato venerdì 9 aprile il provvedimento che autorizza l’apertura dei bandi delle misure 10 e 11 del PSR, la cui efficacia è subordinata all’approvazione da parte dell’UE della modifica per il prolungamento nel biennio 2021-2022.
In attesa che la delibera venga pubblicata anticipiamo alcuni contenuti importanti in modo che possiate attivarvi fin da subito con la sensibilizzazione nei confronti dei vostri associati.

Misura 10

Proroga annuale (per il 2022 è necessario un ulteriore atto di prosecuzione) relativamente alle seguenti operazioni:

– Operazione 10.1.1 – Produzione integrata

– Operazione 10.1.3 – Agricoltura conservativa, Azione 1

– Operazione 10.1.4 – Sistemi colturali ecocompatibili, Azione 1

– Operazione 10.1.7 – Gestione di elementi naturaliformi dell’agroecosistema, Azioni 2 e 3.

I beneficiari di queste operazioni di prosecuzione dovranno rispettare tutti i vincoli e gli obblighi assunti con la domanda iniziale. Pertanto non sarà possibile rinunciare ad alcun impegno.

Sempre sulla misura 10 attivazione di bandi di durata triennale per le seguenti operazioni:

– Operazione 10.1.2 – Interventi a favore della biodiversità nelle risaie;

– Operazione 10.1.3 – Tecniche di agricoltura conservativa, Azioni 2 e 3;

– Operazione 10.1.4 – Sistemi colturali ecocompatibili, Azione 3;

– Operazione 10.1.5 – Tecniche per la riduzione delle emissioni di ammoniaca e gas serra in atmosfera;

– Operazione 10.1.6 – Difesa del bestiame dalla predazione da canidi sui pascoli collinari e montani;

– Operazione 10.1.7 – Gestione di elementi naturaliformi dell’agroecosistema, Azione 2 e 3;

– Operazione 10.1.8 – Allevamento di razze autoctone minacciate di abbandono;

– Operazione 10.1.9 – Gestione eco-sostenibile dei pascoli.

 

Proseguendo sempre sulla misura 10 apertura di un bando quinquennale sull’Operazione 10.1.4 – Sistemi colturali ecocompatibili, Azione 1 aperto a nuovi beneficiari e di un bando decennale sull’Operazione 10.1.7 – Elementi naturaliformi, Azione 1 aperto a nuovi beneficiari.

Si segnala infine l’apertura di un bando triennale sull’operazione 10.1.1. riservato ai giovani agricoltori insediati con l’operazione 6.1.1. La fattibilità del bando, come già anticipato in più occasioni, è condizionata all’assenso della Commissione Europea.

Misura 11

Per quanto riguarda invece la misura. 11 è prevista l’attivazione di nuovi bandi triennali sia per la conversione all’agricoltura biologica, sia per il mantenimento.
La spesa pubblica complessivamente impegnata per il biennio 2021-22 ammonta a 125 milioni di euro.