Confagricoltura ha accolto con rammarico la decisione dei rappresentanti degli Stati membri europei riuniti nel Comitato per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi della UE (SCOPAFF) che venerdì scorso hanno votato a favore della messa al bando in Europa del clorpirifos metile, l’unico agrofarmaco in grado di contrastare la temibilissima cimice asiatica, insetto alloctono che in quest’ultima annata ha procurato ingenti perdite produttive su molte colture frutticole, prevalentemente pomacee e drupacee. Il tutto con danni quantificati in diverse centinaia di milioni di euro, che hanno messo letteralmente in ginocchio interi comparti produttivi, in primis quello delle pere che ancora oggi vede l’Italia posizionarsi al primo posto in Europa per ettari coltivati.
La difesa della molecola ritenuta al momento essenziale, oltre che assolutamente sicura per il consumatore, ha trovato in prima linea non solo Confagricoltura, ma anche tutti gli operatori delle filiere interessate, la politica nazionale e le amministrazioni competenti.
Tuttavia alla luce del risultato fortemente penalizzante per il settore occorre interrogarsi sia a livello nazionale, sia europeo sui motivi alla base di questo insuccesso.
A parere di Confagricoltura è ormai improrogabile una riflessione generale per quanto riguarda l’iter procedurale relativo al processo di revisione delle sostanze attive utilizzabili in agricoltura: decisioni così impattanti su temi economici e sociali devono tener conto delle istanze degli agricoltori e della società più in generale. Ma devono tener conto soprattutto delle esigenze dei Paesi mediterranei in un quadro di cambiamenti climatici che sta rendendo la difesa delle colture sempre più complessa.
In attesa di conoscere in dettaglio modalità e tempi della revoca del principio attivo, Confagricoltura chiede alle amministrazioni competenti di lavorare con urgenza ed in modo condiviso quantomeno per ottenere a livello europeo una deroga in relazione alla grave emergenza fitosanitaria della cimice asiatica, autorizzando l’utilizzo del prodotto per la prossima campagna di produzione, nonché individuando limiti massimi di residui compatibili con questo utilizzo.
Su questo aspetto è indispensabile una forte collaborazione tra l’Italia e gli altri Paesi che hanno difeso la molecola, anche per salvaguardare le produzioni in via di commercializzazione.

C’è una richiesta proveniente dalla Germania di concedere a Turchia ed Azerbaigian di importare a dazio zero maggiori quantità di nocciole nella UE; si tratta di due nazioni dell’Europa e dell’Asia transcaucasica, forti produttrici, altamente concorrenziali con il prodotto italiano. Abbiamo già segnalato al ministero per le Politiche agricole che non ci sono i termini per ulteriori concessioni e stiamo collaborando ad iniziative in sede comunitaria, con altre organizzazioni agricole europee, per intervenire sulla Commissione”. Lo ha detto Confagricoltura preoccupata per l’incremento delle importazioni che penalizzerebbero l’Italia, paese leader nella produzione in Europa.
Confagricoltura fa sapere che in Germania una ditta locale asserisce di aver richiesto un grande quantitativo di nocciole a imprese agricole italiane che non hanno potuto evadere l’ordine per carenza di prodotto, da ciò le sollecitazioni ad aumentare i contingenti in esenzione.
Il prodotto italiano c’è ed è di qualità – ha dichiarato Confagricolturaorganizzazioni dei produttori e aziende singole italiane sono pronte ad evadere l’ordinativo tedesco”. Della questione si è occupata la Federazione Nazionale della Frutta in guscio di Confagricoltura, che si è riunita a Palazzo Della Valle.
Ora attendiamo – ha concluso Confagricolturache le nostre istanze vengano accolte, anche considerando che a fronte di esportazioni di nocciole per poco meno di 105 milioni di euro, ci sono importazioni per 185 milioni. La bilancia commerciale italiana mostra così un forte disavanzo import-export, di circa 81 milioni di euro, che è ormai strutturalmente consolidato”.

L’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte, in accordo con la Direzione Ambiente, comunica che è stato emesso in data odierna un bollettino reflui straordinario, regolato dalla Circolare del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali prot. n. 39079 del 5 dicembre 2019.
Tale bollettino si applica sia in Zona Vulnerabile, sia in Zona ordinaria, ed è valido per liquami, digestati, materiali assimilati ai liquami e acque reflue, purché vengano distribuiti su suoli dotati di coltura in atto o con residui colturali.
Si rammenta che in ogni caso è sempre vietato lo spandimento su suolo gelato, innevato, saturo d’acqua.
I giorni di disponibilità concessa In Zona Vulnerabile con i bollettini straordinari verranno conteggiati, insieme a quelli già concessi a novembre, al fine del rispetto del vincolo dei 90 gg complessivi di divieto invernale previsti dall’art. 25 del Regolamento reg. 10/R/2007 e s.m.i..
Il prossimo bollettino straordinario verrà emesso giovedì 12/12/2019

 

foto: agronotizie.imagelinenetwork.com

La città di Moncalvo si prepara alla Fiera del Bue Grasso – una delle rassegne più antiche esistenti su tutto il territorio nazionale – giunta quest’anno alla 382° edizione (che si svolgerà dall’8 al15 dicembre). L’appuntamento clou è per mercoledì 11 dicembre, quando sotto i portici della centrale Piazza Carlo Alberto gli allevatori di tutto il Nord Italia metteranno in mostra i bovini migliori – fassoni, manzi e buoi grassi, espressione della razza bovina Piemontese – per aggiudicarsi le prestigiose gualdrappe, il Gran Premio Città di Moncalvo e il premio speciale del “Bue più pesante”.
Da qualche anno presente alla rassegna zootecnica, Confagricoltura Asti consegnerà anche nel corso di questa edizione il premio speciale per il “Miglior Bue allevato in provincia di Asti”, che, negli ultimi quattro anni, si sono aggiudicati tre allevatori del territorio moncalvese.
La Fiera del Bue Grasso di Moncalvo rappresenta un modello vincente di come un intero territorio possa essere valorizzato nel rispetto delle antiche tradizioni”, afferma, per Confagricoltura Asti, Ezio Veggia. “Ma l’intero comparto zootecnico ha bisogno di un continuo ricambio generazionale in grado di mantenere attivi standard e regimi di qualità e Confagricoltura Asti è da sempre al fianco anche di queste aziende, passo dopo passo, durante il loro percorso”.
L’andamento produttivo del comparto bovino da carne è in lenta progressione, anche se con soddisfazioni contenute per gli allevatori”, dichiara Antonio Amasio, presidente della Sezione della Razza Piemontese di Confagricoltura Piemonte che descrive in sintesi la situazione attuale del settore. “Per quanto riguarda i prezzi, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si rileva un lieve cenno di ripresa per gli adulti, in particolare per vitelloni e vacche, mentre per i giovani da ristallo si registrano delle flessioni. Ci auguriamo che questo trend positivo prosegua anche il prossimo anno”, conclude Amasio.

 

La consegna del premio speciale di Confagricoltura Asti da parte di Ezio Veggia ad un allevatore locale durante l’edizione dello scorso anno

La sottomisura 4.1 si propone di sostenere e promuovere investimenti nelle aziende agricole per migliorarne le prestazioni economiche e ambientali. L’operazione è specificamente volta a migliorare la sostenibilità ambientale delle attività agricole e di allevamento, comparto da cui si libera in atmosfera una quota significativa dell’ammoniaca di origine agricola, e dà inoltre attuazione agli impegni previsti dal Nuovo Accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano.
I finanziamenti sono rivolti all’ottimizzazione delle strutture di allevamento degli animali e di stoccaggio degli effluenti zootecnici e dei digestati, nonché alla dotazione di attrezzature, impianti e macchinari per la gestione degli effluenti e digestati medesimi e la loro distribuzione in campo per l’utilizzo agronomico, con l’obiettivo di ridurne le emissioni in atmosfera, in particolare quelle ammoniacali.
Anche gli interventi volti a conseguire un risparmio nel consumo di acqua ad uso zootecnico, riducendo il volume di effluente prodotto dall’attività di allevamento, concorrono a limitare le emissioni azotate in atmosfera.
Possono presentare domanda di sostegno gli imprenditori agricoli professionali (IAP) – sia persone fisiche che persone giuridiche, singoli o associati – e giovani agricoltori, singoli o associati, che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capi dell’azienda aderendo alla Misura 6.1.1 del PSR 2014-2020. Scadenza del bando: 31/01/2020. Il nostro settore tecnico è a disposizione per ogni ulteriore informazione.

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