Confagricoltura ha partecipato alla riunione straordinaria convocata dal ministero dell’Agricoltura (Masaf) e dal ministero della Salute (Msal) sugli ultimi casi di aviaria che hanno coinvolto alcuni allevamenti italiani.
La Confederazione, rappresentata dal presidente nazionale della sezione avicola, Simone Menesello, ha chiesto al governo di accelerare il passo su tre aspetti che restano ancora irrisolti dell’emergenza. Il primo punto è la liquidazione dei danni indiretti, relativi al 2021 e il 2022, che gli allevamenti non hanno ancora ricevuto. È stato chiesto che le risorse stanziate (40 milioni di euro) vengano erogate nel più breve tempo possibile, anche superando alcune difficoltà che stanno mettendo a confronto gli operatori nel caso di contratti di soccida. È necessario che il governo definisca i criteri per la ripartizione equa degli indennizzi relativi ai danni subiti evitando ogni incomprensione.
Confagricoltura, infine, ha chiesto di strutturare meglio gli impianti dedicati alle operazioni di smaltimento delle carcasse degli animali a causa dell’emergenza.
I nuovi focolai confermati tra gli allevamenti sono in tutto 25 (16 in Veneto e 5 in Lombardia, a cui si aggiungono 11 in allevamenti “rurali”); 25 sono, invece, i focolai tra le specie selvatiche (11 in Veneto e 10 in Emilia-Romagna). Confagricoltura evidenzia che si tratta di cifre molto ridotte rispetto a quelle della precedente ondata che interessò 800mila capi; ciò anche a dimostrazione dell’efficacia delle misure di profilassi sanitaria e di lotta al virus attraverso abbattimenti mirati e operazioni di smaltimento.
C’è l’assoluta necessità di avere più impianti di smaltimento autorizzati nelle zone circostanti ai focolai così da ridurre al minimo il trasporto delle carcasse infette – dichiara Menesello – sul riconoscimento dei danni causati dall’aviaria fino ad oggi chiediamo tempi certi e celeri per le aziende. Auspichiamo, inoltre, che per le emergenze del settore primario venga istituito un fondo dedicato, che consenta di intervenire tempestivamente e semplificando le procedure per la concessione dei ristori”.

Frisitali, la nuova associazione nazionale frisona italiana indipendente, nata per volontà degli allevatori e grazie all’impegno di numerose unioni proinciali, ha ottenuto l’autorizzazione ministeriale per detenere il Libro genealogico della razza Frisona Italiana ed è pienamente operativa. Gli allevatori possono perciò iscrivere gli animali al Libro Genealogico detenuto da Frisitali e ottenere l’attivazione dei servizi conseguenti (valutazioni morfologiche, schede genealogiche, etc.), senza che cambi nulla dal punto di vista operativo, considerato che i controlli funzionali avverranno come sempre mediante i controllori ARA/AIA, che trasmetteranno i dati produttivi e riproduttivi alla stessa Frisitali.
Gli scopi di Frisitali, i servizi svolti, le modalità di iscrizione e i costi di adesione si possono consultare sul sito www.frisitali.it oppure inviando una mail all’indirizzo: segreteria@frisitali.it

 

La Regione Piemonte ha aperto un bando del PSR specificamente dedicato alle aziende suinicole con più di 10 UBA, con cui vengono sostenuti tutti gli investimenti previsti dal decreto del ministero della salute del 28 giugno 2022 che accrescono la biosicurezza negli allevamenti anche al fine di contrastare la diffusione della Peste suina africana (Psa).
Il bando, che rimarrà attivo fino al prossimo 20 dicembre, concede un contributo per la realizzazione dei seguenti interventi:

– Installazione recinzioni a prova di bestiame attorno ai locali in cui sono allevati i suini e agli edifici in cui sono stoccati mangimi e lettiere;

– Adeguamento ai criteri di biosicurezza rafforzata delle strutture di allevamento e delle zone filtro all’ingresso delle stesse, oltre che i varchi carrabili di accesso all’area di allevamento, le aree di carico degli animali e le piazzole di disinfezione dei mezzi;

– Realizzazione di box di quarantena per i capi di nuova introduzione;

– Acquisto di attrezzature per la pulizia e la disinfezione dei locali e delle attrezzature zootecniche, per lo stoccaggio sicuro degli animali morti e dei sottoprodotti di origine animale in attesa di smaltimento, nonché di cartellonistica, ad uso interno ed esterno, che illustri le norme di biosicurezza in allevamento.

La dotazione finanziaria del bando è pari a 5,4 milioni di euro. Il contributo massimo erogabile è stato fissato a 100 mila euro per ciascuna domanda ammessa, con una percentuale pari all’80% della spesa sostenuta.
Possono essere presentate più domande di adesione purché relative ad allevamenti distinti (ovvero con codici azienda zootecnica diversi). Non è prevista una soglia minima di spesa.
Dal momento che si tratta di un intervento emergenziale, sono ammissibili anche le spese già sostenute dalle imprese nel periodo che va dal 7 gennaio di quest’anno (data di notifica della presenza della malattia in Piemonte) fino alla presentazione della domanda di adesione al bando. Viene data priorità agli allevamenti in ambiente confinato e agli allevamenti localizzati nelle zone di restrizione II (c.d. area infetta) e I (c.d. area di sorveglianza) definite dal Regolamento (UE) 2021/605 e s.m.i.

Per informazioni e per la presentazione delle domande è possibile rivolgersi all’ufficio tecnico di Asti Agricoltura.

Il testo della procedura, insieme all’elenco dei Comuni con priorità, è pubblicato su Bandi Piemonte.

Il caro energia, la siccità e l’aumento del costo delle materie prime stanno mettendo in ginocchio tutto il comparto zootecnico rappresentato in Piemonte da 4900 allevatori, per un totale di 422.000 capi
A soffrire maggiormente è il pregiato comparto della razza piemontese, rappresentato da oltre 3800 imprese con 268.500 capi, ovvero il 68% del patrimonio bovino regionale.
Confagricoltura, insieme alle altre associazioni di categoria agricole ha messo a punto un documento condiviso che chiede alla Regione Piemonte di intervenire con una serie di misure a supporto del sistema. La priorità è arrivare ad un contratto di filiera con la Gdo (grande distribuzione) che garantisca agli allevatori un “reddito dignitoso”. E su questa partita sono molto alte le aspettative nei confronti del tavolo sotto la regia dell’assessore regionale all’Agricoltura Marco Protopapa.

In allegato il documento condiviso inviato alla Regione Piemonte

Documento condiviso_settore zootecnico

Le aziende suinicole che hanno subìto danni indiretti a seguito delle misure sanitarie di contenimento dei focolai di Peste suina africana (Psa) a partire dal 13 gennaio 2022 sino al 30 giugno 2022 e che sono ubicate nei comuni ricompresi nelle zone di restrizione hanno tempo fino al 31 ottobre prossimo per presentare domanda di sostegno all’organismo pagatore Arpea il quale ha emanato le istruzioni operative per la richiesta e l’erogazione dell’aiuto.
Le risorse finanziarie stanziate dal decreto Mipaaf del 28 luglio scorso ammontano a 25 milioni di euro e sono destinate per il 60% (15 milioni di euro) al settore della produzione primaria e per la restante parte al comparto della macellazione e trasformazione.
Restando nell’ambito dell’agricoltura, i beneficiari sono gli allevamenti di scrofe da riproduzione a ciclo aperto, di scrofe da riproduzione a ciclo chiuso e da ingrasso (comprensivi di allevamenti da svezzamento e magronaggio), ubicati nelle zone di restrizione. Il sostegno è finalizzato a compensare gli imprenditori delle perdite dovute a: deprezzamento dei riproduttori, dei suinetti, dei suini di allevamento e da macello per vendita anticipata o differita degli animali; mancata produzione per l’interruzione della riproduzione delle scrofe; prolungamento vuoto sanitario; costi di produzione per prolungamento allevamento (blocco movimentazione); stima dei danni causati dalla riduzione della macellazione; distruzione e distoglimento della merce per mancato export; stima dei danni causati dal mancato export. L’agricoltore che richiede l’aiuto deve risultare detentore o proprietario di un allevamento attivo, come riportato dalla Bdn. Nel caso di soccida la domanda deve essere presentata da uno solo dei soggetti: soccidante o soccidario.
La domanda di aiuto può essere presentata fino al 31 ottobre 2022.
Arpea può pagare un anticipo sulla base del sostegno richiesto in domanda nei limiti previsti dai massimali, prima del completamento delle verifiche istruttorie a condizione che all’istanza sia allegata idonea garanzia fideiussoria di importo pari al sostegno spettante.
Gli uffici tecnici della Confagricoltura di Asti sono a disposizione degli allevatori interessati per fornire la necessaria assistenza nella predisposizione delle domande.