Ha avuto luogo questa mattina a Calamandrana, la 61° edizione della Fiera del Bestiame. Dopo lo stop dello scorso anno causa Covid, la storica rassegna zootecnica ha riaperto nuovamente i battenti con l’esposizione dei più pregiati capi di razza bovina piemontese.
Si tratta di un importante evento del settore della zootecnica locale e piemontese per la valorizzazione del vitello piemontese cosiddetto “della Coscia”, che si tiene ogni anno e che richiama moltissimi allevatori. 55 i capi esposti all’interno di una storica fiera in cui sono stati riconosciuti premi in denaro suddivisi in sei categorie.
La fiera di Calamandrana è un appuntamento fisso all’interno del programma delle rassegne zootecniche piemontesi dello scorso anno“, affermano gli organizzatori. “Sarebbe stato impensabile non proporla anche quest’anno, dopo l’annullamento dell’edizione 2020. Quella piemontese è una delle carni più pregiate al mondo ed auspichiamo che il prezzo sia sempre remunerativo per i nostri allevatori che con grande impegno e sacrificio portano sempre sulle notre tavole un prodotto di altissima qualità“.
Alla rassegna zootecnica era presente anche una delegazione di Asti Agricoltura e tra gli allevatori in gara è stata premiata l’agrimacelleria azienda agricola di Milano Massimo, associata all’Organizzazione agricola astigiana, che si è aggiudicata il 3° premio nella categoria “Vitello castrato piemontese della coscia (con tutti i denti da latte)” e nella categoria “Vitella piemontese grassa della coscia (con tutti i denti da latte)”.

 

Alcune immagini della fiera di Calamandrana

 

Massimo Milano nel recinto con i suoi “giganti bianchi” e mentre ritira i premi che si è aggiudicato

Agea ha diramato le istruzioni operative relative alla modalità di concessione dei contributi destinati a favore alle imprese agricole di allevamento di bovini di cui ll Decreto Ministeriale 27 novembre 2020 n. 9344698 “Fondo emergenziale per le filiere in crisi – causa Covid”. La domanda di aiuto può essere presentata fino al 6 agosto 2021.
I soggetti che possono accedere all’aiuto sono le imprese agricole di allevamento di bovini di età compresa tra 12 e 24 mesi e allevati dal richiedente per un periodo non inferiore a 6 mesi prima della macellazione e macellati nel periodo giugno-luglio 2020. Per accedere all’aiuto è necessario disporre di un fascicolo aziendale che includa l’indirizzo PEC; l’erogazione degli aiuti è subordinata alla presenza di un codice IBAN nel fascicolo e nella domanda, nonché alla presenza delle dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà necessarie alla richiesta della documentazione antimafia. L’aiuto è corrisposto fino a 60 euro per ogni capo macellato nel periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2020,nei limiti di spesa di 13.964.803,53 euro.
L’aiuto è riconosciuto in base al numero di bovini di età compresa tra 12 e 24 mesi allevati dal richiedente per un periodo non inferiore a 6 mesi prima della macellazione e macellati in Italia, come registrato nella Banca dati nazionale del Sistema informativo sanitario del Ministero della salute, nel periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2020. L’importo unitario dell’aiuto è determinato in base al rapporto tra l’ammontare dei fondi stanziati ed il numero di capi bovini macellati per i quali è stata presentata domanda di aiuto. In caso di superamento dei fondi annuali disponibili, l’OP AGEA procederà ad applicare una riduzione dell’aiuto previsto mediante l’adozione del taglio lineare. Per le domande gli interessati possono rivolgersi al CAA Confagricoltura contattando i tecnici delle Unioni Agricoltori.

Sorpresa e dispiacere hanno suscitato in Confagricoltura le dimissioni dei commissari della parte acquirente della Commissione Unica Nazionale (CUN) Suini da macello; chiaro segno di protesta in merito alle proposte di modifica del Regolamento di funzionamento della CUN stessa che erano state più volte discusse dalle organizzazioni di rappresentanza con il ministero delle Politiche Agricole e con la Borsa Merci Telematica Italiana e su cui sembrava si fosse raggiunto un equo compromesso.
Confagricoltura ha ricordato che la CUN è stata costituita con lo scopo di avere delle quotazioni tutte le settimane; nonostante questo, in un’ottica di fattiva collaborazione al fine di favorire il dialogo, è venuta incontro alla richiesta della parte acquirente in merito alla possibilità – in determinate circostanze – di non procedersi alla definizione del prezzo (cd ‘non formulato’).
Viste le aperture che ha concesso parte agricola, appare spontaneo chiedersi quali siano le vere ragioni di tale protesta e che queste vengano palesate quanto prima – ha affermato il presidente della Federazione Nazionale di Prodotto Allevamenti Suini di Confagricoltura, Rudy Milaniin modo tale che si possa riaprire un dialogo costruttivo per trovare un compromesso che garantisca una soluzione stabile e duratura per i lavori della CUN e per la regolare e continua indicazione dei prezzi di mercato, nell’interesse di tutta la filiera”.

 

L’Asti Spumante e il Moscato d’Asti Docg confermano il trend positivo dello scorso anno anche nel primo quadrimestre del 2021, migliorando i risultati ottenuti nello stesso periodo del 2020. Nonostante l’incertezza e le difficoltà di questo periodo, la produzione complessiva delle due tipologie Asti Spumante e Moscato d’Asti è aumentata del 11,89% rispetto al primo quadrimestre del 2020, arrivando a quasi a 30 milioni di bottiglie.
In seguito a questa incoraggiante crescita della richiesta di mercato, l’Assemblea dei produttori dell’Asti e del Moscato Docg ha approvato la proposta di sbloccare parte della produzione vendemmiale 2020 messa a riserva. “Saranno oggetto dello sblocco poco meno di 40.000 hl di prodotto utili per mantenere in equilibrio il mercato, in risposta alla crescente richiesta ed al contempo garantendo una giacenza di prodotto adeguata, non avendo ancora chiare indicazioni di come si prospetterà la vendemmia 2021” dichiara il Presidente del Consorzio per la Tutela dell’Asti Docg, Lorenzo Barbero. Gli fa eco il Direttore Giacomo Pondini che precisa: “l’incremento riguarda principalmente il Moscato d’Asti. Se infatti l’Asti Spumante si mantiene sui 14 milioni, in linea con quanto successo nel primo quadrimestre 2020, il Moscato d’Asti cresce di oltre 3 milioni di bottiglie”.
Verrà dunque messo a disposizione delle aziende e delle case spumantiere del territorio Patrimonio dell’Umanità UNESCO, un ulteriore quantitativo di prodotto per proseguire la produzione delle bollicine aromatiche piemontesi più apprezzate nel mondo. L’Asti Spumante e il Moscato d’Asti Docg, infatti, sono amati anche oltreoceano grazie alla loro unicità, alla versatilità, al basso contenuto alcolico che li rende perfetti per sublimare ogni portata, accompagnare ogni momento di piacere e, durante i mesi più caldi, realizzare rinfrescanti cocktail.

comunicato stampa: MNcomm

In seguito alla nota ministeriale DGSAF 9763 del 20 aprile 2021 con la quale il Ministero della Salute fornisce indicazioni sulle tempistiche da rispettare in merito alla identificazione e registrazione dei capi a seguito dell’entrata in applicazione del Regolamento (UE) 2016/429 “Normativa in materia di sanità animale”, Confagricoltura ha inviato una lettera per maggiori chiarimenti, viste le criticità che si stanno riscontrando a livello territoriale.
La nota, infatti, non chiarisce adeguatamente le tempistiche da rispettare in merito soprattutto alla identificazione e registrazione delle nascite dei capi con possibile irrigidimento a dover espletare entrambe le operazioni in massimo 7 giorni, come risulta stiano già richiedendo alcuni servizi sanitari territoriali. Confagricoltura ha chiesto quindi di confermare le attuali tempistiche per tutte le operazioni da svolgere in merito alla identificazione e registrazione dei capi fino all’entrata in vigore del relativo decreto legislativo in stesura.