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Archivio per categoria: settore zootecnico

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settore zootecnico, Ultime Notizie

ORDINANZA PESTE SUINA AFRICANA: PRECISAZIONI IN MERITO

Si comunica che, anche a seguito di confronto per le vie brevi con la Struttura Commissariale, all’art. 9 comma 4 dell’Ordinanza in oggetto, il riferimento alla nota DGSA prot. 25539 del 21/08/2024 è da intendersi come mero errore materiale e pertanto quanto in esso contenuto non deve essere considerato cogente.

Per quanto attiene alle movimentazioni in deroga da zone di restrizione ci si deve attenere pertanto a quanto riportato dalle note DGSA prot. 36371 del 11/12/2024 e prot. 36635 del 13/12/2024, da cui consegue che le movimentazioni da stabilimenti situati in zona di restrizione verso zona indenne intra ed extra regionale è consentita, nel rispetto di quanto disposto dalla normativa vigente e dalle disposizioni nazionali.
Si ritiene comunque utile in questa sede, a seguito del recente inserimento di territori della provincia di Cuneo nelle zone di restrizione di tipo I, richiamare brevemente i principali requisiti richiesti dalla normativa affinché le autorità sanitarie possano procedere alla concessione delle deroghe al divieto di movimentazione.

• rispetto requisiti biosicurezza (DM 28 giugno 2022) attraverso l’aggiornamento delle check list Classyfarm (valide quelle fatte entro 90 gg dalla data dell’ordinanza);
• visita clinica nelle 24 ore precedenti la movimentazione;
• prelievo nelle 72 ore precedenti l’invio di milze da tre soggetti morti di recente (non oltre 5 gg). Se nelle 72 ore precedenti non sono presenti morti è sufficiente visita clinica. Registrazione della mortalità entro 48 ore dall’evento.
• in caso di riscontro di suini morti la movimentazione è subordinata all’esito favorevole degli esami di laboratorio;
• automezzo disinfettato prima di lasciare l’azienda;
• non sono ammessi carichi multipli, il mezzo deve raggiungere direttamente lo stabilimento di destinazione senza soste intermedie;
• l’azienda di destinazione è sottoposta a sorveglianza ufficiale successivamente all’arrivo dei suini che devono rimanere in azienda per almeno 15 gg.

Si precisa inoltre che per le movimentazioni verso macello da zona I non è necessario l’invio verso stabilimenti designati e che le carni prodotte dai suini ivi allevati possono essere destinate senza vincoli in Italia e nella UE.

L’autorizzazione alla movimentazione da zona I è comunque vincolata al nullaosta della Regione Piemonte, richiesto dall’operatore attraverso l’ASL competente per lo stabilimento, e dell’eventuale Regione di destinazione, previo accordo tra le ASL di partenza e destinazione.
Per quanto riguarda la movimentazione dei liquami in zone di restrizione II e III, la stessa dovrà avvenire secondo le disposizioni della nota DGSA del MDS prot. 36371 dell’11/12/2024 ALLEGATO C.
In particolare , si evidenzia che lo spandimento agronomico può avvenire:
• esclusivamente nei terreni il più vicino possibile all’allevamento di origine, meglio se di proprietà, e comunque nei territori posti in Zona di Restrizione (ZR) di propria competenza;
• attraverso spandimenti mediante iniezione o con interramento immediato;
• a una distanza superiore a 500 metri da altri allevamenti di suini.
In caso di indisponibilità di terreni situati in ZR di propria competenza, a seguito di confronto con il Centro di Referenza Nazionale per le Pesti Suine (CEREP), si è valutata positivamente la possibilità di poter spandere il letame, compresi le lettiere e il materiale da lettiera, e di liquami in diversa ZR (per es. da ZRII a ZRI) o in Zona Libera da PSA, dopo necessario stoccaggio di 60 giorni; tale periodo potrà essere ridotto, in caso di necessità, previa analisi del rischio da parte dell’ACL competente per territorio.
Si precisa comunque che quanto sopra riportato è da intendersi nel rispetto di quanto disposto dalla normativa di settore sull’utilizzo agronomico degli efluenti di origine zootecnica (Regolamento regionale n. 10 del 29 ottobre 2007).
Sempre a seguito di confronto e in accordo con il CEREP, la certificazione prevista dall’art. 22 comma 5 del Reg. UE 2020/687 (certificato sanitario) per la movimentazioni di carcasse di suini da ZRII e ZRIII, risulta assolta dalla comunicazione degli esiti favorevoli dei controlli effettuati da parte del Servizio Veterinario dell’ASL competente per territorio. Resta tuttavia inteso che, previa analisi del rischio da parte dell’Autorità competente locale, in situazioni ritenute di maggior rischio o in presenza di non conformità segnalate dal Servizio Veterinario responsabile per l’impianto di destinazione, rimane in capo ai Servizi Veterinari competenti per materia la discrezionalità di effettuare sopralluoghi, anche a campione, al fine di garantire la vigilanza al momento del carico delle carcasse suine.

Luglio 31, 2026
https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2026/07/cinghiali-2.jpg 1280 1920 Marco Cerruti https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2021/02/logo_asti_agricoltura_new.jpg Marco Cerruti2026-07-31 09:32:292026-07-31 09:32:29ORDINANZA PESTE SUINA AFRICANA: PRECISAZIONI IN MERITO
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SUINI: PSA E AUMENTO DEI COSTI FANNO CHIUDERE LE AZIENDE

Persi oltre 5mila impianti in cinque anni. Confagricoltura: necessari interventi per sostenere il settore

Il contesto internazionale e la Peste Suina Africana (PSA) stanno colpendo il settore suinicolo italiano ed europeo alle sue fondamenta, erodendo la redditività delle aziende. Confagricoltura fa luce sul comparto, a oltre quattro anni dalla diffusione nazionale della PSA che tutt’oggi mina l’export extra UE di prodotti suinicoli causando blocchi sanitari e l’incremento delle tariffe doganali.
Molti i mercati importanti per l’Italia attualmente chiusi a causa della malattia. Tra questi Giappone, Thailandia e Cina, con cui Confagricoltura chiede di intensificare gli sforzi diplomatici per accordi bilaterali che contemplino il principio di regionalizzazione già sperimentato in altri Paesi Ue.
Il comparto suinicolo si trova anche ad affrontare gli effetti del conflitto mediorientale, in particolare l’incremento dei costi di produzione, soprattutto quelli legati a mangimi, energia, carburanti e servizi.
Preoccupano i contenuti della direttiva sulle emissioni industriali che, così come modificata, creerà molte problematiche soprattutto alle aziende meno strutturate e di minore dimensione.
Oggi in Italia ci sono circa 25mila allevamenti suinicoli, 5.200 in meno rispetto al 2021, con un calo del 17% (fonte: Ismea, 2026). Per Confagricoltura è necessario quindi mettere al sicuro la continuità finanziaria delle aziende attive con sostegni agli investimenti avviati e ai costi di gestione.
Sul fronte della PSA, la Confederazione ritiene positiva la scelta del Masaf di richiedere alla Commissione europea di attingere al Fondo UE di crisi per contribuire ai ristori da riconoscere alle aziende colpite indirettamente dalle restrizioni sanitarie con la forte riduzione dei prezzi di vendita.
Palazzo della Valle auspica anche il miglioramento della gestione della popolazione dei cinghiali selvatici, principale vettore della Peste Suina Africana e responsabile tra il 2015 e il 2023 di danni al settore primario per 171 milioni di euro. Una gestione che deve comprendere piani di contenimento e il rafforzamento della biosicurezza negli allevamenti suinicoli da finanziare anche con i piani di Sviluppo Rurale.

Luglio 15, 2026
https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2026/07/cinghiali.jpg 1280 1920 Marco Cerruti https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2021/02/logo_asti_agricoltura_new.jpg Marco Cerruti2026-07-15 15:53:302026-07-15 15:53:30SUINI: PSA E AUMENTO DEI COSTI FANNO CHIUDERE LE AZIENDE
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CACCIA, CONFAGRICOLTURA: IL DDL COGLIE LA NECESSITA’ DI MAGGIORE EQUILIBRIO TRA LE ATTIVITA’ AGRICOLE E LA FAUNA SELVATICA

Il ddl 1552, approvato al Senato, va nell’auspicata direzione di avviare un percorso di aggiornamento della legge 157/92. Una legge che ha oltre 30 anni e non è più adeguata alle diverse esigenze che si stanno delineando nel territorio e che pertanto non può affrontare le numerose criticità relative alla proliferazione di alcune specie di fauna selvatica.
Confagricoltura evidenzia che le attuali difficoltà sono legate alla perdita di redditività delle attività agricole in alcune aree del Paese, con conseguente abbandono dei territori montani e collinari, ma anche alla diffusione della Peste Suina Africana e agli squilibri ambientali causati dalla densità della fauna non compatibile con l’ambiente stesso. Senza tralasciare la salute e la sicurezza pubblica.
Il ddl approvato al Senato – rimarca la Confederazione – coglie la necessità di creare un maggiore equilibrio tra la natura e le attività produttive: questo significa protezione della fauna selvatica che implica anche la sua gestione attiva. In tal senso è positivo l’ampliamento del novero dei soggetti attuatori nell’ambito dei piani di controllo che comprende ora anche gli imprenditori agricoli, i proprietari e i conduttori dei fondi in cui i piani vengono attuati, contribuendo così a una migliore gestione del territorio.
Come è anche positiva la conferma del ruolo rilevante svolto dalle Aziende Faunistico Venatorie e Agrituristico Venatorie. La peculiare e strategica funzione di questi istituti, ad avviso di Confagricoltura, deve essere rafforzata e protetta anche in un’ottica di tutela ambientale, vista l’importanza che potrebbero avere per migliorare la gestione dell’ambiente e per tutelarne gli ecosistemi, contribuendo anche alla prevenzione degli incendi, del dissesto idrogeologico, e a combattere il cambiamento climatico valorizzando il ruolo dei boschi, dei pascoli e del suolo a catturare la CO2.

Giugno 26, 2026
https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2021/02/logo_asti_agricoltura_new.jpg 0 0 Marco Cerruti https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2021/02/logo_asti_agricoltura_new.jpg Marco Cerruti2026-06-26 07:37:302026-06-26 07:37:30CACCIA, CONFAGRICOLTURA: IL DDL COGLIE LA NECESSITA’ DI MAGGIORE EQUILIBRIO TRA LE ATTIVITA’ AGRICOLE E LA FAUNA SELVATICA
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CONFAGRICOLTURA: SODDISFAZIONE PER L’ACCORDO RAGGIUNTO SULLA RESA DEL MOSCATO. MA NON BASTA, OCCORRE INTERVENIRE ANCHE SU ROSSI ED ALTRE DENOMINAZIONI

“Soddisfatti per l’accordo raggiunto per le uve Moscato ieri sera nel CdA del Consorzio dell’Asti”, afferma Gabriele Baldi, Presidente della Confagricoltura di Asti.“La compattezza del mondo agricolo, grazie anche all’azione collante dell’Assessore Regionale all’Agricoltura, Paolo Bongioanni, che non possiamo non ringraziare, ha portato i suoi frutti”.

La scorsa settimana infatti tutte le parti coinvolte (organizzazioni agricole, mondo cooperativistico, Comuni, industria) erano state raccolte intorno ad un tavolo regionale di confronto.

Però esclama a gran voce “Ma non basta! Il nostro territorio conta una grande quantità di viticoltori coinvolti nel mondo dei vini rossi e comunque di altre denominazioni, la cui situazione è molto preoccupante, corrispondente purtroppo ad una reale crisi di mercato, seppur con qualche sfumatura speculativa”.

Si sta registrando, per una serie di denominazioni, un forte squilibrio tra domanda ed offerta che porta ad una marcata contrazione dei prezzi e ad un accumulo delle giacenze di vino invenduto nelle cantine.

“Sappiamo che qualcosa si sta muovendo, sia sul lato della definizione di una resa vendemmiale adeguata al difficile periodo, sia sul lato di verificare la possibilità di coinvolgere gli acetifici nonché di una possibile contribuzione della Regione Piemonte”, precisa il Direttore della compagine astigiana, Mariagrazia Baravalle, che poi aggiunge: “Tuttavia, con sempre maggiore convinzione riteniamo che la regione Piemonte debba al riguardo farsi promotrice di una riflessione più ampia e strategica di lungo periodo, superando una logica esclusivamente emergenziale. Le difficoltà del comparto non sono infatti contingenti, ma derivano da cambiamenti strutturali dei mercati e dei consumi che richiedono una visone chiara e interventi programmati nel tempo”.

Incalza ancora il Presidente Baldi: “Innanzitutto preme porre l’accento sul fatto che la viticoltura deve essere “impresa” e quindi necessita puntare attenzione e risorse sulle aziende che con questa attività mantengono le proprie famiglie e quelle del tessuto sociale lavorativo all’intorno”.

Lungo l’elenco delle richieste di Confagricoltura tra cui, in modo non esaustivo, ricordiamo: limitare le autorizzazioni di nuovi impianti, prorogare le idoneità già assegnate, riformulare la misura Ristrutturazione e Riconversione Vigneti, adozione della “vendemmia verde”, attivazione di una misura di estirpazione vigneti sul modello francese.

La principale organizzazione d’impresa del settore è convinta che si tratta di interventi strutturali che, volti alla riduzione delle quantità, non possono non incidere sul mercato e di conseguenza salvaguardare il prezzo.

Asti, 23 giugno 2026

Giugno 23, 2026
https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2026/06/uva-moscato.jpg 1920 1522 Marco Cerruti https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2021/02/logo_asti_agricoltura_new.jpg Marco Cerruti2026-06-23 11:27:072026-06-23 11:44:17CONFAGRICOLTURA: SODDISFAZIONE PER L’ACCORDO RAGGIUNTO SULLA RESA DEL MOSCATO. MA NON BASTA, OCCORRE INTERVENIRE ANCHE SU ROSSI ED ALTRE DENOMINAZIONI
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PESTE SUINA AFRICANA: VIETATO IL PRELIEVO SELETTIVO NELLE ZONE DI RESTRIZIONE I

Comunicazione della Regione Piemonte

In seguito alla scadenza naturale del mandato del  commissario straordinario alla Peste Suina, Giorgio Sapino, che ha concluso il proprio incarico in data 27 marzo 2026 e alla cessazione dell’Ordinanza n. 7/2025 del 30 ottobre 2025 “Misure di eradicazione e sorveglianza della peste suina africana” ha cessato i propri effetti, la Regione Piemonte comunica che, nelle more dell’adozione di una nuova Ordinanza Commissariale, ad oggi non sussistono le condizioni per attuare i piani di prelievo
selettivo alla specie cinghiale approvati con la la DGR 2-2296/2026 del 09 marzo 2026 citata nella zona di restrizione I. Resta confermato il divieto dell’attività venatoria alla specie cinghiale nelle zone di restrizione II e III, come da ultimo definite dal regolamento (UE) 2026/1136 della Commissione del 21 maggio 2026.

Per ulteriori informazioni è possibile scaricare la comunicazione della Regione Piemonte in allegato

COMUNICAZIONE URGENTE Regione Piemonte prelievo venatorio

Maggio 28, 2026
https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2026/05/cinghiali-2.jpg 1280 1920 Marco Cerruti https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2021/02/logo_asti_agricoltura_new.jpg Marco Cerruti2026-05-28 15:20:482026-05-28 15:20:48PESTE SUINA AFRICANA: VIETATO IL PRELIEVO SELETTIVO NELLE ZONE DI RESTRIZIONE I
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