Le misure previste dalla nuova ordinanza del Commissario straordinario per il contrasto della Peste Suina Africana, frutto anche dell’azione portata avanti in questi mesi dalla nostra organizzazione, vanno nella giusta direzione, ma occorre renderle immediatamente operative sui territori per scongiurare il rischio che l’epidemia si estenda, mettendo in serio pericolo la sopravvivenza dell’intera economia suinicola del Piemonte. La provincia di Asti è da sempre molto attiva sulla problematica ma non bisogna abbassare la guardia”. Con queste parole il direttore di Asti Agricoltura, Mariagrazia Baravalle, commenta le novità introdotte dall’ordinanza 2/2024 del Commissario straordinario alla Peste Suina Africana, Vincenzo Caputo, a margine dell’incontro organizzato dalla Provincia di Asti lo scorso martedì 21 maggio.

L’ordinanza, di cui si è già parlato nello scorso numero, detta misure applicative del “Piano Straordinario di catture, abbattimento e smaltimento dei cinghiali” e aggiorna le azioni strategiche dei piani di eradicazione (2023-2028) nelle zone di restrizione.

In particolare, si stabilisce che le aree comprese nel raggio di 15 km dai distretti suinicoli di maggiore rilevanza sono da considerarsi aree non vocate alla presenza del cinghiale in cui rimuovere tutti i cinghiali presenti. Ogni Regione deve quindi individuare sul proprio territorio i distretti suinicoli di maggiore rilevanza, sulla base della densità di allevamenti e di popolazione suinicola, ma anche sulla base di una valutazione economica e sociale o per ragioni di pregio genetico delle razze autoctone in relazione a contesti di valorizzazione del territorio. L’Istituto Zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta ha definito 3 primi distretti di maggiore rilevanza tra cui (oltre a quello del Cuneese e del Novarese) anche quello di Chieri che comprende alcuni comuni dell’astigiano, ovvero Buttigliera d’Asti, Villanova d’Asti, Valfenera e Cellarengo. Tra le altre misure per il controllo dei cinghiali sul territorio, la nuova ordinanza prevede la creazione di un elenco di “bioregolatori” che mira ad acquisire la disponibilità dei soggetti abilitati all’attività venatoria da cui l’autorità competente locale potrà attingere per le azioni di contenimento del selvatico. Inoltre, chiunque venga sorpreso a foraggiare cinghiali o compiere atti di danneggiamento, manomissione o intralcio durante le operazioni della loro cattura per il depopolamento, risponde dei danni e rischia l’applicazione delle sanzioni penali previste dagli articoli 340 e 500 del Codice penale. L’ordinanza, infine, vieta di “deprezzare commercialmente” i suini provenienti da allevamenti ricadenti in comuni che sono stati ricompresi nelle zone di restrizione. Il divieto si applica a condizione che l’allevamento sia in regola con le misure di biosicurezza. Si attende inoltre l’invio del personale dell’Esercito annunciato dal Governo con il decreto Agricoltura che prevede lo schieramento di 177 soldati in tutta Italia chiamati per dodici mesi ad attuare le misure adottate dal Commissario straordinario proprio per contenere il diffondersi della peste suina.

“L’adozione di misure d’urgenza testimonia come nonostante gli sforzi fatti fino ad oggi per contenere la Psa, il suo incedere non sia ancora sotto controllo e desti seria preoccupazione. Occorre quindi continuare a lavorare in squadra, in particolare in tutti i territori più esposti a questo pericolo e rendere immediatamente operative ogni misura prevista”, integra a commento il Presidente di Asti Agricoltura, Gabriele Baldi.

 

Si comunica che è stata prorogata al 31 luglio la scadenza per le domande di saldo del bando SRA 30 del CSR 2023-2027 “Benessere animale – Azione B – Classyfarm”.
Il bando prevede un contributo che viene corrisposto a seguito dell’esecuzione per 3 anni degli impegni tecnici che compongono la SRA 30, per un totale 6.000.000,00€ di spesa pubblica.
Possono partecipare al bando imprenditori agricoli in attività, singoli o associati ed Enti e altri soggetti di diritto pubblico titolari di allevamenti. Sono escluse le ATS (Aziende Temporanee di Scopo).

In allegato la determina dirigenziale tramite la quale è stata deliberata la proroga

SRA 30 Benessere animale e Classyfarm_D.D. proroga

Il 10 maggio scorso, il Commissario Straordinario alla Peste Suina Africana, Vincenzo Caputo, ha firmato una nuova ordinanza (2/2024) che detta misure applicative del “Piano Straordinario di catture, abbattimento e smaltimento dei cinghiali” e aggiorna le azioni strategiche dei piani di eradicazione (2023-2028) nelle zone di restrizione.
Questo provvedimento tiene conto dell’andamento epidemiologico della malattia che continua a diffondersi nel territorio nazionale e a questo proposito è stata prevista un’intensificazione dei controlli ufficiali dell’Autorità competente locale (ACL) sulle filiere delle carni suine in tutte le fasi della filiera alimentare, con un’armonizzazione delle deroghe ai divieti di movimentazione e un incremento dell’operatività dell’Autorità competente locale attraverso l’istituzione dei Gruppi operativi territoriali (GOT). Viene inoltre acquisita la disponibilità dei soggetti abilitati all’attività venatoria attraverso la creazione di un elenco nazionale di bioregolatori da cui l’autorità competente locale possa attingere per le azioni di contenimento della popolazione di cinghiali. Aggiornate anche le misure di controllo applicabili su tutto il territorio il territorio nazionale e i controlli per i territori nazionali non interessati dalla malattia. L’ordinanza sarà in vigore fino al 31 marzo 2025.

Per maggiori informazioni è possibile visualizzare e scaricare l’ordinanza cliccando sul seguente link

PSA ORDINANZA DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO

Sono saliti a 146 i Comuni con almeno un caso di PSA, tra Piemonte e Liguria. A fronte del ritrovamento del primo caso in provincia di Asti e del numero in continuo aumento, Confagricoltura Piemonte torna a sollecitare la Regione Piemonte affinché prediliga azioni coordinate e comuni sul territorio per arginare ed eradicare poi il problema

È della scorsa settimana la notizia del ritrovamento di un esemplare di cinghiale colpito dal virus della Peste Suina Africana, nel Comune di Mombaruzzo, in provincia di Asti, e di alcuni nuovi casi in provincia di Alessandria. Si allarga così l’area tra Piemonte e Liguria in cui la patologia che colpisce i suinidi sta facendo più vittime. Salgono a 146 i Comuni nelle due regioni confinanti, con almeno una positività dall’inizio dell’epidemia, scoppiata a fine dicembre 2021. I casi totali rilevati dall’Istituto Zooprofilattico sono 1.410, di cui 759 in Liguria e 651 in Piemonte.
Secondo il Bollettino epidemiologico nazionale sulla PSA del Ministero della Salute, il numero di animali positivi per regione e provincia, dal 1° gennaio 2022 al 16 gennaio 2024, sarebbero di 1399 casi nei cinghiali e di 21 focolai nei suini.
L’epidemia di peste suina africana si sta sempre di più diffondendo e sta mettendo a rischio una filiera essenziale del nostro agroalimentare con i suoi 11 miliardi di euro di valore complessivo tra produzione agricola e industriale nazionale e a livello regionale, circa 3 mila aziende, con un fatturato di quasi 400 milioni di euro e 1 milione e 200mila capi destinati ai circuiti tutelati delle principali Dop italiane per la preparazione della miglior salumeria nazionale”, evidenzia Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte. “Come purtroppo Confagricoltura Piemonte aveva paventato sin dalla sua origine ormai a gennaio di due anni or sono, è necessario attuare nel nostro Paese una strategia efficace, in particolare per quanto riguarda il contenimento della presenza del cinghiale nelle nostre aree, a difesa dei nostri allevatori”, sottolinea infine Allasia.
Confagricoltura Piemonte, come già evidenziato a maggio dello scorso anno, sostiene che per garantire il successo delle strategie messe in atto, l’attuazione delle misure di prevenzione, il controllo e l’eradicazione della malattia, si debba prevedere uniformità a livello nazionale e il massimo sforzo nell’azione comune per applicare nel modo più efficace possibile i Piani di contenimento.
Siamo consapevoli che mai come oggi non possa mancare il deciso contributo delle amministrazioni locali a tutti i livelli affinché si lavori in maniera coesa con le linee guida del Governo e secondo le azioni da esso programmate”, e conclude il presidente. “Abbiamo invitato quindi le Istituzioni regionali ad un’azione ancora più incisiva a supporto della strategia nazionale posta in essere con rinnovato vigore”.

Il nuovo metodo di identificazione e cattura dei cinghiali nei territori colpiti dalla PSA illustrato nella riunione al Ministero della Salute appare efficace. Confidiamo che con il coinvolgimento dei neo nominati sub commissari la situazione possa presto migliorare, valutando attentamente le aree interessate e la tempistica di intervento, a vantaggio di tutta la filiera suinicola, a partire dagli allevamenti”.
Lo ha affermato Giovanna Parmigiani, componente della Giunta di Confagricoltura, nell’incontro in cui sono stati anche presentati i tre sub commissari Mario Chiari, Giovanni Filippini e Simone Siena, appena nominati dai ministri Schillaci e Lollobrigida di concerto con il ministro Calderoli.
Parmigiani, ringraziando i sottosegretari La Pietra e Gemmato per la convocazione della riunione, ha auspicato che venga sempre garantita uniformità da parte delle autorità sanitarie locali nella gestione dell’epidemia negli allevamenti e nei macelli, nonché nelle misure di contenimento dei cinghiali, al momento assoluta priorità.
Confagricoltura ha chiesto particolare attenzione verso i suinicoltori che stanno subendo pesanti penalizzazioni di mercato nelle zone di restrizione. “Occorre trovare soluzioni a riguardo – ha affermato Parmigiani – se non si vuole correre il rischio di depotenziare una parte essenziale della filiera”.
La strategia di contenimento presentata si basa sul partenariato pubblico-privato, la collaborazione con le associazioni della filiera e con le Regioni che stanno fornendo i dati necessari. Il nuovo metodo di azione è già stato sperimentato a Piacenza e si avvale della ricognizione, con i droni, in maglie del territorio della dimensione di 2×2 kmq che possono validamente essere esaminate con sistemi di rilevazione, anche notturni, per poi procedere alla cattura dei capi.
Il sistema – ricorda Confagricoltura – fa seguito alla prima riunione tra i ministri Lollobrigida e Crosetto di fine agosto scorso ed è in pratica la concretizzazione della collaborazione con le forze armate. Saranno 176 le unità che saranno messe a disposizione, oltre ai mezzi tecnici.