Un centinaio di allevatori, provenienti da tutto il Piemonte, hanno manifestato giovedì mattina a Carrù, davanti alla sede dell’Anaborapi, per chiedere ai vertici dell’associazione di razza una maggiore trasparenza nei confronti degli iscritti e l’indipendenza di “FedAna”, la Federazione nazionale delle Associazioni di razza e di specie, nata dalla scissione dell’Associazione Italiana Allevatori. Sono mesi, infatti, che gli allevatori chiedono ad Anaborapi informazioni di ingenti pagamenti a favore di FedAna, senza ottenere risposte soddisfacenti.
Gli allevatori si sono radunati a Carrù per esprimere il malcontento di una categoria che sta già affrontando difficoltà rilevanti dal punto di vista del mercato e che non si sente più rappresentata dai dirigenti di Anaborapi. Al direttivo dell’associazione gli allevatori chiedono “maggior trasparenza nell’informazione ai soci e che vengano abbandonate tutte le forme di censura imposte alla libera conoscenza degli allevatori circa il futuro delle loro aziende“. Inoltre chiedono la fuoriuscita immediata dalla Federazione Nazionale Allevatori, che farebbe venir meno i requisiti di autonomia e indipendenza gestionale da sempre richiesti dal Ministero.

Di seguito i link alla notizia riportata dall’edizione sul sito web della Stampa e gli interventi degli allevatori pubblicate sui canali YouTube:

La Stampa

 

 

 

foto di copertina tratta da: unionemonregalese.it

Il settore zootecnico è vivo e vitale, non ha problemi strutturali ma di mercato collegati alla volatilità dei prezzi, al ristagno dei consumi ed alla situazione contingente legata alla pandemia ed alla diminuzione degli ordini del canale Ho.Re.Ca. a livello internazionale. Lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti nel corso degli “Stati generali della Zootecnia”, che si sono tenuti nell’ambito dell’edizione digitale delle Fiere Zootecniche di Cremona.
Ad avviso del presidente di Confagricoltura va superato il discorso della volatilità dei prezzi sui mercati internazionali, legato anche alle politiche dei dazi dell’amministrazione Trump che l’Europa non ha saputo fronteggiare. Servono regole nuove sul mercato globale che tengano anche conto delle sperequazioni produttive.
Noi allevatori siamo per il benessere animale – ha spiegato Giansanti – e per la sostenibilità che rappresentano la qualità della vita dei nostri capi, il cibo sano e sicuro che gli assicuriamo. Non si possono accettare fake news che vengono usate strumentalmente per favorire il cibo vegetale e sintetico“.
Servono allora – ha osservato il presidente di Confagricolturacampagne di informazione e di educazione alimentare per contrastare l’affermazione del cibo sintetico e vegetale che utilizza denominazioni che si rifanno strumentalmente alla grande tradizione della zootecnia nazionale, con bistecche, cotolette, polpette e latte che tali non sono. Contestualmente va condotta la battaglia per l’etichettatura nutrizionale, di opposizione al Nutriscore, che fa disinformazione verso i consumatori e penalizza le eccellenze della dieta mediterranea. Le nostre sono battaglie culturali, di identità, che si poggiano su quelli che sono i valori identitari del food, in quanto cibo di derivazione agricola, democratico cioè accessibile a tutti”.
Infine sul prezzo del latte, che soffre di grande volatilità proprio per la situazione contingente: “E’ inaccettabile che si colgano le difficoltà in epoca di pandemia per azzoppare il comparto lattiero che sta producendo per il Paese”.
Condividiamo quanto detto dalla ministra Bellanova che la filiera agroalimentare e zootecnica hanno bisogno di un progetto di resilienza, ovvero di cogliere le difficoltà del momento per risorgere più forti di prima – ha concluso il presidente di Confagricoltura. “Dobbiamo lavorare tutti assieme per questo obiettivo”.

Causa emergenza da Covid-19, la 383° edizione della Fiera Nazionale di Sua Maestà il Bue Grasso di Moncalvo, prevista per il 9 dicembre 2020, è stata annullata. La Commissione Fiera, di concerto con l’amministrazione comunale, considerato il momento di grave pericolo epidemiologico, si è trovata costretta ad annullare la storica e secolare rassegna zootecnica. Ciò nonostante gli organizzatori, per dar seguito al discorso della filiera enogastronomica, hanno deciso di istituire una fiera “on- line” per dare la possibilità ai macellai di comunicare ai propri clienti che nei loro esercizi si può trovare il meglio dei tagli di carne di razza bovina piemontese (buoi, manzi, manze, castrati ecc..), allevati sul territorio. Una modalità alternativa anche per ricordare gli sforzi compiuti quotidianamente dalle aziende locali nell’allevamento dei capi che sarebbero stati esposti.
Al termine di questo innovativo contest, che sarà pubblicizzato sia on-line che su stampa cartacea, verrà assegnato un diploma di partecipazione rivolto ad allevatori e macellai.
Gli allevatori che intendono partecipare a questo contest, possono comunicare i seguenti dati del passaporto animale:

– nome
– razza
– data di nascita
– stalla di allevamento
– n° di passaporto e macellaio a cui è destinato il capo, qualora fosse destinato alla macellazione.

Il tutto dovrà essere inviato all’indirizzo di posta elettronica: protocollo@comune.moncalvo.at.it

Per qualsiasi dubbio è possibile contattare Luisella Braghero, presidente della Commissione Fiera del Bue Grasso di Moncalvo al seguente recapito telefonico: 3475367607.
Tutto questo non sostituirà sicuramente la tradizionale fiera – affermano gli organizzatori della kermesse – ma sarà uno stimolo per la futura edizione 2021, sperando in tempi migliori“.

 

       

Due immagini dell’edizione dello scorso anno della Fiera del Bue Grasso di Moncalvo:

  1. i giganti bianchi sfilano sul ring
  2. la consegna del premio istituito da Confagricoltura Asti per il “Miglior bue allevato in Provincia di Asti“, consegnato dal direttore Mariagrazia Baravalle (seconda da sinistra)

 

La Conferenza Stato-Regioni ha esaminato lo schema di decreto del Ministro delle Politiche Agricole sull’istituzione del “Fondo emergenziale per le filiere in crisi”, che avrà una dotazione di 65 milioni di euro. Le sovvenzioni sono destinate alle filiere suinicola (30 milioni), ovicaprina (9 milioni), cunicola (4 milioni), del latte bufalino (2 milioni) e del vitello da carne (20 milioni). Le imprese di allevamento di suini potranno ottenere fino a 20 euro per ogni capo di suino macellato nel periodo dal 1° maggio al 30 giugno 2020 e fino a 18 euro per ogni scrofa allevata nel periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2020. Per gli allevamenti di bovini da carne l’aiuto previsto è fino a 110 euro per ogni capo, di età inferiore agli 8 mesi, macellato nel periodo dal 1° marzo al 30 giugno 2020. Con il raggiungimento dell’intesa nella Conferenza Stato-Regioni si potrà dare avvio alle procedure per l’accettazione delle domande. Verranno comunicate, appena sarà possibile, tutte le indicazioni utili per la presentazione delle istanze.

Oggi più che mai, agricoltori e allevatori hanno bisogno di definire le strategie del futuro per poter continuare a garantire, come hanno fatto fino ad oggi, standard di produzione di latte di qualità e quantità. Ed è fondamentale assicurare loro una più equa distribuzione del valore aggiunto”. Lo ha detto il vicepresidente nazionale di Confagricoltura Matteo Lasagna, intervenendo all’inaugurazione delle Fiere Zootecniche di Cremona ed al convegno di apertura.
Il rappresentante di Confagricoltura ha quindi ricordato come questo appuntamento fieristico abbia assunto per il settore un ruolo di primo piano nella definizione delle strategie di promozione dei comparti portabandiera del Made in Italy agroalimentare. Quindi ha rilanciato l’allarme per l’export delle eccellenze lattiero-casearie messe sotto scacco dai dazi aggiuntivi degli Stati Uniti.
Se i dazi Usa resteranno in vigore per un periodo superiore a tre mesi – ha osservato – si avrà una caduta delle nostre esportazioni di formaggi superiore al 10%, con effetti negativi su tutta la filiera e l’avvio di una spirale di incertezza che non giova all’attività economica. Serve la massima compattezza tra tutte le componenti della filiera zootecnica per gestire una situazione che diventerebbe estremamente complicata”.
Un fronte sul quale dobbiamo essere uniti è quello della corretta informazione – ha aggiunto Lasagna -. Troppo spesso il settore zootecnico è messo sotto accusa da chi vuole trovare in esso il capro espiatorio di problemi che non sono di esclusiva pertinenza agricola. Salvo poi pretendere che i prodotti di quel settore continuino ad essere presìdi di eccellenza, orgoglio italiano sulle tavole di tutto il mondo”.
Quindi ha sottolineato l’importanza dell’innovazione tecnologica, ancor più ora che c’è la necessità di far fronte alle urgenze dei cambiamenti climatici.
Infine sulla promozione: “E’ indispensabile – ha concluso il vicepresidente di Confagricolturariuscire a fare più sistema e sostenere con maggiore efficacia le nostre produzioni, iniziando da una corretta educazione e informazione alimentare, fino ad arrivare a consolidare l’export attraverso strategie forti, con obiettivi chiari e una pianificazione condivisa”.