Sostegno alla competitività delle imprese, potenziamento della filiera a partire dalle organizzazioni dei produttori, valorizzazione della qualità: sono questi gli elementi sui quali si dovrà incentrare Il piano di rafforzamento della produzione coricola piemontese, avanzati ieri, 24 settembre, da Confagricoltura nel corso del tavolo tecnico che si è svolto a Torino nel palazzo della Giunta regionale, presenti il governatore del Piemonte Alberto Cirio, il vicepresidente della giunta Fabio Carosso e l’assessore all’Agricoltura Marco Protopapa.
La delegazione di Confagricoltura, guidata dal presidente regionale Enrico Allasia, ha espresso apprezzamento per l’attenzione che la Regione sta dedicando alla materia, illustrando i punti principali sui quali potrà svilupparsi un progetto per Il miglioramento delle condizioni produttive e commerciali del comparto.
Il prezzo delle nocciole, nel giro di un anno – anche per l’aumento della produzione, mentre nell’annata 2019 il raccolto era stato particolarmente scarso – è sceso da oltre 500 euro al quintale a circa 300 euro (per il prodotto in guscio).
Confagricoltura Piemonte, evidenziando come l’attuale insoddisfacente livello dei prezzi dipenda anche, in parte, dall’immissione sul mercato, immediatamente dopo la raccolta, di rilevanti quantitativi di nocciole, ha chiesto un sostegno per la realizzazione di strutture di essiccazione, lavorazione e stoccaggio delle nocciole, sia per le imprese agricole, sia per le cooperative e le organizzazioni dei produttori. “Questo intervento – ha dichiarato Enrico Allasia – rafforzerebbe il miglioramento della competitività delle imprese, favorendo un migliore equilibrio commerciale tra l’offerta dei produttori e il sistema della trasformazione“.
Confagricoltura ritiene inoltre che sia necessario ricercare la massima coesione nell’ambito della filiera per consolidare il sistema produttivo piemontese che oggi conta su una superficie di oltre 24.000 ettari di noccioleti (dei quali 15.500 già in produzione), che quest’anno hanno realizzato una produzione di circa 220-250.000 quintali di prodotto in guscio di altissima qualità.
Inoltre Confagricoltura ritiene sia necessario investire per un’adeguata valorizzazione e promozione del prodotto che faccia comprendere ai consumatori il valore aggiunto, sotto il profilo organolettico, delle nocciole coltivate in Piemonte. “A questo proposito – ha aggiunto Allasia – siamo convinti che con l’impegno di tutti i soggetti della filiera e il sostegno della Regione Piemonte si possa impostare una campagna promozionale in grado di creare valore non soltanto per Il sistema corilicolo ma per tutto il territorio collinare, per le attività produttive e per il mondo economico che ruota attorno a questa straordinaria coltivazione“.

300 euro al quintale (6,8 al punto resa): è questo il prezzo di partenza della Nocciola Piemonte IGP per l’annata 2020, ufficializzato lunedì mattina a Castagnole Lanze in occasione della 161° Fiera della Nocciola. Una quotazione che non ha soddisfatto pienamente i corilicoltori astigiani che speravano in un prezzo più remunerativo a fronte di un elevato livello qualitativo. “La qualità delle nocciole 2020 è tra le migliori che si ricordino. Non si rileva la presenza di cimiciato, grazie all’annata favorevole e al trattamento insetticida mirato. Le aziende che hanno effettuato la corretta concimazione hanno anche una buona pezzatura con un’elevatissima resa alla sgusciatura”, afferma Enrico Masenga, consulente tecnico specialistico di Confagricoltura Asti.
A differenza dello scorso anno i quantitativi della Nocciola Piemonte sono ritornati agli standard a cui eravamo abituati degli ultimi anni con una produzione totale media di circa 200 mila quintali su tutto il territorio provinciale.
Confagricoltura Asti esprime tuttavia un moderato ottimismo sull’andamento del mercato in favore dei propri corilicoltori, senza però risparmiare alcune critiche sulla quotazione iniziale. “Il prezzo ufficializzato a Castagnole Lanze può essere compreso solo se viene considerato un punto di partenza destinato al rialzo, giustificato dalla qualità eccezionale della materia prima”, dichiara Mariagrazia Baravalle, direttore di Confagricoltura Asti. “Considerando le previsioni di una grande quantità produttiva – continua il direttore – non vorremmo che ci fossero speculazioni da parte dell’intera filiera, considerata la richiesta sempre in aumento da parte delle industrie, che hanno i magazzini vuoti. Non riteniamo quindi giustificabile un prezzo iniziale così basso! Auspichiamo quindi che i valori si allineino a quelli registrati nel 2019”.
A questo coro di dissenso si uniscono anche alcune aziende associate che lamentano un prezzo troppo basso e una scarsa considerazione nei confronti del comparto agricolo: “Era prevedibile un leggero ribasso rispetto allo scorso anno, considerata la maggiore quantità registrata nel corso di questa annata – afferma Cristina Bello, titolare dell’omonima azienda corilicola di San Martino Alfieri – ma non fino a questo punto. Il prezzo è assolutamente sproporzionato rispetto agli anni precedenti, considerato il livello qualitativo del prodotto. Siamo fiduciosi in merito ad un graduale aumento delle quotazioni nelle prossime settimane, considerando anche che le scorte da parte delle industrie stanno finendo. Riteniamo inoltre che la Nocciola Piemonte con denominazione “Igp” debba essere valutata diversamente rispetto alle altre varietà”.
Dello stesso parere anche Francesco Bonaccorsi, storico associato di Confagricoltura Asti, che dalla sua azienda di Asti afferma che: “c’è una notevole richiesta di Nocciola Piemonte e date le necessità di mercato, il prezzo dovrebbe aumentare gradualmente, considerata l’alta qualità del prodotto per l’assenza di cimiciato. Nel corso del mese di agosto ci sono state difficoltà oggettive nella raccolta, in seguito alle condizioni atmosferiche avverse che ci hanno costretto ad interrompere più volte la raccolta che è stata molto più difficile a causa della forte umidità. Nonostante tutto i corilicoltori sono riusciti comunque a mantenere un’ottima qualità e questo ulteriore sforzo avrebbe dovuto premiare il prodotto fin dall’inizio”.

 

 

La proclamazione ufficiale del prezzo relativo all’annata 2020 durante la Fiera della Nocciola di Castagnole Lanze

 

Riccardo il figlio di Cristina Bello, davanti ai noccioleti dell’azienda di famiglia

 

 

Francesco Bonaccorsi, insieme ad una parte delle nocciole appena raccolte

Federico Calizzano, imprenditore agricolo di Asti, è il titolare di una delle prime aziende astigiane all’interno della quale è stata avviata la sperimentazione dedicata alla diffusione sul territorio piemontese di “Trissolcus japonicus”, l’ormai celebre vespa samurai, antagonista naturale della cimice asiatica che sarà utilizzata per contrastare l’effetto di questo pericoloso parassita. La decisione di selezionare questa azienda, associata a Confagricoltura Asti, è stata dettata dall’impegno da essa profusa in ambito biologico da ormai 20 anni e dalle certificazioni ottenute, nonché grazie alla stretta collaborazione che sussiste da tempo con l’Università di Agraria di Torino, insieme all’Istituto di Entomologia, in modo particolare con la professoressa Luciana Tavella. L’azienda, che produce nocciole, convertitasi al biologico nel 1998, aveva già adottato in passato tecniche sperimentali per lo studio e il contenimento delle cimici “indigene” e di altri organismi patogeni altamente dannosi per la frutticoltura; lo aveva fatto tramite la messa a dimora di piante trappola in grado di attirare questi parassiti che venivano poi combattuti con i fitofarmaci, lontano dai noccioleti.
Ora la attende la prova più complicata degli ultimi anni: testare l’efficacia della vespa samurai contro la cimice asiatica, in una lotta biologica senza esclusione di colpi contro un vero e proprio flagello, soprattutto per il settore corilicolo. “Da parecchio tempo abbiamo sviluppato diversi progetti di studio sulla cimice”, afferma Calizzano che è anche collaboratore con l’Università di Torino e con l’Istituto di Entomologia. “Speriamo di riuscire a concretizzare gli impegni profusi in questi anni”. “La vespa samurai rimane l’unica soluzione possibile per un’azienda come la nostra che ha sempre operato in regime di produzione biologica e rappresenta probabilmente anche l’arma più efficace per garantirne il contenimento ed una progressiva riduzione negli anni a seguire”.
La presenza della cimice si è molto ridotta rispetto all’anno scorso – afferma Enrico Masenga, consulente tecnico specialistico di Confagricoltura Astisono i primi risultati della lotta biologica che sta già avvenendo tra le due specie a causa dell’arrivo fortuito della vespa samurai nelle nostre zone”. “Non bisogna però abbassare la guardia: le statistiche ci indicano che la cimice asiatica si è sempre diffusa rapidamente, trovando purtroppo nel nocciolo il suo habitat ideale, grazie alle caratteristiche del suo frutto, ricco di grassi e proteine. Occorre quindi continuare ad effettuare i trattamenti insetticida, limitandone però la frequenza e l’intensità all’interno delle zone in cui è stata diffusa la vespa. Se nelle vicinanze ci sono campi di grano o orzo, si consiglia di attendere la trebbiatura per colpire anche gli esemplari eventualmente migranti”.
Il primo lancio di vespa samurai è avvenuto circa tre settimane fa, con una diffusione sia di maschi che di femmine e un successivo controllo sulle ovature. Questo insetto molto piccolo (1-2 millimetri di lunghezza), di dimensioni inferiori rispetto alla cimice (poco meno di 2 cm), innocuo per l’uomo e gli altri animali (api comprese), depone le sue uova all’interno di quelle della cimice. Gli adulti si nutrono di sostanze zuccherine, e non pungono in alcun modo. Il prossimo lancio è previsto tra una settimana.
Siamo molto ottimisti – conclude Calizzano – nei confronti di un’operazione che, oltre ai lanci programmati e mirati voluti dalla Regione Piemonte, vede anche una presenza spontanea di questa specie diffusasi in maniera fortuita. Un mix vincente per la salvaguardia delle nostre colture agricole”.
L’azienda di Federico Calizzano rappresenta un’eccellenza nell’ambito della ricerca e della sperimentazione”, afferma il direttore di Confagricoltura Asti Mariagrazia Baravalle. “Siamo molto soddisfatti e orgogliosi di avere tra i nostri associati un’azienda tanto virtuosa e sempre attenta al rispetto della sostenibilità ambientale e promotrice di corrette pratiche colturali”.

 

 

 

Alcune immagini dei noccioleti di Federico Calizzano che stanno “ospitando” la vespa samurai

E’ on-line il nuovo bollettino sul nocciolo del 22/04/2020

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Bollettino n. 7 del 22-04-2020

E’ on-line il nuovo bollettino sul nocciolo del 01/04/2020

Per visualizzarlo clicca sul seguente file allegato:

Bollettino n. 5 del 01-04-2020