Avrà inizio domani, mercoledì 28 giugno, presso la Casa di Reclusione di Asti, il corso “Asini si nasce ..e io lo nakkui – cod. B266 16 0 2016 0 – Interventi assistiti con animali (I.A.A.) – Livello propedeutico”, organizzato dalla cooperativa L’Asinergia. Si tratta del primo corso inserito all’interno del programma completo richiesto dalle Linee Guida CRN IAA, erogato presso un istituto penitenziario. Saranno nove gli allievi che inizieranno questo percorso che prevede la costituzione di un centro di interventi assistiti e di educazione/addestramento dell’asino. Il corso autorizzato e riconosciuto dalla Regione Piemonte, è in parte finanziato dal fondo FOR.AGRI, per i lavoratori della cooperativa L’Asinergia, e dall’associazione “Asini si nasce…e io lo nakkui” per tutti gli altri discenti esterni alla cooperativa. Per il progetto è previsto il partenariato di ASPAGLIO, sezione economica di Confagricoltura Asti.

Sono circa 3.000, su un totale di 56.000, i detenuti coinvolti in attività agricole, regolarmente retribuiti. Un numero elevato che può ulteriormente aumentare grazie alle opportunità offerte dall’agricoltura sociale. E’ quanto è emerso nel convegno organizzato dal For.Agri presso il carcere di Asti, dedicato proprio ai risvolti concreti per i detenuti derivanti dalla legge 141/2015 che riconosce all’agricoltura sociale un ruolo istituzionale. Un ruolo chiave quello dell’agricoltura sociale, in grado di permettere un inserimento lavorativo di soggetti fragili, categorie disagiate, garantendo servizi educativi e riabilitativi.
La casa di reclusione di Asti”, ha spiegato il direttore della struttura Elena Lombardi Vallauri, “è attiva da oltre 15 anni in progetti dedicati all’attività agricola, con detenuti che nel tempo si sono specializzati nelle coltivazioni di ortofrutta, anche di cultivar autoctone rare, e non solo. Dal 2015 questa struttura è stata convertita da casa circondariale, a casa circondariale, quindi questo progetto ha acquisito una maggiore valenza”. Con l’agricoltura sociale si allargano le prospettive. “Il ForAgri”, ha spiegato il presidente Stefano Bianchi, “ha colto questa esigenza e ha investito negli ultimi anni in vari progetti formativi specifici nel comparto”. “In otto anni”, ha ricordato, “il nostro fondo ha investito, in generale, 32 milioni di euro in formazione, coinvolgendo 40mila lavoratori e 6700 imprese agricole”. “Il ForAgri”, ha aggiunto il direttore Roberto Bianchi, “ha una linea specifica per il terzo settore, che noi dedichiamo all’agricoltura sociale”.
Marco Berardo Di Stefano, presidente delle Fattorie Sociali, partner di Confagricoltura, ha insistito sulla sostenibilità generale che le iniziative devono avere e ha portato esempi concreti di inserimento sociale di pazienti con gravi disabilità, evidenziando anche il beneficio economico derivante. Andrea De Dominicis, dell’Università di Tor Vergata, ha presentato le finalità del Master in agricoltura sociale dell’ateneo romano.
Se prima tutta l’attività agricola era in carico al carcere di Asti, ora viene gestita dalla cooperativa “L’Asinergia”, presieduta da Patrizia De Pollo, che è anche presidente di “Aspaglio”, sezione economica di Confagricoltura Asti. “La cooperativa L’Asinergia”, ha affermato Luigi Cesare Ivaldi, presidente dell’associazione “Asini si Nasce…e io lo nakkui”, nonché consigliere di Confagricoltura Asti, “è nata da un’idea dell’associazione “Asini si Nasce” che tra i suoi obiettivi annovera la sperimentazione di piani di sviluppo personalizzati, l’impegno attivo in qualcosa di costruttivo durante il periodo di detenzione, coinvolgendo anche gli animali, asini in particolare”. Ivaldi ha concluso il suo intervento lanciando un appello a tutte le istituzioni: “ci rivolgiamo al Governo affinché emani i decreti attuativi per poter operare e chiediamo agli esponenti della Regione di poter disporre di una legge regionale in grado di regolamentare il ruolo dell’agricoltura sociale”. Paolo Bendinelli dell’Università popolare di Anidra e attivo da oltre 20 anni in progetti nel carcere di Opera, dove sono reclusi 1400 ospiti, ha evidenziato come sia importante attivare la motivazione nelle persone detenute.
Concetti ripresi dal Viceministro delle Politiche Agricole Andrea Olivero: “Il settore primario è da sempre un mondo inclusivo”, ha premesso. “Crediamo molto nell’agricoltura sociale, non solo perché sviluppa servizi aggiuntivi, ma anche perché diventa uno strumento concreto di integrazione di persone” e, riferito all’iter della legge 141/2015, ha aggiunto: “stiamo lavorando con l’Osservatorio (in cui siede anche Confagricoltura) per arrivare quanto prima ai decreti attuativi e fare in modo che le Regioni non appesantiscano il carico burocratico per il comparto”.
Confagricoltura ha dimostrato finora grande attenzione a questi temi e continuerà a farlo”, ha commentato il componente di Giunta confederale Luca Brondelli, “presto lanceremo il secondo bando “Coltiviamo agricoltura sociale” per premiare le migliori realtà a livello nazionale”.
All’appuntamento di Asti erano presenti anche il vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera, l’On. Massimo Fiorio, il presidente di Confagricoltura AstiMassimo Forno e il Garante regionale dei detenuti Bruno Mellano.

 

Alcune foto del convegno di venerdì scorso

 

 

Venerdì 24 giugno a Viterbo, nei locali della Chiesa degli Almadiani in piazza del Sacrario, avrà luogo il convegno “Fare Impresa Coltivando Agricoltura Sociale”, organizzato da Confagricoltura Viterbo-Rieti e Aspaglio, la nuova sezione di rappresentanza di Confagricoltura dedicata all’agricoltura sociale nata nell’Astigiano.

La locandina dell’evento è disponibile di seguito:

 

 

Per maggiori informazioni e approfondimenti sul progetto Aspaglio:

Tel. 0141.434943 – E-mail: agrisociale@confagriasti.com

Imprenditori agricoli attivi nel settore biologico, cooperative e fattorie sociali o chiunque sia interessato a promuovere modelli di agricoltura che pongano al centro la tutela della persona e la sua dignità hanno finalmente un luogo e un logo con cui identificarsi: Aspaglio.
L’innovativa sezione di rappresentanza di Confagricoltura nasce dalla sede astigiana dell’Organizzazione e si pone l’obiettivo di creare un solido distretto di agricoltura sociale che si proponga come innovativo progetto di rete e punto di riferimento nazionale per le aziende agricole. Un incubatore d’idee in grado di offrire sostegno e assistenza all’accesso di finanziamenti in micro credito, di fornire informazioni sulle possibilità offerte dai bandi pubblici, promuovere percorsi formativi per l’avviamento di una fattoria sociale e raccogliere testimonianze e documentazione delle realtà attive sul territorio italiano.
Per illustrare le linee guida di Aspaglio, sabato 21 maggio ad Albugnano, nei locali di Ca’ Mariuccia, è stato ospitato il convegno “Fattorie multifunzionali: riscoprire il ruolo sociale dell’agricoltura” moderato dalla giornalista RAI Claudia Apostolo.
L’azienda agricola etica Ca’ Mariuccia, associata a Confagricoltura Asti e fondata da Andrea Maria Pirollo, ha rappresentato la location ideale per il battesimo di Aspaglio e favorire opportunità di confronto tra differenti modelli sociali e produttivi nel mondo agricolo.
Perché Aspaglio? “La nostra confederazione“, ha spiegato Francesco Giaquinta, direttore generale di Confagricoltura Asti, “vuole rappresentare tutte le agricolture e siamo i primi in Italia ad aver puntato su un progetto dedicato all’agricoltura sociale, settore in cui vogliamo diventare punto di riferimento”.
L’agricoltura sociale è un comparto produttivo in rapida evoluzione e per questo il Parlamento ha deciso d’intervenire con una legge “aperta”, la 141 dell’agosto 2015, come ricordato dall’onorevole astigiano e relatore del provvedimento Massimo Fiorio. Non tutte le regioni italiane hanno però dimostrato la dovuta attenzione alla nuova pratica e prova ne è lo scarso finanziamento previsto dal nuovo PSR 2014-2020 della Regione Piemonte, a differenza dell’Abruzzo che ha invece stanziato 10 milioni di euro per attività di agricoltura sociale.
Una grave mancanza visto che l’agricoltura sociale “è la chiave per slegare il concetto di welfare dall’assistenzialismo e offrire opportunità di reddito a persone svantaggiate, un beneficio che ricade positivamente anche sulle casse di denaro pubblico” ha precisato Luigi Cesare Ivaldi, consigliere di Aspaglio e presidente nazionale dell’ente di promozione sociale “Asini si nasce…ed io lo nakkui“.
Gli ha fatto eco Andrea Maria Pirollo, vicepresidente di Aspaglio: “L’agricoltura è il posto ideale dove spendere energie condivise ed Aspaglio offre possibilità d’inserimento in ambito agricolo anche a persone che giungono da realtà molto distanti”.
L’agricoltura sociale è tuttavia non solo una risposta economica ma anche etica: “All’inizio ci sentivamo presi in giro quando dicevamo che attraverso l’agricoltura la gente poteva stare meglio, ora che l’agricoltura sociale è un fenomeno capillare sul territorio nazionale raccogliamo i frutti dell’intenso lavoro svolto in questi anni”, ha dichiarato Marco Berardo Di Stefano, presidente nazionale della Rete Fattorie Sociali e dirigente di Confagricoltura. L’organizzazione agricola ha firmato a fine 2015 un protocollo con il Ministero della Giustizia, unico in Italia, per impiegare detenuti nella coltivazione di campi di proprietà degli istituti penitenziari. Un’opportunità di reinserimento sociale e lavorativo nel settore agricolo per creare vere e proprie imprese prevedendo la commercializzazione dei prodotti anche sul libero mercato.
Reddito, dignità e reinserimento sociale sono l’offerta che migliaia di contadini garantiscono ogni giorno a persone in difficoltà”, ha precisato Patrizia De Pollo, presidente di Aspaglio. “Questo è il benessere in campo agricolo e Aspaglio vuole intercettare tutte le realtà che ne producono, proponendo un incubatore che le tuteli e rappresenti. Assicuro che la migliore gratificazione per le persone svantaggiate è poter avere una chance di proseguire il proprio percorso di vita nella dignità del lavoro”. Aspetti vissuti giornalmente dalla De Pollo che oltre ad essere presidente di Aspaglio conduce L’Asinergia, fattoria sociale e didattica associata a Confagricoltura Asti che con il progetto “Oltre il giardino” impiega i detenuti nell’orto e nel frutteto del carcere di Quarto d’Asti.

LE CASE HISTORY PRESENTATE A CA’ MARIUCCIA

Conclusi gli interventi dei relatori ampio spazio è stato dedicato alle case history, storie di “emancipazione” dalle regole preposte.
Testimonianze sono giunte da Ibrahim Diabate di SOS Rosarno, progetto nato nella Piana di Gioia Tauro dopo i fatti del 2010 che hanno portato alla luce i casi di sfruttamento e riduzione in schiavitù degli immigrati nel settore agricolo. Grazie ad SOS Rosarno contadini e aziende producono oggi agrumi e olio, rigorosamente biologici, certificati e venduti a un prezzo giusto che permetta ai proprietari terrieri di assumere regolarmente i braccianti africani che poi, a loro volta, coi loro guadagni, alimentano l’economia locale.
Obiettivi condivisi da Alessandra Turco dell’ARI, associazione impegnata nella lotta per prezzi dei prodotti agricoli che permettano una vita “giusta” ai contadini e la conservazione della biodiversità agricola.
Maurizio Ferraro, tra i referenti della Cooperativa Sociale Agricola G. Garibaldi di Roma, ha poi raccontato come un gruppo di ragazzi con autismo coltiva tre ettari di terra negli spazi dell’Istituto Agrario Garibaldi, i cui frutti vengono in parte utilizzati in cucina e in parte venduti nei mercati locali.
Anche il mondo ecclesiastico è sensibile alle tematiche promosse dall’agricoltura sociale. Sorella Laura dell’Associazione no-profit Monte Luce, ad esempio, è impegnata nella valorizzazione dell’area montana dell’Eremo di S. Mirofora Maria Maddalena occupandosi della sua salvaguardia e tutela ambientale.
Maurizio Radin della Fattoria sociale Pachamama e presidente della sede di Asini si nasce…e io lo nakkui di Marostica ha invece illustrato i benefici della pet therapy, in particolar modo con gli asini, utilizzata con persone svantaggiate per offrire benessere psicofisico.
Nel finale Patrizia De Pollo ha presentato le attività de L’Asinergia, cooperativa sociale agricola che svolge attività diurne, interventi assistiti con gli asini, azioni di formazione, inclusione socio-lavorativa e, come detto, opera presso la Casa di Reclusione di Asti dove la conduzione delle coltivazioni è affidata ad alcuni detenuti soci lavoratori della cooperativa.

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