Esprimiamo apprezzamento per l’esito del Vertice intergovernativo Italia-Francia, svoltosi ad Antibes, sui temi che riguardano il settore primario. Riteniamo positivo il rilancio di un dialogo bilaterale, in linea con lo spirito del Trattato del Quirinale, siglato cinque anni fa tra i due Paesi che a sono ai primi posti in ambito europeo per valore complessivo della produzione agricola e per valore aggiunto.
Fondamentale l’impegno sui fertilizzanti a ridotto impatto ambientale, per rafforzare la filiera produttiva, così da favorire maggiore accessibilità ed emancipazione dall’estero, a vantaggio dei nostri agricoltori e, più in generale, della sicurezza alimentare di tutti. Bene l’attenzione verso i “benefici reciproci, che tengano conto dell’impatto cumulativo delle concessioni sui nostri settori agricoli” e l’intento condiviso di “ridurre la dipendenza dell’UE”: un principio necessario per una competizione sana e una crescita mutuamente vantaggiosa.
Ottimo il comune impegno a rafforzare la PAC; così come la responsabilità verso una vicendevole promozione di produzioni DOP e IGP.
Positiva la volontà di rafforzare la collaborazione su dossier necessari per la resilienza e lo sviluppo del settore; nello specifico: ricerca agricola, istruzione e formazione professionale.
La scelta di inserire l’agricoltura tra i settori strategici della cooperazione bilaterale rappresenta un segnale importante in una fase in cui il comparto primario europeo è chiamato ad affrontare sfide decisive, come: emergenza climatica, sicurezza alimentare, tutela del reddito degli agricoltori e competitività delle filiere. Accogliamo, quindi, con favore l’impegno assunto dai due Governi a rafforzare il coordinamento politico e tecnico su temi di comune interesse.
l Consorzio Asti Docg e la pizzeria Fuoritempo di Canale lanciano un progetto per portare la bollicina aromatica piemontese nel mondo della pizza, come alternativa alle classiche bibite dolci, attraverso proposte di easy mixology pensate per accompagnare il pasto e dialogare con il pubblico più giovane.
Martedì 7 luglio, nel castello medievale di Castell’Alfero, si terrà l’evento inaugurale, con quattro abbinamenti tra pizza al padellino e drink a base di Asti Docg. La sperimentazione avverrà da luglio a settembre presso la pizzeria Fuoritempo di Canale.
Il progetto “ASTI: REMIX IT! – Pizza & Asti Docg” nasce da un’idea del Fuoritempo di Canale d’Alba – una delle migliori pizzerie in Italia secondo le principali guide di settore – che ha proposto al Consorzio dell’Asti un percorso di valorizzazione volto a esplorare nuove occasioni di consumo della bollicina aromatica piemontese, intercettando consumatori che oggi si orientano prevalentemente verso le bevande dolci. Accolta e sviluppata insieme al Consorzio, l’iniziativa punta a creare un dialogo inedito tra l’Asti Docg e il mondo della pizza contemporanea, con l’obiettivo di avvicinare nuovi pubblici alla denominazione, e più in generale al mondo del vino.
Il nome scelto per l’iniziativa racchiude la sua stessa filosofia.
“REMIX IT!” richiama infatti due mondi particolarmente vicini alle nuove generazioni: quello della mixology e quello della musica elettronica. Nella cultura musicale, un remix nasce quando un brano già esistente (spesso un classico del passato) viene reinterpretato attraverso un linguaggio contemporaneo, mantenendone l’identità ma rendendolo nuovamente attuale e accessibile a un pubblico diverso. È esattamente lo spirito che anima questo progetto: partire dall’identità storica e riconoscibile dell’Asti Docg per proporla in una forma nuova, senza tradirne l’essenza, ma valorizzandone aspetti finora poco esplorati.
L’iniziativa nasce infatti dalla volontà di dialogare con una fascia di consumatori giovane, curiosa e aperta alla sperimentazione, che spesso si avvicina al mondo delle bevande attraverso linguaggi diversi da quelli tradizionalmente associati al vino.
Pizza, convivialità e nuovi consumatori
La scelta di partire dal mondo della pizza non è casuale. Negli ultimi anni la pizza si è confermata uno dei fenomeni più dinamici e trasversali della ristorazione italiana. È il format più frequentato dagli italiani, capace di coinvolgere tutte le generazioni e di mantenere una forte attrattività grazie a uno scontrino medio accessibile e a una proposta gastronomica in continua evoluzione.
La pizzeria rappresenta inoltre uno dei pochi contesti nei quali il consumo di bevande dolci ha un ruolo molto importante, soprattutto tra i giovani adulti (18-35 anni). Una fascia di pubblico che spesso non si riconosce nei codici tradizionali del consumo del vino, ma che mostra interesse verso prodotti semplici, informali e a moderata gradazione alcolica.
Da questa osservazione è nata la domanda alla base del progetto: può una bevanda naturale ottenuta dall’uva diventare un’alternativa alle classiche bibite dolci consumate insieme alla pizza? “ASTI: REMIX IT! – Pizza & Asti Docg” proverà a dare una risposta concreta a questa domanda attraverso una proposta accessibile, contemporanea e con una contenuta gradazione alcolica.
Il progetto non nasce per sostituire le tradizionali occasioni di consumo dell’Asti Docg né per rivolgersi a chi già lo sceglie abitualmente, ma per avvicinare una nuova generazione di consumatori al mondo del vino attraverso modalità di fruizione più vicine alle loro abitudini.
Dalla vigna al bicchiere: una proposta naturale e territoriale
Al centro dell’iniziativa rimane l’Asti Docg, vino dell’anno per la regione Piemonte, prodotto simbolo di un territorio, della sua cultura agricola e del lavoro di migliaia di persone che ogni giorno operano lungo la filiera del Moscato.
In un contesto dominato da bevande nate da processi industriali, il progetto intende valorizzare una proposta che affonda invece le proprie radici nella terra, nella viticoltura, nella storia e nel patrimonio enologico piemontese.
Per questo motivo il Consorzio Asti Docg e il Fuoritempo hanno sviluppato delle proposte di easy mixology, semplici da realizzare e pensate per il consumo in pizzeria.
Le ricette mantengono l’Asti Docg come ingrediente principale, alleggerendone il profilo gustativo e rendendolo più adatto all’abbinamento gastronomico.
Tra i protagonisti in miscelazione ci sarà in particolare l’Asti Vibes, il cocktail recentemente lanciato dall’ente consortile in collaborazione con il Consorzio del Vermouth di Torino, riconosciuto dalla regione Piemonte come rappresentativo dell’easy drinking regionale. La ricetta a base di Asti Docg, tonica extra dry e Vermouth di Torino si inserisce perfettamente nel crescente interesse del pubblico più giovane verso il segmento low alcol e verso formule di consumo più leggere, conviviali e orientate alla condivisione.
Il progetto al Fuoritempo
Fuoritempo e il Consorzio Asti Docg hanno scelto di avviare una collaborazione per sottolineare la versatilità e la piacevolezza dell’Asti in abbinamento alla pizza contemporanea: da metà luglio a fine settembre 2026 le proposte di easy mixology saranno infatti disponibili presso la pizzeria Fuoritempo di Canale (Cn).
Fondata da Davide Di Bilio, Fuoritempo rappresenta oggi una delle realtà più interessanti del panorama nazionale grazie a un approccio che unisce ricerca sugli impasti, utilizzo di farine integrali e semintegrali, lunghe fermentazioni e valorizzazione delle materie prime e forte legame con il territorio. Premiata con i Tre Spicchi del Gambero Rosso e inserita nella classifica nazionale di 50 Top Pizza, Fuoritempo è riconosciuta come una delle pizzerie italiane maggiormente impegnate nella sperimentazione e nell’evoluzione della cultura della pizza, oltre che nel dialogo con il mondo dell’enogastronomia.
La sede di Canale – che nei mesi estivi accoglie una significativa presenza di visitatori stranieri – rappresenta un contesto ideale per raccogliere impressioni e feedback da un pubblico eterogeneo.
L’evento di lancio del 7 luglio a Castell’Alfero
Il progetto sarà presentato ufficialmente martedì 7 luglio presso Alea, ristorante ospitato all’interno dello storico castello medievale di Castell’Alfero.
Protagoniste saranno quattro degustazioni di pizza al padellino piemontese, realizzate a partire dagli impasti di Davide Di Bilio, e completate dai topping ideati dagli chef di Alea Alessandro Bartoli e Giulio Canavese, utilizzando ingredienti della tradizione piemontese, con ricette rivisitate in chiave contemporanea.
La scelta della pizza al padellino – pizza iconica della tradizione piemontese – rappresenta un ulteriore elemento identitario del progetto. Nata a Torino nei primi decenni del Novecento, la pizza al padellino è stata fino agli anni ’60 l’unica tipologia di pizza diffusa in Piemonte, prima dell’affermazione della pizza napoletana. Preparata in piccoli tegami metallici e cotta in forni da panificazione, si distingue per la sua consistenza leggera e croccante all’esterno, soffice all’interno e particolarmente adatta a valorizzare ingredienti e ricette del territorio. Oggi questa specialità sta vivendo una fase di riscoperta che la rende una delle espressioni più interessanti della cultura gastronomica piemontese contemporanea.
Ciascuna pizza sarà abbinata a una delle proposte di mixology sviluppate per “ASTI: REMIX IT!”, creando un percorso degustativo interamente costruito attorno al Piemonte. Dalle bollicine aromatiche alle bevande per la miscelazione, dagli impasti ai topping, il progetto racconta un sistema di imprese, prodotti e competenze profondamente radicato nel territorio regionale.
Uno sguardo al futuro
“ASTI: REMIX IT! – Pizza & Asti Docg” rappresenta il primo passo di un percorso più ampio che punta a esplorare nuove opportunità per la denominazione attraverso il dialogo con il mondo della ristorazione informale – rappresentato dalla pizza – e con le nuove generazioni di consumatori.
Chi non potrà partecipare all’evento del 7 luglio avrà comunque la possibilità di scoprire le proposte di easy mixology presso il Fuoritempo di Canale, dove saranno disponibili per tutta la durata del progetto, da metà luglio a fine settembre 2026.
Informazioni:
Virginia Scarsi (Fuoritempo)
Tel. 328-1070833 – media@fuoritempo.com
La rappresentanza agricola non intende scendere sotto 85 quintali ad ettaro
In seguito all’importante tavolo di confronto sulla DOCG Asti, convocato dall’Assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni, avvenuto ieri mattina a Torino presso la Regione Piemonte con la presenza dei Sindaci rappresentanti dei 51 Comuni del territorio della denominazione, dei rappresentanti delle Associazioni sindacali di categoria, del Consorzio di tutela, dei rappresentanti di Confindustria Vini e delle Cooperative, si ritiene di informare sul risultato dell’incontro e le relative considerazioni.
L’attesa riunione di trattativa, preceduta qualche giorno fa da un incontro che ha coinvolto anche i produttori vitivinicoli presso l’enoteca regionale Colline del Moscato di Mango, si è conclusa con la proposta della parte industriale di fissare la resa per la prossima vendemmia a 80 quintali/ettaro, senza andare oltre; non è stata quindi accettata la proposta condivisa dai sindaci, dalla parte agricola del Consorzio di tutela e dai sindacati di bloccare la resa a 85 quintali/ettaro.
Alla luce di ciò, questi ultimi in accordo congiunto, vogliono evidenziare e ribadire che la resa a 85 ql/ha che è stata proposta, insieme al mantenimento del prezzo medio delle uve dello scorso anno, rappresenta alle generali attuali condizioni e considerando l’attuale diminuzione degli stoccaggi, il termine di mediazione massimo, l’estremo sforzo che gli agricoltori del comparto possono compiere, considerando i già alti costi di produzione e il necessario reddito per poterli sostenere, senza che venga quindi penalizzata ulteriormente una condizione di lavoro già in sofferenza. Si è certi inoltre, che la resa a 85 ql/ha risulterebbe una scelta positiva e quindi una giusta misura anche per la parte industriale per i suoi diversi mercati.
I Sindaci dell’Associazione Comuni del Moscato d’Asti, la parte agricola del Consorzio di tutela e le Associazioni sindacali di categoria, continuano quindi a difendere tale posizione a tutela degli agricoltori del comparto che forniscono annualmente le uve per il mercato dei nostri vini, rimanendo in attesa di ulteriori riscontri e richiedendo un nuovo incontro sempre con il supporto e il patrocinio dell’Assessorato regionale all’Agricoltura.
Si ringrazia l’Assessore Paolo Bongioanni per aver chiamato i diversi attori del comparto all’importante tavolo di lavoro e per la disponibilità che offre al fine di raggiungere il miglior risultato che possa soddisfare i nostri agricoltori, e si ringrazia anche la parte industriale per la presenza e per il confronto vero e aperto posto sul tavolo di trattativa.
Intanto, si è fiduciosi che le diverse tipologie dei nostri vini, e in particolare dell’Asti la cui proposta sul mercato si è recentemente arricchita con la nuova tipologia Rosé nelle diverse versioni, possano offrire un valore aggiunto nelle vendite, così come anche il nuovo cocktail Asti Vibes, proprio a base Asti, presentato al pubblico la scorsa settimana, possa rappresentare un ottimo veicolo promozionale che va sempre nella direzione della valorizzazione dei vini provenienti dalle nostre uve Moscato.
Il presidente Enrico Allasia e il presidente della sezione regionale di prodotto vitivinicoltura Gian Luca De Maria hanno scritto una lettera all’Assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni con le “Proposte operative settore vitivinicolo” che riportiamo interamente:
“Caro Assessore, con la presente desideriamo richiamare nuovamente la tua attenzione sul comparto vitivinicolo della nostra regione che, da tempo, sta facendo i conti con una crisi caratterizzata da tante sfaccettature: dai conflitti internazionali, ai dazi statunitensi, alla crisi economica europea, Uno scenario già di per se pesante, ulteriormente aggravato da un calo strutturale dei consumi interni, dall’aumento dei costi di produzione in vigna, nonché dai danni causati dal cambiamento climatico in atto.
ln altre parole, per una serie di denominazioni, si sta registrando un forte squilibrio tra domanda e offerta che porta ad una marcata contrazione dei prezzi e ad un accumulo delle giacenze di vino invenduto nelle cantine.
ln questo scenario e nell’immediato possono contribuire a alleggerire la situazione i cosiddetti provvedimenti vendemmiali che potranno essere assunti dai Consorzi di tutela delle DO maggiormente colpite dalla stagnazione di mercato,
Tuttavia, con sempre maggiore convinzione riteniamo che la Regione Piemonte debba al riguardo farsi promotrice di una riflessione più ampia e strategica di lungo periodo, superando definitivamente una logica esclusivamente emergenziale. Le difficoltà del comparto non sono infatti contingenti, ma derivano, come appena accennato, da cambiamenti strutturali dei mercati e dei consumi che richiedono una visione chiara e interventi programmati nel tempo.
Confagricoltura Piemonte, già nel dicembre 2025, ti aveva indirizzato una specifica comunicazione, con cui avanzava una serie di proposte concrete finalizzate a migliorare l’equilibrio tra domanda e offerta.
Un documento che ad oggi mantiene praticamente intatta la sua validità se si esclude il riferimento alla proroga delle autorizzazioni e alla sospensione delle sanzioni, ormai superate dalle disposizioni contenute nel nuovo ‘Pacchetto Vino”
Ciò premesso, Ti rammentiamo di seguito le proposte, frutto di un approfondito confronto con i servizi tecnici e i viticoltori nostri associati, che reputiamo possano portare ad un miglioramento complessivo del sistema, soprattutto dal punto di vista della regolazione della domanda rispetto all’offerta:
– la sospensione dell’assegnazione delle autorizzazioni di nuovo impianto a partire dal 2026,
– la proroga, da concordare con i Consorzi di Tutela, delle idoneità assegnate dai bandi delle DO piemontesi;
– la riformulazione della Ristrutturazione e Riconversione Vigneti, con un premio specifico per chi attende almeno tre anni prima di effettuare un nuovo impianto. Andrebbe anche reintrodotta la misura della ripalatura, cioè la sostituzione degli strumenti di sostegno pali e fili, allo scopo di favorire la meccanizzazione, e in particolare l’uso della vendemmiatrice;
– il ripristino della misura della “vendemmia verde” tra gli interventi a disposizione del comparto poiché è importante iniziare a valutarne fin da ora l’applicazione in una prospettiva futura. Tale misura potrebbe infatti essere pianificata con adeguato anticipo, sfruttando le opportunità previste dal nuovo “Pacchetto Vino”, e rappresentare uno strumento utile riducendo la necessità di ricorrere esclusivamente a interventi emergenziali come la distillazione di crisi.
– l’attivazione della misura dell’estirpazione dei vigneti sul modello francese;
Inoltre, i tecnici e molti viticoltori nostri associati chiedono di poter introdurre nei disciplinari delle denominazioni, in forma ordinaria e con sistemi a basso consumo di risorsa, la pratica dell’irrigazione, quale strumento di contrasto agli effetti del cambiamento climatico, in particolare della siccità.
Infine, rivolgendo lo sguardo anche alla promozione, ti suggerisco di destinare, se possibile, queste preziose risorse in misura maggiore verso le produzioni agricole che generano un effettivo valore aggiunto per il territorio, piuttosto che verso prodotti riconducibili prevalentemente a imprese che si approvvigionano dai mercati esteri.
Restando in attesa di un tuo riscontro, porgiamo cordiali saluti.
Enrico Allasia“
Il 14 luglio 2026, nella sede di Confagricoltura a Palazzo della Valle a Roma, si terrà un incoming dedicato al mercato cinese con incontri B2B tra produttori italiani e operatori selezionati provenienti da Pechino e Shanghai.
L’iniziativa rientra nelle attività della misura “OCM Promozione Vino Paesi Terzi” ed è realizzata con il coinvolgimento degli uffici ICE di Pechino e Shanghai, che hanno selezionato sei buyer altamente qualificati del settore wine & beverage.
Le aziende partecipanti saranno avranno la possibilità di partecipare ad un’intera giornata di colloqui B2B che si svolgeranno orientativamente dalle 9,30 alle 17 e avranno una durata di circa 30 minuti ciascuno, in lingua inglese. Nei giorni precedenti all’evento ogni azienda riceverà un’agenda personalizzata con il calendario degli appuntamenti. Lo scopo di questi incontri è quello di favorire nuove opportunità commerciali nel mercato cinese, con particolare attenzione alle aree di Pechino e Shanghai, oggi tra i principali poli di consumo e distribuzione del vino importato in Cina.
La quota di adesione è pari a 500 euro IVA inclusa e comprende:
– organizzazione degli incontri B2B;
– possibilità di presentare fino a 3 etichette per azienda;
– assistenza organizzativa durante la giornata;
– light lunch;
– ricerca di mercato dedicata al settore vitivinicolo cinese.
L’analisi di mercato, che sarà inviata alle aziende partecipanti e illustrata durante l’evento, offrirà un approfondimento su:
– trend di consumo del vino in Cina;
– caratteristiche dei buyer coinvolti;
– opportunità commerciali nelle aree di Pechino e Shanghai;
– evoluzione della domanda di vini italiani.
Le aziende interessate dovranno compilare il modulo online (collegandosi al seguente link: https://it.surveymonkey.com/r/IncomingCina) entro il 3 giugno 2026 per manifestare il proprio interesse e fornire le informazioni necessarie al matchmaking commerciale.
La manifestazione di interesse non è vincolante, ma i posti disponibili sono limitati. Le adesioni saranno quindi confermate in base all’ordine di arrivo delle richieste.
Per ulteriori dettagli è possibile contattare:
– Federica Amicone: federica.amicone@confagricoltura.it
– Ulrike Nohrer: ulrike.nohrer@confagricoltura.it
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Tel.: 0141 434943
C.F.: 92077030051
E-mail: asti@confagricoltura.it
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