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INCONTRO DI PRESENTAZIONE SISTEMA MONFERRATO

VUOI SAPERNE DI PIU’?

Confagricoltura Asti è diventata, a fine marzo, ente partner di SISTEMA MONFERRATO e in pochi giorni sono oltre 15 le aziende associate che hanno scelto di aderire. 

Per il 2018 il team sta sviluppando importanti progetti, tutti indirizzati alla commercializzazione del prodotto turistico e, proprio per illustrare le ultime novità, abbiamo organizzato un INCONTRO aperto a tutte le aziende associate che avrà luogo GIOVEDI 26 APRILE alle ORE 16 presso L’AGRITURISMO LA REGIBUSSA (Località Casabianca, 110 ad Asti) durante il quale potrete incontrare la squadra di Sistema Monferrato che lavorerà a stretto contatto con la Vostra azienda per migliorare e far crescere insieme il Monferrato!

Vi aspettiamo! (info: segreteria@confagriasti.com)

 

 

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L’Acqui D.O.C.G. “Rosé” debutta nell’alta società vitivinicola

“Naturalmente dolce”, “naturalmente secco”: è lo slogan coniato per definire il nuovo corso dei vini a base di uve brachetto che accanto alle tradizionali tipologie dolci, spumante, tappo raso e passito, prevede la novità Acqui, rispettivamente spumante rosé secco, vino fermo e frizzante con tenore zuccherino limitato.
Novità importanti, dunque, che saranno presentate mercoledì 7 marzo, alle 17,30, presso il Palazzo del Comunale (salone del Consiglio) in Piazza Levi, 12, ad Acqui Terme nel corso di un incontro promosso dal Consorzio di Tutela dei Vini d’Acqui da cui si fa notare come l’evoluzione “naturalmente secco” si colleghi alla storica tradizione del Brachetto che in origine annoverava anche la tipologia non dolce utilizzata come vino da aperitivo e a tutto pasto.
Dunque a tenere a battesimo quello che si presenta come un vero ampliamento della gamma nel segno della tradizione vitivinicola del Brachetto, oltre al sindaco della città termale, Lorenzo Lucchini, ci sarà il presidente del Consorzio, Paolo Ricagno che ha fortemente voluto questa nuova fase. “Spiegheremo“, anticipa Ricagno, “quali sono le caratteristiche dei nuovi vini e come le modifiche del disciplinare ne favoriranno produzione e vendita insieme ai prodotti tradizionalmente dolci“.
Per parlare delle prospettive del comparto sono stati invitati in qualità di relatori Massimo Fiorio, già parlamentare piemontese e vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, e l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero.
Partner dell’evento saranno le prime Case vitivinicole che già producono l’Acqui nella tipologia Rosé spumante: l’azienda agricola Bastieri, la Cantina Tre Secoli, la Bersano Vini e la Cantina Cuvage. Previsti anche interventi da parte di Andrea Pirola, dell’agenzia “White Marketing and Communication” che curerà il lancio dell’Acqui Rosè e Brachetto d’ Acqui DOCG; Mauro Carosso, sommelier AIS Piemonte che illustrerà le caratteristiche del nuovo spumante e di Domenico Sacchetto, presidente di Assortofrutta, in quanto proprio la frutta, quella Igp piemontese, è stata da sempre abbinata al Brachetto.
Moderatore dell’incontro sarà Filippo Larganà, giornalista professionista, responsabile dei contenuti del blog www.saporidelpiemonte.net.
Al termine del dibattito all’enoteca regionale “Terme e Vino” il Consorzio organizzerà una degustazione di vini Acqui DOCG, Brachetto d’Acqui DOCG con tipicità locali.

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Albugnano 549: tredici vignaioli promuovono la piccola DOC

È nata ufficialmente l’Associazione Albugnano 549 che riunisce 13 vignaioli impegnati nel progetto di promozione e sviluppo del vino Albugnano DOC e dei suoi territori. La zona di produzione del Nebbiolo dell’Alto Monferrato Albugnano DOC comprende i comuni di Albugnano, Pino d’Asti, Castelnuovo Don Bosco e Passerano Marmorito: in totale 22 ettari di terreno. L’associazione è stata presentata ufficialmente il 28 febbraio alle ore 11 presso il Circolo dei lettori “Sala Grande” a Torino. Hanno collaborato alla riuscita del progetto il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e l’enologo Gianpiero Gerbi.
I produttori con la collaborazione dell’enologo Gianpiero Gerbi stanno lavorando ad un nuovo disciplinare migliorando ed integrando quello originale del 1997. Il vino prodotto sarà un Nebbiolo in purezza affinato in legno per un minimo di 18 mesi e in bottiglia per almeno 6 mesi. La formazione collinare di Albugnano ha una matrice pedologica che si inserisce nella categoria delle Marne di Sant’Agata, proprio come parte delle Langhe, anche se i terreni a livello superficiale presentano in talune zone affioramenti tufacei alternati a percentuali sabbiose più evidenti. Da non dimenticare le altitudini, le zone vitate partono da 300 metri per arrivare a 540.
Presidente del sodalizio è Andrea Pirollo, titolare dell’azienda Cà Mariuccia, di frazione Sant’Emiliano di Albugnano, il segretario generale Valeria Gaidano della Tenuta Tamburnin di frazione Bardella di Castelnuovo Don Bosco ed i soci sono: Tenuta Tamburnin e Terre dei Santi (Castelnuovo Don Bosco), azienda agricola Cascina Quarino (Aramengo), aziende agricole Pianfiorito, Roggero Bruno e Marco, Cà Mariuccia, Alle Tre Colline, Maurizio Calcagni, Mario Vai, Orietta Perotto e Tommaso Nebbia (Albugnano), azienda agricola Mosso Mario (Moncucco Torinese) e azienda agricola Masparone (Pino d’Asti). Tra gli obiettivi proposto dalla neonata associazione vi è anche quello di costruire una rete di relazioni salde tra imprenditori del settore con progetti condivisi per tutelare la cultura locale e l’ambiente.
Uno degli scopi del nostro consorzio“, ha dichiarato il presidente del Consorzio del Barbera, Filippo Mobrici, “è quello di coinvolgere i produttori delle piccole DOC (piccole in quanto a numeri e non per questo da considerarsi minori) che hanno assoluto bisogno di essere aiutati a farsi conoscere ed apprezzare dai consumatori. Pertanto confermo l’interesse per questo vino che con il Freisa, pur con produzione più limitata deve aprirsi al mondo dell’enoturismo“.

 

Il gruppo dell’associazione “Albugnano 549” durante la presentazione ufficiale (foto tratta da: www.tamburnin.it)

 

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Vino: Confagricoltura punta sugli Stati Uniti

È iniziato ieri a Los Angeles “Top italian wines 2018”, il progetto organizzato da Confagricoltura nell’ambito dell’Ocm Vino per promuovere il vino negli USA. L’iniziativa comincia a ‘Savor Italy’, la manifestazione dedicata al comparto agroalimentare e al vino, per proseguire a Houston il 4, 5 e 6 marzo dove, in occasione di “Taste of Italy”, gli imprenditori vitivinicoli associati incontreranno i buyer texani e quelli degli altri stati confederati. “Abbiamo voluto, con queste due manifestazioni“, sottolinea Confagricoltura, “continuare a promuovere questo prodotto che ha grandi prospettive, non solo perché è molto apprezzato dai consumatori americani, ma anche e soprattutto perché negli USA il vino è ancora una bevanda ‘nuova’, dal momento che rappresenta solo il 10% del totale dei consumi di alcolici“. “Il mercato degli Stati Uniti“, conclude Confagricoltura, “è fondamentale per i vini italiani”. La notizia è stata pubblicata anche sull’edizione odierna de “Il Sole 24 Ore” che potete trovare in allegato.

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“Le vigne del Nizza”: grande partecipazione sabato pomeriggio al convegno presso il Foro Boario

Stati generali del vino a Nizza Monferrato. La città del Campanon sabato pomeriggio ha elogiato la sua denominazione più prestigiosa: la Barbera Nizza DOCG.
Un folto e numeroso pubblico ha assistito alla presentazione ufficiale delle “Vigne del Nizza” avvenuta presso il Foro Boario, durante il quale sono intervenuti ospiti illustri che hanno contribuito alla valorizzazione di questa denominazione. La giornata è stata anche un’occasione per presentare in anteprima la mappa “I Cru del Nizza”, che traccia i confini di questa denominazione che sta incuriosendo i wine lovers americani e nord europei.
La storia del Nizza risale all’ormai lontano 2000, quando un gruppo di viticoltori locali decise di costituire un’associazione di produttori all’interno della bottega del vino. Con la vendemmia 2000 venne riconosciuta Nizza come sottozona della Barbera d’Asti DOC Superiore. In seguito alla vendemmia 2008 ci fu l’attribuzione di DOCG alla Barbera d’Asti, ma il riconoscimento della denominazione “NIZZA” avvenne solamente nel 2014, elevando la sottozona della Barbera a denominazione propria. Venne introdotta inoltre la possibilità di aggiungere la tipologia “riserva” e la menzione “vigna”.
Il riconoscimento della DOCG rappresenta solamente un primo step”, ha affermato soddisfatto Gianni Bertolino, presidente dei produttori del Nizza, “il passo successivo sarà quello di aumentare la qualità del nostro prodotto affidandoci ad esperti del settore che hanno creato una vera e propria mappa dei vini del Nizza”. Queste mappe sono state realizzate da Alessandro Masnaghetti, illustre agronomo di Enogea che le ha presentate ufficialmente durante la giornata di sabato. “Ad oggi l’associazione conta più di 50 produttori e 200 ettari rivendicati, con un aumento del 50% rispetto alle rivendicazioni dell’anno scorso”, ha concluso Bertolino.
Il Consorzio del Barbera è la casa di tutti i produttori e di tutte le denominazioni”, ha commentato il presidente Filippo Mobrici, “il Nizza impreziosisce la carta dei vini astigiana e ci permette di ampliare ancora di più il nostro pubblico”.
Durante il convegno sono intervenuti anche molti altri illustri ospiti, oltre all’assessore regionale all’Agricoltura, Giorgio Ferrero e il sindaco di Nizza Monferrato, Simone Nosenzo che hanno aperto i lavori: Pietro Ratti, del Consorzio del Barolo, Gianni Fabrizio del Gambero Rosso, l’on. Massimo Fiorio, vicepresidente della Commissioni Vini alla Camera dei Deputati e Mauro Damerio dell’Enoteca della Barbera. L’incontro è stato moderato da Roberto Fiori giornalista de “La Stampa”.
La giornata è proseguita con il buffet e il brindisi con il Nizza DOCG e la cena di gala presso il ristorante “la Signora in Rosso” di Nizza, con un menù d’eccezione preparato dallo chef stellato Davide Palluda.

 

Alcuni momenti del convegno di sabato pomeriggio