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REAL ITALIAN WINE AND FOOD: LONDRA, 31 OTTOBRE 

Giunta alla settima edizione, la manifestazione è oggi riconosciuta come riferimento per operatori commerciali del settore enologico ed agroalimentare di Londra e del resto del Regno Unito. Il RIWF si svolgerà nel cuore di Londra, presso il prestigioso Church House Conference Centre, il prossimo 31 ottobre ed è diviso in due sezioni: vini e prodotti agroalimentari. La mattina, prima dell’apertura della manifestazione agli operatori commerciali, si terrà una Masterclass per gli espositori sul mercato britannico e tecniche di vendita aperto solo agli espositori, con focus sul settore vinicolo ed agroalimentare.
La manifestazione è ideale per aziende che ancora non hanno un canale distributivo nel Regno Unito ma anche per produttori già presenti sul mercato che desiderano consolidare la propria presenza. Grazie ad uno speciale accordo con Confagricoltura Asti, poi, alle nostre aziende viene garantita la presenza a prezzi fortemente scontati.
All’edizione 2016 del RIWF hanno partecipato oltre 350 operatori specializzati: importatori e distributori, rappresentanti di catene come Tesco, Waitrose, Harrods, e buyer di medie e piccole catene di delicatessen, agenti e opinion makers della stampa specializzata.
Anche quest’anno l’Istituto per il Commercio Estero (ICE), agenzia per la promozione all’estero, sarà partner operativo della manifestazione.

Info per costi e adesioni presso la segreteria di Confagricoltura (segreteria@confagriasti.com – tel. 0141434943)

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Osservatorio del Vino: ecco le previsioni vendemmiali 2017

“Una vendemmia decisamente complessa, che ha reso difficile la ricognizione in tutte le zone vitate del Paese, caratterizzate da territori e vitigni molti diversi tra loro. Un insieme di realtà che hanno vissuto in modo completamente differente il bizzarro andamento stagionale di quest’annata. I cambiamenti climatici su scala globale stanno incidendo in maniera determinante anche sulle pratiche viticole delle nostre aziende; alcuni parametri climatico-ambientali – e, di riflesso, produttivi – si stanno modificando, mettendo in difficoltà i sistemi consolidati di misurazione previsionale dell’andamento produttivo. I dati rilevati ci parlano di una forte variabilità quali-quantitativa non solo tra zona e zona, ma all’interno dello stesso territorio tra micro aree differenti e, addirittura, tra vigneto e vigneto. La qualità nella maggior parte delle zone analizzate si mantiene su standard ottimali, anche se è troppo presto per definire con certezza come evolverà al termine della vendemmia e nei prossimi mesi. Nonostante un calo produttivo stimato del 26%, invece, secondo le previsioni rimaniamo sopra i 40 mln di ettolitri, confermando il primato produttivo mondiale del nostro Paese davanti a Spagna (38,4 mln) e Francia (37,2 mln)”.

Con queste parole Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, commenta i risultati delle previsioni vendemmiali 2017, elaborate da Unione Italiana Vini e Ismea per l’Osservatorio del Vino, presentati ieri in una conferenza stampa organizzata presso il Mipaaf.

“Dalle previsioni vendemmiali di quest’anno, si delinea un quadro complesso ma eccezionale che non consente ad oggi un bilancio definitivo e andrà valutato nelle opportune sedi per la sua portata generale, anche con misure straordinarie – ha dichiarato il viceministro Andrea Olivero. Il bicchiere è mezzo pieno, nonostante una vendemmia scarsa, l’Italia mantiene il primato della produzione mondiale con 40 milioni di ettolitri. Oggi più che mai siamo consapevoli che i cambiamenti climatici incidono in modo sempre più determinante sul settore agricolo e vitivinicolo in particolare; di conseguenza l’innovazione e la cura professionale dei vigneti consentono una maggiore competitività, assicurando maggiori ricavi a tutti gli attori della filiera ed è in questa direzione che dobbiamo continuare ad operare”.

“I dati sulle previsioni di produzione del vino per il 2017 evidenziano un calo a livelli raramente registrati in passato e un impatto sulla qualità del prodotto variabile a seconda delle zone, per effetto delle avversità climatiche che hanno colpito il nostro Paese. I numeri, però, vanno sempre inquadrati in un contesto più generale – ha detto Raffaele Borriello, direttore generale ISMEA. Il vino italiano da molti anni registra una performance positiva, soprattutto in termini di riconoscibilità e affermazione sui mercati esteri: l’export italiano ha raggiunto valori storici e anche quest’anno i dati indicano una crescita tendenziale maggiore del 6% in volume e in valore, prefigurando la possibilità di raggiungere la soglia dei sei miliardi di euro entro fine anno. Il rafforzamento del sistema produttivo e imprenditoriale degli ultimi anni consentirà al comparto del vino italiano di reagire a quest’annata meno favorevole. È necessario, tuttavia, non trascurare la portata degli effetti dei cambiamenti climatici sui redditi degli agricoltori, proponendo anche per il settore del vino sperimentazioni e strumenti innovativi per la gestione dei rischi a tutela del ricavo aziendale”. 

“Anche in queste condizioni che non esito a definire estreme – ha aggiunto il presidente Abbona – l’Osservatorio del Vino supportato da Unione Italiana Vini e Ismea, attraverso la messa a sistema di una fitta rete territoriale di osservatori privilegiati del settore e la valutazione critica e comparata delle indicazioni da essa proveniente, è riuscito ad elaborare le prime considerazioni numeriche su questa annata utilizzando una metodologia che fino ad oggi ha dimostrato affidabilità assoluta. Ancor più degli altri anni, queste stime devono essere considerate come risultati medi di situazioni che hanno evidenziato margini di variabilità molto ampi. La flessione produttiva, comunque, ci sprona a lavorare con maggior decisione per incrementare il valore del prodotto e delle nostre esportazioni. I primi mesi del 2017 – ha precisato Ernesto Abbona – segnano un recupero del prezzo medio a litro che, però, ancora non basta: dobbiamo cogliere il trend di ripresa di questi mesi per migliorarlo ulteriormente, anche per rispondere in maniera adeguata al generale aumento dei prezzi dei vini all’origine registrato nelle diverse aree del paese, che aiuta a stabilizzare la sostenibilità economica di tutti gli anelli della filiera. È chiaramente presto per fare proclami, ma mantenendo questo ritmo di crescita a fine anno si potrebbe superare la soglia dei 21 milioni di ettolitri”. 

(fonte: Confagricoltura)

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EVENTI CON BUYER ORGANIZZATI DA CONFAGRICOLTURA

Vi segnaliamo due eventi di rilevanza internazionale organizzati da Confagricoltura che hanno come oggetto il marketing vitivinicolo. Si precisa che tali eventi sono indipendenti l’uno dall’altro ed è possibile partecipare a uno solo dei due (a scelta dell’imprenditore) oppure a entrambi

EVENTO A ROMA presso la SEDE CENTRALE DI CONFAGRICOLTURA (5-6 ottobre):
 4 mezze giornate di attività B2B con i buyer internazionali (le aziende partecipanti saranno impegnate per una sola mezza giornata – mattina o pomeriggio – e a tal fine sarà concordato un calendario tenendo conto delle esigenze organizzative);
 Coffee Break;
 Interpretariato;
 Servizio sommelier ed allestimento dei tavoli per le degustazioni;

EVENTO VINO HUSTON, TEXAS presso Hotel Hilton Post Oak oppure Hotel Omni Galleria Riverway (7 – 9 novembre):
• Un seminario introduttivo il giorno prima degli incontri di business, per illustrare il mercato e per preparare efficacemente le aziende agli interlocutori locali;
• Una giornata intera dedicata ai B2B con importatori, distributori e rappresentanti del canale Ho.Re.Ca;
• Una cena italiana con degustazione dei vini per gli operatori texani: Servizio di interpretariato.

E’ possibile organizzare una partecipazione di più aziende aggregate per suddividere i costi e garantire al meglio la presenza agli eventi
Per ogni evento indicato e i relativi costi potete avere maggiori informazioni contattando l’ufficio organizzativo (tel. 0141.434943 – segreteria@confagriasti.com).
Vi ricordiamo che le adesioni dovranno avvenire entro il 20 settembre p.v.

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Vendemmia 2017: una grande annata “appesantita” dalla burocrazia

“L’andamento climatico degli ultimi 15 giorni aiuterà la vendemmia 2017 ad essere una grande annata ma, per l’ennesima volta, sarà una vendemmia anticipata”, dichiara Flavio Scagliola, presidente della sezione vitivinicola di Confagricoltura Asti. “L’invaiatura delle uve rosse è molto avanzata e la maturazione degli aromatici sta velocemente accelerando su uve che si presentano sane, non abbondantissime (10-15% di calo) ma che sicuramente contribuiranno a un’annata di grande soddisfazione per gli imprenditori”.

Massimo Forno, presidente di Confagricoltura Asti, chiosa: “Il problema vero resta l’eccessiva burocrazia per l’assunzione dei vendemmiatori. Confagricoltura Asti auspica una semplificazione nel rispetto delle regole e raccomanda di diffidare di strane proposte di manodopera “a buon mercato. Ricordo” – chiude Forno – “che qualora un’azienda occupasse lavoratori di cooperative o società interinali non in regola con la contribuzione, saranno gli stessi datori di lavoro a rispondere in solido

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Moscato d’Asti, Confagricoltura Asti soddisfatta per l’accordo sulle rese della prossima vendemmia

Ieri pomeriggio, nella sede del Consorzio di tutela dell’Asti, le rappresentanze di produttori e industriali hanno definito in 80 quintali di uva per ettaro la resa vendemmiale del Moscato d’Asti docg (sia per la produzione di Moscato d’Asti docg, sia per la produzione di Asti Spumante docg), con la possibilità di attivare il blocage–deblocage per un quantitativo di 10 quintali di uva per ettaro qualora le scorte di prodotto si esauriscano e se le esigenze di mercato lo richiederanno.

I “moscatisti”, ossia coloro che producono uva vinificandola e destinandola a Moscato d’Asti docg per la vendita diretta, potranno ottenere un ulteriore sblocco di 10 quintali di uva per ettaro senza alcun onere, mentre le aziende di trasformazione e industriali che decideranno di vinificare le uve destinandole a Moscato d’Asti docg sosterranno i costi di un contributo promozionale di 100 euro per ogni quintale di uva.

Il Consorzio dell’Asti consiglia, alle aziende aderenti all’organismo di tutela, un prezzo indicativo delle uve di 107,50 euro al quintale.

Massimo Forno, presidente di Confagricoltura Asti e rappresentante di Confagricoltura Piemonte al tavolo, esprime soddisfazione per l’intesa raggiunta che ha visto una ritornata sintonia tra parte industriale e parte agricola che è sfociata in un accordo che ha riportato le rese del comparto a un unico livello tra Moscato d’Asti e Asti ma che ha voluto tutelare, grazie soprattutto alla presidenza del Consorzio rappresentata da dirigenti  di Confagricoltura Asti, l’alta qualità, espressione del mondo dei cosiddetti “moscatari puri” che con il sistema del blocage-deblocage potranno raggiungere senza alcun costo la resa dei novanta quintali ettaro, che garantirà la presenza sul mercato del moscato “d’alta fascia”. Con la resa a ottanta quintali se l’andamento di mercato si manterrà sui valori attuali si vedranno ridurre le scorte di oltre sessantamila ettolitri.