La filiera vitivinicola con una lettera indirizzata al Commissario Europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni e al Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli sottolinea in toni preoccupati come la strategia “Farm to Fork” e le pressioni esercitate dalla Direzione Generale Salute di Bruxelles potrebbero condizionare le prossime politiche di promozione comunitaria introducendo forti discriminazioni per il settore del vino.
Ci risulta – cita la lettera sottoscritta da Confagricoltura, ACI – Alleanza delle Cooperative italiane, Assoenologi, Cia, Copagri, Federdoc, Federvini e Unione Italiana Vini – che il documento di lavoro per la prossima annualità potrebbe prevedere un’ulteriore penalizzazione per i prodotti a Indicazione geografica (Dop/Igp) e al contempo stia valutando l’esclusione dai programmi promozionali di alcuni prodotti particolarmente sensibili per la produzione agroalimentare italiana, come il vino e le carni. Pur condividendo – prosegue il testo inviato dalla Filiera – l’importanza della promozione dei prodotti biologici per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, riteniamo fondamentale sottolineare che l’agricoltura biologica non rappresenta l’unica pratica agricola idonea ai predetti scopi e che nel settore vitivinicolo le IG contribuiscono notevolmente agli obiettivi prefissati dalla strategia Farm to Fork”.
L’attenzione della filiera è ora rivolta al prossimo Comitato dell’Organizzazione comune dei mercati agricoli (Ocm) in programma il 15 giugno prossimo, quando la Commissione sarà chiamata ad adottare il futuro programma annuale di promozione. Inoltre, in sede di riforma della politica di promozione e chiede che nessun settore o prodotto specifico venga discriminato nella nuova riforma – né direttamente, né indirettamente – tramite la previsione di criteri di selezione che si rivelerebbero penalizzanti per le eccellenze del Made in Italy.

Sono aperte le iscrizioni per il nuovo webinar “WINE EVENTS”. Pianificare un evento di successo”, che si terrà in data 9 giugno 2022, dalle 16 alle 18, su piattaforma TEAMS. Continua il percorso di approfondimento sui temi dell’Enoturismo. Questa volta si parlerà di “eventi”, dell’importanza di una buona pianificazione e della valutazione in termini di ritorno dell’investimento. Il costo per la partecipazione è di € 45,00 (IVA compresa).
Per la registrazione all’evento e le indicazioni per il pagamento è possibile cliccare sul seguente link: http://www.enapra.it/corsi-a-pagamento/ 

Le iscrizioni sono aperte fino al 7 giugno 2022 

Per tutte le informazioni potete contattare Enapra (federica.tudini@enapra.it; m.distefano@confagricoltura.it).

WINE EVENTS

Paolo Ricagno, presidente uscente, è stato eletto domenica scorsa all’unanimità per i prossimi tre anni 2022-2024 alla guida del Consorzio dei Vini d’Acqui che tutela Brachetto d’Acqui, Acqui docg e Dolcetto d’Acqui doc. Una conferma della continuità – Ricagno è alla guida del Consorzio da 25 anni – con cui l’ente consortile vuole affrontare le prossime sfide.
Con Ricagno sono stati nominati vicepresidenti Massimo Marasso (F.lli Martini) per le Case Spumantiere e Bruno Fortunato (TreSecoli) per la Parte Agricola.
Credo si debba partire dalla vigna e dai mercati per rivedere l’intera filiera vitivinicola piemontese – è stata la prima dichiarazione del presidente confermato. Oggi – ha spiegato – serve agire in fretta sulla cura dei vigneti, per formare manodopera esperta e, magari, accedere a nuove tecnologie. In Piemonte mancano potatori e trattoristi con esperienza. A mio avviso questa regione deve dotarsi di corsi professionali che insegnino tecniche e professioni viticole ai giovani, per il loro futuro e il futuro della viticoltura piemontese. Poi c’è il capitolo delle nuove tecnologie. Oggi i droni, purtroppo, sono utilizzati nelle guerre moderne, usiamoli anche in viticoltura, nei trattamenti mirati, in collaborazione con le industrie che producono i prodotti migliori e più sostenibili, per tagliare i costi della conduzione del vigneto in modo che i nostri viticoltori e le nostre aziende agricole abbiano redditi più dignitosi e in grado di garantire un domani. In questo senso l’opera di agronomi preparati e aggiornati potrebbe fare la differenza. Poi c’è il nodo mercati: capire dove stanno andando e come si stanno evolvendo, attraverso analisi e continui studi, è fondamentale per lo sviluppo del vigneto Piemonte“.
Ricagno, nel suo intervento, ha auspicato anche un patto tra Consorzi vinicoli di tutela: «Ci vuole una rinnovata intesa tra gli enti consortili che governano le maggiori e più grandi denominazioni piemontesi: Asti, Moscato d’Asti, Barbera d’Asti, Brachetto d’Acqui, Gavi, Colli Tortonesi e altri che vorranno farne parte, possono creare una rete di idee e progetti che traghetti il mondo del vino piemontese verso un futuro positivo e propositivo, lontano da campanilismi ed egocentrismi inutili, pericolosi e anche antistorici».
Il nuovo Consiglio di Amministrazione per il prossimo triennio risulta così composto: per i produttori di uve: Andrea Botto (azienda agricola Botto), Mauro Olivieri (Cantina sociale di Nizza Monferrato), Evasio Polidoro Marabese (Cantina sociale di Maranzana), Fabio Marian (La Torre di Castel Rocchero), Silvano Marchetti (Tenuta Bastieri), Giovanni Frola (Cantina sociale di Fontanile).
Per i vinificatori: Paolo (Cantina Vecchia Alice Bel Colle), Bruno Fortuna (Tre Secoli), Filippo Mobrici (Bersano), Alberto Canino (Tosti1820), Antonio Massucco (Banfi), Gianfranco Santero (958 Santero). Per gli imbottigliatori: Riccardo Capetta (Capetta), Nenad Roth (F.lli Gancia), Lorenzo Barbero (Davide Campari), Massimo Marasso (F.lli Martini). Il collegio sindacale è composto da: Barbara Carrero, presidente (Studio Bertone Fassio), Enzo Gerbi (Cantina sociale Barbera dei Sei Castelli), Claudio Negrino (Cantina sociale Alice Bel Colle) con, come sindaci supplenti: Ezio Fassio (Studio Bertone Fassio) e Giuseppe Bologna (Braida Srl).

 

Il riconfermato presidente Paolo Ricagno (foto: acquinews.ilpiccolo.net)

Confagricoltura ha recentemente evidenziato al MIPAAF l’attuale difficoltà a rispettare le scadenze legate alla misura di ristrutturazione e riconversione vigneti.
Particolare è stata evidenziata una serie di problematiche che influenzano negativamente la tempistica preventivata in fase di adesione alle misure: materiali difficili da reperire e consegnati con grande ritardo, costi degli stessi notevolmente lievitati in alcuni casi raddoppiati e triplicati, nonché difficoltà a recuperare manodopera per gli effetti della pandemia.
Vista la situazione Confagricoltura ha evidenziato l’urgenza di individuare soluzioni che vadano verso una maggiore flessibilità per poter ultimare gli investimenti e adempiere agli impegni sottoscritti. È stato anche chiesto di considerare la possibilità di prolungare la durata delle autorizzazioni per nuovo impianto/reimpianto e di prolungare la durata degli impegni per le misure RRV e investimenti.
Inoltre, è stato richiesto di estendere l’applicazione delle misure transitorie previste dall’art. 5 comma7 del Reg. 2021/2117 anche alle annualità precedenti all’annualità 21/22. A questo proposito rammentiamo che le misure transitorie consentono per l’annualità 21/22 di completare le opere entro il 15 ottobre 2025 a fronte dell’impegno di attuare parzialmente le operazioni e sostenere il 30% delle spese entro il 15 ottobre 2023.

È stato pubblicato sulla GU n. 84 del 8 aprile 2022 il DM 6 dicembre 2021 concernente la procedura per la presentazione e l’esame delle domande di protezione e modifica delle DOP, delle IGP e delle menzioni tradizionali dei prodotti vitivinicoli. Il DM in oggetto abroga il DM 7 novembre 2012 e aggiorna le disposizioni adeguandole al Testo unico del vino, Legge 238/2016, e dei Regg. UE nn. 33 e 34 del 2019.
Il decreto descrive le disposizioni procedurali per:
• la presentazione e l’esame delle domande di protezione delle DOP e IGP, di modifica dei disciplinari di produzione e di cancellazione della protezione;
• la procedura di opposizione alla protezione;
• la presentazione e l’esame delle domande di conferimento della protezione nazionale transitoria e le disposizioni nazionali di etichettatura e presentazione
temporanea;
• la presentazione e l’esame delle domande di riconoscimento delle menzioni tradizionali dei vini DOP e IGP, la protezione a livello europeo, delle domande di modifica e cancellazione delle stesse menzioni tradizionali, nonché la relativa procedura di opposizione.

Si richiama all’attenzione l’art. 5 con la descrizione dettagliata della documentazione da presentare per le istanze di riconoscimento delle DOP ed IGP e di tutte le condizioni da rispettare per garantire l’ammissibilità della richiesta. Molto utile è anche lo schema di disciplinare richiamato nell’art. 6 ed illustrato nell’allegato II che potrà essere usato dai richiedenti in caso di richiesta di nuovo riconoscimento. Il testo descrive poi la procedura da seguire sia per i richiedenti che per le amministrazioni coinvolte fino all’invio a Bruxelles dell’istanza.
Pari dettaglio è dato alla procedura di presentazione delle istanze di modifica dei disciplinari delle DOP e IGP e alle procedure inerenti alle menzioni tradizionali. Le modifiche dei disciplinari sono distinte sulla base della normativa europea in “ordinarie” e “unionali”. Le modifiche “unionali” dei disciplinari riguardano la variazione del nome protetto, le modifiche alle categorie di prodotti previsti e l’inserimento di restrizioni alla commercializzazione come l’obbligo di imbottigliamento in zona.
È chiarito l’iter per la protezione nazionale transitoria che viene concessa ai prodotti per cui è stato concluso l’iter nazionale ma non ancora quello europeo. È precisata la responsabilità in capo agli utilizzatori in caso di mancato accoglimento della domanda di protezione della denominazione da parte della Commissione Europea ed i limiti di utilizzo dei loghi comunitari.
L’ultimo capitolo è dedicato all’attività del Comitato Nazionale Vini DOP ed IGP al quale si attribuiscono nuove “funzioni di studio e approfondimento su aspetti tecnico-scientifici connessi alla tutela e alla valorizzazione qualitativa e commerciale dei vini DOP e IGP” e per il quale, allo stesso momento, si circoscrive l’ambito di azione. Al Comitato è affidata la valutazione delle istanze di riconoscimento di nuove DOP IGP o menzioni tradizionali e le sole richieste di modifica “unionali”. Le richieste di modifica “ordinarie” saranno valutate dal Comitato solo “qualora le stesse comportino un impatto significativo sull’assetto produttivo e sulla reputazione delle relative denominazioni”.

In allegato il testo del decreto ministeriale

DM 6.12.2021 – Procedura protezione e modifica DOP e IGP vini