Wine Monitor è l’Osservatorio di Nomisma dedicato al mercato del vino, nato con l’obiettivo di aiutare imprese e istituzioni della filiera vitivinicola italiana a interpretare correttamente le dinamiche del mercato. Si tratta della prima piattaforma che mette a sistema tutti i dati e le informazioni legate a questo settore, offrendo inoltre servizi mirati che aiutano il cliente a sviluppare le giuste strategie di business.
Wine Monitor (www.winemonitor.it) sta realizzando un’indagine che coinvolge le principali aziende vitivinicole italiane al fine di individuare gli strumenti strategici a sostegno dello sviluppo sul mercato interno ed estero.

COME ADERIRE ALL’INDAGINE

È possibile compilare il questionario ENTRO E NON OLTRE IL 31 AGOSTO 2021 connettendosi direttamente al seguente link: https://q.opinioni.net/access/redirect.php?proj=136613&tk=NW44MW47KV&lang=it

Per semplificare l’inserimento delle informazioni richieste può, in qualsiasi momento, interrompere la compilazione e riprenderla successivamente dal punto in cui è stata interrotta. Il questionario è preferibilmente rivolto al proprietario/direttore dell’impresa o ad un referente delegato. L’intervista durerà non più di 10-12 minuti.
Per ringraziare del prezioso contributo, alle imprese che compileranno il questionario sarà inviato gratuitamente via mail l’ultimo Report Wine Monitor sul posizionamento competitivo e le opportunità del vino italiano nel mercato globale.

CONTATTI ED INFORMAZIONI

Per qualsiasi problema tecnico che potrà verificarsi durante la compilazione, può contattare il seguente numero: 041.982429.

Per ogni ulteriore informazione e chiarimento sui contenuti della rilevazione può contattare: evita.gandini@nomisma.it oppure denis.pantini@nomisma.it

Per vedere un esempio di report Wine Monitor clicca qui e scarica il nostro E-book: https://www.nomisma.it/landing-ebook/#chiedi

Il Regno Unito ha deciso di semplificare gli oneri burocratici relativi all’importazione di vini, che in totale ammonta a oltre 4 miliardi di euro l’anno, di cui circa la metà in arrivo dagli Stati membri della UE. Con la decisione annunciata nei giorni scorsi dal governo britannico – spiega Confagricoltura – a partire dal 2022 viene in particolare soppresso l’obbligo di presentazione del certificato VI-1 per i prodotti in arrivo dai Paesi terzi. Sulla base della normativa in vigore, il rilascio del certificato richiede lo svolgimento di complesse analisi di laboratorio.
Secondo i dati diffusi dal governo di Londra, gli oneri amministrativi determinano un costo di circa 140 milioni di euro l’anno che si scarica su quello finale dei prodotti in arrivo dall’estero.
La semplificazione amministrativa facilita anche l’attività delle nostre imprese che esportano sul mercato britannico e la possibile riduzione del prezzo finale può far salire ulteriormente il consumo dei vini italiani”, ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.
Con un fatturato annuale nell’ordine di 800 milioni di euro, il Regno Unito è il terzo mercato di sbocco per i vini Made in Italy: oltre il 12% sul totale delle esportazioni. I consumatori britannici, in dettaglio, acquistano 2,6 milioni di ettolitri di vini italiani.
Stando ai dati della Commissione Europea, le esportazioni agroalimentari dell’Unione sul mercato britannico sono diminuite del 6% – circa 800 milioni di euro in valore assoluto – da gennaio ad aprile di quest’anno sullo stesso periodo del 2020. Per i vini, invece, si è registrato un incremento di 140 milioni.

E’ stato convertito in legge il decreto 6 maggio 2021 n. 59 (c.d. Decreto Fondone), che integra, con risorse nazionali, gli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), per complessivi 30,6 miliardi di euro per gli anni dal 2021 al 2026.
Segnaliamo in particolare la significativa dotazione di 1,2 miliardi di euro assegnata al Mipaaf per il finanziamento dei contratti di filiera e di distretto per i settori agricoli e alimentari, compresi pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo.

Tali risorse sono ripartite negli anni come segue:

– 200 milioni di euro per l’anno 2021;
– 300,83 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023;
– 258,81 milioni di euro per l’anno 2024;
– 122,5 milioni di euro per l’anno 2025;
– 20,33 milioni di euro per l’anno 2026.

E’ stato previsto, in sede di conversione, un preciso vincolo di destinazione di tali risorse che dovranno essere destinate per un quarto “esclusivamente alle produzioni biologiche italiane ottenute conformemente alla normativa europea e a quella nazionale di settore”.
Da notare che il decreto legge non prevede specifici requisiti, modalità di accesso, criteri selettivi, aliquote di finanziamento e spese ammissibili per gli interventi. E’ ipotizzabile anche se tutto da confermare che lo schema possa ricalcare i precedenti bandi già emanati dal Mipaaf per finanziare contratti di filiera (giunti ormai al quarto bando, tuttora aperto anche se in via di chiusura definitiva) e di distretto.
Tornando alla dotazione finanziaria di 30,6 miliardi di euro contenuta nel provvedimento, essa è ripartita tra la Presidenza del Consiglio ed i vari Dicasteri per il finanziamento di specifiche iniziative o progetti mentre una porzione notevole di risorse, pari al 15 per cento del totale della dotazione sarà destinata al rifinanziamento del cosiddetto “Superbonus 110%”. Notevole anche la dotazione per il finanziamento complementare del programma Transizione 4.0 (già Impresa 4.0 e Industria 4.0) gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico e già finanziato in buona parte dal PNRR. Tale dotazione assomma a circa 5 miliardi di euro.

E’ un innovatore. Questa presidenza ad un autorevole candidato italiano, finalmente arrivata dopo trent’anni, darà un nuovo importante impulso alla viticoltura”. Con queste parole il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, si complimenta con il professor Luigi Moio, ordinario di Enologia alla Facoltà di Agraria dell’Università Federico II, per la prestigiosa nomina alla presidenza dell’OIV, la più importante organizzazione internazionale per il vino.
Anche il presidente della Federazione vitivinicola di Confagricoltura, Federico Castellucci, direttore onorario della stessa OIV, si unisce ai rallegramenti del presidente dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli: “Grazie al suo alto livello scientifico e alla sua grande capacità nei rapporti umani, Luigi darà sicuramente ulteriore lustro all’OIV. Un particolare ringraziamento all’ambasciata italiana a Parigi per il fattivo sostegno al nostro candidato”.

L’Asti spumante e il Moscato d’Asti Docg sbarcano a Portofino, grazie alla nuova prestigiosa collaborazione con lo storico Caffè Excelsior, icona di stile nella località più glamour della riviera ligure. Da venerdì 9 luglio a domenica 29 agosto le bollicine piemontesi più apprezzate del mondo saranno protagoniste del momento dell’aperitivo, degustate in purezza o mixate in cocktail originali firmati dal flair bartender Giorgio Facchinetti, nuova figura che il Consorzio dell’Asti spumante e del Moscato d’Asti Docg ha scelto per coinvolgere anche il consumatore amante dell’aperitivo, grazie all’ampia gamma di tipologie di Asti, che comprende differenti versioni, dal Pas Dosé al Dolce.
I profumi inconfondibili dell’uva moscato bianco si fondono con quelli marini della riviera ligure; il gusto unico delle bollicine aromatiche, sinonimo nel mondo di qualità, storia e cultura italiana del vino, si abbina perfettamente alle dolci “chicche” del Maestro Pasticcere Luca Idini; le novità della mixologia di Giorgio Facchinetti incontrano le creazioni del pastry chef e direttore del Caffè Excelsior. Situato pittoresca Piazzetta dal 1924, accoglie fin dalle origini i personaggi del jet set internazionale che ogni estate tornano a Portofino per assaporare il gusto e la qualità Made in Italy.
Dopo aver ospitato negli anni personalità storiche come Guglielmo Marconi e Winston Churchill e divi come Frank Sinatra e Brigitte Bardot, nell’elegante caffetteria e pasticceria questa estate i protagonisti, assieme alle creazioni dello Maestro Pasticcere Luca Idini, saranno anche l’Asti Spumante e il Moscato d’Asti Docg. Le bollicine d’autore dell’enologia piemontese saranno la base di rinfrescanti cocktail creati dal bartender Giorgio Facchinetti, come il Red Hot Veggie Pepper con vodka al peperone e l’Asti Signature col caratteristico basilico ligure, che sposano perfettamente gli aromi dolci del Moscato d’Asti Docg e dell’Asti Dolce. Star in Portofino e Portofino Punch omaggiano il celebre borgo ligure, col sapore rispettivamente di melone e Asti Dry e di lampone e Asti Dolce. Freschezza assicurata anche con l’elegante drink Lady Summer, grazie all’impiego di anguria e menta che, uniti ai profumi fragranti e floreali e al sapore delicatamente aromatico del Moscato d’Asti Docg, saranno il connubio ideale delle preparazioni dolci e salate del Caffè Excelsior.
I numerosi turisti italiani e stranieri, che nella stagione estiva animano Portofino, potranno apprezzare le bollicine aromatiche più brindate del mondo, sia in purezza sia scegliendo un cocktail dalla nuova drink list, all’interno di uno dei locali più frequentati dal jet set internazionale o nel suo dehor a pochi passi dal mare cristallino nella pittoresca cornice della Piazzetta di Portofino, con il dolce “Paciugo” o con gli iconici finger food prodotti dallo storico Caffè.
Sono molto lieto di iniziare questa interessante collaborazione con un brand nazionale così importante e conosciuto anche all’estero. Sono certo che i nostri ospiti sapranno apprezzare i prodotti Asti Spumante e Moscato d’Asti Docg e riserveranno una particolare attenzione ai cocktail ideati in esclusiva per noi da parte di Giorgio Facchinetti” annuncia il Maestro Pasticcere Luca Idini.
Siamo orgogliosi di portare l’Asti spumante e il Moscato d’Asti Docg nella Piazzetta di Portofino e di iniziare a collaborare con il Caffè Excelsior, altra storica eccellenza italiana. Andremo a personalizzare alcuni momenti di degustazione della nostra Docg, e in particolare quello dell’aperitivo, con una serie di proposte dall’ eleganza contemporanea e di qualità firmate da Giorgio Facchinetti, che siamo certi sapranno conquistare gli ospiti”.

 

Fonte: comunicato stampa Consorzio per la Tutela dell’Asti D.O.C.G.

 

Lo storico Caffè Excelsior di Portofino (foto: Consorzio per la Tutela dell’Asti D.O.C.G.)