Le nuove risorse europee che si renderanno presto disponibili per l’agricoltura dovranno essere indirizzate prioritariamente al consolidamento degli impegni per l’adozione di buone pratiche per la tutela dell’ambiente, per le produzioni integrate e biologiche e per lo sviluppo di imprese condotte dai giovani”. Sono queste le richieste che il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia ha avanzato all’assessore regionale all’Agricoltura Marco Protopapa nella riunione del comparto agricolo che si è svolta mercoledì mattina in video conferenza con gli uffici regionali, convocata per affrontare il tema della gestione dello sviluppo rurale per il periodo transitorio 2021-2022. Al momento è ancora aperta la discussione, nell’ambito della Conferenza Stato – Regioni, sulla suddivisione delle risorse tra i piani di sviluppo rurali regionali e sulle quote percentuali di cofinanziamento: in base alle previsioni il Piemonte, dovrebbe poter contare, per il biennio 2021-2022, su almeno 300 milioni di euro (spesa pubblica).
Confagricoltura ricorda che i nuovi impegni che potranno essere assunti a partire da quest’anno potranno estendersi fino a tre anni, mentre le misure a favore dell’agricoltura e dell’ambiente, tra le quali per esempio le buone pratiche per la riduzione dell’impiego di fitofarmaci e fertilizzanti e per la diffusione dell’agricoltura integrata e biologica, o per il benessere animale, potrebbero avere una durata temporale anche superiore.
È ora indispensabile – sottolinea Allasia – che la Regione predisponga un piano di interventi puntuale, sulla base delle indicazioni che sono emerse dall’incontro odierno, per far sì che il mondo agricolo sia pronto a sfruttare al meglio le risorse europee per lo sviluppo rurale e quelle previste dallo strumento europeo per la ripresa e la resilienza Next Generation”.
L’agricoltura, che ha continuato a lavorare a pieno ritmo anche durante la pandemia, ha la necessità di continuare il proprio processo di rinnovamento e di crescita. “Nella nostra regione – evidenzia il direttore di Confagricoltura Piemonte Ercole Zuccarooperano 42.150 imprese agricole che sono pronte a fare la loro parte nel contrasto ai cambiamenti climatici, gestione risorse idriche, tutela della biodiversità e del benessere animale, nell’interesse del territorio e dei cittadini. Alla Regione chiediamo di accompagnare questo processo con azioni mirate per il rafforzamento filiere corte, la diffusione dell’agricoltura di precisione e della digitalizzazione, il miglioramento della sicurezza sul lavoro, sullo sviluppo di energie rinnovabili e della bioeconomia”.

La pandemia ha riportato in evidenza il valore strategico della sovranità alimentare. Ma, per accrescere la produzione agricola interna, ferma al 75% del fabbisogno nazionale, occorre un programma di investimenti ben più ampio di quello previsto allo stato degli atti”. Così il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, a proposito dello schema di Recovery Plan. “Nel complesso – afferma Giansanti – la dotazione finanziaria prevista per l’agricoltura reale, al capitolo 2.1, ammonta a 1,8 miliardi di euro: appena lo 0,3% rispetto alla dimensione economica del contributo dato dalla filiera agroalimentare al PIL, 540 miliardi di euro”.
Va inoltre ricordato che a fronte delle risorse destinate al Next Generation EU, si registra una riduzione dei fondi destinati alla futura Politica Agricola Comune, che comporterà un taglio del 10% degli interventi a favore delle imprese agricole italiane”. “Per far avanzare la produzione interna e la sostenibilità ambientale, occorre puntare sugli investimenti delle imprese del settore, al fine di generare una modernizzazione diffusa che consentirà alle imprese stesse di essere più competitive sui mercati internazionali. Un ruolo centrale va dato alla ricerca scientifica per il contributo che è in grado di assicurare per una valida transizione ecologica”.
Confagricoltura auspica che il prossimo Consiglio dei Ministri intervenga in tal senso, rafforzando il ruolo di centralità del settore primario, già riconosciuto dal Governo.

Con la risoluzione n. 3 del 13 gennaio 2021 dell’Agenzia delle Entrate sono stati istituiti i codici tributo da utilizzare in compensazione tramite il modello F24, per i crediti maturati a seguito degli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali, di cui all’art. 1 commi 184 e seguenti della legge 160/2019 e all’art. 1 commi 1051 e seguenti della legge n. 178/2020.

In allegato la risoluzione

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Il decreto legge 31 dicembre 2020, n. 183 cosiddetto “Milleproroghe” – “Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, di realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (UE, EURATOM) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonché in materia di recesso del Regno Unito dall’Unione europea”, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 323 del 31 di scorso. Il provvedimento è stato incardinato alla Camera dei Deputati ed è stato assegnato in sede referente alle Commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio.
In sede di discussione parlamentare Confagricoltura si è attivata per chiedere la proroga su sugar tax, plastic tax, esonero contributivo per imprenditori agricoli e coltivatori diretti, un indennizzo per l’usura di treni agricoli e macchine agricole, per la definizione di rifiuti urbani e per gli incentivi per gli impianti di biogas. Qui sotto sono riportati alcuni tra i più importanti provvedimenti previsti dal decreto.

Coltivatori diretti e imprenditori agricoli, non si paga (per il momento) la rata in scadenza il 16 gennaio

Con il decreto “Milleproroghe” è stata prevista in favore degli imprenditori agricoli professionali, coltivatori diretti, mezzadri e coloni beneficiari dell’esonero contributivo per i mesi di novembre e dicembre 2020 previsto dal cosiddetto “decreto Ristori” (legge 18 dicembre 2020 n. 176), la sospensione dal pagamento della rata in scadenza al 16 gennaio 2021 fino alla comunicazione, da parte dell’ente previdenziale, degli importi contributivi da versare e comunque non oltre il 16 febbraio 2021.

Smart working semplificato fino al 31 marzo

All’articolo 19, allegato 1, punto 29, è stata prevista la proroga dello smart working semplificato. In particolare viene prorogata fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e comunque non oltre il 31 marzo 2021, la vigenza delle norme (commi 3 e 4 dell’art. 90 della legge n. 77/2020) che semplificano il ricorso al lavoro agile attraverso specifiche deroghe all’ordinaria disciplina di legge (legge n. 81/2017), quali la comunicazione semplificata al Ministero del Lavoro, l’adozione dello smart working anche in assenza di accordi individuali. Inoltre gli obblighi di informativa in materia di salute e sicurezza possono essere assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile dall’INAIL.

Proroga dell’esonero per la certificazione antimafia

Il comma 4 dell’articolo 10 del decreto dispone una proroga al 31 dicembre 2021 del termine di efficacia dell’esonero dagli obblighi di deposito della documentazione e dell’informativa antimafia per i terreni agricoli che usufruiscono di fondi europei per importi non superiori a 25.000 euro.
L’ulteriore proroga della disposizione introdotta con il D.L.113/2018, convertito, con modificazioni, nella legge 1° dicembre 2018, n,132, è stata richiesta da Confagricoltura, per non gravare con ulteriori oneri burocratici, sulle aziende agricole.

Il Corriere della Sera – edizione di Torino – in edicola questa mattina pubblica un ampio servizio del giornalista Andrea Rinaldi sul mercato del grano, con interviste a Claudio Bongiovanni, titolare degli omonimi Molini (120 mila tonnellate di grano lavorate all’anno, 35 milioni di ricavi) e presidente delle Borse merci europee del comparto cerealicolo e al direttore di Confagricoltura Piemonte Ercole Zuccaro.

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