In attesa dell’esito della richiesta di rinnovo per l’adesione alla deroga alla Direttiva Nitrati avanzata dalla Regione Piemonte al Ministero dell’Ambiente, deroga già concessa al Piemonte per il periodo 2016-2019, le aziende interessate possono presentare entro il 15 febbraio un’istanza di pre-adesione per l’anno 2020. La pre-adesione andrà formalizzata secondo le modalità e le tempistiche che saranno prossimamente comunicate dalla UE; nel frattempo, le aziende aderenti dovranno operare secondo le norme tecniche valide nel quadriennio 2016-2019. Per informazioni rivolgersi al settore tecnico.

Mercoledì pomeriggio ha avuto luogo un incontro presso la Sala Consiliare della Provincia di Asti sul tema “La presenza del lupo nella provincia di Asti e le connessioni con le province di Alessandria, Torino e Cuneo”.
L’incontro è stato convocato dall’Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime per fare il punto della situazione sulla presenza del lupo in Piemonte, che dagli areali alpini si sta spostando verso aree collinari e di pianura. Durante il meeting si è inoltre discusso di azioni concrete di prevenzione.
Presente il vicepresidente della Regione Piemonte Fabio Carosso e l’assessore regionale all’Agricoltura Marco Protopapa. In sala anche diverse associazioni venatorie e organizzazioni agricole come Confagricoltura Asti, rappresentata dal direttore Mariagrazia Baravalle.
È stata una giornata positiva e produttiva, un confronto utile che ci aiuterà a migliorare le nostre politiche. Il primo impegno sarà semplificare e accorciare i tempi per il risarcimento dei danni”: è quanto ha dichiarato il vicepresidente della Regione, Fabio Carosso, oggi ad Asti al termine del primo incontro con gli enti interessati dal problema della diffusione del lupo nelle zone più antropizzate del Piemonte.
Carosso e l’assessore all’Agricoltura, Marco Protopapa, hanno annunciato che nei bandi del Programma di sviluppo rurale di prossima emanazione il risarcimento dei danni alle greggi e alle recinzioni e le misure per la prevenzione degli attacchi saranno estesi anche alle aziende di piccole dimensioni, e che si sta lavorando sul censimento dei branchi di lupi presenti in Piemonte.

 

Alcune immagini dell’incontro di mercoledì pomeriggio presso la Provincia di Asti 

 

Confagricoltura è molto preoccupata per il sequestro in Veneto di carni suine importate dall’Olanda e provenienti dalla Cina, Paese con una grave situazione di espansione dell’epidemia di Peste Suina Africana, e che è stato deciso di distruggere in via precauzionale.
Le misure preventive prese dalle istituzioni che presidiano il sistema dei controlli sono state efficaci e tempestive – commenta Confagricolturama questo episodio deve indurci a non abbassare la guardia vista la continuità ormai dei mercati e l’intenso traffico di carni”.
L’eventuale diffusione della Peste Suina Africana in Italia significherebbe la fine di un comparto essenziale del nostro agroalimentare, che può contare su quasi 9 milioni di capi allevati e che vale oltre 11 miliardi di euro, tra produzione di carne suinicola e fatturato dell’industria di trasformazione, e oltre a 1,6 miliardi di export. Il settore inoltre incide per il 6% sul fatturato dell’industria agroalimentare ed impegna circa 25.000 allevamenti, 1500 macelli e 3500 imprese di trasformazione.
Dobbiamo intensificare i controlli e le ispezioni, prevedendo un coordinamento tra tutti i Paesi della UE”, aggiunge Confagricoltura, che già alla fine del 2018, nel corso di un convegno a Palazzo Della Valle, aveva coinvolto sia le associazioni dei trasportatori sia quelle della caccia, insistendo perché venisse previsto dal ministero della Salute un Piano nazionale di sorveglianza e prevenzione.
E’ essenziale inoltre – a parere di Confagricoltura – richiamare ai propri compiti di sorveglianza e monitoraggio i Paesi membri, nel caso di specie l’Olanda, ad intensificare i controlli della carne proveniente dall’estero nei propri Posti d’Ispezione Frontaliera per impedire l’accesso di prodotto non controllato. Analogamente andrebbero intensificati i controlli sui destinatari della carne proveniente dalla Cina e che alimentano la domanda di un prodotto potenzialmente devastante per la nostra filiera suinicola.
Il Piano nazionale, come ci è stato comunicato ieri, è stato praticamente approvato dalla Commissione europea. E’ necessario ora che venga applicato al più presto, soprattutto per il controllo alle frontiere e quello della fauna selvatica, visto anche l’avanzamento della malattia dai Paesi dell’Est Europa verso il nostro Paese.

Anche il settore agroalimentare potrebbe essere colpito dai dazi aggiuntivi allo studio negli Stati Uniti, come misura di ritorsione contro l’Italia per la tassazione delle grandi imprese digitali in vigore dall’inizio dell’anno”. E’ l’allarme lanciato dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, a seguito del recente annuncio fatto dal segretario al Tesoro degli USA sulla possibilità di far partire in tempi brevi una procedura per inasprire le tariffe doganali sulle importazioni in arrivo dall’Italia.
Un’analoga procedura – ricorda Confagricoltura – è già stata avviata contro la Francia con la prevista applicazione di dazi fino al 100% del valore su una lista di prodotti, tra cui champagne e formaggi, esportati sul mercato Usa per un controvalore di 2,4 miliardi di dollari.
Tenendo conto dei colloqui in corso tra Francia e Stati Uniti, chiediamo al Parlamento e al governo di sospendere l’applicazione della tassazione sulle imprese digitali – ha dichiarato Giansanti – rafforzando il sostegno dell’Italia alle iniziative della Commissione europea per raggiungere, entro la fine dell’anno, un’intesa globale tra i Paesi che aderiscono all’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico)“.
Un aspetto va sottolineato con forza. Gli eventuali dazi USA per la tassa sulle imprese digitali – ha dichiarato il presidente di Confagricolturasi aggiungerebbero a quelli già in vigore nell’ambito del contenzioni sugli aiuti pubblici al gruppo Airbus, di cui l’Italia non fa parte. I nostri prodotti rischierebbero di finire fuori mercato, con gravi conseguenze di natura economica e sociale. E i mercati, una volta perduti, sono difficili da riconquistare”.
Confagricoltura ricorda che, da ottobre, sono in vigore dazi aggiuntivi USA pari al 25% del valore su formaggi, agrumi, salumi e liquori importati dall’Italia. Inoltre, i dazi potrebbero essere estesi – e salire fino al 100 per cento – entro la prima metà di febbraio a vini, olio d’oliva e pasta che assicurano un flusso di esportazioni sul mercato statunitense che sfiora i tre miliardi di euro, circa il 70% delle esportazioni complessive annuali del “Made in Italy” agroalimentare.
Non possiamo accettare di subire le pesanti conseguenze per vicende assolutamente estranee al nostro settore”, ha concluso Giansanti.

 

Instabilità geopolitiche, guerre commerciali, dazi e Brexit hanno forti ripercussioni sulle esportazioni vinicole. È fondamentale avviare una vera e propria ‘cabina di regia’ tra istituzioni e filiera del vino, luogo di confronto per avviare un prezioso gioco di squadra ed individuare opportune strategie per un settore che è ambasciatore nel mondo del made in Italy”. Lo ha ribadito ieri al Tavolo del Vino, promosso dal ministro Teresa Bellanova, la filiera rappresentata dai presidenti delle organizzazioni più autorevoli del settore (Alleanza delle Cooperative agroalimentari, Assoenologi, CIA Agricoltori, Confagricoltura, Copagri, Federdoc, Federvini, Unione Italiana Vini).
Abbiamo apprezzato l’approccio pragmatico e la disponibilità espressa dalla ministra Bellanova ad un confronto diretto e costruttivo – hanno aggiunto i rappresentanti della filiera – i produttori intendono essere al fianco delle istituzioni e da queste si aspettano un reciproco sostegno anche su tutta una serie di delicati temi da affrontare nei prossimi mesi, come la nuova politica agricola comune, la semplificazione degli adempimenti burocratici, l’evoluzione dei modelli di commercializzazione, l’attenzione alla sostenibilità, il vino come parte integrante della dieta mediterranea, il suo consumo responsabile e le nuove sfide legate all’etichettatura. Ci auguriamo – hanno continuato – che la cabina di regia possa essere operativa in tempi rapidi, con obiettivi chiari e scadenze definite, coinvolgendo i soggetti maggiormente rappresentativi delle imprese attive in vigna, in cantina e sui mercati”.
Le organizzazioni agricole e settoriali da vari anni hanno attivato un tavolo di analisi e proposte che ha consentito di raggiungere importanti traguardi, quali il Testo Unico del Vino. La richiesta, ora, è di avere presto tutti i decreti applicativi entro Vinitaly 2020, la fiera in programma a Verona dal 19 al 22 aprile prossimi.

 

L’incontro tra il presidente Giansanti e il Ministro Bellanova