Confagricoltura, Cia e Alleanza delle Cooperative, riunite nel coordinamento di Agrinsieme Piemonte hanno scritto una lettera agli assessori regionali all’Agricoltura e all’Ambiente per chiedere un incontro sull’ampliamento delle zone vulnerabili da nitrati. La Regione Piemonte, entro il 30 novembre prossimo, dovrà adottare le proprie determinazioni per la chiusura della procedura di infrazione 2018/2249. L’ipotizzata designazione dell’areale a monte idrogeologico di ciascuno degli 8 pozzi non conformi, localizzati nella pianura cuneese, in quella pinerolese e nel biellese, pur consentendo di rispondere alle richieste della Commissione Europea – scrive il coordinamento di Agrinsieme – espone le imprese agricole a pesanti oneri di ordine operativo e gestionale. Per Confagricoltura, Cia e Alleanza delle Cooperative la presenza di azoto, pur tenendo presente la pressione esercitata dall’attività agricola, sia determinata anche dall’esistenza di numerosi scarichi civili. Ed è proprio partendo da queste considerazioni che occorre ribadire i risultati dello studio ISPRA che evidenziano come la zootecnia in molti casi non sia determinante nella contaminazione delle acque da nitrati; risultati evidenziati anche da altre ricerche effettuate in alcune regioni interessate da importanti realtà zootecniche. Le organizzazioni agricole chiedono anche alla Regione di valutare attentamente, sia in termini di interventi di carattere finanziario, sia per quanto concerne la durata del periodo di adeguamento, le azioni che dovranno essere attivate per il sostegno e l’accompagnamento delle imprese agricole che dovessero risultare interessate dall’ampliamento delle zone vulnerabili.

 

 

(foto tratta da: terraoggi.it)