Il Ministero dell’Interno ha inviato una circolare ai Prefetti in merito all’applicazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 aprile 2020, che ha prorogato fino al 3 maggio 2020 le misure di contenimento del contagio da Covid-19.
La circolare sottolinea in particolare l’introduzione della previsione che, in sede di valutazione delle condizioni richieste dalla norma per la prosecuzione delle attività per le quali opera l’obbligo della comunicazione, il Prefetto adotti l’eventuale il provvedimento di sospensione, sentito il Presidente della Regione. In proposito la circolare invita i Prefetti a svolgere le opportune interlocuzioni e attività dirette a garantire il raccordo tra le istituzioni dello Stato presenti nel territorio, la rispondenza dell’azione amministrativa all’interesse generale e il miglioramento della qualità dei servizi resi al cittadino.
Proprio in merito alle comunicazioni ricevute dalle Prefetture nelle scorse settimane (105.727) e a fronte del numero di istruttorie avviate (38.534) e dei provvedimenti di sospensione adottati (2.296), la circolare ribadisce che le istruttorie non debbano concludersi con un provvedimento espresso, salvo non si rilevi l’insussistenza dei presupposti che legittimano la prosecuzione dell’attività.
La circolare richiama la possibilità di demandare al personale del Corpo della Guardia di Finanza, in linea con le funzioni proprie di polizia economico-finanziaria, lo svolgimento di specifici controlli e riscontri – a mezzo di disamine documentali, tramite le banche dati in uso e, ove necessario, rilevamenti presso le sedi aziendali – circa la veridicità del contenuto delle comunicazioni prodotte dalle aziende, avuto riguardo all’inclusione nelle categorie autorizzate ovvero all’esistenza della relazione economico-commerciale tra le attività d’impresa appartenenti alle varie filiere consentite.
La circolare ribadisce che i prefetti potranno avvalersi, oltre che dell’attività dei competenti servizi delle Aziende Sanitarie Locali, del supporto delle articolazioni territoriali dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, ai fini del controllo sulle modalità di attuazione, da parte dei datori di lavoro, delle procedure organizzative e gestionali oggetto del Protocollo Governo-parti sociali del 14 marzo 2020, e, più in generale, sull’osservanza delle precauzioni dettate per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e la sussistenza di adeguati livelli di protezione dei lavoratori.