Il premio di Confagricoltura Asti per “Miglior bue allevato in Provincia di Asti” è ritornato a Moncalvo. Dopo l’assegnazione del 2015 all’agrimacelleria Fratelli Micco, anche quest’anno il riconoscimento messo in palio dall’organizzazione agricola astigiana è andato ad un allevatore aleramico: si tratta di Claudio Spinoglio che con il suo gigante bianco ha sbaragliato la concorrenza.
Accompagnata da un limpido sole e da una grandissima affluenza di pubblico, si è svolta mercoledì 6 dicembre la 380° Fiera Nazionale del Bue Grasso di Moncalvo. Una giornata iniziata con il ricordo a Luciano Nattino, l’autore e regista astigiano scomparso pochi giorni fa che ha ricevuto un lunghissimo e commosso applauso da parte di tutti i presenti.
Si è iniziato come di consueto molto presto, alle 7,30, con l’apertura della fiera, le iscrizioni e le esposizioni di tutti i capi bovini; alle 8 tradizionale distribuzione di trippa e ceci alla giuria e a tutti i partecipanti; alle 9,30 chiusura tassativa di tutte le iscrizioni e inizio dei lavori della giuria con valutazione di alcune categorie direttamente sul ring predisposto per l’occasione. E alle 12 è finalmente iniziata la tanto attesa premiazione. Tra gli allevatori che hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti anche due allevatori associati a Confagricoltura Asti, ovvero: Antonio Verdesca di Castagnole Monferrato che si è aggiudicato il 2° premio relativo alla categoria “Buoi grassi tendenti alla coscia” e Angelo Nicola di Moransengo al quale è stato conferito il 3° premio della stessa categoria e il 2° premio per la sezione “Manzi grassi della coscia”.
La Fiera del Bue Grasso di Moncalvo rappresenta un’eccellenza all’interno del panorama delle antiche fiere e al tempo stesso un ottimo palcoscenico per la valorizzazione della carne piemontese e di tutto il comparto zootecnico”, ha affermato Luca Brondelli di Brondello, membro della giunta nazionale di Confagricoltura, che ha consegnato il premio istituito dall’unione astigiana, “queste manifestazioni sono molto importanti per mantenere vive tradizioni secolari e per dare valore aggiunto ai prodotti del nostro territorio. Un requisito fondamentale che oggi è reso possibile anche grazie alle possibilità che il PSR fornisce per la valorizzazione dei marchi Igp”.

 

Alcune foto della Fiera del Bue Grasso