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L’IRES Piemonte, nell’ambito del suo Osservatorio Rurale, ha realizzato un’analisi che fa il punto sull’esposizione al danno causato dalla pandemia nei vari comparti agricoli. Lo studio ha preso il via da una richiesta della Regione Piemonte – Settore Programmazione e coordinamento sviluppo rurale e agricoltura sostenibile, che intende disporre di un quadro orientativo per meglio definire le misure di intervento.
La prima versione dello studio è stato pubblicato a luglio. Ora è disponibile una nuova versione aggiornata con alcuni ulteriori dettagli relativi ai settori zootecnici in quanto nei mesi estivi sono emerse maggiormente le problematiche relative agli indici dei prezzi e ai cali nella domanda di alcuni di questi prodotti. Di seguito il link all’analisi dell’IRES

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/coronavirus-piemonte/coronavirus-approfondimenti-analisi-sugli-aspetti-agroalimentari

Apprezziamo l’impegno della ministra Bellanova nell’individuare misure a sostegno del settore agricolo, nonché della ristorazione, che con l’entrata in vigore dell’ultimo DPCM sono in forte crisi. Domenica abbiamo immediatamente chiesto al Governo un intervento per un segmento prioritario per l’economia nazionale”.
Così il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, alla notizia odierna della definizione di un pacchetto di misure di ristoro per gli operatori delle filiere maggiormente colpite dal DPCM. La sospensione delle attività inciderà per circa 2,7 miliardi di euro di minori consumi.
L’agricoltura – precisa Giansanti – pagherà un conto salato per le mancate vendite alla ristorazione. A soffrire sono diversi settori, in particolare quello vitivinicolo, che non si è ancora ripreso dal lockdown di primavera, ma con esso anche i comparti del pesce, dell’olio, della carne e dell’ortofrutta, compresa la IV gamma”.
Molti di questi prodotti, cosiddetti ‘premium’, sono fortemente rappresentativi del migliore Made in Italy agroalimentare e non sono presenti nella grande distribuzione, pertanto gli agricoltori non hanno la possibilità di allocare la merce in questo mese di chiusure anticipate di bar e ristoranti.
Il 30% del fatturato di vino, pasta, prodotti da forno, carni suine e avicole deriva dalle vendite al canale Ho.Re.Ca., precisa Confagricoltura. Si sale al 40% per la carne bovina e al 70% per i derivati dell’uovo.
Gli imprenditori agricoli – prosegue Giansanti – sono anche preoccupati per le conseguenze di questo stop sul fronte dell’esposizione finanziaria. Ci aspettiamo che le promesse del Governo abbiano un seguito efficace e veloce, anche perché speriamo che questo sia l’ultimo sforzo chiesto alle imprese”.
Lo ribadiamo con forza: dobbiamo andare oltre l’emergenza, con un piano per la ripresa – conclude il presidente di Confagricolturacapace di garantire un futuro al tessuto economico e sociale del Paese”.

 

Una misura importante per un settore, quello della ristorazione, tra i più danneggiati dalle conseguenze economiche della pandemia. In prospettiva, sono state poste le premesse per una collaborazione duratura a vantaggio di tutti i protagonisti del sistema agroalimentare italiano, dalle aziende agricole fino a i consumatori”. Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, a proposito del “bonus’’ per la filiera della ristorazione, fortemente sostenuto del Ministro Bellanova e varato dal governo nel cosiddetto decreto legge agosto.
La finalità della misura è scongiurare la perdita di posti di lavoro e la chiusura delle imprese; dando anche un importante sostegno indiretto al “Made in Italy” agroalimentare. Negli anni passati, lo sviluppo del settore agroalimentare è stato essenzialmente alimentato dalle esportazioni. Ora è della massima importanza far salire la domanda interna.

“Condividiamo i motivi e, soprattutto, gli obiettivi che sono alla base della proposta, lanciata nei giorni scorsi dal presidente di Italmercati, Pallottini. Ci auguriamo che l’iniziativa abbia successo per poter dare il nostro contributo ai lavori”. Lo ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, in merito alla proposta di Italmercati per la costituzione di una Consulta permanente con la partecipazione di tutti i rappresentanti degli operatori coinvolti a diverso titolo nell’attività dei mercati all’ingrosso: dai produttori agricoli ai grossisti, dalle società di gestione fino alle organizzazioni della logistica.
I rapporti tra le diverse parti che compongono la filiera agroalimentare – rileva Giansanti – non dovrebbero esaurirsi nella discussione degli aspetti economici. Dovrebbero estendersi alle prospettive, per tentare di definire una visione condivisa di sviluppo che tornerebbe particolarmente utile anche ai ministeri competenti. Ecco perché sosteniamo la proposta del presidente Pallottini”. “L’emergenza coronavirus – sottolinea ancora il presidente della Confagricolturaha reso evidente a tutti che il sistema agroalimentare italiano è solido. Sono stati garantiti i rifornimenti, anche di prodotti allo stato fresco”.
Sono, però, emerse alcune difficoltà di fondo relative all’incontro tra domanda ed offerta, che possono essere superate grazie ad un dialogo strutturato e costante tra tutti i portatori di interesse, avendo sempre presenti le richieste e le esigenze dei consumatori”.
La pandemia cambierà la domanda e le modalità di acquisto dei prodotti destinati all’alimentazione – conclude il presidente di Confagricoltura. “Dobbiamo prepararci a gestire al meglio il cambiamento”.

Il presidente dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli interviene al convegno del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri

Uno specifico piano di azione concordato tra le Istituzioni politiche, Forze dell’Ordine, imprese, parti sociali e Autorità preposte, teso non solo al recupero del controllo dell’indotto agroalimentare, ma anche dell’intero territorio. E’ quanto ha chiesto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti nel suo intervento al convegno “Salute e Agroalimentare: dalla Sicurezza più qualità”, organizzato dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri.
Giansanti ha ricordato come l’agricoltura italiana si sia profondamente rinnovata: è cresciuta ed ha saputo valorizzare in particolar modo le produzioni vegetali di più alto pregio, che hanno permesso all’Italia di conquistare un ruolo guida tra i Paesi agricoli dell’Europa. Nel 2018 il valore aggiunto dell’agricoltura italiana è stato stimato su 32,2 miliardi di euro. Quello della Francia in euro 32,1 miliardi; della Spagna in euro 30,2 miliardi e alla Germania in 16,8 miliardi. E questo valore aggiunto è il risultato di produzioni importanti per quantità e qualità.
Il settore dei prodotti agroalimentari, soprattutto di qualità (DOP, IGP), costituisce un segmento nel quale l’Italia riveste in Europa un ruolo guida, non solo per il numero di riconoscimenti ottenuti (esclusi i vini sono 299 i prodotti alimentari tutelati in Italia sugli 822 protetti nella UE), ma anche per la capacità di farne un traino per l’economia ed i territori. Nel 1992 i marchi DOP e IGP costituivano una piccola nicchia di mercato. Oggi sviluppano un fatturato all’origine di circa sette miliardi di euro, che diventano oltre 14,7 al consumo e un giro di affari all’estero di 3,5 miliardi. Dal 2008 ad oggi il fatturato della produzione è aumentato del 46%, quello al consumo del 63%, ma il vero e proprio boom è stato quello dell’esportazione, più che triplicata.
A fronte di questa situazione – ha rimarcato il presidente di Confagricolturanon si è però ancora consolidata un’adeguata tutela internazionale della nostra produzione agricola, soprattutto di quella che si fregia di riconoscimenti di marchi o di titoli valoriali, che ne attestano la genuinità, la qualità, le capacità nutrizionali”.
Questo non può far dimenticare gli interventi compiuti dall’ICQRF a tutela dei prodotti italiani fuori dai confini nazionali e sul web. Le iniziative di controllo nel 2018 sono state 561 nel settore del vino. Gli interventi a tutela delle produzioni agricole fuori dai confini nazionali e sul web sono stati, negli ultimi quattro anni, pari a 2763.
Questa azione di contrasto – ha rimarcato Giansanti – pur avendo dato risultati positivi e lusinghieri, e a cui va il nostro sincero riconoscimento, va potenziata per combattere i danni incalcolabili che procura la contraffazione dei prodotti agroalimentari italiani, compresa l’imitazione servile delle nostre produzioni, che va sotto il nome di italian sounding”.
Per questo, a parere di Confagricoltura, occorre rivedere la normativa penale, oramai superata e comunque non adeguata a fronteggiare organizzazioni criminali che oggi si avvalgono di mezzi e strutture tecnologiche, particolarmente sofisticate e che agiscono su base transnazionale; ponendo al centro della tutela repressiva, nuovi valori come quelli identitari del patrimonio agroalimentare, che racchiude in sé, non solo le tradizioni, ma che rappresenta anche la sintesi dei saperi e delle capacità creative ed innovative del mondo produttivo.
Ma è l’intero ‘Sistema Paese’ – ha concluso il presidente Giansanti – che deve dare risposte e trovare soluzioni per soddisfare le istanze di innovazione di un’imprenditoria agricola impegnata sul fronte dell’ammodernamento delle proprie strutture e di una crescita competitiva delle proprie produzioni”.

 

Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti al convegno organizzato dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri