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Una decisione epocale anche per l’agricoltura. I risultati del nostro lavoro e le prospettive delle nostre imprese dipendono dalla tutela ambientale e dalla conservazione delle risorse naturali”. Lo ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, a proposito della definitiva approvazione, da parte del Parlamento, della proposta di legge costituzionale a tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi.
Su due aspetti, in particolare, ci attendiamo ora un cambio di passo – aggiunge Giansanti – mettere fine al fenomeno incontrollato del consumo di suolo. Ogni anno circa 5mila ettari sono sottratti all’attività agricola. Secondo l’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), per effetto del consumo di suolo che si è verificato nel periodo 2012-2020, il valore della produzione agricola e forestale ha subito una riduzione di circa 210 milioni di euro l’anno, con un danno esteso all’ambiente e agli ecosistemi. La decisione del Parlamento – prosegue il presidente di Confagricolturaassume un significato ancora maggiore alla luce degli impegni per la neutralità climatica e il rispetto degli Accordi di Parigi. In quest’ottica ci auguriamo un’effettiva accelerazione per la diffusione delle energie rinnovabili in sostituzione di quelle di origine fossile. Il nostro settore ha un ruolo importante da svolgere, anche ai fini dell’assorbimento al suolo del carbonio”.
La tutela dell’ambiente e della biodiversità sono strettamente legate alla ricerca e alle innovazioni tecnologiche, anche per quanto riguarda i metodi di produzione in agricoltura. Non dovrebbe esserci più spazio per valutazioni di tipo ideologico. Le scelte per la sostenibilità ambientale devono essere fondate su solide basi scientifiche e tecnologiche”, conclude il presidente di Confagricoltura.

Il provvedimento adottato oggi dalla Commissione Europea per limitare le importazioni di materie prime legate alla deforestazione è un primo passo importante al quale dovranno seguirne altri a tutela dei consumatori e dell’ambiente”.
Così il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, alla pubblicazione del documento della Commissione UE che prevede alcune iniziative nell’ambito del Green Deal in relazione a deforestazione, gestione dei rifiuti e strategia del suolo. L’obiettivo annunciato è molteplice: passare a un’economia circolare, proteggere la natura e innalzare gli standard ambientali nell’Unione europea e nel mondo.
Le nuove regole prevedono che l’importazione in Europa di una serie di materie prime e prodotti – tra i quali, soia, carni bovine, caffè, cacao e olio di palma – sia accompagnata dalla certificazione di non aver contribuito alla distruzione di foreste.
Il tutto si basa su un sistema di tracciabilità rafforzata e controlli affidati agli Stati membri che potranno sospendere l’immissione sul mercato UE di prodotti ritenuti causa di deforestazione.
L’annuncio della Commissione è in linea con gli impegni assunti dal G20 e dalla Cop 26 e conferma il ruolo di rilievo del settore primario nel raggiungimento dei traguardi di sostenibilità”, aggiunge Giansanti.
A queste iniziative dovranno ora seguire altri provvedimenti in grado di condizionare le regole di importazione nella UE in fatto di sicurezza alimentare, tutela ambientale e garanzie sociali – conclude il presidente di Confagricolturain questo modo, con il principio della reciprocità, riusciremo a tutelare il pianeta a beneficio anche dei consumatori”.

Una sfida al cambiamento per migliorare le conoscenze pratiche e la cura del verde attraverso proposte tecniche e soluzioni concrete, condensate da una rete di specialisti. Un occhio attento all’attualità, con un focus che presenta i risultati di sperimentazioni sull’emergenza pini. Questo l’ambizioso progetto del “Libro Bianco del Verde”, uno strumento nato da Confagricoltura e Assoverde, che raccoglie 74 autori e 50 interventi tecnico scientifici tra università, esperti delle amministrazioni, referenti delle associazioni di settore, professionisti e imprenditori, con l’obiettivo di portare efficaci proposte all’attenzione della politica per attuarle, a livello nazionale e regionale, sui territori.
Uno stimolo per nuovi modelli di progettazione, gestione e cura del verde con un approccio nuovo che dia valore agli alberi e agli spazi verdi italiani.
Sono convinto del ruolo da protagonisti che devono avere boschi, foreste e aree verdi nel nostro futuro. Abbiamo posto, con questa prima edizione, una pietra miliare, che segnerà l’avvenire delle nostre città. Sono orgoglioso – rimarca Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricolturaperché penso che siamo riusciti a dare delle risposte esaurienti alle tante attese che oggi ruotano attorno ai temi della sostenibilità, a partire dal ruolo strategico del verde urbano, dell’abbattimento della CO2, degli effetti che il verde pubblico e privato hanno sul benessere e sulla salute di tutti noi”.
Il libro Bianco, iniziato un anno e mezzo fa, ha comportato un imponente impegno editoriale ed è articolato in 3 volumi: il primo: “per un neo rinascimento della cura e della gestione del verde” è dedicato all’ambito urbano; il secondo analizza l’attuale tema della “emergenza pini in Italia” e, infine, il “Quaderno tecnico” raccoglie le specificità delle aziende e dei professionisti che hanno sostenuto l’iniziativa.
Da oggi, con il Libro Bianco del Verde – afferma la presidente di Assoverde Rosi Sgaravattiparte un percorso di sostanza e di stimolo per tutti gli operatori istituzionali, pubblici e privati, che si articola in un tavolo permanente con eventi nazionali, regionali e una campagna informativa di sensibilizzazione. Siamo convinti che conoscere il significato di una corretta manutenzione del verde sia indispensabile per un vero neo rinascimento. Rimettere al centro dell’agenda politica la cura dei nostri alberi, dei nostri giardini salvaguardando i complessi equilibri della biodiversità sia l’unico modo per garantire e tutelare la salute e il benessere di tutti”.

 

Un momento della presentazione del “Libro Bianco del Verde”, avvenuta presso la sede di Confagricoltura.

 

Foto: Confagricoltura

Nei giorni scorsi l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha indicato che l’agricoltura è chiamata a vincere “due sfide colossali”. Produrre cibo sano e in quantità adeguata per una popolazione mondiale in crescita e contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico.
Grazie alle innovazioni e con un ritorno di attenzione nei confronti delle imprese professionali e più competitive, l’agricoltura europea può diventare un modello di riferimento, ma per una protezione efficace e duratura delle risorse naturali è indispensabile un’azione condivisa dall’intera comunità internazionale”, dichiara il presidente della Confagricoltura Massimiliano Giansanti, alla vigilia del G20, presieduto dall’Italia, dedicato all’Ambiente, al Clima e all’Energia che si sta svolgendo a Napoli.
La transizione ecologica avrà un forte ed inevitabile impatto in termini sociali ed economici”, sottolinea Giansanti. “Per evitare distorsioni di concorrenza, è indispensabile un’azione concertata a livello globale”.
Sulla base delle recenti proposte della Commissione, l’agricoltura europea è stata chiamata a garantire l’assorbimento di 310 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2030 e la neutralità climatica entro il 2035.
E’ un obiettivo particolarmente ambizioso, ma restare fermi non è assolutamente un’opzione, perché il cambiamento climatico genera pesanti danni economici per le imprese agricole”, puntualizza il presidente della Confagricoltura.
Le agroenergie sono già un’importante realtà, ma il loro contributo può ancora salire – e in misura significativa – nell’ottica della sostenibilità ambientale. Dovrebbe essere anche valutata l’ipotesi di lanciare un sistema di “certificati verdi”, per incentivare e valorizzare la funzione dell’agricoltura e delle foreste in termini di trattenimento al suolo del carbonio”, conclude Giansanti.
La Commissione Europea ha annunciato la presentazione di una specifica proposta entro l’anno. I tempi decisionali non saranno brevi. Intanto, proponiamo di lanciare un “progetto pilota” italiano nell’ambito del Piano strategico nazionale per l’applicazione della nuova PAC”.

Ha avuto luogo la scorsa settimana un incontro in videoconferenza con il vicepresidente della Regione Piemonte Fabio Carosso e gli assessori all’Ambiente Matteo Marnati e all’Agricoltura Marco Protopapa, incentrato sui provvedimenti per la qualità dell’aria e, più in generale sulle nuove iniziative in campo ambientale che vedono coinvolto il comparto agricolo.
Il vicepresidente Carosso ha richiamato una serie di progetti e iniziative che potrebbero trovare sostegno sia con i finanziamenti del Recovery Found, sia con quelli che il Ministero intende stanziare per gli interventi specifici sulla qualità dell’aria, soffermandosi in particolare sull’intenzione della Regione di promuovere il comparto della produzione di biometano, favorendo l’aggregazione di imprese per la creazione di impianti di medio-grandi dimensioni.
Marnati e Protopapa, riferendosi alle specifiche materie dei loro assessorati, hanno proposto la creazione di tavoli tecnici per esaminare le diverse problematiche e trovare soluzioni adeguate per l’ambiente e gli agricoltori, finanziate anche attraverso i fondi in arrivo da Unione Europea e Ministero.
Per Confagricoltura Piemonte sono intervenuti il presidente Enrico Allasia e il direttore Ercole Zuccaro. Allasia ha espresso la sua soddisfazione per l’attenzione che verrà riservata al comparto agricolo e si è detto disponibile ad un’attiva collaborazione. Ha richiamato inoltre i problemi che la DGR 9-2916 del 26 febbraio 2021, contenente le misure straordinarie per la qualità dell’aria, ha causato, e rischia di causare ancora di più nel prossimo autunno, alle aziende agricole per le notevoli limitazioni all’utilizzo dei reflui zootecnici, e in generale dei concimi azotati, auspicando una revisione tecnica del provvedimento che consenta di trovare soluzioni adeguate per la riduzione dell’inquinamento, salvaguardando l’operatività delle imprese agricole.
Il direttore Zuccaro, oltre a confermare la disponibilità di Confagricoltura alla partecipazione ad uno o più tavoli tecnici in materia ambientale, ha richiamato l’interesse crescente che il settore agricolo sta manifestando per gli impianti fotovoltaici a terra, soggetti ora a limitazioni piuttosto rigide che potrebbero essere riesaminate anche alla luce dell’evoluzione della tecnica, creando così una nuova opportunità di reddito per le aziende senza danni per l’ambiente.