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Il Ministero delle Politiche Agricole ha pubblicato l’avviso per la presentazione delle domande di accesso ai contributi per i contratti di filiera, in applicazione del DM. n. 0673777 del 22 dicembre 2021. Si tratta di accordi sottoscritti dai diversi soggetti della filiera agroalimentare e/o agroenergetica, operanti in un ambito territoriale multiregionale, per investimenti nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria, alla trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, alla partecipazione ai regimi di qualità, all’organizzazione e partecipazione a concorsi, fiere o mostre e agli investimenti volti a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili. Vengono anche finanziati i contratti legati a progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo.
Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo in conto capitale e/o di finanziamento agevolato. Sono ammessi gli accordi per i quali l’importo complessivo degli investimenti sia compreso tra 4 e 50 milioni di euro. L’importo del progetto per singolo soggetto beneficiario è fissato a un valore minimo della spesa ammissibile di 400.000 euro. Per le PMI la spesa ammissibile è di 100.000 euro, esclusivamente per gli investimenti compresi nella tabella 1A dell’Allegato A al Decreto (Investimenti nella produzione agricola primaria). Per i contributi in conto capitale l’intensità dell’aiuto varia mediamente tra il 30 e il 50% delle spese ammissibili a seconda del tipo di investimento e del beneficiario, arrivando al 100% nel caso di PMI che partecipano a regimi di qualità e misure promozionali.

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La scorsa settimana – attraverso una lettera a firma del Coordinamento Agrinsieme – è stato richiesto al Ministro Patuanelli un rifinanziamento del Fondo per la competitività delle filiere che prevede l’erogazione di contributi per i produttori di mais che hanno stipulato contratti di filiera triennali. Nella richiesta formale si esplicita la richiesta di rifinanziamento del fondo filiere mais (Decreto ministeriale n. 3432 del 3 aprile 2020, modificato dal Decreto ministeriale n. 9344656 del 27 novembre 2020).
Ad oggi, infatti, le risorse del Fondo per la competitività delle filiere ammontano per l’anno 2021 a 6 milioni di euro e si punta ad aumentare la dotazione almeno fino ad 8 milioni di euro (come già previsto nel 2020). Nella lettera si richiede anche la previsione di estensione del contributo dal 2022 in poi.

 

Il mais rappresenta la prima coltura nazionale sia in termini di produzioni che di rese. Per tali caratteristiche il mais ha assunto una funzione strategica nelle principali filiere nazionali dei prodotti zootecnici e bioindustriali. Pertanto allo stato attuale e nel prossimo futuro essa non trova alcuna significativa alternativa.
Per una serie di criticità convergenti tale coltura ha sofferto di una perdita di competitività che ne ha ridotto la superficie coltivata e di conseguenza la produzione disponibile per le filiere nazionali, comprese quelle di eccellenza (DOP e IGP).
Pertanto per rispondere alle esigenze delle filiere, è stato fatto riscorso a crescenti importazioni, passate in un decennio dal 15% al 50% circa.
Per tale motivo nel 2020, dieci enti e organizzazioni industriali, economiche, sindacali, di tutela, promozione e servizio in rappresentanza dei diversi anelli della filiera maidicola, dagli Agricoltori fino ai consorzi di tutela delle principali DOP italiane, hanno siglato l’accordo quadro triennale per il mais da granella di filiera italiana certificata. Il tutto per favorire la stipula di contratti di filiera per il mais nazionale destinato all’alimentazione animale attraverso un riconoscimento economico e in tal modo cercare di colmare il GAP tra domanda e offerta che si è venuta a creare negli ultimi anni. Lo sforzo della filiera si affianca al sostegno previsto dal Fondo per la competitività delle filiere lanciato con Decreto Ministeriale n. 3432 del 3 aprile 2020, modificato dal Decreto Ministeriale n. 9344656 del 27 novembre 2020, con l’incentivo a contratti triennali finalizzati a migliorare l’integrazione tra produttori e imprese di trasformazione. La filiera ha accolto con favore il regime di sostegno e ciò è avvalorato dall’ampio ricorso allo strumento dei contratti di filiera per regolarizzare il mercato e migliorare la qualità. Così, nel corso del 2020, la superficie contrattualizzata in impegni triennali è stata stata pari a 107.943 ettari, circa il 18% della superficie mediamente investita a questa coltura a livello nazionale. In base ai dati provvisori ad oggi elaborati per il 2020, la dotazione disponibile pari a 8 milioni di euro è stata completamente utilizzata, nonostante il supplemento di risorse messe a disposizione. Ad oggi, le risorse del Fondo per la competitività delle filiere ammontano per l’anno 2021 a 6 milioni di euro. A tal proposito, riteniamo che, nell’ottica di consolidare l’intervento e favorire ulteriormente il ricorso ai contratti di filiera, sia necessario aumentare la dotazione finanziaria relativa al 2021 e prevederne l’estensione anche per i prossimi anni“.

I termini per la presentazione delle domande di contributo a sostegno dei contratti di filiera per mais, soia e altre leguminose, in scadenza oggi venerdì 16 ottobre, sono stati prorogati a fine mese. Si tratta di un sostegno per lo sviluppo delle filiere del mais e delle proteine vegetali, legumi e soia che prevede un contributo di 100 euro per ettaro (massimo 50 ettari) a condizione che sia stato sottoscritto – direttamente o attraverso cooperative, consorzi e organizzazioni di produttori riconosciuti, a cui le aziende sono associate – un contratto di filiera di durata almeno triennale. I pagamenti ricadono nelle regole del regime de-minimis. Per le domande è possibile rivolgersi all’Ufficio Tecnico di Confagricoltura Asti.