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Nei prossimi giorni i capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea faranno il punto sul negoziato sulle future relazioni commerciali con il Regno Unito. “La prospettiva in assoluto più negativa per il settore agricolo italiano ed europeo sarebbe quella di un mancato accordo con il Regno Unito, con il conseguente ripristino dei dazi doganali e dei controlli alle frontiere dal 1° gennaio dell’anno venturo”, commenta il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, in vista della riunione del Consiglio Europeo.
Senza un accordo – sottolinea Giansanti – i mercati agricoli UE sarebbero esposti a una grave condizione di instabilità, tenuto conto che oltre il 70% delle importazioni agroalimentari del Regno Unito arriva dagli Stati membri dell’Unione. I controlli penalizzerebbero, in particolare, i prodotti più deperibili. Il tempo è limitato, ma è ancora possibile raggiungere un’intesa fondata sull’assenza di contingenti e dazi doganali, in modo da consolidare gli attuali flussi commerciali bilaterali. Sarà di fondamentale importanza – puntualizza il presidente di Confagricoltural’equivalenza delle regole in materia di criteri di produzione, sicurezza alimentare, protezione delle risorse naturali e benessere degli animali, anche nell’ottica dell’applicazione del Protocollo sulla Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord”. L’eventuale difformità, infatti, imporrebbe un rigoroso controllo sui prodotti in transito nell’Irlanda del Nord e destinati agli Stati membri, per non infrangere il corretto funzionamento del mercato unico europeo.
Per l’Italia è anche essenziale il riconoscimento e la tutela dei prodotti a indicazione geografica protetta, che incidono per oltre il 30% sulle nostre esportazioni agroalimentari destinate al mercato britannico”, rileva Giansanti. “Ci auguriamo che dal Consiglio Europeo arrivi l’indicazione per una positiva conclusione delle trattative con il Regno Unito; tuttavia dobbiamo prepararci a tutti gli scenari. In caso di mancato accordo, dovrebbe partire dai capi di Stato e di governo l’invito ai ministri dell’agricoltura di attivare tutte le misure possibili, con finanziamenti adeguati, per reagire alla scontata instabilità dei mercati che andrebbe ad aggiungersi alle difficoltà determinate dalla pandemia”.

Rischia di aggravarsi il contenzioso commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti. L’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ha infatti deciso di autorizzare l’Unione Europea ad imporre dazi aggiuntivi sui prodotti importati dagli Usa per un controvalore di 4 miliardi di dollari. La decisione – informa Confagricoltura – sarà formalizzata nei prossimi giorni.
Si tratta di un ulteriore e preoccupante passaggio nell’ambito del contenzioso ultradecennale tra la Ue e gli Stati Uniti sugli aiuti pubblici erogati ai gruppi Airbus e Boeing – rileva il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansantiva fatto ogni sforzo per raggiungere un’intesa bilaterale. I dazi e le misure di ritorsione sono sempre dannose; tanto più nell’attuale situazione di crisi economica e di rallentamento del commercio internazionale per effetto della pandemia”.
Confagricoltura ricorda che, sempre nel quadro della disputa relativa agli aiuti pubblici ai gruppi Airbus e Boeing, gli Stati Uniti sono stati autorizzati nell’ottobre 2019 ad applicare dazi aggiuntivi sulle importazioni dalla UE per un controvalore di 7,5 miliardi di dollari. Secondo i dati della Commissione Europea, a seguito dei dazi, l’export agroalimentare degli Stati membri verso gli USA è diminuito di oltre 400 milioni di euro nei primi cinque mesi di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2019.
Anche i nostri prodotti agroalimentari sono stati colpiti dai dazi Usa, nonostante l’Italia non faccia parte del consorzio Airbus.
Le tariffe doganali, pari al 25% del valore, si applicano sulle importazioni dall’Italia di formaggi, salumi, agrumi e liquori per un valore di circa 500 milioni di euro.
Con l’inasprimento del contenzioso – evidenzia Giansanti – sarebbero a rischio, in particolare, le esportazioni di vini, pasta e olio d’oliva destinate al mercato statunitense. Chiediamo alla Commissione Europea e al nostro Governo un’iniziativa urgente per un negoziato che consenta di chiudere, una volta per tutte, una partita da cui la filiera agroalimentare italiana ha molto da perdere”.
Le esportazioni agroalimentari italiane verso gli USA ammontano a circa 4,7 miliardi di euro. Si tratta del primo mercato di sbocco fuori dalla UE.

Sollecitiamo un’iniziativa politica e diplomatica del governo sull’amministrazione statunitense per salvaguardare le nostre esportazioni agroalimentare. Già paghiamo un conto eccessivo per un contenzioso che non ci riguarda né come Paese, né come settore”.
E’ la richiesta lanciata dal presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, a seguito dell’avvio delle procedure, a Washington, per rivedere la lista dei prodotti importati dalla UE sui quali si applicano dazi aggiuntivi dall’ottobre 2019.
L’iniziativa era in programma – rileva Giansanti – e rientra nel cosiddetto sistema ‘carosello’ scelto dagli Stati Uniti per dare seguito alla pronuncia dell’Organizzazione Mondiale del Commercio che ha ritenuto illegali gli aiuti pubblici assegnati al consorzio Airbus“.
La precedente revisione è stata effettuata lo scorso febbraio – ricorda Giansanti – senza ulteriori penalizzazioni per i nostri prodotti, grazie all’efficace azione svolta dal Governo”.
Attualmente i dazi aggiuntivi USA, pari al 25% del valore, si applicano sulle importazioni dall’Italia di formaggi, salumi, agrumi e alcuni liquori per un controvalore di 500 milioni di euro.
Il modo migliore per risolvere un contenzioso che si trascina da oltre un decennio, sarebbe quello di un negoziato tra la Commissione e le autorità statunitensi. Finora è stato impossibile avviare le trattative – sottolinea il presidente di Confagricolturaper questo risulta essenziale l’iniziativa diretta del nostro governo per tutelare le esportazioni agroalimentari italiane sul mercato USA che superano i 4 miliardi di euro l’anno”.
Gli eventuali dazi aggiuntivi sui nostri prodotti avrebbero un effetto particolarmente pesante – conclude Giansanti – sarebbero un ostacolo in più sulla strada del rilancio economico dopo l’emergenza sanitaria”.
Confagricoltura evidenzia che, sulla base dei dati diffusi dalla Commissione UE, per effetto dei dazi già in vigore, si è registrata una contrazione di 66 milioni di euro delle esportazioni agroalimentari dell’Unione sul mercato statunitense. La contrazione, più del 20%, ha riguardato soprattutto i vini francesi e spagnoli che, a differenza di quelli italiani, sono già sottoposti alle tariffe doganali USA.

Eliminare tutti i dazi aggiuntivi introdotti negli scambi commerciali internazionali. Sarebbe un modo immediato e diretto per sostenere il commercio e l’attività economica in uno scenario che è diventato particolarmente difficile su scala mondiale”.
E’ la proposta lanciata dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, in vista della riunione del Consiglio Affari Generali (Commercio) della UE, in programma il 12 marzo a Bruxelles. All’ordine del giorno della sessione l’impatto dell’epidemia di Covid-19 sulle catene di approvvigionamento e sui flussi commerciali a livello mondiale. Verrà fatto anche il punto sulle relazioni commerciali con gli Stati Uniti.
La riunione del Consiglio UE – aggiunge Giansanti – anticipa di qualche giorno la missione negli Usa del commissario al commercio, Phil Hogan. L’obiettivo della missione è quello di raggiungere un accordo bilaterale che consenta di bloccare l’inasprimento delle tariffe doganali”.
Confagricoltura ricorda che il 18 marzo aumenteranno dal 10 al 15% i dazi statunitensi sulle importazioni del settore aeronautico dalla UE. L’aumento rientra nel quadro del contenzioso sugli aiuti pubblici al consorzio Airbus. Dallo scorso mese di ottobre sono stati imposti dazi aggiuntivi del 25% sulle esportazioni italiane di formaggi, salumi, agrumi, succhi e liquori destinate al mercato USA.
A maggio – sottolinea Giansanti – sono previste nuove decisioni da parte dell’amministrazione di Washington che potrebbero colpire ulteriormente anche il nostro settore agroalimentare”. Secondo il presidente di Confagricoltural’impatto economico dell’emergenza sanitaria dovrebbe indurre a mettere da parte le guerre commerciali, per concentrare l’attenzione sul sostegno alle attività produttive”.
Sul piano interno, Giansanti ha ribadito che è essenziale garantire la continuità dell’attività produttiva relativamente alla movimentazione delle merci, alla disponibilità dei consumi intermedi e alla presenza della forza lavoro, tenendo anche conto del prossimo avvio delle operazioni di raccolta.
Vanno inoltre coperti i danni già provocati dall’emergenza sanitaria e assicurata la necessaria liquidità delle imprese. Al riguardo, diamo per scontati la solidarietà e l’intervento dell’Unione Europea”, ha concluso il presidente della Confagricoltura.

 

(foto: www.agricolae.eu)

Anche il settore agroalimentare potrebbe essere colpito dai dazi aggiuntivi allo studio negli Stati Uniti, come misura di ritorsione contro l’Italia per la tassazione delle grandi imprese digitali in vigore dall’inizio dell’anno”. E’ l’allarme lanciato dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, a seguito del recente annuncio fatto dal segretario al Tesoro degli USA sulla possibilità di far partire in tempi brevi una procedura per inasprire le tariffe doganali sulle importazioni in arrivo dall’Italia.
Un’analoga procedura – ricorda Confagricoltura – è già stata avviata contro la Francia con la prevista applicazione di dazi fino al 100% del valore su una lista di prodotti, tra cui champagne e formaggi, esportati sul mercato Usa per un controvalore di 2,4 miliardi di dollari.
Tenendo conto dei colloqui in corso tra Francia e Stati Uniti, chiediamo al Parlamento e al governo di sospendere l’applicazione della tassazione sulle imprese digitali – ha dichiarato Giansanti – rafforzando il sostegno dell’Italia alle iniziative della Commissione europea per raggiungere, entro la fine dell’anno, un’intesa globale tra i Paesi che aderiscono all’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico)“.
Un aspetto va sottolineato con forza. Gli eventuali dazi USA per la tassa sulle imprese digitali – ha dichiarato il presidente di Confagricolturasi aggiungerebbero a quelli già in vigore nell’ambito del contenzioni sugli aiuti pubblici al gruppo Airbus, di cui l’Italia non fa parte. I nostri prodotti rischierebbero di finire fuori mercato, con gravi conseguenze di natura economica e sociale. E i mercati, una volta perduti, sono difficili da riconquistare”.
Confagricoltura ricorda che, da ottobre, sono in vigore dazi aggiuntivi USA pari al 25% del valore su formaggi, agrumi, salumi e liquori importati dall’Italia. Inoltre, i dazi potrebbero essere estesi – e salire fino al 100 per cento – entro la prima metà di febbraio a vini, olio d’oliva e pasta che assicurano un flusso di esportazioni sul mercato statunitense che sfiora i tre miliardi di euro, circa il 70% delle esportazioni complessive annuali del “Made in Italy” agroalimentare.
Non possiamo accettare di subire le pesanti conseguenze per vicende assolutamente estranee al nostro settore”, ha concluso Giansanti.