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GIANSANTI: IL MANIFESTO PER IL FUTURO DEL SETTORE AL 2050

Sicurezza alimentare, innovazione e ruolo strategico dell’agricoltura nel contesto geopolitico globale sono al centro del “Manifesto dell’agricoltura del futuro” promosso da Confagricoltura. Lo ha spiegato il presidente Massimiliano Giansanti in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, a firma di Andrea Ducci.
“Si avverte sempre di più la necessità di uscire da un paradigma che ha sempre visto l’agricoltura come semplice produttrice di beni primari essenziali”, ha affermato Giansanti, sottolineando come sia invece necessario riconoscerne la “reale portata economica”. Il Manifesto, elaborato anche con il contributo dell’Università Bocconi – e che verrà stilato durante il forum di Confagricoltura “L’agricoltura, il futuro”, che si apre oggi a Milano e si conclude sabato 9 maggio – “deve rappresentare la visione dell’agricoltura da qui al 2050” e individuare le direttrici strategiche per il settore.
Tra gli obiettivi principali, la costruzione di un piano pluriennale capace di attrarre investimenti: “Serve affinché il mondo della finanza possa trovare nel rafforzamento del sistema un ritorno dei loro investimenti”. Centrale anche il tema dell’autosufficienza produttiva e della sicurezza alimentare: “Ci stiamo accorgendo tutti i giorni di cosa significhi essere dipendenti dagli altri”.
Giansanti evidenzia inoltre la nuova dimensione geopolitica del comparto: “In uno scenario mutevole il settore agroalimentare è ormai un’arma utilizzata per acquisire spazi maggiori nei rapporti tra Paesi”.
Sul fronte europeo, il presidente di Confagricoltura richiama la necessità di una maggiore coesione: “Occorre proteggere il mercato interno e quello dell’Unione, rafforzare il sistema delle imprese e migliorare la vita dei cittadini europei”.
Tra le priorità per la prossima legge di bilancio, infine, l’innovazione: “Andrebbe riproposto ciò che è stato Agricoltura 4.0, un credito d’imposta fondamentale perché ne va della produttività, della competitività e della sostenibilità delle produzioni”.

foto tratta dal sito di Confagricoltura (confagricoltura.it)

Maggio 7, 2026
https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2026/05/Giansanti_intervista_CorSera_temi_forum_Milano_Manifesto_sito.jpg 600 798 Marco Cerruti https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2021/02/logo_asti_agricoltura_new.jpg Marco Cerruti2026-05-07 17:26:072026-05-07 17:28:22GIANSANTI: IL MANIFESTO PER IL FUTURO DEL SETTORE AL 2050
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GIANSANTI: “FASE SIMILE A QUELLA PANDEMICA. L’UE SOSTENGA ECONOMIA E INTERVENGA SU PATTO DI STABILITÀ”

Un nuovo Temporay Framework, e deroghe al Patto di Stabilità. Sono gli interventi per il settore primario che il presidente di Confagricoltura chiede all’Unione, dopo un mese di conflitto in Medio Oriente, con una lunga intervista rilasciata a Mondo Agricolo, la rivista dell’agricoltura.
Massimiliano Giansanti chiede all’Unione europea “un Temporay Framework, come quello introdotto dalla Commissione europea per sostenere l’economia durante la pandemia Covid-19. Ciò permetterebbe al sistema delle imprese di tirare una boccata d’ossigeno garantendo l’autonomia strategica degli approvvigionamenti. Sì, dunque, ad aiuti di Stato più flessibili per le aziende in difficoltà, come proposto dalla commissaria Ursula von der Leyen, ma legati al congelamento del Patto di Stabilità”.
L’impatto della guerra in Iran sui mercati è pesante: il Brent supera i 100 dollari al barile e il gas naturale europeo, scambiato sul mercato di riferimento Dutch TTF, quota oltre 62 euro a Megawatt/ora, con ulteriori possibili rialzi, commenta Giansanti sul numero di marzo del mensile, dedicato al settore primario.
Giansanti si dice preoccupato per i “nuovi timori di pressioni inflazionistiche nei prossimi mesi”. Nell’immediato, per l’agricoltura, ciò significa rincari per il gasolio agricolo, il riscaldamento delle serre, per chimica e fertilizzanti, con ripercussioni evidenti sulle spese di gestione delle imprese. Sul fronte dei carburanti, il gasolio agricolo è passato da circa 80 centesimi a oltre 1,50 euro al litro in pochi giorni, con conseguenze pesanti per alcuni comparti, come l’ortofrutticolo e il cerealicolo”.
Il blocco dello Stretto di Hormuz sta avendo effetti anche sul mercato dei fertilizzanti. “Da un nostro monitoraggio sui territori, dall’inizio del conflitto in Iran, in alcune zone, il costo dell’urea è passato da 55 euro al quintale a 75 euro. Si stanno verificando anche casi di indisponibilità di prodotto. Il rischio è che la stagione estiva venga compromessa”.
Il presidente di Confagricoltura cita le recenti stime previsionali di Eurostat: “per il 2025, i costi sostenuti dalle aziende agricole per energia e fertilizzanti si aggirano intorno ai 6 miliardi di euro. Il nostro Centro Studi ipotizza rincari del 30-40%. Parliamo di un incremento dei costi di produzione fino a circa 2 miliardi di euro. Tale aggravio si aggiunge all’esplosione dei costi già causata dalla guerra russo-ucraina nel 2022 e ad oggi mai rientrata”.
Dallo Stretto che fa da confine tra Iran e gli altri paesi del Medio Oriente passa anche la maggior parte delle produzioni agricole destinate all’Asia. “La chiusura sta provocando il fermo delle consegne delle merci. Ci sono grossi problemi per la frutta, in particolare per le mele. Sono già arrivate moltissime disdette di ordini per le prossime settimane. Problemi seri anche per il comparto della IV gamma. Gli ordini verso gli Emirati Arabi Uniti sono stati annullati”.
Le dinamiche speculative sono già partite. “Sul settore energetico e in quello dei fertilizzanti sono già visibili e stanno provocando una generale fiammata dei prezzi. Apprezziamo gli interventi messi finora in atto dal Governo – prosegue Giansanti – ma dopo due guerre in corso e una commerciale in atto credo ci siano tutti gli elementi per pensare ad un intervento straordinario comunitario, nella sua interezza”.
Importante, oggi, è tutelare il lavoro fatto dal settore primario sul fronte della produzione di energia green. “L’agricoltura ha avuto un impatto enorme nello sviluppo delle energie rinnovabili, che si sono rivelate fondamentali nella diversificazione degli approvvigionamenti e che in questo momento avrebbero offerto al nostro Paese maggiori garanzie di autosufficienza. Noi continuiamo a perseguire con forza un modello di azienda agricola che integra produzione di beni alimentari con quella di energia e, anche per questo, stiamo lavorando per migliorare il decreto Bollette”.
Ultimo tema, quello delle nuove tariffe statunitensi sull’export Ue. “L’effetto dazi si sta facendo sentire, in termini di quantità, sul nostro export, soprattutto. I temi della reciprocità degli standard e il riposizionamento strategico per difendere il mercato domestico sono fondamentali”.
“Con il Mercosur – aggiunge il presidente di Confagricoltura – si sta andando avanti facendo pagare agli agricoltori il costo dell’operazione, e presto succederà la stessa cosa con l’accordo di libero scambio Ue-Australia che rischia di concedere agevolazioni sproporzionate per l’accesso al nostro mercato di prodotti sensibili, tra cui carne bovina, ovina e zucchero. Ma l’intesa raggiunta con l’India dimostra che si possono fare accordi più equilibrati, garantendo all’agricoltura i benefici di cui godono altri settori dell’economia”.

Marzo 25, 2026
https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2026/03/benzina.jpg 1278 1920 Marco Cerruti https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2021/02/logo_asti_agricoltura_new.jpg Marco Cerruti2026-03-25 15:36:232026-03-25 15:36:23GIANSANTI: “FASE SIMILE A QUELLA PANDEMICA. L’UE SOSTENGA ECONOMIA E INTERVENGA SU PATTO DI STABILITÀ”
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AGRICOLTURA, GIANSANTI AL SOLE 24 ORE: “RISORSE UE INSUFFICIENTI. IL 18 DICEMBRE IN PIAZZA A BRUXELLES”

Il 10 dicembre l’assemblea nazionale della Confederazione

Le risorse proposte dalla Commissione europea per la prossima Pac? Insufficienti. La tutela del mercato europeo dalla concorrenza dei prodotti extra-Ue? Inefficace. Sono nette le parole utilizzate dal presidente di Confagricoltura e del Copa Cogeca, Massimiliano Giansanti, nell’intervista pubblicata oggi sul Sole 24 Ore.
Giansanti spiega i motivi che spingono gli agricoltori a scendere in piazza a Bruxelles il prossimo 18 dicembre per protestare contro l’impostazione che la Commissione von der Leyen ha dato alla Pac e al prossimo budget europeo.
Secondo Giansanti “serve una politica agricola comune che metta al centro i temi della produttività, della competitività e dell’innovazione. Le risorse – dice – devono essere indirizzate agli agricoltori professionali: ancora oggi in Italia il 50% delle aziende agricole che percepiscono la Pac non hanno la partita Iva. Non riesco a capire come sia possibile mettere sullo stesso piano un imprenditore professionale con uno che lo fa il sabato e la domenica. Per fare tutto questo servono poi più risorse, non certo un taglio come quello proposto dalla Commissione Ue”.
Il presidente di Confagricoltura, che mercoledì 10 dicembre terrà la sua assemblea nazionale al Teatro Argentina di Roma, sposta poi l’attenzione sulla questione della reciprocità negli accordi internazionali: “Se è vero che l’Europa è un continente orientato all’export, è altrettanto vero che oggi l’Ue non può diventare il mercato aperto a tutti, senza limitazioni”.
Giansanti evidenzia l’importanza delle filiere: “Credo nella loro centralità. Oggi il mercato ci chiede che in campo giochino i grandi campioni. Da una parte, quindi, dobbiamo lavorare per aggregare, passando dalla logica del frazionamento e del nanismo alla logica del gigante. Dall’altra parte, dobbiamo immaginare modelli che coinvolgano anche la grande distribuzione”.
Infine, un passaggio sui rapporti con l’Esecutivo. Il presidente di Confagricoltura sottolinea che le risorse messe a disposizione dal governo Meloni “saranno nella storia ricordate come risorse significative. Ma chiedere di più alle istituzioni non significa mettere in discussione l’operato. E al governo abbiamo chiesto, nella legge di Bilancio, di incrementare le risorse su Agricoltura 4.0, di tagliare il cuneo previdenziale e di razionalizzare i costi energetici.

Dicembre 5, 2025
https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2020/05/giansanti-8.jpg 300 300 Marco Cerruti https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2021/02/logo_asti_agricoltura_new.jpg Marco Cerruti2025-12-05 12:06:572025-12-05 12:06:57AGRICOLTURA, GIANSANTI AL SOLE 24 ORE: “RISORSE UE INSUFFICIENTI. IL 18 DICEMBRE IN PIAZZA A BRUXELLES”
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GIANSANTI: “LA NUOVA PAC E’ DA CANCELLARE”

“L’attuale proposta della Pac, per come è stata impostata, non esiste più. Non è più una politica agricola comune, ma diventa una politica agricola nazionale. Più in generale la proposta è molto modesta, sia dal punto di vista del budget, sia dal punto di vista della visione”. Così Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura e del COPA, che prosegue: “L’agricoltura italiana ed europea si trovano a un punto di svolta e le decisioni che le istituzioni della UE dovranno prendere nei prossimi mesi plasmeranno in modo decisivo il nostro modello agricolo e determineranno il futuro del settore”.
“Abbiamo bisogno di una politica agricola ambiziosa, che metta al centro la produttività, la competitività, e una semplificazione amministrativa necessaria e fondamentale. Sull’aspetto produttivo, in questi giorni stiamo ad esempio chiedendo un’accelerazione sul tema delle NGT (le nuove tecniche genomiche), che è fermo da troppo tempo e dimostra quanto la burocrazia amministrativa di Bruxelles talvolta soffochi il progresso, la scienza e la ricerca”.
“Sessanta anni fa – spiega Giansanti – l’agricoltura e l’acciaio hanno fatto nascere l’Unione europea; sessanta anni dopo prendiamo atto che l’agricoltura, secondo la presidente della Commissione UE von der Leyen, non è più strategica, anche se nel frattempo è diventata una delle principali attività di impresa sostenuta e sovvenzionata dai singoli Stati. Per esempio, la Russia sta investendo in maniera massiccia sull’agricoltura“.
“Poter garantire l’autosufficienza alimentare, non dipendere quindi dalle importazioni da altri Paesi, vuol dire investire nella produzione del settore primario. Si pensi al tema del costo del carrello della spesa: nei Paesi del Nord è un tema di discussione di portata nazionale e si sta cercando di abbassare il costo della spesa perché le persone non ce la fanno. Immaginate cosa vuol dire, sotto questo punto di vista, dipendere dalle importazioni”.
“Questa proposta della Pac – conclude Giansanti – non guarda neanche al sostegno agli agricoltori e al giusto prezzo per i consumatori. Per questo è totalmente da cancellare”.

Settembre 25, 2025
https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2025/05/Giansanti_ISPI.jpg 994 1600 Marco Cerruti https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2021/02/logo_asti_agricoltura_new.jpg Marco Cerruti2025-09-25 12:21:512025-09-25 12:26:29GIANSANTI: “LA NUOVA PAC E’ DA CANCELLARE”
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GIANSANTI SUL SOLE 24 ORE: “AGRICOLTURA DECISIVA PER L’EUROPA, MA SERVONO SCELTE POLITICHE CORAGGIOSE”

“L’Europa deve uscire da un dubbio che oggi è al centro del dibattito politico ed economico: intende essere tra coloro che stanno definendo i nuovi meccanismi e determinando gli equilibri di un nuovo assetto internazionale oppure – per riprendere un’immagine utilizzata nel discorso di Marsiglia dal Presidente della Repubblica Mattarella – essere ‘vassalli felici’?”. Con queste parole il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, è intervenuto martedì sulle pagine de Il Sole 24 Ore, tracciando un’analisi severa ma costruttiva sul ruolo dell’Europa e sulle prospettive del settore agroalimentare nel contesto geopolitico globale.
“Dopo la guerra, statisti lungimiranti hanno definito i valori fondamentali che hanno portato alla nascita dell’UE. Oggi, però, l’immagine è quella di un ‘condominio’ di 27 condòmini che discutono, litigano, relegando l’Unione ai margini delle dinamiche internazionali”, rimarca Giansanti, sottolineando il rischio di marginalizzazione del Vecchio Continente nello scenario mondiale dominato da USA e Cina.
Il presidente di Confagricoltura rilancia l’appello di Mario Draghi e altri esponenti per un’Europa più forte e pragmatica: “Occorre ripartire da un sano pragmatismo e, con il coraggio necessario, dare un nuovo impulso affinché l’Unione possa dare certezze e garanzie a cittadini e imprese e parlare con una sola voce che interpreti al meglio l’interesse comune”.
I corpi intermedi “sono davvero uno strumento straordinario – come hanno evidenziato anche il Commissario europeo Raffaele Fitto e l’ex premier Enrico Letta in un’iniziativa di Confagricoltura al Meeting di Rimini – capaci di contribuire allo slancio europeo e di contrastare l’affievolimento del sentimento europeista”.
Sul fronte nazionale il presidente di Confagricoltura sottolinea l’impegno a supporto del Governo italiano: “Abbiamo dato spunti ed elementi per delineare strategie necessarie alle imprese per essere maggiormente competitive, non subire le dinamiche internazionali, bensì esserne protagoniste”. Ma servono risposte concrete: “Per continuare a costruire un modello agricolo performante, sostenibile e caratterizzato da lavoro sempre più qualificato, occorrono ulteriori investimenti e un approccio europeo diverso. Ci mancano ancora infrastrutture adeguate, un accesso più semplice alla manodopera extra Ue, solidità e stabilità nelle relazioni commerciali”.
Quanto al recente accordo tra Stati Uniti e Unione Europea: “Confido – aggiunge Giansanti – ancora in un intervento del governo a difesa dell’agroalimentare italiano, che è la prima voce del PIL e che non può essere vittima di un accordo così penalizzante. È arrivato il momento di dire basta. Nell’accordo tra Usa e Ue c’è scritto chiaramente che l’Europa si impegnerà ad aumentare le importazioni dei prodotti agricoli dagli Usa. È bene sottolineare con forza che non possiamo proprio permettercelo: da una parte paghiamo i dazi e dall’altra dobbiamo anche aumentare le importazioni, non sempre in linea con i nostri standard di sicurezza e di qualità”.
“L’Unione Europea è consapevole che le politiche agroalimentari sono una formidabile leva di politica estera e uno strumento di cooperazione e pace fra i popoli? – Giansanti conclude provocatoriamente – anche se difficile, dobbiamo continuare a credere in una nuova fase dell’integrazione europea. Non possiamo limitarci ad essere un mercato unico e ad avere una sola moneta: serve coraggio per dare al nostro Vecchio Continente un nuovo slancio da protagonista nel mondo”.
“Gli agricoltori, le imprese agricole italiane ed europee – ribadisce Giansanti – con il loro dinamismo e le capacità di crescita, possono essere decisivi. Bisogna metterli nelle condizioni di giocare questo ruolo”.

Settembre 4, 2025
https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2025/05/Giansanti_ISPI.jpg 994 1600 Marco Cerruti https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2021/02/logo_asti_agricoltura_new.jpg Marco Cerruti2025-09-04 13:12:542025-09-04 13:13:00GIANSANTI SUL SOLE 24 ORE: “AGRICOLTURA DECISIVA PER L’EUROPA, MA SERVONO SCELTE POLITICHE CORAGGIOSE”
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