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In Italia l’autosufficienza alimentare è ancora lontana, dato che produciamo circa il 75 per cento di quanto consumiamo”. Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, in un’intervista su Euroactiv precisa il punto di vista dell’organizzazione sulla politica agricola europea e sulla riforma della PAC. E sulla discussione biologico/convenzionale precisa che “oggi non esiste una quantità di matrice organica tale da poter soddisfare le richieste del 30% del terreno europeo. Poi ci sono degli aspetti di mercato: il prodotto biologico ha saputo conquistarsi uno spazio di mercato rilevante, oggi circa il 15% del mercato italiano”. In pratica: occorre essere lungimiranti e pragmatici, pensare al futuro con coerenza e non affidarsi soltanto agli slogan. Per leggere l’intervista cliccare sul link che segue:

 

Accogliamo con favore gli interventi annunciati dal Ministro Bellanova che vengono incontro alle nostre richieste di taglio del costo del lavoro per i comparti del settore primario maggiormente in crisi e di sostegno al credito per le imprese agricole”.
Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, commenta positivamente l’approvazione dell’emendamento al Decreto Rilancio che destina 426 milioni all’esonero dei contributi previdenziali e assistenziali, per i primi sei mesi 2020, dovuti dai datori di lavoro appartenenti alle filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole, oltre che dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura.
L’intervento va ad aggiungersi, tra l’altro, all’istituzione del fondo emergenziale di 90 milioni a supporto del settore zootecnico che sosterrà i comparti, cunicolo, suinicolo e dei vitelli da carne, anche con l’ammasso privato, e la filiera ovicaprina. Una particolare ulteriore attenzione andrà rivolta all’agriturismo. Bene le misure specifiche a favore degli operatori ittici, che hanno accusato forti contrazioni nelle vendite. Importanti, infine, i provvedimenti dedicati al credito introdotti nel Decreto Rilancio con la riformulazione dell’art. 222.
Confagricoltura ha infatti fortemente sostenuto la necessità di interventi relativi al credito per le imprese agricole, avanzando ufficialmente la proposta ai recenti Stati generali dell’Economia e collocando la misura in un contesto più ampio di rilancio del settore agroalimentare.

Un’intesa positiva perché assicura un quadro di riferimento stabile per le scelte d’impresa. Mai come in questo momento, gli agricoltori hanno bisogno di chiarezza”. Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, commenta così l’intesa raggiunta tra le delegazioni del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla proposta di regolamento, il cosiddetto “regolamento transitorio”, relativa alla proroga di due anni dell’entrata in vigore della nuova PAC. L’intesa sarà ora sottoposta al via libera definitivo da parte dell’assemblea plenaria dell’Europarlamento e del Consiglio UE.
E’ stato concordato che il nuovo sistema sarà operativo non prima del 1° gennaio 2023 – aggiunge Giansanti – e soprattutto viene garantita la base legale per l’erogazione dei pagamenti diretti agli agricoltori nel prossimo biennio”.
Avremo anche il tempo per discutere sull’efficacia della proposta di riforma presentata dalla Commissione nel giugno 2018 rispetto alle prospettive nuove determinate dall’emergenza coronavirus, a partire dalla salvaguardia della sovranità alimentare dell’Unione” – conclude il presidente di Confagricoltura.

Ci auguriamo che il decreto sulla semplificazione annunciato dal governo consenta di fare reali e sostanziali passi in avanti verso l’efficienza amministrativa a tutti i livelli. A riguardo, sosteniamo l’intervento odierno della Corte dei Conti che sollecita una riorganizzazione più efficiente della macchina amministrativa e dei servizi fondamentali da garantire alla cittadinanza”.
Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, commenta così il passaggio della relazione della Corte dei Conti inerente la necessità di un drastico taglio alla burocrazia.
La semplificazione è una delle priorità improcrastinabili per il nostro Paese, ancora di più oggi. Come Confagricoltura – continua Giansanti – abbiamo avanzato alcune proposte normative al ministro delle Politiche Agricole per alleggerire il peso burocratico nel settore primario”.
In un Paese che vuole essere all’avanguardia, lo abbiamo anche ribadito al premier Conte agli Stati Generali dell’Economia, i ritardi bloccano l’erogazione di provvedimenti attesi da migliaia di cittadini e imprese in difficoltà e impediscono, di fatto, la ripresa”.
Nelle prossime settimane – conclude Giansanti – Confagricoltura riprenderà il lavoro su questo argomento, avviato insieme alle istituzioni e agli stakeholders a Villa Blanc nel mese di gennaio, prima dell’emergenza coronavirus”.

Via libera ad una proposta di regolamento che consente agli Stati membri di utilizzare, per la gestione dell’emergenza coronavirus, le risorse finanziarie non ancora impegnate nell’ambito del Fondo Europeo per lo Sviluppo Rurale.
Prendiamo atto della decisione, ma la nostra posizione non cambia. La risposta della UE per limitare le conseguenze economiche della pandemia sul settore agricolo resta vistosamente inadeguata“, commenta il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. “Ringraziamo il Parlamento Europeo per il lavoro svolto al fine di migliorare il progetto iniziale della Commissione, ma dobbiamo rilevare che le risorse finanziarie restano invariate. Non sono stati mobilitati fondi aggiuntivi. All’atto pratico, è stata data agli Stati membri la facoltà di modificare la destinazione di fondi già messi a disposizione dall’Unione”.
Stando alle cifre diffuse dall’Europarlamento, in Italia potranno essere nel complesso riassegnati circa 420 milioni di euro. Una somma insufficiente, basti ricordare, ad esempio, che solo per gli aiuti al reddito degli agricoltori, gli Stati Uniti hanno disposto uno stanziamento straordinario di 16 miliardi di dollari”.
C’è poi un altro aspetto da sottolineare: non potranno, di fatto, beneficiare del nuovo regolamento varato a Bruxelles le imprese agricole localizzate nelle regioni che hanno impegnato puntualmente i fondi per lo Sviluppo Rurale. E quindi non ci sono risorse finanziarie da rimodulare. E’ una situazione che lascia perplessi, perché sarebbe penalizzata l’efficienza amministrativa”.
Da parte nostra, continueremo a premere sulle istituzioni dell’Unione per aumentare i fondi della UE per l’emergenza coronavirus che restano fermi a circa 80 milioni di euro”, conclude Giansanti. “Nonostante la fine del lockdown, la riapertura delle frontiere e del canale HoReCa, l’impatto economico della pandemia continuerà a farsi sentire almeno fino alla fine dell’anno. Ecco perché va rafforzata l’azione in chiave europea in termini di risorse e strumenti. Il ricorso agli aiuti pubblici differenziati a livello nazionale, se prolungato nel tempo, contrasta con i principi del mercato unico”.