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Pur apprezzando l’annunciato intervento del Governo relativo all’esonero contributivo per i primi 6 mesi del 2020 per le filiere agroalimentari, esprimiamo profonda insoddisfazione per l’esclusione del comparto frutticolo, l’unico che non rientra nel regime degli sgravi contributivi e fiscali concessi a seguito del lockdown”.
Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte, interviene sull’esonero dei versamenti previdenziali agricoli scaduti il 16 settembre, evidenziando come “un comparto di fondamentale importanza sotto il profilo economico e occupazionale sia stato trascurato, nonostante abbia contribuito a fornire un contributo essenziale alla nostra società nelle difficoltà della pandemia. Un comparto che in Piemonte – sottolinea il presidente regionale di Confagricolturacoinvolge 8.000 aziende frutticole per una superficie coltivata di circa 18.500 ettari e che genera un fatturato di oltre 500 milioni di euro su un totale nazionale di 4 miliardi”.
Chiediamo al Governo e ai parlamentari del territorio – dichiara Enrico Allasiadi intervenire per riconsiderare il provvedimento che come Confagricoltura andiamo sostenendo da tempo, per dare risposte concrete ai frutticoltori che tra emergenze climatiche, insetti alieni e problemi connessi alla pandemia faticano a raggiungere un reddito soddisfacente: lo chiediamo per i produttori e per la filiera, perché è a rischio la sopravvivenza di un comparto strategico per la produzione di qualità piemontese e nazionale”.

Ci auguriamo che il chiarimento richiesto dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte possa arrivare in tempi brevi e consentire il rilancio dell’azione di governo, soprattutto in campo economico. A questo riguardo, abbiamo apprezzato l’esplicito riferimento al ruolo che può svolgere la filiera agroalimentare”. E’ il commento del presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti alla conferenza stampa odierna del premier.
Il ciclo economico non ci lascia molto tempo a disposizione – prosegue Giansanti – le imprese attendono con urgenza le decisioni necessarie per puntare sulla crescita, d’intesa con l’Unione Europea. Le prossime scadenze in ambito europeo, a partire dalla nomina dei vertici delle istituzioni della UE, dovrebbero essere affrontate in un contesto di solida stabilità interna”.
Per far salire la crescita economica e l’occupazione – conclude il presidente di Confagricolturala strada è obbligata: più investimenti, modernizzazione delle infrastrutture e innovazioni tecnologiche”.