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Il comma 38 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio per il 2021 (Legge 178 del 30 dicembre 2020) proroga all’anno 2021 l’esclusione dall’IRPEF dei redditi dominicali e agrari per Coltivatori Diretti e IAP (Imprenditori Agricoli Professionali), iscritti alla previdenza agricola, in luogo della tassazione al 50% prevista in base alla legislazione vigente. L’esenzione in parola era già stata prevista dall’art. 1, c.44, della L.n.232/2016 con riferimento agli anni di imposta 2017, 2018 e 2019, ed è stata prorogata al 2020 dalla L. n. 160/2019. L’agevolazione è applicabile nei confronti dei soci di società semplici in quanto titolari (per il principio di trasparenza) dei predetti redditi fondiari (dominicali e/o agrari), mentre non ne possono usufruire i soci di Snc ed Sas in quanto il reddito prodotto dalle società, ancorché attribuibile agli stessi, è comunque considerato reddito d’impresa, indipendentemente dall’eventuale opzione per la tassazione catastale esercitata dalla società.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze – MEF ha comunicato la proroga dei termini dei versamenti in scadenza il 30 giugno al 20 luglio 2020, (IRPEF ed IVA), per i contribuenti soggetti agli ISA (Indicatori affidabilità fiscale). Pertanto, i contribuenti a cui non sono applicabili le disposizioni sugli ISA (es. soggetti che svolgono esclusivamente le attività agricole di cui agli art. 32 del TUIR) devono provvedere al versamento del saldo IRPEF 2019 e del primo acconto 2020 (Mod. Dichiarazione Redditi 2020) entro il 30 giugno 2020, oppure entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40 per cento.

Dal 1° gennaio 2020, le spese detraibili nella misura del 19% (articolo 15 del Tuir) dovranno essere effettuate con moneta elettronica, ossia attraverso strumenti di pagamento tracciabili, pena la perdita del beneficio stesso. A stabilirlo, il comma 679 dell’articolo 1 della legge di Bilancio (legge n. 160/2019).
La misura, come specificato nel successivo comma 680, non riguarda le detrazioni per l’acquisto di medicinali, dispositivi medici e per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale, fruibili a prescindere dal mezzo di pagamento utilizzato.
Si ricorda che sono detraibili ai sensi dell’articolo 15 del Tuir le spese sanitarie, interessi per mutui ipotecari per acquisto immobili, spese per istruzione, spese funebri, spese per l’assistenza personale, spese per attività sportive per ragazzi, spese per intermediazione immobiliare, spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede, erogazioni liberali, spese relative a beni soggetti a regime vincolistico, spese veterinarie, premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni, spese sostenute per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.
La disposizione è introdotta dalla legge di Bilancio che condiziona la detraibilità all’uso della moneta elettronica, tramite carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.

 

(foto tratta da: www.ondanews.it)