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Esternalizzazioni, somministrazione, incontro tra domanda e offerta: all’apertura della nuova stagione di raccolta, il punto della situazione nel webinar di Confagricoltura, Umana e Agronetwork, venerdì 26 marzo alle 10,30

E’ alle porte una nuova stagione di raccolta. Ad un anno dalla pandemia, tuttora in corso, le imprese agricole si trovano da un lato più preparate, ma dall’altro ancora in difficoltà a reperire lavoratori disponibili a causa delle restrizioni per l’emergenza sanitaria.
Confagricoltura, un anno fa, aveva lanciato il portale “Agrijob”, regolarmente autorizzato dal Ministero del Lavoro, finalizzato a facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro in agricoltura per gli associati. Ad oggi il portale, accessibile dal sito della Confederazione, ha raccolto circa 50.000 iscrizioni di aspiranti operati agricoli, con una tendenza, nelle ultime settimane, di crescita costante.
Per migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, anche in considerazione del fatto che serve manodopera in linea con le norme e le esigenze operative delle aziende, Confagricoltura ha stretto un accordo specifico con Umana, che in questi mesi ha già portato risultati incoraggianti per imprese e aspiranti operai agricoli.
In questo contesto economico, produttivo e organizzativo, si sta affermando anche nel settore primario il fenomeno delle cosiddette ‘esternalizzazioni’, ossia dell’affidamento ad altre imprese dello svolgimento di alcune fasi del processo produttivo agricolo.
Inoltre, accanto al tradizionale ‘contoterzismo’, che consiste nell’affidamento di una serie di lavorazioni ad un’impresa di servizi agromeccanici che li esegue con mezzi propri, si assiste allo sviluppo di altre forme di esternalizzazione (appalto) che riguardano fasi del processo produttivo meno meccanizzate, in cui prevale l’elemento umano e manuale (ad esempio la raccolta).
Contestualmente si sta diffondendo in agricoltura, e con una certa rapidità, anche la somministrazione di lavoro, fino a qualche anno fa illustre sconosciuta.
Il panorama si sta dunque evolvendo velocemente, trainato proprio dalle esigenze delle imprese. Per approfondire questi temi, venerdì 26 marzo alle 10,30 Confagricoltura, con Umana e Agronetwork, organizza un webinar dal titolo: “Le esternalizzazioni in agricoltura – Appalto di servizi labour intensive e somministrazione. Rischi e opportunità”, in diretta streaming sulla pagina Facebook di Confagricoltura e sul canale YouTube di Umana.
All’evento interverranno il presidente Massimiliano Giansanti, la presidente di Umana, Maria Raffaella Caprioglio e la presidente di Agronetwork Luisa Todini, insieme al direttore dell’Area Lavoro di Confagricoltura, Roberto Caponi; il presidente di Adapt, Università Lumsa di Roma, Emmanuele Massagli; il direttore centrale coordinamento giuridico INL, Danilo Papa, e l’amministratore delegato di Umana, Giuseppe Venier. Sono previsti interventi anche del segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota; della Flai Cgil, Giovanni Mininni e della Uila Uil, Stefano Mantegazza.

Parteciperà il Sottosegretario di Stato per il Lavoro e le Politiche Sociali, Tiziana Nisini.

In allegato la locandina dell’evento

 

WEBINAR-26-marzo-ore-10.30-agronetwork-confagricoltura-umana

Sono diverse le emergenze sul fronte dell’occupazione da affrontare nel nostro settore, per favorire una complessiva ripartenza del Paese”. Lo ha detto ieri il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti in occasione del primo incontro, in videoconferenza, con il Ministro del Lavoro Andrea Orlando e le parti sociali.
E’ necessario – ha spiegato – sbloccare gli sgravi contributivi, che le imprese aspettano dallo scorso luglio. Così come, sul fronte della salute, è necessario definire un protocollo per la sicurezza in agricoltura, che è stato avviato con il precedente governo ma non è mai stato varato definitivamente. Infine serve dare priorità alle vaccinazioni degli operatori agricoli per dare ulteriore sicurezza sulla filiera del cibo. Occorre – ha rimarcato Giansanti – mettere mano con urgenza alle misure strutturali, salvaguardando le specificità del lavoro agricolo. Serve ripensare con urgenza al sistema pubblico di collocamento attraverso il quale, attualmente, avviene solo il 2% delle assunzioni. Contemporaneamente, in generale, tutti i meccanismi individuati per incentivare le assunzioni, compresa la decontribuzione sud, vanno resi universali e applicabili nel nostro settore”.
Il settore primario occupa più di un milione di addetti e Confagricoltura è la principale associazione datoriale, con 520.000 lavoratori assunti. “Riteniamo – ha osservato il presidente di Confagricolturache il lavoro in agricoltura vada ancor più valorizzato: è un comparto che garantisce cibo in quantità, qualità e salubrità. Lo scorso anno a quest’epoca la carenza di manodopera specializzata ci ha spinto ad attivare ‘corridoi verdi’, a spese delle aziende, per realizzare voli speciali per portare in Italia i lavoratori comunitari ed extracomunitari. Per evitare che il problema si ripeta è necessario cominciare a pensare fin da ora a nuovi corridoi verdi”.

Per quanto concerne gli ammortizzatori sociali, nel corso dell’esame parlamentare è stato disposto che:
– coloro che abbiano fruito integralmente delle prime quattordici settimane di cassa integrazione possono chiedere le ulteriori quattro settimane, limitatamente ad una quota delle risorse disponibili, anche per periodi antecedenti al 1° settembre 2020. Inoltre, sempre nel corso dell’esame in Commissione è stata rivista la disciplina dei termini temporali per la presentazione delle relative domande, nonché di altri termini relativi ai casi in cui la prestazione sia erogata mediante pagamento diretto da parte dell’INPS (artt. 68, 69 e 70);
– ad eccezione di determinate aziende multilocalizzate, l’attribuzione della concessione della CIG in deroga viene trasferita dalle Regioni all’INPS, limitatamente alle settimane successive alle prime nove già riconosciute (art.71, c.1, cpv. 22-quater);
– la previsione di una procedura di pagamento diretto della CIGO, (art.71, c.1, cpv.22- quinquies). In tema di lavoro agile la legge prevede che fino al 31 dicembre 2020 possa essere applicato dai datori di lavoro privati ad ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza degli accordi individuali previsti dalla normativa vigente, in corso di esame in commissione si è stabilito.
Sempre in materia di lavoro agile la legge prevede che esso rappresenti un diritto non solo per i genitori di figli minori di anni 14, ma anche per i lavoratori maggiormente esposti al rischio di contagio Covid-19 (art. 90);
– che per il settore pubblico, fino al 31 dicembre 2020, in deroga alle misure di cui all’articolo 87, c.1, lett. a) del decreto Cura Italia, le pubbliche amministrazioni organizzano il lavoro dei propri dipendenti e l’erogazione dei servizi attraverso la flessibilità̀ dell’orario di lavoro, applicando il lavoro agile al 50% del personale impiegato nelle attività che possono essere svolte in tale modalità (art. 263).
In materia di contratti a termine è stato disposto che per gli apprendisti e per i titolari di contratti a termine, anche in somministrazione, a cui sia stata sospesa l’attività̀ lavorativa in conseguenza dell’emergenza, il termine dei relativi contratti è prorogato in misura equivalente al periodo per i quali gli stessi sono stati sospesi (art. 93).
In materia di salute e sicurezza sul lavoro, è stato disposto l’utilizzo di 200 milioni di euro per il 2020 per il finanziamento da parte dell’INAIL di progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro (art.95, c.6-bis).

Più soldi per la cassa in deroga, sostegno al reddito per i lavoratori intermittenti, coinvolgimento dei disoccupati italiani e di coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza per far fronte alle necessità del comparto agricolo, soprattutto in vista della stagione della raccolta“: è quanto chiedono, rispettivamente alle proprie deleghe, gli assessori regionali al Lavoro, Elena Chiorino, e all’Agricoltura, Marco Protopapa ai Ministri Nunzia Catalfo (Lavoro) e Teresa Bellanova (Agricoltura).
In primo luogo – spiega Chiorino – ho segnalato con una lettera al Ministro Catalfo che dai dati ad oggi in nostro possesso e considerata anche l’assegnazione prevista nel secondo riparto, il Piemonte ha ancora risorse per soli 15 giorni lavorativi ai ritmi attuali di presentazione delle domande per la cassa in deroga. Gli stessi dati dimostrano che, per garantire le 9 settimane di copertura, al Piemonte mancano 141 milioni di euro, per coprire il fabbisogno totale di 315 milioni di euro“.
Ho inoltre sottolineato – argomenta ancora Chiorino – la necessità di avere maggiore chiarezza per quanto riguarda le misure di sostegno al reddito per i lavoratori intermittenti, che pare siano coperti solo in parte in base alle normative vigenti. Essendo una categoria di lavoro precario, ritengo vadano sostenuti in modo completo e senza lasciare indietro nessuno“.
Urgente esigenza – prosegue invece l’assessore Protopapa – è inoltre quella, da parte del comparto agricolo italiano, di circa 250mila lavoratori necessari per fronteggiare la stagione della raccolta. Durante un incontro svoltosi con il ministro Bellanova, è emersa l’opportunità di valutare il coinvolgimento di tutti quei cittadini italiani che si sono trovati improvvisamente senza occupazione e che, in alcuni casi, non possono godere nemmeno delle tutele e del supporto necessario per far fronte al periodo di lockdown, la cui durata, peraltro, al momento non è ancora definita e che potrebbe ulteriormente protrarsi“.
Allo stesso tempo – aggiunge Chiorino – ho chiesto espressamente che venga data la possibilità di impiego dei percettori del reddito di cittadinanza che, come prevede la normativa, avrebbero dovuto essere indirizzati verso nuove attività“.
Bellanova – conclude Protopapa – ha convenuto che l’utilizzo di manodopera italiana, peraltro, comporterebbe indubbi vantaggi sia per i lavoratori che per le imprese. Per i lavoratori, che potrebbero accedere a un impiego, seppur temporaneo, in grado di garantire un reddito in questo difficile periodo. Per le imprese agricole, che potrebbero contare su un’importante iniezione di forza lavoro scongiurando l’eventualità di compromettere la fase del raccolto, determinante per tutta l’economia agricola“.
Ora attendiamo che il Governo, a fronte delle nostre richieste – concludono Chiorino e Protopapa – risponda nel più breve tempo possibile alle nostre sollecitazioni, peraltro argomentate e inoppugnabili, considerando che la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie è per noi fondamentale, soprattutto per assicurare la tenuta sociale e che, per quanto riguarda l’agricoltura, a settimane partiranno i raccolti ed è quindi necessaria, anche in questo caso, un’azione urgente“.