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Si terrà martedì 18 maggio alle 9,45, in diretta sul canale Youtube di Confagricoltura, l’incontro “La Politica Agricola Comune dopo il 2023 raccontata dai protagonisti” per illustrare come evolverà la PAC nei prossimi anni.
Dalla proposta del Commissario Hogan del 2018 lo scenario è totalmente cambiato: da un lato la pandemia che, oltre a sconvolgere le nostre vite, ha consentito al consumatore di riscoprire la centralità del settore primario e riorientato o consolidato le abitudini alimentari, dall’altro in Europa si sono insediati un nuovo Collegio dei Commissari ed un nuovo Parlamento Europeo.
Gli obiettivi sono cambiati: una maggiore attenzione per i temi ambientali ha portato alla definizione di un Green Deal europeo che mira a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Da questo derivano le strategie sulla biodiversità e la From Farm to Fork che impattano in modo determinante sulla PAC.
Quali saranno le sfide e quali le opportunità per l’agricoltura europea dopo il 2023? Confagricoltura ne discuterà con i rappresentanti delle Istituzioni europee e gli stakeholders che stanno ancora negoziando i testi legislativi.
Interverranno all’incontro: Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura e vice Presidente del COPA; Pekka Pesonen, Segretario Generale del COPA-COGECA, rappresentanza europea degli agricoltori e delle cooperative agroalimentari; Joachim Rukwied, Presidente di DBV, associazione di rappresentanza degli agricoltori tedeschi e past president del COPA; Christiane Lambert, presidente di FNSEA, associazione di rappresentanza degli agricoltori francese e presidente del COPA; Janus Wojciechowski, Commissario Europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale; Paolo De Castro, coordinatore Gruppo S&D Comagri; Herbert Dorfmann, coordinatore del Gruppo PPE Comagri; Stefano Patuanelli, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Condurrà il giornalista Angelo Di Mambro.

In allegato il programma del webinar

PROGRAMMA_PAC_post_ 2023

Nonostante i limiti imposti dall’emergenza sanitaria, gli agricoltori francesi e spagnoli hanno deciso di scendere in piazza per protestare contro le prospettive di riforma della politica agricola comune (PAC). Alcune manifestazioni si sono già svolte, evidenzia Confagricoltura, ed altre iniziative sono in programma per l’intero mese di aprile. Le proteste sono motivate dalle ipotesi di riduzione dei trasferimenti diretti della PAC, soprattutto a scapito delle imprese di maggiore dimensione economica. In Spagna, in particolare, il governo punta a stabilire un aiuto uguale per tutti gli agricoltori, indipendentemente dalle specializzazioni produttive e dalla diversa struttura dei costi di produzione.
Seguiamo con molta attenzione le iniziative varate dalle principali organizzazioni degli agricoltori francesi e spagnoli. E condividiamo le loro preoccupazioni”, dichiara il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. “Gli aiuti diretti della PAC costituiscono una rete di protezione per il reddito degli agricoltori. Rimetterla in discussione avrebbe un pesante effetto negativo sulla competitività delle imprese e sull’efficienza del sistema agroalimentare – sottolinea Giansanti – di cui proprio oggi l’Istat ha certificato la solidità. L’agricoltura è il settore produttivo che ha registrato la minore riduzione del valore aggiunto lo scorso anno. Indicatore che è addirittura aumentato per il comparto alimentare”. “La PAC deve adattarsi alla domanda dei consumatori e alle nuove esigenze poste dai cambiamenti climatici – aggiunge il presidente di Confagricolturama deve restare a tutti gli effetti una politica con finalità economiche di tutela e valorizzazione delle produzioni”.
Il negoziato in corso tra Parlamento Europeo, Consiglio e Commissione sulla nuova PAC dovrebbe concludersi entro il prossimo mese di giugno. A seguire, entro la fine dell’anno corrente, gli Stati membri dovranno trasmettere alla Commissione europea i propri piani strategici per l’applicazione del nuovo assetto normativo.
In altri Paesi il lavoro di redazione è già stato avviato da tempo, con una stretta collaborazione tra amministrazione centrale, regioni e organizzazioni professionali – conclude il presidente di Confagricoltura. “Le proteste degli agricoltori francesi e spagnoli stanno ad indicare la complessità del lavoro che ci aspetta ai fini della tutela delle imprese e della salvaguardia del potenziale produttivo dell’agricoltura dell’Unione Europea”.

Agea, con le Istruzioni Operative n. 11 del 18 febbraio 2021, ha emanato le disposizioni normative per la presentazione della Domanda Unica per la campagna 2021. Gli aspetti fondamentanti per la presentazione della domanda sono:
– Trasferimento titoli: la richiesta di trasferimento titoli deve essere effettuata entro la data di presentazione della domanda di pagamento, a oggi fissata per l’11 giugno 2021 (comprensivo del periodo di ritardo di presentazione).
– Riserva nazionale: anche per l’anno in corso è possibile presentare domanda per l’accesso alla riserva nazionale. L’accesso è consentito ai giovani agricoltori e nuovi agricoltori. Il valore dei titoli assegnati sarà di circa 210 euro/ha, a cui aggiungere il pagamento greening e il pagamento giovani agricoltori.
– Fondo competitività filiere: nella domanda unica 2021 non c’è riferimento al Fondo competitività delle filiere mais e soia.
– Sostegno accoppiato: per la soia l’importo 2021 è pari a 70 €/ha, per il riso 150 €/ha.

Per quanto riguarda le produzioni animali:
– Vacche da latte di allevamento di qualità: 70 €/capo; vacche da latte di allevamenti di qualità in zona montana: 160 €/capo.
– Bovini da carne: vacche nutrici da carne e a duplice attitudine iscritte ai libri genealogici o registro anagrafico: 120 €/capo; vacche a duplice attitudine iscritte ai libri genealogici o registro anagrafico, inserite in piani selettivi o di gestione razza 145 €/capo; vacche nutrici non iscritte ai libri genealogici o nel registro anagrafico e appartenenti ad allevanti non iscritti nella BDN come allevamenti da latte: 65 €/capo; capi bovini macellati di età compresa tra i 12 e 24 mesi allevati per almeno sei mesi 40 €/capo; capi bovini macellati di età compresa tra i 12 e 24 mesi allevati per almeno dodici mesi: 60 €/capo; capi bovini macellati di età compresa tra i 12 e 24 mesi allevati per almeno sei mesi, aderenti a sistemi di qualità: 60 €/capo; capi bovini macellati di età compresa tra i 12 e 24 mesi allevati per almeno sei mesi, aderenti a sistemi di etichettatura: 60 €/capo; capi bovini macellati di età compresa tra i 12 e 24 mesi allevati per almeno sei mesi, certificati ai sensi del Reg. (UE) n. 1151/2012: 60 €/capo.
– Anticipo contributi: anche per quest’anno è prevista l’erogazione dell’anticipo dei contributi. L’anticipo sarà pari al 50% degli importi risultati ammissibili al pagamento base, pagamento greening e pagamento piccoli agricoltori nell’ambito della Domanda Unica 2021. L’erogazione è prevista per il 31 luglio 2021.
– Scadenza presentazione domanda unica: la scadenza ad oggi è fissata per il 17 maggio 2021, mentre per le domande di modifica ai sensi dell’art.15 del Reg. (UE) n. 809/2014 la scadenza è fissata per il 31 maggio 2021. Il termine ultimo per la presentazione delle domande tardive è l’11 giugno 2021 (tal caso l’importo viene decurtato dell’1% per ogni giorno lavorativo di ritardo a partire dal 15 maggio 2021.

L’introduzione del regolamento UE 2220 del 2020 prevede che ogni Stato membro possa prendere decisioni nell’ambito dell’applicazione delle regole sull’attuale PAC: in particolare l’articolo 9 concede la possibilità di decidere sul valore dei titoli unitari assegnati a ogni singolo beneficiario.
La decisione doveva essere esercitata entro il 19 febbraio 2021 per l’anno 2021 e per il prossimo 1° agosto per l’anno 2022. In particolare, le decisioni devono riguardare:

– l’applicazione delle riduzioni e del capping
– la flessibilità tra primo e secondo pilastro
– la prosecuzione della convergenza interna dei titoli all’aiuto
– la percentuale di taglio dei diritti all’aiuto per la costituzione della riserva nazionale
– la percentuale del massimale annuale nazionale da destinare al pagamento per i giovani agricoltori

Per il 2020 e il 2021 il Ministero dell’Agricoltura ha deciso che il valore dei titoli rimane identico rispetto al 2019, mentre per il 2022 la decisione sarà presa entro il prossimo 1° agosto. La media del valore dei titoli del pagamento di base in Italia è di 217,64 euro/ha, mentre la media di tutti i pagamenti è 381,18 euro/ha.

La pandemia non ha fermato la crescita delle esportazioni di prodotti agroalimentari dell’Unione Europea: da gennaio a novembre dello scorso anno, secondo i dati diffusi dalla Commissione, le vendite all’estero hanno sfiorato i 170 miliardi di euro. Tenuto conto dell’andamento in flessione delle importazioni, si è registrato un saldo attivo di oltre 56 miliardi di euro, con un aumento del 2% nei confronti dello stesso periodo del 2019. La crescita delle esportazioni italiane di settore – circa 1,5% in più sul 2019 – è stata addirittura superiore alla media UE.
I dati della Commissione dimostrano una volta di più che l’Unione può contare su un sistema agroalimentare solido e tra i più avanzati a livello mondiale” – sottolinea il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. “Non solo ha garantito, pur tra tante difficoltà, la continuità dei rifornimenti nel corso dell’emergenza sanitaria, ma sono anche aumentate le vendite sui mercati terzi, generando un saldo attivo importante in un anno segnato da una pesante caduta dell’attività economica e dell’occupazione”. “Tra le note positive, non mancano alcuni aspetti critici sui quali intervenire in termini di sostegno e rilancio – aggiunge Giansanti – a causa delle chiusure del canale Horeca a livello internazionale per il contenimento dei contagi, nel periodo considerato le esportazioni di vini europei hanno perso 1,3 miliardi di euro. L’export, inoltre, è stato anche penalizzato dai dazi aggiuntivi sui vini di alcuni Stati membri destinati al mercato USA”.
Alla base della solidità del sistema agroalimentare europeo c’è una rete di imprese agricole in grado di rispondere alle esigenze dei consumatori e aperte alle innovazioni necessarie per una maggiore sostenibilità ambientale”.
A breve, si concluderà il negoziato sulla nuova politica agricola comune (PAC). Le Istituzioni di Bruxelles sono chiamate a raggiungere un’intesa idonea a salvaguardare i livelli di efficienza e competitività, per tutelare il potenziale produttivo dell’agricoltura europea”, conclude il presidente di Confagricoltura. “La pandemia ha indicato che, in termini strategici ed economici, non sarebbe conveniente aumentare la dipendenza dalle importazioni o ricorrere sempre di più ai cibi sintetici”.