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Il Decreto del Ministero delle Politiche agricole del 13 maggio scorso ha fissato la proroga dei termini di presentazione della domanda unica per l’anno 2020. Il termine ultimo per la presentazione della domanda unica, delle domande relative ai pagamenti per la superficie corrispondente e per le misure connesse agli animali, nell’ambito dei PSR, è fissato al 15 giugno 2020. In ogni caso la detenzione delle superfici ammissibili da parte dell’agricoltore è confermata al 15 maggio 2020.
Il Ministero, avvalendosi della facoltà concessa dalla Commissione europea con il regolamento di esecuzione (UE) n. 809/2014, dispone anche la proroga al 30 giugno 2020 del termine per comunicare le modifiche alla domanda unica.
Solo per quest’anno, in seguito all’emergenza Covid-19, ci sarà la possibilità di presentazione tardiva delle domande iniziali e delle domande di modifica ai sensi dell’art. 15 del Reg. (UE) n. 809/2014, senza applicazioni di riduzioni, sino al 9 luglio 2020.

L’entrata in vigore della nuova PAC potrebbe essere rimandata dal 2021 al 2023 se entro il 30 ottobre non saranno pronti nuovo bilancio UE e riforma. E’ la posizione approvata il 28 aprile dalla Commissione Agricoltura dell’Europarlamento sul regolamento transitorio della politica agricola comune che prolunga l’efficacia dei regolamenti PAC oltre il 2020. Gli eurodeputati chiedono anche un fondo anti-crisi da oltre 400 milioni di euro in aggiunta alla normale dotazione finanziaria. La posizione adottata martedì dalla Commissione agricoltura con il voto da remoto dovrà essere negoziata con il Consiglio UE: l’obiettivo è di arrivare a un accordo entro il 30 giugno.
Il protrarsi del negoziato su bilancio UE e riforma PAC ha spinto la Commissione Europea a proporre, alla fine del 2019, un periodo transitorio di un anno prima dell’entrata in vigore della nuova PAC, dal 2021 al 2022. Gli eurodeputati chiedono di fatto l’entrata in vigore nel 2023, visto che è molto improbabile che la riforma sia pubblicata in Gazzetta UE a ottobre. La commissione Agri propone inoltre che, se il budget pluriennale UE 2021-27 non fosse approvato in tempo, i tetti di spesa PAC restino quelli del 2020, mettendo di fatto gli agricoltori al riparo dai tagli proposti dalla Commissione Europea per il periodo finanziario post 2020. Tra le altre misure approvate, un accesso più facile al fondo contro le perdite di reddito degli agricoltori, la possibilità di autoregolamentazione per i produttori organizzati di olio e, per il vino, l’estensione del periodo di validità dei diritti di impianto delle viti fino al termine del periodo transitorio.

Venerdì pomeriggio la Camera ha convertito in legge il decreto 18/2020 “Cura Italia”, senza modifiche rispetto al testo approvato in Senato. Il decreto ha recuperato una serie di “emendamenti agricoli” approvati in Commissione, con nuove misure di sostegno all’agricoltura.
In particolare per il settore agricolo si prevede:

– la possibilità da parte delle regioni di concedere anche ai lavoratori del comparto agricolo il trattamento di integrazione salariale in deroga (art. 22);
– un’indennità in favore dei lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’INPS (relative agli artigiani, agli esercenti attività commerciali ed ai coltivatori diretti, mezzadri, coloni e imprenditori agricoli professionali (art. 28);
– un’indennità in favore degli operai agricoli a tempo determinato che non siano titolari di pensione e che nel 2019 abbiano svolto almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo (art. 30);
– la proroga dal 31 marzo 2020 al 1° giugno 2020 del termine di presentazione delle domande per i trattamenti di disoccupazione agricola (art.32).
Vengono inoltre stabiliti:
– l’istituzione del Fondo per la promozione integrata, dotato di 150 milioni di euro per il 2020, per la realizzazione di una campagna straordinaria di comunicazione per sostenere le esportazioni italiane e l’internazionalizzazione del sistema economico nazionale nel settore agroalimentare (art. 72);
– l’aumento, dal 50 al 70 per cento, per il solo 2020 e a determinate condizioni, della percentuale di contributi PAC di cui può essere richiesto l’anticipo da parte delle imprese agricole (art. 78, co.1, 1-bis e 1-ter);
– la possibilità per le amministrazioni di posticipare al momento del saldo le verifiche relative alla conformità dei provvedimenti di concessione dei contributi alla regolarità contributiva, fiscale, europea, in materia di aiuti di Stato, e di certificazione antimafia, resa non più obbligatoria fino al 31 dicembre 2020, in ragione dell’emergenza sanitaria, ai fini del pagamento dei contributi derivanti dalla PAC. Vengono, poi, apportata due ulteriori modifiche al codice antimafia: la prima prevede che la documentazione antimafia sia acquisita in caso di elargizione di fondi statali per i terreni agricoli solo nel caso in cui l’importo degli stessi fondi sia superiore a 5.000 euro; la seconda stabilisce che la documentazione antimafia non è richiesta per i provvedimenti che erogano aiuti il cui valore complessivo non supera i 150.000 euro (art. 78, commi 1-quater, 1-quinquies e 1-sexies, comma 2- undecies e 3-quinquies);
– l’istituzione di un Fondo di 100 milioni di euro, per il 2020 per la copertura degli interessi su finanziamenti bancari e sui mutui dalle imprese agricole, nonchè per le imprese del settore della pesca e dell’acquacoltura che hanno dovuto sospendere l’attività l’arresto temporaneo dell’attività di pesca (art. 78, co.2);
– Pratiche sleali: in sede di conversione, è stato stabilito che costituisce pratica sleale vietata ai sensi della direttiva 2019/633 la subordinazione di acquisto di prodotti agroalimentari, della pesca e dell’acquacoltura a certificazioni non obbligatorie riferite al COVID-19 né indicate in accordi di fornitura. La disposizione si applica ai contratti di compravendita per i prodotti che si trovano nel territorio nazionale. La pratica oltre che essere vietata è punita con sanzione compresa tra 15miola e 60mila euro. E l’Icqrf l’istituzione incaricata della vigilanza e della irrogazione delle relative sanzioni; esso procede d’ufficio o sulla base di segnalazioni di chiunque potenzialmente interessato.
– l’estensione alle imprese agricole della possibilità di avvalersi degli interventi del Fondo di garanzia (art. 78, comma 2-quinquies);
– l’incremento di di 50 milioni di euro, per l’anno 2020, della dotazione del Fondo distribuzione derrate alimentari agli indigenti (art. 78, co.3);
– la previsione, ai fini dell’adempimento delle misure di sorveglianza sanitaria dei lavoratori agricoli, che la visita medica abbia validità annuale e consenta al lavoratore di prestare la prestazione lavorativa anche presso altre imprese agricole che abbiano gli stessi rischi lavorativi, senza necessità di ulteriori accertamenti medici. E’ reso poi, possibile stipulare apposite convenzioni affinché il medico competente non sia tenuto ad effettuare la visita degli ambienti di lavoro; in tal caso, il giudizio di idoneità produce effetti nei confronti di tutti i datori di lavoro convenzionati (art. 78, commi 2-sexies e 2-decies);
– la possibilità di poter costituire pegno rotativo sui prodotti agricoli e alimentari a indicazione d’origine protetta, inclusi i prodotti vitivinicoli e le bevande spiritose (art. 78, commi 2-duodecies e 2-quaterdecies);
– Proroga versamenti settore florovivaistico: i versamenti e gli adempimenti di cui all’articolo 61, comma 1, del decreto (ossia i versamenti delle ritenute, versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali nonché dei premi per l’assicurazione obbligatoria), sono sospesi per le imprese del settore florovivaistico dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge e fino al 15 luglio 2020.
Per le predette imprese sono sospesi i versamenti da autoliquidazione relativi all’imposta sul valore aggiunto compresi fra il 1° aprile e il 30 giugno 2020.
I versamenti sospesi saranno effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2020, ovvero mediante rateizzazione fino a un massimo di cinque rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di luglio 2020. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.
– l’incremento di 50 milioni per l’anno 2020 del Fondo distribuzione derrate alimentari agli indigenti (art. 78, comma 3)
– l’incremento dell’indennità a favore del personale dell’ICQRF – Ispettorato centrale della qualità e delle repressioni frodi dei prodotti agroalimentari (art. 78, comma 3-bis);
– l’autorizzazione alle Regioni e Province autonome all’utilizzo del latte, dei prodotti e derivati del latte negli impianti di digestione anaerobica siti nel proprio territorio regionale, derogando, limitatamente al periodo di crisi, alle procedure di autorizzazione previste per l’uso e la trasformazione delle biomasse. Agli imprenditori agricoli è consentito, previa autorizzazione dell’Autorità sanitaria competente, l’utilizzo agronomico delle acque reflue addizionate con siero (art. 78, comma 3-ter);
– la possibilità, nelle more dell’emergenza sanitaria in atto, di rilasciare da parte degli organismi di certificazione dei prodotti biologici e a denominazione protetta i certificati di idoneità senza procedere alle visite in azienda (art. 78, comma 3-quater);
la proroga al 31 dicembre 2020 della validità dei permessi di soggiorno dei lavoratori stagionali agricoli in scadenza tra il 23 febbraio e il 31 maggio 2020 nonché la predisposizione di strumenti di intervento sanitario sugli alloggi e sulle condizioni dei lavoratori agricoli e dei braccianti, di concerto con le Regioni, i Comuni interessati e le autorità sanitarie (art. 78, commi 3-sexies e septies);
– la fissazione del 30 settembre 2020 come termine per la pubblicazione del bando per gli incentivi a favore degli impianti di biogas gestiti, a determinate condizioni, dagli imprenditori agricoli (art. 78, comma 3-octies);
– la riprogrammazione delle risorse previste dal programma operativo nazionale del Fondo europeo per gli affari marittimi e della pesca (art. 78, comma 3-novies);
– la concessione di mutui a tasso zero a favore delle imprese agricole ubicate nei comuni nell’allegato n. 1 al DPCM del 1 marzo 2020, avvalendosi di una disponibilità finanziaria di 10 milioni di euro per il 2020 (art. 78, commi 4-bis, 4-ter, 4-quater e 4-quinquies);
– la rinegoziazione dei mutui e degli altri finanziamenti in essere al 1 marzo 2020, richiesti dalle imprese agricole per soddisfare le esigenze di conduzione e/o miglioramento delle strutture produttive (art. 78, comma 4-sexies)
– la possibilità di inviare in via telematica la copia per immagine della delega agli intermediari abilitati ai fini della presentazione delle dichiarazioni all’Agenzia delle Entrate, all’INPS, alle Amministrazioni pubbliche locali, alle Università e agli altri Enti erogatori convenzionati con gli intermediari abilitati (art. 78, comma 4-septies);
– l’applicazione della sospensione prevista dall’articolo 103 anche ai certificati di abilitazione alla vendita, di abilitazione e dell’attività di consulente e all’acquisto e utilizzo di prodotti fitosanitari (art. 78, comma 4-octies)
– l’estensione delle agevolazioni del Fondo rotativo per il sostegno delle imprese e gli investimenti in ricerca agli investimenti realizzati dalle imprese della filiera avicola nel limite di 100 milioni di euro per l’anno 2020 (art. 78, comma 4-novies);
– l’estensione, con specifico riguardo alle attività agricole, del grado di parentela – dal quarto al sesto grado – entro il quale la prestazione saltuaria svolta dai parenti ed affini può non essere configurata rapporto di lavoro autonomo o subordinato (art. 105).

Sono numerose le novità e le misure a favore del settore agricolo nazionale duramente colpito dalla pandemia del Covid-19, o coronavirus, contenute nel Disegno di legge di conversione del DL ‘Cura Italia’, licenziato dal Senato e ora al vaglio della Camera dei deputati. Tra queste, c’è sicuramente l’anticipazione per il 2020 del 70% dei regimi di sostegno previsti dalla PAC agli agricoltori che conducono superfici agricole alla data del 15 giugno 2020; la precedente data del 15 maggio 2020, infatti, indicata dal Governo, è stata poi modificata.
L’anticipazione del premio PAC è una misura quantomai necessaria soprattutto in questa fase emergenziale allo scopo di garantire liquidità alle nostre aziende e imprese agricole; ci aspettiamo che quanto già comunicato dalla ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova e contemplato nelle disposizioni AGEA abbia quindi un seguito, permettendo alle aziende di avere disponibilità immediata”, afferma il rappresentante di Confagricoltura Asti Ezio Veggia.
In ragione di quanto sopra, riteniamo perciò necessario chiarire urgentemente questi aspetti, affinché nessuno di coloro i quali hanno diritto agli aiuti venga penalizzato, e in modo tale che già a partire dal prossimo mese di maggio le aziende agricole possano accedere agevolmente e senza intoppi burocratici agli anticipi della PAC previsti nella conversione del ‘Cura Italia’”, afferma il direttore di Confagricoltura Asti Mariagrazia Baravalle.

La Commissione Europea ha prorogato di un mese, dal 15 maggio al 15 giugno 2020, la scadenza per la presentazione delle domande PAC.
La Commissione Europea si è resa disponibile a esaminare le altre richieste presentate dall’Italia, sui tempi di liquidazione degli aiuti PAC relativi alla campagna 2019, la rimodulazione dei programmi di promozione, la proroga delle scadenze relative alle OCM del vino e dell’ortofrutta.
Raccomandiamo in ogni caso agli interessati di preparare i piani colturali e di contattare per tempo i tecnici delle Unioni per la preparazione delle domande, in quanto l’attuale situazione rende più complicato e lungo il lavoro.