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Una decisione positiva nell’ottica della flessibilità nell’applicazione del nuovo modello di gestione della PAC. Tuttavia, la strada verso l’intesa finale è ancora lunga ed incerta”. E’ il commento del presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, a proposito dell’accordo raggiunto dal Consiglio Agricoltura e Pesca della UE sulla riforma della PAC.
L’intesa tra i ministri, alla quale il Ministro Bellanova e la delegazione italiana hanno contribuito in maniera determinante, è il primo passaggio formale verso la riforma a più di due anni dalla presentazione delle proposte di regolamento della Commissione”, aggiunge Giansanti.
Resta ora da raggiungere l’intesa definitiva con il Parlamento Europeo e rimangono, quindi, elevati margini di incertezza sull’esito finale.
In attesa dei prossimi passaggi in ambito europeo – rileva il presidente di Confagricolturaè importante accelerare i tempi per la redazione del Piano strategico nazionale che sarà alla base della nuova PAC. Abbiamo l’occasione per ridare una prospettiva unitaria alle scelte per il futuro dell’agricoltura italiana, tenendo conto delle esigenze e delle specificità territoriali”.

Solo per quest’anno, in seguito all’emergenza Covid-19, ci sarà la possibilità di presentazione tardiva delle domande iniziali e delle domande di modifica relative alla domanda unica, alle domande a superficie corrispondente e per le misure connesse agli animali, nell’ambito dei PSR, ai sensi dell’art. 15 del Reg. (UE) n. 809/2014, senza applicazioni di riduzioni, sino al 10 luglio 2020.
C’è invece tempo solo fino al 30 giugno prossimo per la presentazione delle domande da parte degli agricoltori per accedere all’anticipo della PAC per l’anno 2020, pari al 70%, stabilito per venire incontro alle esigenze di liquidità delle aziende agricole danneggiate dall’epidemia di Covid-19.

Il termine ultimo per la presentazione della Domanda Unica e delle domande relative ai pagamenti a superficie corrispondente, ed a capo, nell’ambito dei PSR, è fissato al 15 giugno 2020. In ogni caso la detenzione delle superfici ammissibili da parte dell’agricoltore è confermata al 15 maggio 2020.
Il Ministero, avvalendosi della facoltà concessa dalla Commissione Europea con il regolamento di esecuzione (UE) n. 809/2014, dispone anche la proroga al 30 giugno 2020 del termine per comunicare le modifiche alla domanda unica. Oltre alle scadenze sopra indicate, solo per quest’anno, in seguito all’emergenza COVID-19, ci sarà la possibilità di presentazione tardiva delle domande iniziali e delle domande di modifica ai sensi dell’art. 15 del Reg. (UE) n. 809/2014, senza applicazioni di riduzioni, sino al 10 luglio 2020.

Un nuovo strumento, “Next generation EU“, si affiancherà alla proposta rivisitata del Quadro Finanziario Pluriennale della UE. La proposta prevede che il nuovo strumento abbia una dotazione di 750 miliardi di euro che, affiancato al Quadro Finanziario Pluriennare genererà un budget totale dell’Unione pari a 1850 miliardi di euro. Le entrate deriveranno da un aumento dei contributi degli Stati membri, pari al 2% del PIL, oltre che da nuove imposte tipo tasse sui giganti del web, tasse sulle emissioni di prodotti importati etc.
Come indicato dal comunicato stampa della Commissione Europea, i fondi reperiti da Next Generation EU s’incanaleranno in tre pilastri:
1. Sostegno agli Stati membri per investimenti e riforme
Un nuovo dispositivo per la ripresa e la resilienza da 560 miliardi di euro offrirà sostegno finanziario per investimenti e riforme, anche nell’ottica della transizione verde e digitale e per la resilienza delle economie nazionali, assicurandone il collegamento con le priorità dell’UE. Il dispositivo, che sarà integrato nel semestre europeo, avrà una capacità di sovvenzionamento che potrà arrivare a 310 miliardi di euro e sarà in grado di mettere a disposizione prestiti fino a un massimo di 250 miliardi di euro. Tutti gli Stati membri avranno accesso al sostegno, che tuttavia si concentrerà verso quelli che sono stati colpiti più duramente e in cui più acuto è il bisogno di aumentare la resilienza.
Gli attuali programmi della politica di coesione riceveranno 55 miliardi di euro in più da qui al 2022 nell’ambito della nuova iniziativa REACT-UE; i fondi così reperiti saranno assegnati in funzione della gravità delle conseguenze socioeconomiche della crisi, tra cui il livello di disoccupazione giovanile e la prosperità relativa degli Stati membri.
Il proposto potenziamento del Fondo per una transizione giusta con un importo che potrà arrivare a 40 miliardi di euro aiuterà gli Stati membri ad accelerare l’approdo alla neutralità climatica.
Un rinforzo di 15 miliardi di euro per il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale aiuterà le zone rurali a introdurre i cambiamenti strutturali richiesti ai fini del Green Deal europeo e a centrare gli ambiziosi obiettivi delle nuove strategie sulla biodiversità e “Dal produttore al consumatore”.
2. Rilanciare l’economia dell’UE incentivando gli investimenti privati
Un nuovo strumento di sostegno alla solvibilità mobiliterà risorse private al fine di aiutare con urgenza le imprese europee economicamente sostenibili che operano nei settori, nelle regioni e nei paesi più colpiti. Lo strumento, in grado di essere operativo fin dal 2020, avrà in dotazione 31 miliardi di euro e mirerà a reperire sostegno alla solvibilità per 300 miliardi di euro a favore delle imprese di tutti i settori economici e a prepararle all’economia più pulita, digitale e resiliente del futuro.
Il potenziamento di InvestEU, il programma faro d’investimento europeo, fino a concorrenza di 15,3 miliardi di euro permetterà di mobilitare investimenti privati in progetti in tutta l’Unione.
Un nuovo dispositivo per gli investimenti strategici incorporato in InvestEU genererà, grazie al contributo di 15 miliardi di euro di Next Generation EU, investimenti per un importo fino a 150 miliardi di euro nel miglioramento della resilienza dei settori strategici, specie quelli collegati alla transizione verde e digitale, e nelle catene fondamentali del valore nel mercato interno.
3. Trarre insegnamento dalla crisi
Il nuovo programma per la salute EU4Health, forte di una dotazione di 9,4 miliardi di euro, potenzierà la sicurezza sanitaria e permetterà di prepararsi alle crisi sanitarie del futuro.
Grazie a un rinforzo di 2 miliardi di €, il meccanismo di protezione civile dell’Unione RescEU sarà ampliato e potenziato così da attrezzare l’Unione per le crisi future e permetterle di farvi fronte.
Orizzonte Europa riceverà 94,4 miliardi di euro, potenziamento che gli permetterà di finanziare attività essenziali di ricerca nel campo della salute, la resilienza e la transizione verde e digitale.
Per sostenere i suoi partner nel mondo, l’Unione assegnerà una dotazione supplementare di 16,5 miliardi di euro all’azione esterna, assistenza umanitaria compresa.
Saranno potenziati altri programmi dell’UE per allineare completamente il futuro quadro finanziario ai bisogni della ripresa e alle priorità strategiche. Saranno rafforzati altri strumenti per aumentare la flessibilità e la reattività del bilancio dell’UE.
La proposta della Commissione dovrà poi essere analizzata ed avere l’accordo dal Consiglio europeo che dovrebbe approvarla entro luglio.
Secondo le prime stime, i tagli alla PAC saranno inferiori rispetto a quelli proposti dalla Commissione nel 2018. In pratica per il I pilastro i tagli saranno di circa il 10% (- 9,7%) rispetto alla situazione attuale, mentre quelli del II pilastro – 7,2%, laddove la proposta della Commissione del 2018 aveva previsto un taglio di 27,8% per lo sviluppo rurale e di 11,2% per il I pilastro (prezzi 2018).

Il Decreto del Ministero delle Politiche agricole del 13 maggio scorso ha fissato la proroga dei termini di presentazione della domanda unica per l’anno 2020. Il termine ultimo per la presentazione della domanda unica, delle domande relative ai pagamenti per la superficie corrispondente e per le misure connesse agli animali, nell’ambito dei PSR, è fissato al 15 giugno 2020. In ogni caso la detenzione delle superfici ammissibili da parte dell’agricoltore è confermata al 15 maggio 2020.
Il Ministero, avvalendosi della facoltà concessa dalla Commissione europea con il regolamento di esecuzione (UE) n. 809/2014, dispone anche la proroga al 30 giugno 2020 del termine per comunicare le modifiche alla domanda unica.
Solo per quest’anno, in seguito all’emergenza Covid-19, ci sarà la possibilità di presentazione tardiva delle domande iniziali e delle domande di modifica ai sensi dell’art. 15 del Reg. (UE) n. 809/2014, senza applicazioni di riduzioni, sino al 9 luglio 2020.