Articoli

La conferenza Stato-Regioni di mercoledì 11 maggio ha approvato lo schema di decreto che, anche a seguito delle richieste di Confagricoltura, proroga al 15 giugno 2022 la scadenza di presentazione della domanda unica (DU) e delle istanze PSR per il sostegno e il pagamento degli aiuti a superficie e a capo di bestiame. Dal 15 al 30 giugno sarà anche possibile trasmettere all’Arpea le domande di modifica. Il decreto è stato appena firmato dal Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, visibile in allegato. Sempre in allegato è possibile visualizzare e scaricare il decreto dipartimentale del Mipaaf contenente la proroga al 15 giugno 2022 per la presentazione dei Programmi Annuali di Produzione, per quanto concerne il settore biologico, così come richiesto nella scorsa settimana anche da Confagricoltura.
Invitiamo tutti gli agricoltori interessati a contattare nel più breve tempo possibile l’ufficio tecnico di Asti Agricoltura per l’espletamento delle pratiche.

MIPAAF_prorogaPAC 2022

MIPAAF_Decreto proroga PAP

Con un documento contenente 244 rilievi tra inviti a correggere, modificare e completare, la Commissione Europea ha rinviato all’Italia la bozza di Piano strategico che il Mipaaf aveva spedito a Bruxelles alla fine dell’anno scorso. Apprezzate le scelte sulla gestione del rischio e gli impegni per ridurre la dipendenza dalle importazioni per quanto riguarda talune produzioni, quali le colture proteiche; nel complesso però il documento non è stato ritenuto accettabile e ora ci sarà tempo fino al 30 giugno per fornire risposta ai rilievi presentati.
L’Unione Europea contesta in particolare la mancanza di target quantificati per gli indicatori di risultato, che rende impossibile la valutazione dell’adeguatezza e del livello di ambizione di ogni obiettivo specifico. La Commissione in primis invita l’Italia a “rivedere la propria strategia per garantire una distribuzione più equa e mirata dei pagamenti diretti”, in quanto le scelte di convergenza interna e redistribuzione “sono limitate al minimo richiesto, mentre non vengono applicati capping e riduzione dei pagamenti diretti”. Hanno fatto discutere anche le considerazioni sugli obiettivi ambientali. L’Europa giudica il piano proposto dall’Italia non sufficiente a contribuire in modo efficace a questo obiettivo generale, in particolare per quanto riguarda l’acqua, l’aria, i nutrienti e la biodiversità nei terreni agricoli e nelle foreste, nonché la riduzione delle emissioni. La Commissione poi, alla luce del conflitto tra Russia e Ucraina, ha invitato il nostro Paese a compiere ulteriori passi per ridurre l’uso degli input, stimolando al loro posto l’agricoltura di precisione, l’efficienza energetica e il passaggio dalla concimazione minerale a quella organica.
L’Italia è anche stata invitata a “migliorare sostanzialmente la digitalizzazione delle zone rurali”, puntando a “completare la copertura della banda larga ad alta velocità, fin nelle zone scarsamente popolate”.
Il governo italiano dovrà ora predisporre le modifiche al piano nel senso richiesto. A questo riguardo occorre rilevare che non sono passati neanche quattro mesi dalla presentazione del documento a Bruxelles, ma la situazione internazionale, a causa del conflitto in Ucraina, è completamente stravolta. Sono saltati i canali commerciali e le linee di approvvigionamento delle materie prime devono essere necessariamente riviste: per questo è indispensabile promuovere un confronto, a livello nazionale ed europeo, per valutare se non sia utile posticipare di almeno un anno l’entrata in vigore della nuova politica agricola comunitaria, rivedendo le prospettive alla luce della mutata situazione.

Il Mipaaf ha fornito un aggiornamento relativamente alle disposizioni nazionali per il recepimento delle deroghe a valere degli obblighi di “inverdimento” previste in via eccezionale per il 2022. In particolare, in base alle informazioni assunte:

– Il Mipaaf ha predisposto una bozza di decreto che è stata inviata il 28 marzo scorso al Ministero per gli Affari regionali e le autonomie “ai fini della prevista comunicazione” prevista dal decreto ministeriale sui pagamenti diretti (art. 30, c. 6 del DM Mipaaf 7 giugno 2018). Il decreto, quindi, non sarà oggetto di intesa.

– Il successivo 1° aprile scorso il testo è quindi stato inviato anche al Presidente della Conferenza ed Stato-Regioni e PPAA nonché ai Presidenti delle Regioni e PPAA ed ai due assessori all’agricoltura di Veneto e Puglia.

– Il testo è all’ordine del giorno in occasione della prossima riunione della Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in programma per il prossimo lunedì 11 aprile presso Fiera Verona.

– L’articolato prevede quanto segue, ai sensi della decisione di esecuzione della Commissione europea già trasmessa:

1) Per l’anno di domanda 2022, i terreni lasciati a riposo sono considerati una coltura distinta per il rispetto della diversificazione colturale, in deroga all’art. 44, par. 4 del regolamento in materia dei pagamenti diretti n.1307/2013 e all’articolo 13 del decreto Mipaaf del 7 giugno 2018, “anche se tali terreni sono stati utilizzati per il pascolo, la fienagione o la coltivazione”.

2) I terreni lasciati a riposo sono considerati area di interesse ecologico, in deroga all’articolo 45, par. 2 del regolamento delegato n. 639/2014 e all’articolo 16 del decreto Mipaaf del 7 giugno 2018, “anche se tali terreni sono stati utilizzati per il pascolo, la fienagione o la coltivazione. Sulle superfici utilizzate per il pascolo o la fienagione o la coltivazione è altresì consentito l’utilizzo di prodotti fitosanitari.”

3) Gli organismi pagatori provvedono affinché per l’anno di domanda 2022 siano forniti ad Agea coordinamento, “i dati delle aziende e del numero di ettari dichiarati a riposo cui si applica la deroga, per la comunicazione prevista entro il 15 dicembre 2022, con le modalità stabilite dallo stesso organismo di coordinamento.”

L’Italia con questo provvedimento ha quindi scelto di avvalersi di tutte le deroghe consentite in via straordinaria per il 2022 a livello comunitario e quindi consentire senza meno la coltivazione delle superfici a riposo che rimangono colture distinte ai fini della diversificazione e sono conteggiate quali aree di interesse ecologico con la possibilità anche, su tali superfici, di utilizzare prodotti fitosanitari.

Confagricoltura auspica adesso un rapido iter di formalizzazione del provvedimento, anche considerando che le decisioni di deroga devono essere adottate dagli Stati membri entro ventuno giorni dalla notifica della decisione della Commissione Europea e quindi entro la prossima settimana.

 

È fissato al 16 maggio 2022 il termine ultimo per la presentazione delle domande di aiuto della Politica Agricola Comune (PAC) per l’anno 2022 e al primo giugno 2022 quello per apportare modifiche alle domande. E’ quanto stabilisce il decreto firmato dal Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, che fissa i termini per la presentazione e per le modifiche della domanda unica, delle domande di aiuto o delle domande di pagamento, in modo da assicurare agli agricoltori e alle amministrazioni la possibilità di espletare per tempo tutte le procedure necessarie, in particolare per quanto concerne le diverse possibilità di modifica delle domande. Più tempo a disposizione, invece, per le aziende sottoposte a controlli tramite monitoraggio satellitare, i cui risultati sono comunicati tempestivamente ai beneficiari, in modo da permettere loro di modificare e rettificare le domande che evidenziano inadempienze.
Viene inoltre concesso anche quest’anno alle aziende agricole di ottenere una anticipazione degli aiuti diretti del primo pilastro della PAC. Il Ministro Patuanelli ha infatti firmato il decreto grazie al quale gli organismi pagatori possono concedere un anticipo delle somme dovute agli agricoltori nell’ambito dei regimi di sostegno previsti dalla PAC in regime de minimis. Il provvedimento consente di concedere liquidità alle imprese in difficoltà sia per le problematiche finanziarie determinate dal perdurare della pandemia di Covid-19, che per l’aumento dei costi di produzione legato al costo dell’energia e dei fertilizzanti.
L’anticipazione ammonta al 70% dell’importo richiesto per i pagamenti diretti e sarà possibile compensarla, senza interessi a carico degli agricoltori, al momento dei versamenti ordinari dei pagamenti degli aiuti PAC. Le domande di anticipazione possono essere presentate entro il termine di presentazione delle domande per i pagamenti diretti della PAC.

Con il voto favorevole dell’Assemblea plenaria del Parlamento Europeo è giunto ai passaggi conclusivi il processo di riforma della PAC. Le discussioni svolte negli ultimi mesi hanno confermato le criticità che avevamo espresso sull’intesa politica raggiunta lo scorso mese di giugno”.
Lo ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, dopo la votazione favorevole dell’Europarlamento sulle tre proposte di regolamento che entreranno in vigore il 1° gennaio 2023.
Agli agricoltori viene giustamente chiesto un maggiore impegno per la sostenibilità ambientale – prosegue Giansanti – ma con risorse finanziarie in diminuzione. Per l’agricoltura italiana, fino al 2026, il taglio ammonta al 15% in termini reali rispetto al periodo di programmazione chiuso lo scorso anno”.
E’ mancata inoltre una sostanziale ed effettiva semplificazione delle regole a vantaggio degli agricoltori e delle amministrazioni pubbliche”.
L’attenzione è ora rivolta sulla messa a punto dei programmi strategici nazionali per l’applicazione della nuova PAC che gli Stati membri devono inviare alla Commissione europea entro dicembre” – rileva il presidente della Confagricoltura.
Abbiamo già proposto al ministero e alle Regioni di concentrare le risorse finanziarie sull’agricoltura professionale che produce per il mercato e crea occupazione”.“La transizione ecologica – conclude Giansanti – richiede investimenti, un’ampia diffusione delle innovazioni tecnologiche e una crescente integrazione con le altre parti della filiera agroalimentare. Per raggiungere la neutralità climatica secondo gli impegni definiti a livello internazionale va salvaguardata la redditività delle imprese”.