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La Regione Piemonte, con la determinazione dirigenziale n. 914 del 25 ottobre ha approvato le ultime graduatorie della misura 10 del PSR, relative alle operazioni:
– 10.1.5 (tecniche per la riduzione delle emissioni di ammoniaca e gas serra in atmosfera)
– 10.1.6 (difesa del bestiame dalla predazione da canidi sui pascoli collinari e montani)
– 10.1.8 (allevamento di razze autoctone minacciate di abbandono)
– 10.1.9 (gestione eco-sostenibile dei pascoli).
Gli agricoltori interessati possono contattare l’ufficio tecnico di Asti Agricoltura per ulteriori chiarimenti.

 

La Regione Piemonte ha attivato la procedura informatica per la presentazione delle domande del bando per l’Operazione 5.1.2 – Impianti antibrina. L’azione sostiene  investimenti di prevenzione dei danni da avversità atmosferiche, costituiti da “Impianti di protezione dalle gelate”: ventilatori e/o bruciatori con funzione antibrina finalizzati a prevenire i danni connessi ad avversità atmosferiche (gelo). Ogni impianto di protezione deve essere realizzato per la difesa attiva di specifici prodotti agricoli individuati dal codice di identificazione d’uso della superficie in termini di tipo di coltura. Il budget della spesa pubblica prevista per il bando è di 1.500.000 euro.
Il bando è riservato a richiedenti in possesso dei requisiti di agricoltore in attività di cui all’articolo 9 del Regolamento (UE) n. 1307/2013, sia persone fisiche che persone giuridiche, singoli o associati. I beneficiari possono presentare le domande di sostegno, esclusivamente per il tramite del sistema informatico, fino alle ore 23:59 del 15 marzo 2022. Il sostegno è pari al 50% del costo dell’investimento ammissibile per ciascun impianto di protezione.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’ufficio tecnico di Asti Agricoltura.

Per visualizzare integralmente il bando cliccare sul link sottostante.

PSR_Operazione 5.1.2

L’emanazione del bando 2021 dell’Operazione 4.1.1 “Miglioramento del rendimento globale e della sostenibilità” è considerata urgente per l’approssimarsi della fine del periodo di programmazione (che si concluderà il 31.12.2022, con rendicontazione dei contributi erogati che ARPEA dovrà fare alla unione Europea entro il cosiddetto periodo N+3).
L’operazione 4.1.1 ha lo scopo di migliorare il rendimento globale delle aziende agricole sostenendo l’acquisizione, la costruzione, la ristrutturazione, l’ampliamento e la modernizzazione dei fabbricati e dei relativi impianti nonché la dotazione di attrezzature e macchinari e l’impianto di coltivazioni legnose agrarie
Il sostegno della operazione 4.1.1 può essere concesso per la realizzazione di investimenti collettivi per uso condiviso da parte di più aziende agricole, investimenti riferiti alla fase della produzione agricola primaria fino alla raccolta compresa. Il contributo è pari al 40% della spesa ammessa; Il limite minimo di spesa ammissibile ai sensi della Operazione 4.1.1 per le domande presentate a valere sul presente bando è di euro 25.000,00, ridotto a 15.000,00 per le aree di montagna.
Al fine di assicurare la sostenibilità economica degli investimenti finanziati, l’importo massimo di sostegno (spesa pubblica complessiva) erogabile ai sensi della Operazione 4.1.1 a ciascuna azienda beneficiaria in riferimento ad ogni domanda presentata è pari a 5 volte la Produzione Standard dell’azienda medesima, con un massimo di 130.000 euro (150.000 per le Aree C2 e D in considerazione della diversa percentuale di contributo sulla spesa).
Per le domande di sostegno relative alla realizzazione di investimenti collettivi per uso condiviso da parte di più aziende agricole, detti importi massimi di sostegno (130.000 euro di contributo per le Aree ABC1 e 150.000 euro per le Aree C2D) devono essere moltiplicati per il numero delle aziende agricole aderenti all’investimento collettivo, conteggiando un massimo di 4 aziende.

Per maggiori informazioni: https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/psr-2014-2020-operazione-411-investimenti-nelle-aziende-agricole-bando-2021

In seguito alle richieste di Confagricoltura Piemonte volte a prorogare la semina degli erbai da sovescio e la distribuzione delle matrici organiche sul terreno, si riporta la risposta della Regione Piemonte presente nella circolare n.25882 del 12/10/2021:

Operazioni 10.1.1, 10.1.2 e 10.1.3 – Impegno facoltativo “erbai autunno-vernini da sovescio”

Viene segnalato che la semina entro il 15 ottobre degli erbai autunno-vernini, impegno aggiuntivo delle operazioni 10.1.1 (produzione integrata) , 10.1.2 (biodiversità nelle risaie) e 10.1.3 (agricoltura conservativa), risulta problematica per condizioni pedoclimatiche contingenti nell’areale interessato da produzioni cerealicole e, in particolare, nelle risaie per difficoltà dovute anche al ritardo con cui procede la campagna di raccolta. In proposito va tenuto presente che simili richieste vengono rivolte quasi ogni anno (si vedano le circolari relative alla situazione del 2019 e del 2020). Si ricorda che il termine per la semina degli erbai è fissato al 15 ottobre affinché la coltura intercalare abbia il tempo di insediarsi entro l’autunno e quindi di garantire un’adeguata copertura del terreno nel periodo invernale. Solo in questo caso l’erbaio può svolgere con piena efficacia l’azione prevista. Il monitoraggio sugli effetti degli interventi agroambientali e la valutazione dei funzionari incaricati dei controlli, infatti, hanno evidenziato che semine più tardive e periodi più brevi di sviluppo degli erbai non consentono l’interramento di una quantità di biomassa tale da determinare apprezzabili benefici ambientali. Peraltro si ricorda che gli erbai seminati successivamente al 15 ottobre non sono automaticamente esclusi, ma la loro riuscita deve essere verificata tramite un controllo in campo perché risultino
ammissibili a premio. Naturalmente non sempre le condizioni climatiche e pedologiche si prestano a una favorevole realizzazione degli erbai autunno-vernini. E’ stata quindi prevista un’applicazione flessibile di questo intervento, proposto come un impegno facoltativo che, qualora assunto, non dev’essere necessariamente attuato ogni anno. L’agricoltore che, in base alla propria organizzazione aziendale o all’andamento stagionale, ritenga di non essere in condizione di realizzarlo secondo le modalità previste, o di non poter sostenere le relative spese nell’incertezza sulla finanziabilità della domanda, può limitarsi ai soli impegni di base. Il bando a questo proposito è chiaro e prevede come comportarsi in questi frangenti: “Qualora circostanze impreviste (es. condizioni meteorologiche avverse) impediscano l’effettuazione degli interventi o ne compromettano la buona riuscita, il richiedente potrà presentare entro il 31/12 di ogni anno di attuazione dell’impegno
facoltativo, mediante l’apposita funzione informatica, una comunicazione di rinuncia totale o parziale all’impegno facoltativo per l’anno in questione, senza incorrere in ulteriori riduzioni di pagamento. Successive rinunce saranno ancora possibili, ma ai sensi del regolamento (UE) n. 809/2014 (art. 3) non potranno essere considerate se l’autorità competente avrà comunicato l’intenzione di effettuare il controllo o avrà riscontrato inadempienze”. Nei casi di mancata semina o di riuscita insoddisfacente dell’erbaio occorre quindi presentare la dichiarazione di rinuncia, che non comporta alcuna sanzione ma soltanto la mancata erogazione del premio riferito all’impegno facoltativo.
Tenuto conto della situazione in corso e del margine di incertezza derivante dal fatto che le graduatorie relative alle operazioni 10.1.2 e 10.1.3 sono in via di definizione, per i nuovi impegni relativi a tali interventi la possibilità di adesione all’impegno facoltativo sarà mantenuta nel 2022 anche in caso di rinuncia nel primo anno.

Azione 10.1.3 – Distribuzione di matrici organiche riferite al primo anno di impegno

In merito alle difficoltà segnalate nell’adempiere alla distribuzione di matrici organiche richiesta dell’azione 10.1.3/3, si prevede quanto segue considerando il non sempre facile reperimento del materiale e il margine di incertezza dovuto al fatto che la graduatoria relativa ai nuovi impegni è in
via di definizione.
Dato atto che di norma la distribuzione del materiale organico avviene in un’unica soluzione, che nei terreni ricadenti in zone vulnerabili da nitrati per molte situazioni e/o materiali il periodo di divieto assoluto va dal 15 novembre al 15 febbraio, che dal punto di vista degli effetti sul suolo una distribuzione nei primi mesi dell’anno può essere paragonabile alla distribuzione effettuata nel tardo autunno precedente, che l’impegno di apportare ogni anno una quantità minima di sostanza
organica può essere rispettato anche differendolo di pochi mesi, si ritiene ammissibile per le domande di nuova adesione che le quantità di matrici organiche non distribuite nell’autunno 2021 possano essere apportate entro il 31 marzo 2022. Si precisa che le relative comunicazioni di avvio delle operazioni in campo dovranno riportare l’indicazione del 2021 come anno di impegno di riferimento e che per l’anno di impegno 2022 dovrà essere effettuata almeno un’altra distribuzione
di matrici organiche, rispettando sia i quantitativi minimi richiesti dall’azione sia i massimali stabiliti per le zone vulnerabili da nitrati, ove applicabili.

Da venerdì 15 ottobre e fino al 31 gennaio prossimo si potranno presentare le domande di contributo relative alla misura 4.1.1 del PSR. Sono finanziati interventi per l’acquisizione, la costruzione, la ristrutturazione, l’ampliamento e la modernizzazione dei fabbricati e dei relativi impianti nonché la dotazione di attrezzature e macchinari e l’impianto di coltivazioni legnose agrarie. Il bando concede la possibilità di presentare richieste agli imprenditori agricoli professionali che inoltre risultino “agricoltori attivi” in base ai dati del fascicolo aziendale. Le domande dovranno essere complete di tutta la documentazione necessaria all’istruttoria.
Il limite minimo di spesa ammissibile è di euro 25.000,00, ridotto a 15.000,00 per le aree di montagna; l’importo massimo di sostegno erogabile a ciascuna azienda beneficiaria in riferimento ad ogni domanda presentata è pari a 5 volte la Produzione Standard dell’azienda medesima, con un massimo di 130.000 euro (150.000 per le Aree C2 e D in considerazione della diversa percentuale di contributo sulla spesa). Per le domande di sostegno relative alla realizzazione di investimenti collettivi per uso condiviso da parte di più aziende agricole, gli importi massimi di sostegno (130.000 euro di contributo per le Aree ABC1 e 150.000 euro per le Aree C2D) devono essere moltiplicati per il numero delle aziende agricole aderenti all’investimento collettivo, conteggiando un massimo di 4 aziende. E’ fatta salva la possibilità per il richiedente di realizzare (in totale autofinanziamento per la parte eccedente l’importo di spesa ammessa al sostegno) investimenti di importo maggiore di quello ammesso al sostegno.
Per informazioni rivolgersi all’ufficio tecnico di Asti Agricoltura.