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C’è ancora tempo fino al 15 febbraio 2021 per presentare domanda sul nuovo bando dell’Operazione 4.1.3 del PSR “Investimenti per la riduzione delle emissioni di ammoniaca e gas serra di origine agricola“. Sono finanziabili la realizzazione di coperture alle strutture di stoccaggio; l’acquisto di macchine ed attrezzature per la distribuzione a bassa emissività (interratori, rasoterra, sottocotico); la realizzazione di vasche di stoccaggio aggiuntive rispetto alle capacità minime prescritte dalla normativa vigente. Non sono finanziabili separatori solido/liquido, spandiletame e macchine per la movimentazione dei reflui. Con questo bando sono cofinanziabili anche gli interventi necessari al rispetto di norme obbligatorie per le aziende agricole che devono effettuare adeguamenti strutturali a seguito dell’ampliamento 2019/2020 delle ZVN.

Ieri, giovedì 4 febbraio, l’Autorità di gestione del PSR del Piemonte Paolo Balocco (è anche direttore della Direzione Regionale dell’Agricoltura) ha diffuso una nota relativa alla prosecuzione della programmazione PSR 2014-2020 per quanto riguarda le Misure 10 e 11 – agricoltura integrata e agricoltura biologica.
Con la nota “l’Assessorato Agricoltura e l’Autorità di Gestione del PSR invitano a valutare, con riferimento alle aziende agricole che hanno portato a termine gli impegni assunti, la prosecuzione di questi impegni, pur precisando che tale scelta costituisce per il momento una decisione assolutamente volontaria dell’agricoltore, assunta a proprio rischio”.
In pratica la Regione lascia intendere che il finanziamento delle misure potrebbe essere prorogato, ma non avendo certezza dei finanziamenti “mette le mani avanti”, precisando che la decisione di assoggettarsi agli obblighi derivanti dalle misure agroambientali avviene a totale rischio delle aziende agricole.
Stante questa situazione gli agricoltori devono decidere che cosa fare, tenendo presente che se non rispetteranno fin da subito gli impegni legati alle misure agroambientali (rotazioni colturali, pratiche agronomiche, etc.) non potranno poi fruire dei contributi quando eventualmente si renderanno disponibili; perciò chi vuol continuare a confidare – con ragionevoli aspettative – negli aiuti dovrà proseguire nel mantenimento dei vincoli già assunti.
In allegato la circolare della Regione Piemonte

mis. 10_11 _prosecuzione_impegni-2021

Fino al 15 febbraio prossimo è possibile presentare domanda sul nuovo bando dell’Operazione 4.1.3 del PSR “Investimenti per la riduzione delle emissioni di ammoniaca e gas serra di origine agricola”. Tra gli interventi finanziabili segnaliamo: la realizzazione di coperture alle strutture di stoccaggio; l’acquisto di macchine ed attrezzature per la distribuzione a bassa emissività (interratori, rasoterra, sottocotico); la realizzazione di vasche di stoccaggio aggiuntive rispetto alle capacità minime prescritte dalla normativa vigente. Non sono finanziabili separatori solido/liquido, spandiletame e macchine per la movimentazione dei reflui e occorre stimare la percentuale di refluo aziendale, oggetto della copertura/distribuzione/stoccaggio, finanziato (0-100% del volume aziendale).
Con questo bando sono cofinanziabili anche gli interventi necessari al rispetto di norme obbligatorie per le aziende agricole che devono effettuare adeguamenti strutturali a seguito dell’ampliamento 2019/2020 delle ZVN.

E’ fondamentale il rilancio della produzione maidicola, per questo Confagricoltura ha valutato positivamente la recente riunione del Tavolo tecnico ministeriale. In tale occasione ha sostenuto le proposte presentate nelle bozze dei documenti programmatici integrativi del piano di settore che prevedono di consolidare e rafforzare lo strumento economico dei pagamenti diretti, di promuovere anche un sostegno accoppiato, nonché di favorire l’accesso ai PSR attraverso un’adeguata premialità e potenziate misure a supporto di investimenti e pratiche produttive innovative.
Confagricoltura ha ribadito la necessità di rafforzare ricerca, innovazione ed assistenza tecnica. In tale ottica: il potenziamento della Rete nazionale di confronto varietale; l’individuazione di percorsi produttivi per specialties in filiera e per rispondere alle sfide ambientali; l’analisi e la verifica in campo delle potenzialità delle NBT (New breeding technique), cioè cisgenesi e genome editing, che si differenziano dagli OGM.
Confagricoltura adesso sta approfondendo la materia con i dirigenti sul territorio e con la base associativa, per perfezionare in tempi brevi le linee programmatiche tracciate.
La coltivazione maidicola registra una progressiva riduzione degli ettari investiti che, in 15 anni, si sono praticamente dimezzati, favorendo la crescita delle importazioni nel nostro Paese anche di prodotto OGM. Le aziende maidicole italiane sono circa 100mila ed investono meno di 600mila ettari. Se non si provvederà al rilancio colturale in particolare saranno a rischio – ricorda Confagricoltura – le produzioni alimentari DOP di origine animale vincolate, dai disciplinari produttivi, ad avvalersi per il bestiame di mangimi e foraggi del territorio.
E’ fondamentale il rilancio della produzione di granoturco, per rafforzare la filiera e fornire all’industria di trasformazione locale materie prime di qualità per la realizzazione di specialità alimentari sempre più apprezzate dai consumatori”, dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte. Gli fa eco il direttore Ercole Zuccaro che afferma: “È necessario rafforzare ricerca, innovazione e assistenza tecnica”, aggiungendo che “l’Università di Torino ha sempre dedicato grande attenzione alla ricerca e alla sperimentazione sul granoturco: con i fondi che l’Europa mette a disposizione per migliorare la sostenibilità delle produzioni occorre individuare percorsi produttivi per specialties in filiera e per rispondere alle sfide ambientali; inoltre è necessario aprirsi senza pregiudizi all’analisi e alla verifica in campo delle potenzialità delle NBT (New breeding technique), cioè cisgenesi e genome editing”.
Le aziende maidicole italiane sono circa 100.000 e investono meno di 600.000 ettari. Il Piemonte – precisa Confagricoltura – offre un contributo di primo piano alla produzione nazionale, con 15.526 aziende e 137.655 ettari di superficie coltivata. “Si tratta di un dato importante – sottolinea Allasia – ma nel 2010 le aziende erano 22.896 e gli ettari 170.913. La coltivazione ha subito una pesante battuta d’arresto e per questo occorre provvedere a rilanciarla, per non mettere a rischio le nostre produzioni alimentari di qualità”.

Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte: “Pronti a collaborare per fare meglio”. Piano di Sviluppo Rurale: finora il Piemonte ha erogato poco più del 60% dei fondi disponibili per il periodo 2014-2020. “Bene la volontà di ridurre drasticamente la burocrazia”

Concordiamo con il presidente Cirio sulla necessità di un Patto per il Piemonte e siamo pronti a impegnarci per costruire e realizzare un piano di rilancio dell’economia che veda l’agricoltura tra i principali artefici della ripresa”. Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte, intervenendo sulle dichiarazioni del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, condivide gli obiettivi indicati dalla giunta subalpina. “Dobbiamo lavorare tutti insieme – afferma Allasia – per definire un nuovo Programma di Sviluppo Rurale che consenta alle imprese di poter sfruttare completamente e in tempi rapidi tutte le risorse a disposizione”.
Confagricoltura evidenzia che nel periodo di programmazione che si è appena chiuso, pur tenendo presente che le risorse residue potranno essere utilizzate nei prossimi due anni, la capacità di spesa del Piemonte si è dimostrata assai limitata.
In base ai dati non definitivi al 31 dicembre 2020 elaborati da Agea relativi all’avanzamento della spesa (Pubblica e quota FEASR) effettivamente sostenuta il Piemonte si posiziona al 60,34%, a fronte dell’impegno pressoché totale delle risorse. “Questo significa che il sistema di pianificazione, gestione dei bandi, rendicontazione e collaudi ha funzionato a rilento e che può e deve essere migliorato”, commenta il presidente di Confagricoltura Piemonte.
Apprezziamo l’impegno del presidente Cirio che ha dichiarato di voler ampliare il ricorso alle autocertificazioni e ai controlli ex post per le autorizzazioni e i contributi regionali, al fine di velocizzare snellire il carico burocratico per cittadini e imprese – ha aggiunto il direttore di Confagricoltura Piemonte Ercole Zuccaroperché l’agricoltura, che nell’anno del Covid ha continuato a lavorare per assicurare cibo di qualità e materie prime di valore alle industrie agroalimentari locali che hanno potuto mantenere posizioni importanti anche sui mercati internazionali, è pronta a fare la propria parte, con oltre 42.000 imprese agricole attive e 65.000 occupati, nell’interesse del territorio e dei cittadini”.

 

In allegato la tabella  di avanzamento della spesa (Pubblica e quota FEASR) effettivamente sostenuta e la situazione di disimpegno automatico FEASR al 31 dicembre 2020

PSR_avanzamento_31.12.2020_per_N_3_al_31_12_2020