Se ne è parlato martedì scorso nella Webinar del Durum Days, alla presenza di tutte le sigle della filiera. Iniziale impennata dei consumi di pasta con il lockdown (+40% a marzo), prevista ulteriore contrazione delle riserve mondiali (-27%) di frumento duro, mentre la siccità mette a rischio quantità e qualità del prossimo raccolto.

La filiera del grano duro e della pasta è riuscita durante l’emergenza Covid-19 a rispondere all’improvviso picco di domanda garantendo costantemente le forniture sul canale distribuzione, pur trovandosi a fronteggiare difficoltà logistiche e un aumento complessivo dei costi di produzione. Sforzo che non mette però al riparo da tensioni, visto che le scorte di grano duro a livello mondiale continuano a calare, il prezzo è da mesi in rialzo e sulla qualità della prossima campagna produttiva incombono non poche preoccupazioni. È questo il quadro che emerge dal Durum Days 2020, l’evento che ogni anno chiama a confronto tutti gli attori della filiera per fare il punto sulle previsioni della prossima campagna produttiva e che ha visto in questa quinta edizione confrontarsi via web Assosementi, Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri, Alleanza Cooperative Agroalimentari, Compag, Italmopa e Unione Italiana Food, con la partnership tecnica di Areté, con la collaborazione del Crea e con la partecipazione in veste di sponsor di Syngenta-PSB.
La filiera del grano duro – è emerso da uno studio elaborato dall’istituto di ricerca Areté e presentato per l’occasione – è alle prese con uno scenario non facile e assai imprevedibile, contraddistinto da fattori mutevoli e contrastanti; sul fronte della domanda, accanto all’azzeramento del canale della ristorazione, la grande distribuzione tra marzo ed aprile ha visto crescere i consumi di pasta del 24%. I picchi di aumento dei consumi (fino a oltre il +40%) registrati a marzo si sono però altrettanto repentinamente contratti fino ad attestarsi, già a partire da fine aprile, a cali fino al 10% rispetto alla stessa settimana dell’anno precedente.
Quando la domanda è schizzata in alto, la filiera industriale si è subito messa in moto a ritmi sostenuti. La produzione di semola nei due mesi di lockdown ha avuto una crescita a due cifre (+15%), mentre molti pastifici, in alcune settimane, hanno raggiunto ritmi di produzione superiori al 100% della loro capacità, ottenuti attraverso una rimodulazione dei turni e una riduzione dei formati lavorati. L’introduzione delle procedure per garantire la sicurezza dei lavoratori e delle produzioni, nel rispetto delle indicazioni del Governo, ha comportato strozzature e rallentamenti logistici lungo tutta la filiera, con un conseguente aumento generale dei costi di produzione.
Gli sforzi produttivi di questi mesi hanno contribuito a soddisfare la domanda dei consumatori in un momento di emergenza, ma a monte della filiera pasta rimane un mercato del grano duro con scorte ai minimi degli ultimi dieci anni e che, secondo le stime di Areté, saranno ancora in calo del 27% anche nel corso della prossima campagna. Il tutto in presenza di prezzi del grano duro che, all’inizio del lockdown, erano superiori del 25% rispetto all’anno precedente.
Pertanto, anche per la prossima campagna il mercato rimane scarsamente approvvigionato, nonostante il leggero aumento delle superfici seminate in Italia rispetto alla campagna precedente (+6%) che, a parità di rese, daranno un analogo incremento produttivo. Ma c’è preoccupazione per la qualità del prossimo raccolto, per via della prolungata siccità. Ciò in uno scenario che vede crescere nel nostro Paese la richiesta di frumento di qualità e di origine italiana, in linea con l’attenzione crescente da parte dei consumatori verso la provenienza della materia prima e verso prodotti di qualità, di formati speciali e con più alto contenuto proteico.

Iniziative come quella odierna servono a dare prova concreta dell’unità della filiera grano-pasta, che nonostante la grave emergenza sanitaria legata alla pandemia del coronavirus ha saputo fare squadra e rispondere egregiamente alla maggiore richiesta di prodotto fatta registrare durante questo periodo, assicurando con grande senso di responsabilità la regolare presenza dei prodotti agroalimentari sugli scaffali della grande distribuzione”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e che è tra gli organizzatori dell’edizione 2020 dei “Durum Days”, i quali ogni anno chiamano a confronto tutti gli attori della filiera per fare il punto sulle previsioni della prossima campagna produttiva.
Durante l’odierno confronto, infatti, è emerso con chiarezza che nonostante l’impennata dei consumi di pasta il prezzo del grano ha subìto rialzi molto contenuti, a dimostrazione del fatto che la strada da percorrere è ancora lunga e che è necessario continuare a insistere con sempre maggior decisione sull’aggregazione e sui contratti di filiera, partendo dai positivi risultati del protocollo d’intesa della filiera grano-pasta, che si appresta a compiere tre anni”, evidenzia Agrinsieme.
In tal senso, i contratti di filiera possono e devono essere considerati il perfetto momento di sintesi entro il quale compendiare le diverse esigenze dei vari componenti della filiera, sia in termini di prezzo che di parametri qualitativi, ma anche delle condizioni di conferimento e di quant’altro può contribuire a ridurre quanto più possibile le oscillazioni dei mercati”, prosegue il Coordinamento.
Se gli incentivi ai contratti di filiera sono stati sicuramente rilevanti per promuovere le relazioni interprofessionali, i dati presentati oggi da Areté hanno però dimostrato che questo tipo di misure da sole non bastano a garantire un vero rilancio della coltura e un significativo ritorno in termini di redditività; per questo, chiediamo al Governo di incentivare ancora di più gli sforzi in materia di ricerca e innovazione e di promozione di strumenti per la valorizzazione del prodotto. È pure opportuno accelerare i pagamenti dei contratti di filiera e perfezionare l’istituzione a livello sperimentale della Commissione Unica Nazionale del grano duro, garantendo così al settore, sulla scia di quanto già avviene in altri comparti, uno strumento che possa contribuire a dare una indicazione delle tendenze di mercato, alla base della formazione dei prezzi”, conclude Agrinsieme.

Ricordiamo che Confagricoltura, a livello territoriale, è in grado di fornire alle aziende associate indicazioni pratiche e linee guida per la prevenzione e il contenimento del contagio da coronavirus nel settore agricolo e zootecnico. Per informazioni rivolgersi all’Ufficio Tecnico di Confagricoltura Asti.

Sono state definite le linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive, che contengono le norme da seguire per ristorazione, attività turistiche, strutture ricettive, servizi alla persona, commercio al dettaglio e su aree pubbliche, uffici aperti al pubblico, piscine, palestre, manutenzione del verde, musei, archivi e biblioteche, campeggi, rifugi alpini, attività fisica all’aperto, noleggio veicoli e altre attrezzature, informatori scientifici del farmaco, aree giochi per bambini, circoli culturali e ricreativi, formazione professionale, cinema e spettacoli, parchi tematici e di divertimento, sagre e fiere, servizi per l’infanzia e l’adolescenza.

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Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha firmato la nuova ordinanza, valida fino al 14 giugno, che introduce l’obbligo di utilizzo della mascherina in tutte le aree di pertinenza dei centri commerciali (per esempio parcheggi e aree gioco) e dispone la chiusura degli esercizi di ristorazione e somministrazione alimenti massimo all’una di notte, lasciando ai sindaci la possibilità di introdurre maggiori restrizioni o particolari modalità di somministrazione (come fatto dal Comune di Torino) qualora ne riscontrassero l’esigenza per evitare assembramenti.

DPGR n. 63