Presente anche la Confagricoltura di Asti con il presidente Gabriele Baldi e il direttore Mariagrazia Baravalle
“Se l’agricoltura europea oggi non è accompagnata da politiche adeguate ai tempi e alle necessità, tra una decina di anni non sarà più in grado più di reggere il mercato. Per questo oggi, 18 dicembre, noi agricoltori di tutti i 27 Stati membri siamo qui a Bruxelles per una forte protesta contro le politiche della Commissione UE“. E’ stato questo il pensiero espresso da Confagricoltura durante il corteo che si è svolto questa mattina nella capitale belga, davanti ai palazzi delle istituzioni europee, per protestare contro le nuove direttive dell’Unione Europea che vanno a penalizzare fortemente il settore agricolo, come la nuova PAC 2028/3034.
Diverse centinaia di rappresentanti di Confagricoltura erano presenti a Bruxelles, ma la delegazione italiana è stata la più numerosa, dopo quella franco-belga. Più di diecimila sfilanti appartenenti a oltre 40 organizzazioni dei 27 Stati UE.
Le richieste avanzate dalle associazioni di categoria si sono riassunte sostanzialmente in una politica agricola unitaria, con un budget idoneo, e non ridotto del 20% come previsto, con meno burocrazia e una visione di crescita. “Se la UE disinveste sull’agricoltura – ha affermato Gabriele Baldi, presidente di Asti Agricoltura, presente oggi a Bruxelles insieme al direttore Mariagrazia Baravalle – il rischio è di implodere di fronte alle altre potenze mondiali: sono insufficienti le risorse per la prossima PAC, inefficaci le tutele del mercato UE rispetto alla concorrenza dei prodotti che arrivano dai Paesi extra europei, e le misure annunciate per il settore primario non mettono al centro i temi della produttività, della competitività e dell’innovazione“.
I fondi infatti passano dai 386 miliardi di euro dell’attuale programmazione ai 295 della prossima. Un calo del 24% circa, che arriva a sfiorare il 30% se si tiene in considerazione anche l’effetto erosivo dell’inflazione.
“Siamo davanti ad un’ipotesi di riforma che è poco lungimirante, nonché esigua sotto il profilo del budget – ha ribadito oggi il direttore della Confagricoltura di Asti Mariagrazia Baravalle – non chiediamo sussidi ma incentivi in grado di garantire la produzione, la qualità e la sicurezza alimentare, oltre al futuro dei giovani agricoltori”.
“Il bilancio dell’ultima annata agraria in Piemonte ha evidenziato le tante emergenze che il settore primario deve superare, dai cambiamenti climatici alla troppa burocrazia, dalle epidemie che affliggono animali e piante, alle incertezze dei mercati dovute alle tensioni internazionali“, hanno affermato i vertici della Confagricoltura di Asti. “A fronte di tutto questo è quindi necessaria una PAC che non tolga né diluisca la dotazione finanziaria per il settore“.
Alcune immagini del corteo di protesta che si è svolto stamattina a Bruxelles







