Si è svolta questa mattina presso la sala convegni dello Starhotels di Torino, il bilancio dell’annata agraria 2017, organizzato da Confagricoltura Piemonte. Un’annata costellata da luci ed ombre a causa delle condizioni atmosferiche avverse che si sono verificate su tutto il territorio regionale e dei repentini cambiamenti climatici che hanno influito notevolmente sulla produttività delle colture. A partire dalle gelate di metà aprile fino alle grandinate dei mesi di giugno e luglio che si sono abbattute su astigiano e alessandrino, l’agricoltura piemontese non ha avuto un attimo di tregua.
L’annata agraria 2017 sarà però anche ricordata per la grande siccità estiva che ha posto in primo piano la questione dell’approvvigionamento idrico e la necessità di interventi strutturali per affrontare le emergenze legate al clima.
Per molte colture il raccolto 2017 è stato scarso in termini quantitativi, con costi di produzione elevati dovuti al ricorso all’irrigazione a causa della siccità. Il Piemonte vitivinicolo ha pertanto una produzione di vino inferiore di quasi il 30% rispetto all’anno scorso e un calo dal 20 al 40% per quanto riguarda il comparto frutta. Diminuisce anche la produzione di orticole e quella del comparto florovivaistico.
Per quanto concerne l’ambito cerealicolo si registra un ottimo raccolto per il riso per qualità e quantità, che tuttavia risente di un andamento particolarmente negativo dei prezzi. Produzione in lieve calo per il mais, con prezzi stabili rispetto al 2016, ma in diminuzione rispetto a questa primavera. L’orzo è stabile ma aumenta le superfici dedicate. Il frumento tenero è duro e di buona qualità ma con quantitativi in calo e prezzi ancora insoddisfacenti.
Annata decisamente negativa per i produttori di miele, con quantitativi molto scarsi, in particolare per le varietà acacia e castagno. Per quanto riguarda il comparto latte, la domanda da alcuni mesi è tonica. Attualmente il latte piemontese alla stalla vale circa 37 cent/litro.
Annata delicata invece per quanto riguarda l’avicoltura, a causa delle vicende Fipronil e Amitraz. Confagricoltura Piemonte collaborerà con le autorità sanitarie per la diffusione dei piani di autocontrollo e a favore della richiesta della timbratura delle uova per ogni singola azienda di allevamento, al fine di salvaguardarne l’origine.
L’andamento altalenante di questi ultimi mesi e gli evidenti cambiamenti climatici hanno messo a dura prova il settore primario, che in Piemonte ha ancora annose questioni da risolvere”, ha affermato Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte, “come ad esempio il caso della proliferazione dei selvatici, del peso della burocrazia, della mancanza di un programma integrato di filiere in grado di valorizzare i nostri prodotti, ma anche del sistema macchinoso di accesso ai contributi comunitari che frena lo sviluppo della nostra agricoltura”. “In questo quadro certamente complesso”, ha concluso Allasia, “la nostra organizzazione continua a lavorare ogni giorno con l’obiettivo di tutelare, in primo luogo gli interessi delle imprese agricole che rappresenta e, più in generale, della collettività, del territorio e dell’ambiente”.

 

Alcune immagini della presentazione del bilancio dell’annata agraria 2017