Il Masaf ha emesso un decreto ministeriale lo scorso 7 giugno che attua il regolamento della Commissione europea 2024/453 del febbraio scorso che ha previsto un aiuto comunitario per l’indennizzo degli operatori della filiera avicola colpiti dalle misure sanitarie restrittive per contrastare gli effetti dell’influenza aviaria.
Gli aiuti sono erogati in particolare per compensare gli effetti delle misure sanitarie assunte nel primo quadrimestre del 2022. Sul testo del decreto è stata raggiunta l’intesa in Conferenza Stato-Regioni lo scorso 30 maggio.
In seguito alla pubblicazione del decreto, Agea Coordinamento ha diramato la circolare allegata che dispone le modalità per la presentazione delle domande di indennizzo che possono essere presentate entro il prossimo 12 luglio.

In allegato anche il regolamento comunitario con gli aiuti ammissibili

Influenza aviaria_decreto ministeriale

Regolamento di esecuzione UE

 

 

 

 

Anche quest’anno Confagricoltura è tra le protagoniste del Welfare Index PMI, l’evento promosso da Generali con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, giunto all’ottava edizione. L’elemento fondamentale, offerto dall’indagine presentata oggi a Roma al Salone delle Fontane, è la stretta correlazione tra il fatturato e la crescita di occupazione, da un lato, e il livello di servizi offerti ai dipendenti, dall’altro.
Confagricoltura è presente con tre realtà premiate per l’impegno nelle politiche di welfare – Tenute Ruffino (Firenze), Mastroberardino Soc. Agricola e Terredora (Avellino) – e con Sandro Gambuzza, componente di Giunta, tra i protagonisti di un talk sul tema “Inclusione sociale e welfare di comunità”.
Il Welfare Index PMI e i risultati della sua ricerca si confermano fondamentali per le imprese del nostro comparto – ha commentato a margine dell’evento Gambuzza – dai risultati dell’ultimo rapporto appare evidente come le imprese abbiano ormai raggiunto un alto livello di welfare aziendale, estendendolo anche alle famiglie dei propri dipendenti e alle comunità: dalle politiche di conciliazione vita-lavoro alla salute e all’assistenza per i familiari, dalla previdenza integrativa alla tutela dei diritti e delle pari opportunità”.
Tenute Ruffino, prima classificata nella categoria “Agricoltura” del Welfare Index Pmi di quest’anno, è un’azienda storica che produce vino in Toscana. Il premio, ritirato da Benedetta Greco, riconosce i diversi interventi in campo: buoni spesa e benzina si affiancano alla possibilità per i lavoratori di convertire il premio aziendale in welfare, a cui l’azienda aggiunge il 10%. È messo a sistema lo smart working di due giorni a settimana ed una maggiore elasticità in caso di esigenze comprovate. La tutela del territorio passa attraverso un impianto fotovoltaico, un parco macchine quasi completamente elettrico, e un efficiente sistema di depurazione delle acque.
Mastroberardino Società agricola è vincitrice della menzione speciale “Giovani e ascensore sociale”, ritirata da Piero Mastroberardino, titolare e fondatore. Produttrice di vini radicati nel territorio che la ospita, l’azienda da sempre porta avanti una politica di grande attenzione verso le nuove generazioni. Proprio a loro sono rivolti diversi piani di welfare progettati per la crescita professionale. Il personale ha a disposizione programmi di formazione personalizzati che spaziano dalla conoscenza della lingua inglese alle materie tecniche. Con partnership e tirocini, Mastroberardino porta avanti un dialogo con il mondo universitario finalizzato anche all’assunzione di giovani talenti.
Attenzione anche alle famiglie dei dipendenti con rimborsi spesa dedicati ai figli per la copertura dei costi dei libri scolastici, corsi di formazione e viaggi d’istruzione. Infine, degna di nota la creazione del Museo d’Impresa Mastroberardino Atripalda.
Tra le aziende premiate, anche Terredora, presente all’evento con il suo fondatore e titolare Paolo Mastroberardino, è un’azienda vitivinicola storica della provincia di Avellino e pioniera nel suo territorio nell’applicazione di contratti a tempo determinato stabilizzati. Accanto a questa scelta che punta a consolidare la permanenza dei dipendenti in azienda nell’arco di tutto l’anno, ci sono piani formativi con particolare attenzione al tema della sicurezza sul lavoro.
Un impianto fotovoltaico alimenta la cantina mentre le tecniche colturali non prevedono l’uso di prodotti chimici. Il rapporto con il territorio passa anche attraverso una stretta collaborazione con il mondo universitario con il quale Terredora ha collaborato per la sostenibilità dei processi e la salvaguardia dei vitigni autoctoni, protagonisti della sua produzione

Agriturist comunica che è stato pubblicato il rapporto “Agriturismo e Multifunzionalità 2024”, giunto alla sua settima edizione. Questo documento, realizzato nell’ambito delle attività della Rete Rurale Nazionale, continua a essere uno strumento essenziale per l’orientamento, la conoscenza e l’analisi del comparto agrituristico.
L’edizione di quest’anno non solo prosegue il lavoro delle precedenti, ma offre anche un approfondimento sul Piano Strategico della PAC (PSP) 2023-27. Particolare attenzione è

rivolta agli interventi a sostegno degli investimenti per la diversificazione in attività extra-agricole, con un focus sulla sostenibilità dell’agriturismo italiano e della sua offerta in relazione ai territori di origine.
Ecco alcuni dei principali punti salienti del rapporto:

– Aumento delle Aziende Agrituristiche: Nel 2022, il numero di aziende agrituristiche autorizzate in Italia ha raggiunto le 25.849 unità, segnando un nuovo massimo storico con un incremento dell’1,8% rispetto al 2021.
– Ripresa della Domanda: La domanda agrituristica ha superato i valori pre-pandemia, con oltre 4 milioni di arrivi e più di 15,5 milioni di presenze.
– Solidità Economica: Le aziende agrituristiche mostrano una SAU media di 25,3 ettari, circa due volte e mezzo superiore rispetto alla media delle aziende agricole italiane.
– Sostenibilità Sociale ed Economica: l’agriturismo è ampiamente diffuso nelle aree rurali, montane e svantaggiate, rappresentando una forma di diversificazione agricola sostenibile e integrata nel tessuto sociale locale.
– Produzioni Biologiche e IG: Gli agriturismi italiani dimostrano una forte inclinazione verso la produzione biologica e un’alta partecipazione alle produzioni a Indicazione Geografica (IG).
– Il rapporto include anche le principali novità legislative sulle attività connesse e la multifunzionalità emerse nel corso del 2023. Sono presenti riferimenti ai nuovi interventi per le fonti energetiche rinnovabili nel settore agricolo, come il Parco Agrisolare, l’agro-voltaico e il biometano, parte del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

In allegato il rapporto agriturismo e multifunzionalità 2024

Ricordiamo che in base alle norme regionali (punto 7.4 dell’Allegato A della D.G.R. 3 agosto 2007, n.114 – 6741, come modificato dalla D.G.R. 29 aprile 2024, n. 7-8499) vale quanto segue:

In caso di danni reiterati sullo stesso appezzamento è facoltà dell’ente o del soggetto danneggiato dopo due eventi dannosi causati dalla stessa specie prevedere specifiche misure di prevenzione. In caso di proposta da parte dell’ente e di diniego del proprietario, o del conduttore, non potranno essere risarciti ulteriori analoghi danni verificatisi successivamente sull’appezzamento. Tale condizione limitativa non si applica nel caso di coltivazioni o appezzamenti che non possono essere efficacemente protetti mediante gli interventi e le iniziative di prevenzione previsti al punto 12″.

Sono però state rappresentate alcune criticità applicative.

Per questo con una nuova circolare del 5 giugno u.s. sono stati forniti alcuni necessari chiarimenti, tenendo sempre presente che le finalità di tale disposizione sono quelle di incentivare la prevenzione e di ridurre i danni agricoli causati da fauna selvatica in attuazione di quanto richiesto dalla normativa.

Ecco l’aggiornamento.

“Dopo due eventi dannosi causati dalla stessa specie i soggetti che possono attivare le misure di prevenzione (reti, pastori elettrici o altri sistemi) sono i seguenti:

  1. a) Gli Ambiti territorali caccia (ATC) ed i Comprensori alpini (CA) nonché le

Province e la Città metropolitana di Torino ne valutano l’adozione e possono proporli ai proprietari o ai conduttori dei fondi soltanto nei casi di concreta possibilità di loro attivazione

Il costo degli interventi di prevenzione messi eventualmente in atto dall’ente

(ATC/CA, le Province e la Città metropolitana di Torino) sono a carico dell’ente stesso e, quindi, sono a titolo gratuito per il proprietario o il conduttore del fondo.

  1. b) Il proprietario o il conduttore del fondo decide di attivarle e, se concordate con l’ente (ATC/CA, le Province e la Città metropolitana di Torino), saranno oggetto di contributo da parte dello stesso ente.

Quanto sopra non si applica ed il diritto al risarcimento continua ad essere garantito:

-se gli interventi di prevenzione, sia quelli messi in atto dall’ente (ATC/CA, le

Province e la Città metropolitana di Torino) sia quelli messi in atto dal proprietario o dal conduttore del fondo, non producono effetto perché sullo stesso fondo la stessa specie provoca nuovamente danni nonostante gli interventi;

-nel caso di coltivazioni o appezzamenti per i quali non risulta efficace o possibile, alcuna misura di prevenzione;

– secondo le specifiche di cui sopra nelle aree colpite dalla Peste suina africana ricadenti nella zona di restrizione II, dove sono in vigore, in base ad ordinanza commissariale, stringenti limitazioni all’esercizio venatorio e per le difficoltà ad installare reti o altri sistemi di prevenzione in relazione alla conformità dei territori per lo più collinari e impervi.”

“Gli agromercati rappresentano un link fondamentale tra produttori e consumatori. Sono luogo di informazione e trasparenza: i cittadini devono sapere dove e come viene fatto quello che scelgono di mangiare. Dobbiamo puntare su una razionalizzazione e su un modello virtuoso, per garantire approvvigionamento e sicurezza alimentare, creando valore”. Lo ha dichiarato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, al convegno “I mercati all’ingrosso nella filiera agroalimentare”, organizzato da Italmercati e Ismea nella sede del CNEL, a Roma.
“Servono 5 food hub in Italia e una serie di mercati satellitari: un nuovo modello per ridurre sprechi, che sia basato sulla produttività – ha proseguito Giansanti -. Anche abbattere le emissioni é una prioritá. Questo approccio richiede risorse economiche”.
Il presidente di Confagricoltura ha poi ribadito come l’attuale Pac non sia sufficiente. “É arrivato il tempo di fare scelte significative, la politica agricola comune deve tornare a incentivare le imprese e non a sussidiare, a beneficio di tutta la filiera”, ha concluso.
All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, oltre a Fabio Massimo Pallottini, presidente Italmercati e Maria Chiara Zaganelli, direttore generale Ismea, il presidente dell’ICE, Matteo Zoppas, il presidente del Cnel, Renato Brunetta, Raffaele Borriello, Capo di Gabinetto del MASAF, e l’europarlamentare Paolo De Castro.