E’ on-line il nuovo bollettino sul nocciolo del 16/09/2019

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C’è ancora tempo e modo per evitare una guerra commerciale tra UE e USA. Chiediamo alla Commissione europea di aprire con urgenza un negoziato con gli Stati Uniti, per evitare l’imposizione di dazi doganali aggiuntivi sui nostri prodotti”. E’ la dichiarazione rilasciata dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, sulla decisione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), già anticipata ai rappresentanti delle due parti, di autorizzare gli USA ad applicare tariffe aggiuntive sulle importazioni dalla UE nel quadro del contenzioso sugli aiuti pubblici al gruppo Airbus. La decisione sarà ufficializzata a fine mese. Gli Stati Uniti hanno già preparato una lista dei prodotti da colpire che comprende le eccellenze del “Made in Italy” agroalimentare: dai vini, ai formaggi, all’olio d’oliva.
La Commissione Europea ha dichiarato di essere pronta a replicare ai dazi USA, con contromisure da applicare sui prodotti importati dagli Stati Uniti per un controvalore di 20 miliardi di euro.
Occorre il massimo impegno per evitare una guerra commerciale che sarebbe fortemente lesiva per l’Italia. Gli USA sono il primo mercato extraeuropeo per il comparto agroalimentare, con un valore di oltre 4 miliardi di euro”, dichiara il presidente di Confagricoltura. “La via da seguire con assoluta urgenza è quella del dialogo bilaterale” conclude Giansanti.

Il prossimo 1° ottobre entreranno in vigore le misure antismog per tutelare la qualità dell’aria. “I cambiamenti climatici in atto – chiarisce Confagricoltura Piemonteimpattano pesantemente anche sull’agricoltura, condizionando l’esercizio delle attività di campagna e creando gravi difficoltà a chi opera con l’ambiente naturale”.
Un caso concreto è rappresentato dai condizionamenti del clima nella concimazione dei terreni. Da qualche anno, nel periodo autunnale, in alcune aree del Piemonte, prima il tardivo raccolto del mais e poi la perdurante siccità seguita da alcune giornate di pioggia, impediscono agli agricoltori di concimare i terreni con gli effluenti zootecnici (le deiezioni animali che vengono stoccate in apposite vasche di contenimento) e con il digestato (sostanza fertilizzante ricavata dagli impianti di produzione di biogas e ottenuta con prodotti dell’agricoltura).
E’ una situazione che purtroppo si ripresenta ormai puntualmente – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasiae che crea pesanti difficoltà, in particolare agli allevatori. Per questo abbiamo chiesto alla Regione di sostenere il contrasto al cambiamento climatico aiutando le imprese agricole ad adottare adeguate tecniche agronomiche per la riduzione delle emissioni di ammoniaca, per l’utilizzo di concimi organici in sostituzione di quelli minerali e, per quanto riguarda le emissioni di ammoniaca in atmosfera da zootecnia, per favorire l’allontanamento rapido delle deiezioni animali, l’utilizzo di coperture sulle strutture di stoccaggio e l’immediata incorporazione al terreno dei reflui a seguito dello spandimento”.
Confagricoltura chiede inoltre che la Regione, qualora le condizioni agro-climatiche lo consentano, in deroga alle normative e per questioni di igiene e sanità pubblica, autorizzi gli agricoltori allo spandimento dei liquami in giorni specifici, al fine di evitare la tracimazione e la conseguente fuoriuscita delle vasche di raccolta, rimandando lo svuotamento completo nei periodi consentiti.
Per Confagricoltura è necessario che, nel rispetto dell’ambiente e delle leggi, si comprendano le effettive difficoltà degli allevatori e la necessità di tutelare l’igiene pubblica, prevedendo modalità operative di gestione dei reflui zootecnici che consentano agli operatori di lavorare in sicurezza e con serenità.

E’ motivo di orgoglio e grande soddisfazione vedere che BIWA, il Best Italian Wine Awards che dal 2012 premia i 50 migliori vini d’Italia, annovera anche quest’anno molte etichette di aziende e cantine nostre associate”. Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti commenta così la classifica pubblicata oggi, in vista della cerimonia ufficiale di premiazione a Milano delle aziende e delle personalità del mondo enologico che firmano questo successo.
Dal Piemonte alla Basilicata, dall’Alto Adige alla Sicilia, le migliori 50 etichette del BIWA celano il grande lavoro delle case vitivinicole per arrivare a una produzione di eccellenza: “Uno sforzo che inizia in vigna, con pratiche agronomiche sempre più sostenibili – afferma Giansanti – e che continua in cantina con tecnologia all’avanguardia, insieme a una marcata propensione ai mercati internazionali”.
Il settore vitivinicolo è di rilevante importanza per l’economia agricola e dell’industria alimentare in Italia: le aziende con vigneti sono 300mila con una superficie coltivata ad uva da vino di 652mila ettari, di cui 50mila con cantine di vinificazione, un fatturato di circa 10 miliardi di euro e un valore dell’export di 6.2 miliardi.
Gli ultimi dati, inoltre, confermano che il nostro Paese è stabile al primo posto mondiale con una produzione di 46 milioni di ettolitri ed esportazioni che per i primi cinque mesi del 2019 sono cresciute dell’11% in volume e del 5,5% in valore, soprattutto in Europa.
Confagricoltura – conclude il presidente – è impegnata a fianco delle proprie aziende a dare ulteriore impulso a questo comparto che traina l’export agroalimentare italiano. Le politiche commerciali internazionali condizionano profondamente l’andamento del settore: abbiamo sollecitato pertanto le istituzioni europee e il governo a fare ogni sforzo utile per evitare una ‘Hard Brexit’ che avrebbe gravi conseguenze per i nostri produttori vinicoli (e non solo), così come siamo attenti sul fronte dei dazi e degli accordi che regolano gli scambi commerciali tra i Paesi e i continenti”.

Agricoltura attiva per affrontare la sfida climatica, l’importanza dell’approccio agro-ecologico, rafforzare gli elementi del biologico. Ecco i primi tre punti del “Manifesto del bio 2030” redatto nell’ambito della 31a edizione di Sana a BolognaFiere e frutto del confronto tra istituzioni e associazioni.
Il “manifesto” punta sullo sviluppo territoriale, sull’innovazione, sulla tracciabilità dei prodotti e pone l’obiettivo dell’adozione di un logo nazionale che renda riconoscibile il made in Italy anche nel campo delle produzioni ‘naturali’.
In questo senso anche il video-messaggio di Phil Hogan, commissario europeo per l’Agricoltura: “L’Unione Europea (l’Italia detiene la leadership a livello europeo in ambito biologico) crede fermamente nell’importanza delle produzioni da agricoltura biologica ed è per tale ragione che sostiene la crescita di questo mercato con un forte indirizzo politico e un sostegno diretto agli agricoltori“.

 

(foto tratta da: www.futurapress.it)