La proroga della scadenza delle domande per l’accesso al fondo, come auspicato e richiesto da Confagricoltura, ha già consentito di ottenere un primo importante chiarimento riguardante l’accesso delle imprese di ristorazione connessa alle aziende agricole.

Di seguito il testo della FAQ disponibile da oggi sul sito della ristorazione:

DOMANDA: “Ai sensi dell’art. 58 DL 104/2020, possono accedere al beneficio gli agriturismi, i quali esercitano l’attività agricola come attività prevalente e l’attività di ristorazione quale attività necessariamente accessoria?”

RISPOSTA: “Si. L’articolo 58 comma 2 DL 104/2020 deve essere interpretato in coerenza con le altre disposizioni di legge che disciplinano l’attività degli agriturismi e che prevedono che essi possano svolgere attività di ristorazione solo in via secondaria ed accessoria rispetto alla prevalente attività agricola. Con la conseguenza che i medesimi possono accedere al contributo con dichiarazione del calo del fatturato riferito alla sola attività di ristorazione di cui al richiamato codice ATECO 56.10.12. Per tale motivo nella compilazione della domanda può comunque essere indicata l’attività di ristorazione (e il correlato codice Ateco 56.10.12) come “prevalente” laddove richiesto dalla modulistica“.

Luigi Tozzi, responsabile dell’Ufficio Politiche della Qualità e Sicurezza Alimentare di Confagricoltura, è stato confermato vicepresidente del Gruppo di Dialogo Civile per l’agricoltura biologica della Commissione Europea, candidato dal Copa-Cogeca. Tozzi affiancherà il presidente del CdG l’olandese Marian Blom (IFOAM), nell’assistere la Commissione Europea, contribuendo a mantenere un dialogo sulla politica dell’agricoltura biologica, di particolare importanza in questo periodo, visto il suo legame con il “Green Deal”. Ai Gruppi partecipano il mondo della produzione e quello della distribuzione, insieme alle associazioni non governative, per favorire lo scambio di esperienze e la formulazione di pareri condivisi sui temi specifici, oltre a monitorarne gli sviluppi politici.

Nella bozza della Legge Finanziaria 2021 è presente una disposizione molto interessante per le imprese che hanno in programma di effettuare investimenti. Si tratta di una proroga del credito di imposta per investimenti 4.0 attualmente in vigore, ma con un potenziamento dei benefici ottenibili. Di seguito riassumiamo il contenuto di tale disposizione.
Le spese che potranno beneficiare del credito sono quelle di acquisto di beni strumentali, effettuate dal 16 novembre 2020 fino al 31 dicembre 2022 (o fino al 30 giugno 2023, a condizione che entro il 31 dicembre 2022 sia stato pagato almeno il 20% del costo).
Gli investimenti possono riguardare sia beni materiali che immateriali nuovi, esclusi i veicoli ed i fabbricati. La misura del credito è differenziata a seconda della tipologia dell’investimento e della data di effettuazione:

– beni “ad alto contenuto tecnologico” (quelli per i quali attualmente spetta il credito di imposta del 40%): fino al 31/12/2021 il credito è pari al 50%, nel 2022 passa al 40%
– beni “generici” (per i quali attualmente spetta il credito di imposta del 6%): fino al 31/12/2021 il credito è pari al 10%, nel 2022 passa al 6%.

Il credito di imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello di pagamento F24, in 3 quote annuali, e non più 5 rate annuali, come previsto dalla norma attualmente in vigore. Come per il credito attuale, si ricorda che tutti i documenti relativi all’investimento (fatture, ordine, pagamento ecc.) devono riportare il riferimento alla norma.

Un premio nazionale, come migliore messaggio video, allo spot tv (e social) che ha come protagonista il Brachetto d’Acqui docg focus di un progetto di comunicazione voluto dal Consorzio Vini d’Acqui e realizzato dall’agenzia milanese White.
Lo ha assegnato lunedì scorso, 23 novembre, con una cerimonia in video conferenza in ottemperanza alle misure di sicurezza sanitaria, la rivista Vini & Consumi. In giuria c’erano esponenti del mondo della Grande Distribuzione Organizzata e del giornalismo agroalimentare. “A dimostrazione che il nostro è un premio vero che riconosce la qualità delle idee e dei progetti” ha detto il direttore della testata, Angelo Frigerio.
Lo spot del Brachetto d’Acqui docg è stato presentato lo scorso anno ad Acqui Terme. Ha avuto una programmazione sulle maggiori reti Mediaset, su Sky e sui social media riscuotendo da subito grande successo. Al centro del racconto filmico c’è il paesaggio del Monferrato, cuore della produzione del vino Brachetto d’Acqui docg che ne diventa insieme simbolo e testimonial.
I nostri vignaioli associati hanno supportato in pieno la produzione di questa campagna promozionale che è stata premiata dalla giuria chiamata a giudicare dalla rivista Vini & Consumi – ha detto il presidente del Consorzio, Paolo Ricagno. “Non è stato facile – ha aggiunto – far comprendere fino in fondo la necessità, soprattutto in periodi complicati dal punto di vista commerciale e sociale, la necessità di comunicare, di raccontare il nostro vino e il nostro paesaggio. Questo premio ci conferma che eravamo e siamo sulla strada giusta“. Nel suo intervento Ricagno ha inoltre ricordato la nuova tipologia di spumante a base di uve brachetto, l’Acqui docg Rosé brut, “Uno spumante secco e naturalmente rosé, tra i pochi in Italia che possono dirsi docg” ha puntualizzato.
Soddisfazione per il riconoscimento anche da parte di Andrea Pirola dell’agenzia di marketing e comunicazione White di Milano: “Lo spot che abbiamo realizzato per il Brachetto d’Acqui è il risultato di una perfetta sintonia tra noi e il committente che ci ha fornito tutte le informazioni e le suggestioni necessarie non solo al processo creativo, ma anche a quello descrittivo che ha centrato l’obiettivo, raccontare il vino Brachetto d’Acqui docg e il suo paesaggio inserendo una storia personale e sensuale costruita attorno alle colline e alle vigne di brachetto“.

Il comitato direttivo di Confagricoltura, riunito via web, ha oggi completato la squadra che affiancherà il presidente Massimiliano Giansanti nei prossimi quattro anni.
Tra i nove componenti della giunta sono stati nominati i tre vicepresidenti: Matteo Lasagna, mantovano, riconfermato nella carica, conduce un’azienda agricola ad indirizzo lattiero caseario per la produzione di Parmigiano Reggiano. Giordano Emo Capodilista, imprenditore vitivinicolo in provincia di Padova, vicepresidente vicario di Confagricoltura Veneto, già presidente del Consorzio Vini Colli Euganei Doc. E Sandro Gambuzza, titolare di un’impresa ad indirizzo orticolo ed olivicolo in provincia di Ragusa e presidente di SAC spa (aeroporto internazionale di Catania).
Il direttivo di Confagricoltura, su proposta del presidente Giansanti, ha approvato anche la cooptazione nella giunta confederale di due imprenditori le cui competenze professionali ed esperienze organizzative porteranno valore aggiunto al lavoro della dirigenza. Sono il calabrese Nicola Cilento, già vicepresidente nazionale di Confagricoltura, titolare di un’azienda ad indirizzo prettamente agrumicolo e Nicola Gherardi di Ferrara, che conduce un’azienda ad indirizzo cerealicolo.