Confagricoltura Asti ritiene che sia importante fare chiarezza sulle richieste economiche che il Consorzio dell’Asti D.O.C.G. sta inviando alle aziende agricole proprio in questi giorni e, pertanto, ha chiesto ed ottenuto, con dovizia di particolari, le informazioni necessarie dai propri rappresentanti in seno alla compagine gestionale della struttura consortile.
Anche a seguito dell’incarico conferito nel 2012 dal Ministero dell’Agricoltura al Consorzio dell’Asti e del Moscato d’Asti docg per le attività di promozione, valorizzazione, tutela e vigilanza delle denominazioni dallo stesso tutelate in modalità erga omnes (quindi per tutte le aziende produttrici, non solo quelle associate al Consorzio), l’Assemblea ha deliberato, nel giugno 2019, una tariffa non solo sulle bottiglie ma anche sulla produzione di uva.
In questo modo anche il comparto agricolo, nella sua totalità e non solo quello consorziato, apporta una contribuzione diretta alla Denominazione, che per ciascuna delle due campagne vendemmiali 2019 e 2020, è pari a 2,80 euro/q di uva Moscato bianco atto alla produzione dell’Asti e Moscato d’Asti.
Si precisa che la fattura che è stata di recente inviata, con scadenza a fine 2020, riguarda ancora la vendemmia 2019.
Una parte della tariffa, pari a 0,375/q euro copre i costi inerenti le attività di tutela e vigilanza (ad es. registrazione dei marchi, cause legali sull’utilizzo indebito della denominazione, verifica del prodotto sul mercato), mentre la restante parte pari a 2,425 euro/q è indirizzata alle attività di promozione e valorizzazione.
Il Presidente del Consorzio Romano Dogliotti evidenzia: “Le campagne pubblicitarie in collaborazione con Alessandro Borghese, che stanno iniziando a riscuotere successo e fanno parlare dell’Asti sui media nazionali, sicuramente fanno entrare e fissare nella mente del consumatore il nostro territorio e la nostra denominazione” ed aggiunge “ma non dimentichiamo le attività di degustazione, l’organizzazione di eventi, la partecipazione a fiere e mostre, l’incoming”.
Sono tutte attività che vanno supportate” ci tiene a precisare Flavio Scagliola, vicepresidente del Consorzio “ed il fatto che oggi si chieda anche alla parte agricola di compartecipare alle spese per il consolidamento della filiera, se da un alto può essere letto come un sacrificio ( e sicuramente lo è), dall’altro rappresenta una crescita di consapevolezza e di equità all’interno della stessa, raggiungendo una dignità decisionale importante”.
I consiglieri del Consorzio fanno inoltre sapere che, comunque spiaciuti di non poter incontrare i produttori di persona a causa della pandemia in corso, è in via di spedizione una comunicazione a tutte le aziende in cui vengono dettagliati gli aspetti economici e ci si sofferma con ricchezza di particolari su tutte le attività di promozione, valorizzazione e comunicazione avviate.