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Iniziativa tempestiva e utile anche per il rilancio delle esportazioni agroalimentari italiane dopo l’emergenza sanitaria”.
E’ questo il commento del presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, al patto per l’export presentato oggi dal Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio.
In particolare, Confagricoltura accoglie positivamente l’inserimento di sei esperti agricoli nella rete diplomatico-consolare, che potranno ottimizzare il lavoro delle Ambasciate nella rimozione di barriere non tariffarie e nella promozione delle eccellenze della filiera agroalimentare. Una richiesta che Confagricoltura aveva da tempo caldeggiato, per colmare una lacuna dell’Italia rispetto ad altri Stati membri.
La pandemia ha fermato la corsa delle nostre esportazioni – spiega il componente di Giunta Giordano Emo Capodilista, con delega all’internazionalizzazione, che ha preso parte alla presentazione del patto – quest’anno potremmo registrare una contrazione superiore al 10%. Con la ripresa, la concorrenza sui mercati sarà ancora più agguerrita. Per questo è importante farci trovare pronti, con un piano teso a valorizzare l’eccellenza delle nostre produzioni. La crescita delle esportazioni di settore avvantaggia anche l’agricoltura, considerando che oltre il 70% dei nostri prodotti è destinato alla trasformazione”.
Nel trascorso decennio, ricorda Confagricoltura, l’export agroalimentare è praticamente raddoppiato. Attualmente, si attesta attorno ai 43 miliardi di euro.
Possiamo in tempi brevi, e con l’impegno di tutti, arrivare a 50 miliardi – conclude Emo Capodilista – assicurando così un significativo contributo alla ripresa dell’economia italiana in termini di reddito ed occupazione”.

E’ motivo di orgoglio e grande soddisfazione vedere che BIWA, il Best Italian Wine Awards che dal 2012 premia i 50 migliori vini d’Italia, annovera anche quest’anno molte etichette di aziende e cantine nostre associate”. Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti commenta così la classifica pubblicata oggi, in vista della cerimonia ufficiale di premiazione a Milano delle aziende e delle personalità del mondo enologico che firmano questo successo.
Dal Piemonte alla Basilicata, dall’Alto Adige alla Sicilia, le migliori 50 etichette del BIWA celano il grande lavoro delle case vitivinicole per arrivare a una produzione di eccellenza: “Uno sforzo che inizia in vigna, con pratiche agronomiche sempre più sostenibili – afferma Giansanti – e che continua in cantina con tecnologia all’avanguardia, insieme a una marcata propensione ai mercati internazionali”.
Il settore vitivinicolo è di rilevante importanza per l’economia agricola e dell’industria alimentare in Italia: le aziende con vigneti sono 300mila con una superficie coltivata ad uva da vino di 652mila ettari, di cui 50mila con cantine di vinificazione, un fatturato di circa 10 miliardi di euro e un valore dell’export di 6.2 miliardi.
Gli ultimi dati, inoltre, confermano che il nostro Paese è stabile al primo posto mondiale con una produzione di 46 milioni di ettolitri ed esportazioni che per i primi cinque mesi del 2019 sono cresciute dell’11% in volume e del 5,5% in valore, soprattutto in Europa.
Confagricoltura – conclude il presidente – è impegnata a fianco delle proprie aziende a dare ulteriore impulso a questo comparto che traina l’export agroalimentare italiano. Le politiche commerciali internazionali condizionano profondamente l’andamento del settore: abbiamo sollecitato pertanto le istituzioni europee e il governo a fare ogni sforzo utile per evitare una ‘Hard Brexit’ che avrebbe gravi conseguenze per i nostri produttori vinicoli (e non solo), così come siamo attenti sul fronte dei dazi e degli accordi che regolano gli scambi commerciali tra i Paesi e i continenti”.

Confagricoltura chiude il Vinitaly consolidando la propria posizione di interlocutore economico centrale per il settore enologico e l’agroalimentare. L’edizione di quest’anno della kermesse veronese è stata caratterizzata dalla massiccia presenza di politici con i quali l’Organizzazione ha ribadito la necessità di costruire una prospettiva capace di rafforzare ulteriormente la posizione di leader dell’Italia vitivinicola.
Con oltre 300mila aziende e un valore dell’export che supera i 6 miliardi, il vino italiano merita un nuovo disegno di promozione internazionale in cui l’immagine del vigneto Italia sia maggiormente identificabile. Le peculiarità delle singole regioni e le relative produzioni possono emergere ancora di più se si pianificano strategie condivise forti sulla scena mondiale.
Confagricoltura ha ampliato lo spazio espositivo (stand E2 – E3/ F2 – F3, Tensostruttura Hall Area D) a disposizione del territorio e attuato numerose iniziative alla kermesse vitivinicola come “Artisti diVini” con etichette di vini realizzate da artisti emergenti, l’evento organizzato con l’Associazione delle Dimore storiche, la presentazione della nuova edizione del catalogo ENAPRA skills4wine per gli operatori della filiera vitivinicola, la Galleria delle regioni che rappresenta i vigneti regionali attraverso alcune etichette tra le più rappresentative delle nostre Doc e Docg, tra cui le aziende del Piemonte e della provincia di Alessandria.
Nella giornata di martedì 9 aprile protagonista il territorio piemontese, con la degustazione guidata “Nudi e crudi”, organizzata da Confagricoltura Torino e Confagricoltura Cuneo, con la presentazione del Consorzio delle Cascine Piemontesi e degustazione di carne cruda (salsiccia di Bra, carpaccio e trita), formaggi e vino.
Al termine spazio anche a Confagricoltura Asti, presente con una nutrita delegazione guidata dal direttore Mariagrazia Baravalle, che ha introdotto Andrea Cerrato, presidente del Consorzio turistico Sistema Monferrato, il quale ha delineato i progetti futuri che verranno intrapresi dal consorzio turistico, insieme a Confagricoltura Asti.
L’Organizzazione agricola astigiana era degnamente rappresentata anche dalle bottiglie in esposizione delle sue aziende, ovvero: Cascina Castlet, Marchesi Alfieri, Tenuta Olim Bauda e la Cantina di Alice Bel Colle

Le aziende associate a Confagricoltura Asti che hanno partecipato al Vinitaly:

 

ZONIN
CHIARLO MICHELE
TENUTA SANTA CATERINA
TENUTA MONTEMAGNO
GOZZELINO SERGIO
PIANBELLO
RIDAROCA
SCAGLIOLA
TENUTA LA GRAZIOSA
MONTALBERA
LA CAUDRINA
BUSSI PIERO
TRE SECOLI
VIGNE DEI MASTRI
VIOTTI
CASCINA CASTLET
VILLA GIADA
BOERI ALFONSO
CASCINA GILLI
PICO MACCARIO
BALDI PFRANCO
MARCHESI ALFIERI
TENUTA OLIM BAUDA
ARALDICA CASTELVERO
CANTINA ALICE BEL COLLE
COPPO
BAVA
COCCHI

 

Alcune immagini di Vinitaly 2019

 

Il valore del mercato biologico in Italia, secondo l’Ice, ammonta a circa 3,4 miliardi di Euro (dati 2016, ultimi disponibili in quanto le statistiche ufficiali non evidenziano tale categoria). A questo si aggiungono 1,95 miliardi di euro di export (+16% rispetto al 2015), dato che pone l’Italia al primo posto in Europa tra i Paesi esportatori di prodotti biologici: circa il 35% del fatturato del biologico italiano deriva dall’export.
I prodotti biologici pesano per il 5% del totale di esportazioni di food italiane e il loro valore è quintuplicato dal 2008. Tra i principali partner commerciali per l’export italiano di prodotti biologici, troviamo la Germania (circa 350 milioni), la Francia (circa 350 milioni), il BeNeLux (circa 210 milioni), la Scandinavia (circa 175 milioni), gli USA (circa 160 milioni). Seguono Austria, Spagna, Paesi dell’Est Europa, Svizzera, Canada, altri Paesi terzi (assieme circa 160 milioni) e altri Paesi europei (assieme circa 100 milioni).