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Si ricorda che, in seguito alle violente grandinate verificatesi all’inizio del mese di luglio, le aziende agricole hanno la possibilità di segnalare al proprio Comune di appartenenza le conseguenze subite da queste pesanti avversità atmosferiche. In questi casi sarà tendenzialmente molto difficile beneficiare di sostegni pubblici, considerando che la grandine è un evento atmosferico assicurabile. E’ tuttavia consigliato effettuare le dovute segnalazioni, in modo tale che giunga il maggior numero possibile di riscontri presso la Regione Piemonte, affinché l’ente stesso prenda piena coscienza del problema che si è abbattuto sul comparto agricolo, e venga richiesto lo stato di calamità naturale. Le segnalazioni devono essere presentate ai Comuni al massimo entro venerdì 30 luglio 2021, utilizzando il modello allegato. L’invio può avvenire anche via PEC.

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Non c’è un attimo di tregua per l’agricoltura piemontese, in particolare quella astigiana in questa pazza estate costellata dal maltempo. Forti temporali accompagnati da enormi chicchi di grandine hanno devastato in pochi giorni quasi tutto il nord astigiano.
La scorsa settimana una violentissima grandinata della durata di circa 30 minuti si è abbattuta sull’area del moncalvese, decimando quasi tutta la produzione di vigneti e noccioleti, in prossimità della loro maturazione. Nella giornata di ieri il maltempo si è spostato nell’area dei comuni intorno a San Damiano d’Asti e Revigliasco. In questa zona sono caduti oltre 38 millimetri di acqua, rendendo necessario l’intervento da parte dei vigili del fuoco per infiltrazioni in molte abitazioni e le temperature sono scese con punte al di sotto dei 10 gradi. Anche in questo caso è stata la grandine la protagonista in negativo, con chicchi grandi come uova, che ha causato pesanti danni a mais, in piena fioritura, soia, girasoli e su campi di grano ancora da trebbiare.
Molte le aziende associate ad Asti Agricoltura che hanno segnalato numerosi danni all’interno dei loro appezzamenti.
Il 70% della produzione viticola e corilicola è andata perduta e in alcune zone il danno è stato quasi del 100% – afferma sconsolata Cristina Bello, titolare dell’azienda agricola di San Martino Alfieri – erano circa 10 anni che non si verificavano disagi di questa natura”. “Purtroppo le conseguenze di questi temporali non saranno circoscritte a quest’annata”, afferma Enrico Masenga, consulente tecnico specialistico di Asti Agricoltura, che insieme agli altri tecnici dell’Organizzazione agricola astigiana sono al lavoro già da giorni per la stima dei danni. “Gli enormi chicchi di grandine hanno compromesso anche la struttura delle piante e nelle prossime settimane saranno necessari aggiustamenti e soprattutto interventi di sanificazione per evitare la diffusione di malattie. Tutto ciò andrà ad inficiare la produzione anche per gli anni successivi”.
Questi cambiamenti climatici sempre più nefasti per la nostra agricoltura necessitano di ulteriori interventi oltre ai risarcimenti standard previsti dalle assicurazioni che comunque non coprono completamente il danno subito”, dichiara il direttore di Asti Agricoltura Mariagrazia Baravalle. “Apprezziamo l’impegno e la tempestività della Regione Piemonte nel richiedere nuovamente lo stato di emergenza per la seconda volta in pochi giorni. Tuttavia è necessario trovare nuove soluzioni finalizzate ad un ulteriore risarcimento in seguito ad eventi atmosferici sempre più frequenti”.

 

Alcuni grappoli di uva completamente devastati dalla grandine

Si stanno ancora contando i danni derivanti dal violento nubifragio con grandinata che si è abbattuto domenica 11 e lunedì 12 agosto sulla zona nord della Provincia di Asti, colpendo anche la “striscia” di territorio che parte da Mondonio Torinese, passa per Castelnuovo Don Bosco e poi via verso Pino d’Asti, Aramengo, Cocconato.
Ingenti danni anche nella zona della Valle Versa e nel Moncalvese: chicchi grossi come nocciole e noci caduti dal cielo sopra Grazzano Badoglio. Prima il forte vento ed in pochi minuti la precipitazione violenta che ha scaricato per oltre dieci minuti pezzi di ghiaccio misti anche ad acqua che hanno parzialmente attutito la caduta a terra. Da valutare i possibili danni ai vigneti della collina aleramica. Grandine anche su Tonco, Moncalvo, Montglio, Cocconato, Portacomaro e altri paesi.

 

Distrutte vigne e campi di mais

Ingentissimi i danni provocati prevalentemente dalla grandine che è caduta copiosissima in pochissimi minuti, distruggendo colture di mais, “pelando” letteralmente le vigne di Freisa e Malvasia e intasando condotte e tombini. Provocando così numerosi allagamenti di cantine, garage e piani terra di villette poste nel basso.
Forti precipitazioni con strade allagate anche ad Asti e dintorni e a San Damiano. Diverse frazioni sono rimaste isolate, senza luce e con moltissimi danni ai tetti. Situazione difficile anche nell’area di Casale Monferrato.

Ingenti danni alle coltivazioni arboree e in campo ed alle strutture (capannoni, serre, tunnel) sono stati provocati da grandinate e vento forte che, nello scorso fine settimana, hanno flagellato le campagne in tutta Italia, a macchia di leopardo. Raffiche violente di vento hanno causato cadute di alberi e allettamento delle colture già alte in campo. La grande quantità di acqua che sta cadendo in molte provincie, se da un lato era necessaria dopo i mesi di siccità autunnale e invernale, dall’altro sta rendendo estremamente difficoltosa la produzione di fieno. Lo sottolinea Confagricoltura che sta facendo una prima ricognizione dei danni. Ricognizione ancora parziale, perché l’instabilità atmosferica prosegue anche in questa settimana.
I tecnici di Confagricoltura sono all’opera su tutto il territorio e già contano danni per vari milioni di euro. Di seguito una prima mappa sulla situazione territoriale.
Per quanto riguarda l’Astigiano, un violento nubifragio con presenza di grandine si è abbattuto sabato pomeriggio sull’area nord ovest (prevalentemente nei comuni della Valle Versa, ma anche nella zona di Moncalvo). La grandinata di sabato ha rappresentato un ulteriore episodio di maltempo in un periodo caratterizzato da repentini cambiamenti climatici. E come al solito a farne le spese maggiori è sempre l’agricoltura. I tecnici di Confagricoltura Asti si sono subito messi al lavoro per quantificare l’entità del danno subito e nonostante sia ancora prematuro effettuare una stima precisa delle conseguenze, si sono ipotizzati comunque danni prevalentemente su vite e piante da frutto (in modo particolare sui noccioli), ma non sono state risparmiate neanche le colture spigate. Tutto questo lo si è potuto desumere considerando l’intensità della precipitazione e le dimensioni dei chicchi di grandine (come si può osservare nella foto).
Nella giornata di lunedì infatti le telefonate ai nostri uffici zona da parte delle aziende agricole associate a Confagricoltura Asti non hanno tardato a farsi sentire. I nostri soci hanno segnalato ingenti danni che hanno interessato gran parte della loro produzione e la coltura più colpita è la vite. Il nocciolo e le altre piante da frutto, nonostante le prime impressioni negative di sabato pomeriggio, sembra che abbiano resistito e si registrano alcuni danni solamente nei comuni dove è stata maggiore l’intensità della grandine.
La grandinata di forte intensità, ma fortunatamente di breve durata, è stata abbastanza circoscritta nella zona della Valle Versa. I comuni più colpiti sono stati: Montiglio Monferrato, Tonco, Montechiaro d’Asti e Cunico. la perturbazione si è poi spostata a Portacomaro fino a raggiungere la città di Asti e alcuni comuni a sud del Tanaro, perdendo poi gradualmente di intensità.

 

 

 

Parziale soddisfazione quella riscontrata dagli agricoltori astigiani nei primi sei mesi del 2018 in merito all’andamento dell’annata agraria, annata costellata da luci ed ombre a causa delle condizioni atmosferiche e dei repentini cambiamenti climatici che hanno influito notevolmente sulla produttività delle colture. Nei mesi di giugno e luglio hanno infatti imperversato forti e copiose piogge che, sommatesi alla grandine, in alcune zone della nostra provincia hanno compromesso parte del raccolto. Confagricoltura Asti traccia un primo bilancio di quelli che sono stati finora i risultati dell’attività agricola e delle prospettive per i mesi futuri.
Sul fronte del comparto cerealicolo si registra una discreta quantità di prodotto, ma una qualità al di sotto delle aspettative, soprattutto per quanto riguarda il grano, pesantemente danneggiato dalla pioggia proprio a ridosso del periodo della trebbiatura.
Ci troviamo di fronte ad uno scenario dai risvolti abbastanza contrastanti” – afferma Gianni Bione, dirigente di Confagricoltura Asti della zona della Valversa. “Mentre sia la soia sia il mais promettono molto bene, non si può dire la stessa cosa del grano che, a causa delle forti piogge, è stato trebbiato anticipatamente, compromettendone così l’esito finale in termini qualitativi e quantitativi“. “Ai problemi atmosferici – conclude Bione – vanno aggiunti anche i danni causati da cavallette e fauna selvatica quali cinghiali, caprioli”. E a ciò si aggiunge il problema delle quotazioni perché quest’anno la situazione, proprio alla luce dell’andamento dell’annata, si profila critica.
Annata invece generalmente soddisfacente per il comparto zootecnico: “L’abbassamento delle quotazioni che si è verificato nell’ultimo periodo è sicuramente un ottimo segnale per le fasi successive del mercato. Se i prezzi infatti sono già troppo alti fin dall’origine, tutti gli attori successivi della filiera sono costretti ad aumentarli, rischiando così un calo nelle vendite”, dichiara Antonio Amasio, presidente della sezione Allevamenti Bovini da Carne di Confagricoltura Piemonte. “Nei prossimi mesi – conclude Amasio – il prezzo dovrebbe attestarsi in linea con le medie degli anni precedenti e proseguire così fino alla fine del 2018”.
Per quanto riguarda infine il settore vitivinicolo, a causa dell’annata straordinariamente calda, si prevede un incremento tra il 10% e il 15% della resa rispetto alla vendemmia del 2017. I cambiamenti climatici, con temperature medie che negli ultimi quindici anni si sono alzate, hanno costretto i produttori ad anticipare la raccolta. Anche in questo caso la grandine rimane la vera preoccupazione per tutti i viticoltori – considerati già i danni verificatisi nell’ultima settimana di giugno – ma permane comunque, alla luce del soddisfacente andamento delle fasi fenologiche dei vigneti, un cauto ottimismo.
Si tratta di un’annata precoce, in ritardo rispetto al 2017 ma in anticipo sulla base delle medie storiche”, affermano i tecnici di Confagricoltura Asti. “Non abbiamo riscontrato problemi legati a malattie e la maturazione delle uve sta procedendo bene, con una netta accelerazione rispetto ai mesi precedenti. I vigneti sono stati messi a dura prova dalle piogge di maggio e giugno ma ne siamo usciti bene. Era normale attendersi un recupero. La vendemmia 2018 sarà molto soddisfacente, con uve sane e di buona quantità, fatta purtroppo eccezione per alcune zone dell’area del sud astigiano”.

 

 

 

Le vigne dell’Astigiano (Fonte foto: © M.Rosenwirth – Fotolia)