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La Regione Piemonte ha diffuso una nota relativa alla certificazione per il trasporto e lo smaltimento dei ruminanti morti diversi dai macellati per consumo umano.
La nota precisa che fatte salve eventuali situazioni di epizoozie o altre situazioni di rischio sanitario che ne impongano temporaneamente il ripristino, il certificato di morte verrà rilasciato solo su richiesta del proprietario dell’animale ovvero in tutte quelle situazioni sopra descritte in cui l’allevamento è sottoposto a vincoli di ordine sanitario o l’animale non può essere identificato o la cui proprietà non può essere definita.
Un discorso a parte – continua la nota – riguarda le spoglie di animali selvatici, la cui competenza è stata affidata ad altri soggetti pubblici tra cui Comuni, Province, Città Metropolitana, etc., i quali possono provvedere direttamente allo smaltimento, ma ciò renderebbe indisponibile una parte di fauna selvatica ai fini dell’applicazione dei piani regionali sui selvatici e sulla peste suina africana. Per questo motivo – chiarisce la disposizione – è necessario che gli enti territoriali preposti continuino a segnalare la presenza di selvatici morti ai servizi veterinari (i quali decideranno il destino delle spoglie: piano selvatici o smaltimento) e che venga mantenuta la certificazione veterinaria per lo smaltimento. Infine la nota chiarisce che le aziende non assicurate che richiedano il rilascio del certificato di morte, dovranno corrispondere il pagamento dei diritti veterinari come da tariffario regionale, ossia 50 euro (codice ARVET V0UI) se viene effettuato sopralluogo, oppure 10 euro (codice ARVET V002A) se rilasciato a seguito della sola verifica degli atti d’ufficio.

Di seguito il link alla circolare regionale

chiarimenti cerificazione animali morti

La Regione Piemonte ha disposto la riapertura dei termini per la presentazione delle domande sui prestiti di conduzione riservati agli imprenditori singoli. E’ possibile presentare nuove istanze nuove istanze dal 03/08/2020 e fino al 11/09/2020.
Le domande dovranno essere compilate e trasmesse esclusivamente attraverso l’apposito servizio on-line del sistema informativo agricolo piemontese (SIAP) attraverso il servizio “Finanziamenti, contributi e certificazioni” sotto area “Aiuti di stato, contributi regionali e indennizzi (NEMBO)”, funzionalità “AIUTI DI STATO 2.0”, pubblicato sul portale www.sistemapiemonte.it, nella sezione “Agricoltura”. Il funzionario di Regione Piemonte quale riferimento per qualsiasi informazione è: Carlo Cavellini, tel.: 011/4323063, e-mail: carloernesto.cavellini@regione.piemonte.it
I tecnici di Confagricoltura Asti sono a disposizione dei soci per la presentazione delle domande.

La Giunta Regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e Cibo Marco Protopapa, ha approvato il 17 luglio la delibera con la quale vengono assegnati 100 mila euro di contributi complessivi per l’annualità 2020, e altri 100 mila euro per il 2021, per sostenere le spese di funzionamento, di gestione e lo svolgimento dell’attività istituzionale delle enoteche regionali del Piemonte.
Attraverso questo provvedimento la Giunta interviene a favore delle enoteche regionali – 15 dislocate in tutto il territorio piemontese e riconosciute dalla Legge Regionale 37/1980 – considerata la difficile situazione economica determinata dall’epidemia da coronavirus che ha investito il settore agroalimentare e ricettivo, con la chiusura delle attività e delle enoteche stesse.
Dalla Regione è in arrivo un aiuto finanziario alle enoteche regionali con una continuità di due anni – spiega Protopapa – affinché possano riprendere le attività di promozione e valorizzazione dei nostri vini di qualità Doc e Docg e dei prodotti gastronomici locali. Le enoteche hanno assunto un ruolo di riferimento all’interno del proprio territorio, che lo rappresentano sia tramite il prodotto vino e i suoi numerosi produttori, sia sotto l’aspetto turistico e culturale”.

4 milioni di euro: è questa la cifra investita dalla Regione Piemonte che verrà utilizzata per distillare 42.000 ettolitri di vino che, a causa della crisi da Covid-19, hanno portato le giacenze ben oltre il livello fisiologico.
Il settore vitivinicolo è estremamente importante per tutto il territorio piemontese: fondamentale per la valorizzazione delle produzioni locali e trainante per l’attività turistica”, dichiara il commissario di Confagricoltura Asti Luciano Nieto. “Questo intervento riconosce quindi la specificità del comparto all’interno dell’economia regionale”.
L’intesa, che verrà formalizzata con atti normativi nelle prossime settimane, è stata raggiunta oggi pomeriggio nel corso di un incontro tra l’assessore regionale all’Agricoltura Marco Protopapa e i rappresentanti della filiera vitivinicola.
Grazie a questa iniziativa – afferma Mariagrazia Baravalle, direttore di Confagricoltura Astiuna parte dei viticoltori potrà affrontare la vendemmia con maggiore serenità, evitando squilibri produttivi”. “Si tratta di una misura quindi importante – conclude il direttore Baravalle – ma certamente non esaustiva per risolvere i problemi del comparto“.
L’intesa raggiunta prevede che vengano distillati circa 5.000 ettolitri di Brachetto d’Acqui docg, 2.000 ettolitri di Piemonte Brachetto e 35.000 ettolitri di vini delle denominazioni Piemonte e Monferrato, nelle diverse tipologie.

Sono ufficialmente aperte le domande di indennità per la conservazione del patrimonio tartufigeno (Regione Piemonte D.D. 23/12/2019, n. 4455). Il contributo è rivolto ai proprietari o possessori di terreni, siti in Regione Piemonte, sui quali sono presenti piante produttrici di tartufo bianco.
Si tratta di una misura prevista all’interno della legge regionale 25 giugno 2008, n. 16 e s.m.i. (Norme in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno regionale) che concede questa indennità per la conservazione di ciascun soggetto arboreo di riconosciuta capacità tartufigena secondo uno specifico piano di coltura e conservazione, permettendo nel contempo la libera raccolta dei tartufi su detti terreni (articolo 4).
La D.G.R. 8 febbraio 2010, n. 5-13189 ha approvato, inoltre, le disposizioni attuative dell’articolo 4 della l.r. 16/2008 (artt. 1, 2 e 3).
La D.G.R. 14 dicembre 2018, n. 66-8120 ha approvato il piano di attività per la valorizzazione del patrimonio tartufigeno regionale, comprendente l’erogazione delle indennità per la conservazione del patrimonio tartufigeno.

La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 31 luglio 2020. Il bando, l’informativa e i moduli per la presentazione della domanda sono visualizzabili e scaricabili in allegato.

 

Bando

Informativa

all_1_domanda_iniziale_indennita

all_2_domanda_conferma_indennita