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CORSO DI FORMAZIONE DI 150 ORE GIOVANI E NUOVI AGRICOLTORI

Iscrizioni per edizione settembre 2026

Si segnala che sono aperte le iscrizioni per il corso di formazione da 150 ore per Giovani e Nuovi agricoltori che inizierà il 24 settembre 2026.
Il corso è riservato principalmente agli agricoltori che non sono in possesso dei titoli formativi elencati nel D.M. MASAF n. 0660087 del 23.12.2022 e che non hanno un’esperienza lavorativa di durata almeno triennale in ambito agricolo (riscontrabile da specifica posizione previdenziale presso l’INPS) e che attingeranno a nuovi titoli PAC dalla riserva nazionale e faranno richiesta, con la Domanda Unica 2026, per il sostegno accoppiato destinato ai giovani agricoltori che si insediano per la prima volta come titolari di azienda, come da Reg. (UE) 2021/2115 (art. 30).
Il corso è altresì necessario per coloro che hanno aderito a misure del Complemento di Sviluppo Rurale di Regione Piemonte relativo alla programmazione 2023/2027 ove il bando lo preveda espressamente.
Si evidenzia inoltre che le iscrizioni sono aperte anche a giovani agricoltori in fase di insediamento interessati ad approfondire gli argomenti del corso, anche ai fini dell’ottenimento della qualifica professionale e fermo restando che i posti disponibili saranno riservati in via prioritaria a coloro che rientrano nelle casistiche precedenti.
Per maggiori informazioni sul corso:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/servizi-alle-aziende/corso-150-ore-per-giovani-nuovi-agricoltori , oppure link sottostante

informazioni_corso_150_ore

In allegato inoltre i moduli per la pre-iscrizione che saranno da compilare, firmare e re-inviare alla casella postale scrivente ENTRO VENERDI’ 18 SETTEMBRE a cura del soggetto che richiede la partecipazione al corso

modulo_preiscrizione_corso 150_2026

modulo_preiscrizione_corso 150_2026.2

allegato_A_informativa_privacy_2026

L’ufficio tecnico di Asti Agricoltura è a disposizione per ulteriori informazioni o richieste

Settembre 11, 2026
https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2026/09/giovane-agricoltore.jpg 1280 1920 Marco Cerruti https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2021/02/logo_asti_agricoltura_new.jpg Marco Cerruti2026-09-11 11:01:272026-09-11 11:02:17CORSO DI FORMAZIONE DI 150 ORE GIOVANI E NUOVI AGRICOLTORI
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PROROGA “ORDINANZA CALDO”

Il provvedimento è stato prorogato fino al 6 settembre

La Regione Piemonte con l’Ordinanza n. 3/2026 del 31/8/2026 ha prorogato al 6 settembre prossimo la validità delle disposizioni contenute nell’ordinanza n. 1 del 29 maggio 2026 per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare.
La decisione si basa sul parere tecnico del Settore regionale “Prevenzione, sanità pubblica, veterinaria e sicurezza alimentare” e sui dati dell’Arpa Piemonte, che confermano per i primi giorni di settembre temperature massime ancora elevate e sequenze prolungate di giornate calde. Il provvedimento proroga l’ordinanza che già è in vigore dal 29 maggio scorso e riguarda i lavoratori subordinati e autonomi, impegnati anche nei settori agricolo e florovivaistico che comportano un intenso sforzo fisico e una prolungata esposizione al sole, nei casi in cui non sia possibile adottare misure organizzative o tecniche idonee a ridurre il rischio.
L’ordinanza, in linea con quelle degli anni scorsi, recepisce infatti le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e prevede l’astensione dal lavoro nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16 nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio alto per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa. La limitazione si applica esclusivamente qualora non siano garantite le condizioni che riducono il rischio (aria condizionata, ombra ecc…) e nelle giornate e nelle situazioni in cui il rischio per la salute risulti particolarmente elevato, con l’obiettivo di prevenire colpi di calore, disidratazione e altre patologie correlate alle elevate temperature.

Fonte: Regione Piemonte

In allegato l’ordinanza della Regione

ordinanza misure di prevenzione contro il caldo

Settembre 3, 2026
https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2026/09/termometro.jpg 1440 1920 Marco Cerruti https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2021/02/logo_asti_agricoltura_new.jpg Marco Cerruti2026-09-03 18:49:542026-09-03 18:49:54PROROGA “ORDINANZA CALDO”
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SICCITÀ, CONFAGRICOLTURA PIEMONTE: “SERVONO SUBITO GLI STRUMENTI PER SOSTENERE LE IMPRESE AGRICOLE”

Chiesta alla Regione l’attivazione della procedura per il riconoscimento dell’evento calamitoso e delle misure previste dal Fondo di solidarietà nazionale. Allasia: “L’emergenza è evidente. Stando alle prime rilevazioni, il danno potrebbe aggirarsi attorno ai 2 miliardi di euro. Ora occorre trasformare i dati in interventi concreti per le aziende”

 

Confagricoltura Piemonte ha chiesto formalmente al presidente della Regione Alberto Cirio e all’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni di avviare con urgenza la procedura necessaria per ottenere il riconoscimento della siccità 2026 quale evento calamitoso e consentire così l’attivazione delle misure previste dal Fondo di solidarietà nazionale a favore delle imprese agricole.
La richiesta nasce dall’aggravarsi di una situazione che, per intensità e diffusione territoriale, presenta caratteristiche paragonabili a quella del 2022. Le precipitazioni molto inferiori alla norma, associate alle temperature eccezionalmente elevate e al rapido esaurimento delle riserve idriche superficiali, stanno determinando pesanti ripercussioni sull’intero settore agricolo piemontese. Confagricoltura ricorda che la stessa Regione ha dichiarato lo stato di emergenza di rilievo regionale, mentre l’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del Distretto del Po ha classificato l’intero bacino in condizioni di severità idrica alta.
“La dichiarazione dello stato di emergenza regionale – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia – rappresenta un passaggio importante ma, da sola, non consente alle aziende agricole di accedere agli strumenti di sostegno previsti per le calamità naturali. È quindi indispensabile avviare rapidamente tutte le procedure previste dalla normativa nazionale affinché le imprese possano ottenere risposte concrete in tempi compatibili con la gravità della situazione. È presto per stirare un bilancio definitivo, ma stando alle prime stime attendibili che abbiamo raccolto dei nostri tecnici, il danno complessivo per il settore primario piemontese potrebbe aggirarsi attorno ai 2 miliardi di euro”.
Nella lettera inviata alla Regione, Confagricoltura Piemonte chiede l’apertura immediata delle segnalazioni dei danni su tutto il territorio regionale, l’avvio degli accertamenti tecnici ed economici, la delimitazione delle aree e delle produzioni colpite, la trasmissione al Ministero dell’Agricoltura della proposta di declaratoria dell’eccezionalità dell’evento e l’attivazione di tutte le misure previste dal decreto legislativo n. 102/2004, comprese le agevolazioni previdenziali e le necessarie deroghe per consentire l’intervento anche a favore delle colture assicurabili, come avvenuto in occasione della siccità del 2022. L’organizzazione chiede inoltre indicazioni chiare per il riconoscimento della causa di forza maggiore nell’ambito della PAC e del Complemento di sviluppo rurale, evitando che le aziende vengano penalizzate per impegni resi impossibili dalle condizioni meteorologiche.
La richiesta di estendere la ricognizione all’intero Piemonte è motivata dai dati ufficiali disponibili. Secondo Arpa Piemonte, nel mese di luglio le precipitazioni sul bacino piemontese del Po sono risultate inferiori di circa il 54% rispetto alla media, mentre le risorse idriche superficiali immagazzinate presentano un deficit del 62%. Le portate dei corsi d’acqua registrano in numerosi casi riduzioni comprese tra il 60 e il 90%. A questo si aggiunge un quadro climatico eccezionale: luglio 2026 è stato il secondo luglio più caldo della serie storica regionale e il bimestre giugno-luglio il più caldo mai registrato in Piemonte.
“Le conseguenze non derivano soltanto dalla scarsità d’acqua. Le temperature elevate – prosegue Allasia – provocano un forte stress fisiologico delle colture, con riduzione dell’attività vegetativa, cascola dei frutti, scottature, minore peso delle produzioni, perdita di qualità e maturazioni anticipate. A tutto questo si aggiungono i maggiori costi sostenuti dalle imprese per irrigazione, energia e gestione aziendale, mentre molte produzioni registrano già oggi significative riduzioni quantitative”.
Le prime rilevazioni raccolte dalle strutture territoriali di Confagricoltura Piemonte confermano un quadro di danni diffuso e già in molti casi quantificabile. Le perdite produttive risultano particolarmente pesanti per il mais, con cali delle rese che, a seconda delle aree e della disponibilità irrigua, oscillano generalmente tra il 40 e l’80%, fino a sfiorare in alcuni appezzamenti non irrigui la perdita totale del raccolto. La soia registra riduzioni comprese tra il 40 e il 70%, mentre prati, foraggere e pascoli presentano diminuzioni produttive dal 40 al 70%, con punte superiori in alcune aree montane e collinari. Danni significativi interessano anche vigneti, noccioleti, orticole, girasole e riso, dove oltre ai minori quantitativi si riscontrano un diffuso peggioramento qualitativo delle produzioni, anticipo della maturazione, frutti di pezzatura inferiore e fenomeni di cascola. Alla perdita di prodotto si aggiunge un forte incremento dei costi sostenuti dalle aziende per irrigazione, consumi energetici e approvvigionamento dei foraggi, con conseguenze particolarmente pesanti per le imprese zootecniche, costrette in diversi casi ad anticipare il rientro dagli alpeggi per la mancanza di erba disponibile. Le segnalazioni provenienti dalle sedi provinciali confermano inoltre che la siccità interessa ormai l’intero territorio piemontese, dalla pianura alle aree collinari e montane, rendendo evidente la dimensione regionale dell’emergenza.
Confagricoltura Piemonte sottolinea infine la necessità che il Fondo di solidarietà nazionale disponga di risorse adeguate ad affrontare un’emergenza di questa portata e chiede che Regione e Governo operino congiuntamente affinché le imprese agricole possano ottenere sostegni efficaci e tempestivi. “L’agricoltura piemontese – conclude Allasia – ha già dimostrato grande capacità di adattamento, ma di fronte a eventi climatici così estesi e intensi servono strumenti straordinari. È fondamentale agire rapidamente per salvaguardare la continuità produttiva delle aziende e la competitività di un comparto strategico per l’economia regionale”.

Agosto 6, 2026
https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2026/08/siccita.jpg 1285 1920 Marco Cerruti https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2021/02/logo_asti_agricoltura_new.jpg Marco Cerruti2026-08-06 13:10:442026-08-06 13:10:44SICCITÀ, CONFAGRICOLTURA PIEMONTE: “SERVONO SUBITO GLI STRUMENTI PER SOSTENERE LE IMPRESE AGRICOLE”
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ABBRUCIAMENTI, CONFAGRICOLTURA PIEMONTE: “UNA SCELTA DI BUON SENSO. ORA LA SPERIMENTAZIONE DIVENTI IL PUNTO DI PARTENZA PER UNA REVISIONE STABILE DELLE REGOLE”

Allasia: “una risposta attesa dalle imprese agricole. Conciliare tutela dell’ambiente e operatività delle aziende è possibile”

Confagricoltura Piemonte esprime apprezzamento per la decisione della Regione Piemonte di avviare, dal 15 al 30 settembre, la sperimentazione che consentirà l’abbruciamento controllato dei residui vegetali in 144 Comuni piemontesi, individuati sulla base delle caratteristiche morfologiche e della zonizzazione territoriale.
Si tratta di un provvedimento che recepisce un’esigenza più volte rappresentata da Confagricoltura che va incontro alle esigenze del mondo agricolo, soprattutto nelle aree collinari e pedemontane dove la gestione dei residui di potatura di vigneti, noccioleti, castagneti e frutteti presenta oggettive difficoltà operative e non sempre è possibile ricorrere efficacemente ad alternative meccaniche.
“Accogliamo con favore questa decisione della Regione – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia – perché introduce un criterio di maggiore equilibrio tra la tutela della qualità dell’aria e le reali esigenze delle aziende agricole. Gli imprenditori agricoli sono i primi interessati alla salvaguardia dell’ambiente, ma chiedono norme che tengano conto delle differenti caratteristiche dei territori e consentano una gestione sostenibile delle attività colturali”.
Confagricoltura Piemonte sottolinea come la sperimentazione rappresenti un’importante occasione per raccogliere dati oggettivi e verificare sul campo gli effetti della rimodulazione delle limitazioni agli abbruciamenti, in vista di una revisione della zonizzazione prevista dal Piano regionale per la qualità dell’aria. “È importante – prosegue Allasia – che questa fase sperimentale venga monitorata con rigore scientifico e senza pregiudizi. Se, come riteniamo, emergerà che in questi territori gli abbruciamenti effettuati secondo regole precise non compromettono gli obiettivi di qualità dell’aria, sarà possibile costruire una disciplina stabile, più aderente alla realtà del Piemonte rurale”.
L’organizzazione evidenzia inoltre l’importanza del lavoro svolto dal Consiglio regionale per arrivare a questo risultato, anche attraverso il confronto sviluppato negli ultimi mesi sul riconoscimento delle specificità delle aree pedemontane e sull’opportunità di estendere la sperimentazione ai territori che presentano caratteristiche morfologiche analoghe a quelle già individuate.
“L’auspicio – conclude Allasia – è che questo sia soltanto il primo passo. Occorre proseguire nel confronto tra istituzioni, Arpa e organizzazioni agricole per arrivare a regole semplici, scientificamente fondate e realmente applicabili, capaci di tutelare contemporaneamente l’ambiente, la sicurezza del territorio e la competitività delle imprese agricole”.

Luglio 23, 2026
https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2026/07/falo.jpg 1280 1920 Marco Cerruti https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2021/02/logo_asti_agricoltura_new.jpg Marco Cerruti2026-07-23 14:19:002026-07-23 14:20:34ABBRUCIAMENTI, CONFAGRICOLTURA PIEMONTE: “UNA SCELTA DI BUON SENSO. ORA LA SPERIMENTAZIONE DIVENTI IL PUNTO DI PARTENZA PER UNA REVISIONE STABILE DELLE REGOLE”
settore zootecnico, Ultime Notizie

CONFAGRICOLTURA: SODDISFAZIONE PER L’ACCORDO RAGGIUNTO SULLA RESA DEL MOSCATO. MA NON BASTA, OCCORRE INTERVENIRE ANCHE SU ROSSI ED ALTRE DENOMINAZIONI

“Soddisfatti per l’accordo raggiunto per le uve Moscato ieri sera nel CdA del Consorzio dell’Asti”, afferma Gabriele Baldi, Presidente della Confagricoltura di Asti.“La compattezza del mondo agricolo, grazie anche all’azione collante dell’Assessore Regionale all’Agricoltura, Paolo Bongioanni, che non possiamo non ringraziare, ha portato i suoi frutti”.

La scorsa settimana infatti tutte le parti coinvolte (organizzazioni agricole, mondo cooperativistico, Comuni, industria) erano state raccolte intorno ad un tavolo regionale di confronto.

Però esclama a gran voce “Ma non basta! Il nostro territorio conta una grande quantità di viticoltori coinvolti nel mondo dei vini rossi e comunque di altre denominazioni, la cui situazione è molto preoccupante, corrispondente purtroppo ad una reale crisi di mercato, seppur con qualche sfumatura speculativa”.

Si sta registrando, per una serie di denominazioni, un forte squilibrio tra domanda ed offerta che porta ad una marcata contrazione dei prezzi e ad un accumulo delle giacenze di vino invenduto nelle cantine.

“Sappiamo che qualcosa si sta muovendo, sia sul lato della definizione di una resa vendemmiale adeguata al difficile periodo, sia sul lato di verificare la possibilità di coinvolgere gli acetifici nonché di una possibile contribuzione della Regione Piemonte”, precisa il Direttore della compagine astigiana, Mariagrazia Baravalle, che poi aggiunge: “Tuttavia, con sempre maggiore convinzione riteniamo che la regione Piemonte debba al riguardo farsi promotrice di una riflessione più ampia e strategica di lungo periodo, superando una logica esclusivamente emergenziale. Le difficoltà del comparto non sono infatti contingenti, ma derivano da cambiamenti strutturali dei mercati e dei consumi che richiedono una visone chiara e interventi programmati nel tempo”.

Incalza ancora il Presidente Baldi: “Innanzitutto preme porre l’accento sul fatto che la viticoltura deve essere “impresa” e quindi necessita puntare attenzione e risorse sulle aziende che con questa attività mantengono le proprie famiglie e quelle del tessuto sociale lavorativo all’intorno”.

Lungo l’elenco delle richieste di Confagricoltura tra cui, in modo non esaustivo, ricordiamo: limitare le autorizzazioni di nuovi impianti, prorogare le idoneità già assegnate, riformulare la misura Ristrutturazione e Riconversione Vigneti, adozione della “vendemmia verde”, attivazione di una misura di estirpazione vigneti sul modello francese.

La principale organizzazione d’impresa del settore è convinta che si tratta di interventi strutturali che, volti alla riduzione delle quantità, non possono non incidere sul mercato e di conseguenza salvaguardare il prezzo.

Asti, 23 giugno 2026

Giugno 23, 2026
https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2026/06/uva-moscato.jpg 1920 1522 Marco Cerruti https://confagriasti.it/wp-content/uploads/2021/02/logo_asti_agricoltura_new.jpg Marco Cerruti2026-06-23 11:27:072026-06-23 11:44:17CONFAGRICOLTURA: SODDISFAZIONE PER L’ACCORDO RAGGIUNTO SULLA RESA DEL MOSCATO. MA NON BASTA, OCCORRE INTERVENIRE ANCHE SU ROSSI ED ALTRE DENOMINAZIONI
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