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La Regione ha prorogato al 10 febbraio 2022 il termine per la presentazione telematica delle domande di indennità per la conservazione del patrimonio tartufigeno regionale, stabilito al punto 6 “Come aderire” dell’Avviso approvato con la determinazione dirigenziale  n. 502 del 12/08/2021.
La disposizione è scaricabile cliccando sul seguente allegato

Regione Piemonte – piante da tartufo

Applicazione delle misure di limitazione delle emissioni che interessano le combustioni all’aperto a partire dalla stagione invernale 2021/2022, in continuità con quanto disposto dalla DGR del 26 febbraio 2021, n. 9-2916

Sin dal 2014 è attiva nei confronti dell’Italia una Procedura d’Infrazione per i ripetuti superamenti dei limiti di concentrazione delle polveri sottili, o particolato fine (PM10 e PM2,5), nell’aria durante la stagione invernale; ciò riguarda in particolare la Pianura padana, e pertanto anche il Piemonte. Il particolato fine ha una genesi complessa, a cui concorrono in modo significativo, insieme agli inquinanti tipici di altri settori produttivi, anche le combustioni all’aperto.
In risposta alla sentenza di condanna della Corte di Giustizia europea del 10 novembre 2020, per ridurre il rischio di una pesante sanzione economica che verrebbe imputata ai Fondi europei, tra cui lo Sviluppo Rurale, la Giunta regionale ha approvato con DGR del 26 febbraio 2021, n. 9-2916, “Disposizioni Straordinarie per la Tutela della Qualità dell’Aria”, relative ai settori dei trasporti, del riscaldamento civile e ad alcune attività agricole, con l’obiettivo di ridurne le emissioni in atmosfera. I vincoli previsti si applicano solo ai Comuni interessati dalla Procedura d’Infrazione, ovvero quelli ricadenti nelle zone classificate IT0118, IT0119 e IT0120 dall’Allegato I alla DGR del 30 dicembre 2019, n. 24-903, nel solo periodo dal 15 settembre al 15 aprile di ogni anno, e consistono in:

Vincoli strutturali, attivi tutti i giorni del periodo 15/9-15/4:

Divieto di combustione all’aperto di paglie e residui colturali. Sono fatte salve le esigenze connesse ad emergenze fitosanitarie (dichiarate tali dall’Autorità fitosanitaria competente). In risicoltura, il divieto di combustione delle paglie decorre già dal 1/9; sono fatte salve le aree risicole con suoli asfittici, in cui l’interramento delle paglie del riso non è agronomicamente possibile a causa della loro insufficiente degradazione, e per i soli casi in cui l’allontanamento dei residui colturali non risulti possibile.

Vincoli temporanei, attivi solo nei giorni in cui il semaforo di qualità dell’aria è arancione o rosso:

Divieto di accensione di falò, barbecue, fuochi d’artificio e qualsiasi altra forma di combustione all’aperto. Il semaforo, aggiornato da ARPA Piemonte 3 volte a settimana (lun-mer-ven).

E’ possibile verificare a posteriori il colore del semaforo, per data e per Comune, alla seguente pagina: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/piano-straordinario-per-qualita-dellaria-dal-159-nuovo-operativo-semaforo

I Comuni ricadenti nelle zone classificate IT0121 (ovvero tutti quelli non ricadenti nelle zone classificate IT0118, IT0119 e IT0120) non sono coinvolti dalle Disposizioni Straordinarie, ma vi si applica la Legge Regionale 15/2018 “Legge quadro in materia di incendi boschivi’”, che all’art. 10 prescrive il divieto di combustioni all’aperto dal 01 novembre al 31 marzo di ogni anno, fatte salve eventuali deroghe per il solo abbruciamento dei residui colturali, concesse con ordinanza dal Sindaco per un massimo di 30 gg, anche non consecutivi, purché non si ravvisino condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli, né rischi per la pubblica e privata incolumità e per la salute umana, con particolare riferimento al rispetto dei livelli annuali delle polveri sottili.

In ambito agricolo, il Semaforo di qualità dell’aria regola anche le tecniche di concimazione, sia organica che minerale, delle colture agrarie. Per informazioni su questo aspetto è disponibile un’apposita pagina web

La classificazione dei Comuni nelle zone di qualità dell’aria, rappresentata nella Figura seguente, è consultabile a questa pagina

DOMANDE E RISPOSTE

 

Che differenza c’è tra limitazioni strutturali e limitazioni temporanee?

Le limitazioni strutturali sono provvedimenti che discendono dai Piani Regionali di Qualità dell’Aria; quando si superano i limiti imposti a tutela della salute dei cittadini, obbligano a prendere misure appropriate affinché il periodo di superamento sia il più breve possibile. Le limitazioni strutturali sono attuate in modo stabile per lunghi periodi (in Piemonte, la stagione invernale), al fine di ridurre le emissioni inquinanti dei diversi comparti (civile, produttivo, agricolo, energia, ecc.).

Le limitazioni temporanee sono provvedimenti di carattere emergenziale, assunti per scongiurare il superamento dei valori limite di inquinanti in atmosfera; in Piemonte si attuano, nel periodo compreso tra il 15 settembre ed il 15 aprile, solamente quanto è previsto il superamento del valore limite giornaliero del PM10 per tre o cinque giorni consecutivi, con il “Semaforo di qualità dell’aria” di colore arancione (Livello di allerta 1) o rosso (Livello di allerta 2). Le limitazioni temporanee entrano in vigore il giorno successivo a quello di controllo, stabilito nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì, e permangono fino al giorno del controllo seguente.

Quali limitazioni alla combustione si applicano nei Comuni montani?

Nei Comuni ricadenti nelle zone classificate IT0121 (ovvero quelli non ricadenti nelle zone classificate IT0118, IT0119 e IT0120) trova applicazione unicamente la Legge Regionale 15/2018 “Legge quadro in materia di incendi boschivi’”, che all’art. 10 prescrive il divieto di combustioni all’aperto dal 01 novembre al 31 marzo di ogni anno, fatte salve eventuali deroghe per il solo abbruciamento dei residui colturali, concesse con ordinanza dal Sindaco per un massimo di 30 gg, anche non consecutivi, purché non si ravvisino condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli, né rischi per la pubblica e privata incolumità e per la salute umana, con particolare riferimento al rispetto dei livelli annuali delle polveri sottili (PM10).

Attenzione: la classificazione ISTAT non è del tutto sovrapponibile alla zonizzazione per la qualità dell’aria; ad esempio, alcuni Comuni, parzialmente montani ai sensi della classificazione ISTAT, sono ricompresi nella zona IT0120, pertanto non possono usufruire delle deroghe ammesse per quelli ricadenti nella zona IT0121.

Dove si possono consultare i dati di qualità dell’aria del Piemonte e altri approfondimenti sul tema?

Tutte le info in merito ai dati di qualità dell’aria del Piemonte sono disponibili alla pagina seguente: https://aria.ambiente.piemonte.it

 

fonte: Agricoltura news Regione Piemonte

La Regione Piemonte, con la determinazione dirigenziale n. 914 del 25 ottobre ha approvato le ultime graduatorie della misura 10 del PSR, relative alle operazioni:
– 10.1.5 (tecniche per la riduzione delle emissioni di ammoniaca e gas serra in atmosfera)
– 10.1.6 (difesa del bestiame dalla predazione da canidi sui pascoli collinari e montani)
– 10.1.8 (allevamento di razze autoctone minacciate di abbandono)
– 10.1.9 (gestione eco-sostenibile dei pascoli).
Gli agricoltori interessati possono contattare l’ufficio tecnico di Asti Agricoltura per ulteriori chiarimenti.

 

In seguito alle richieste di Confagricoltura Piemonte volte a prorogare la semina degli erbai da sovescio e la distribuzione delle matrici organiche sul terreno, si riporta la risposta della Regione Piemonte presente nella circolare n.25882 del 12/10/2021:

Operazioni 10.1.1, 10.1.2 e 10.1.3 – Impegno facoltativo “erbai autunno-vernini da sovescio”

Viene segnalato che la semina entro il 15 ottobre degli erbai autunno-vernini, impegno aggiuntivo delle operazioni 10.1.1 (produzione integrata) , 10.1.2 (biodiversità nelle risaie) e 10.1.3 (agricoltura conservativa), risulta problematica per condizioni pedoclimatiche contingenti nell’areale interessato da produzioni cerealicole e, in particolare, nelle risaie per difficoltà dovute anche al ritardo con cui procede la campagna di raccolta. In proposito va tenuto presente che simili richieste vengono rivolte quasi ogni anno (si vedano le circolari relative alla situazione del 2019 e del 2020). Si ricorda che il termine per la semina degli erbai è fissato al 15 ottobre affinché la coltura intercalare abbia il tempo di insediarsi entro l’autunno e quindi di garantire un’adeguata copertura del terreno nel periodo invernale. Solo in questo caso l’erbaio può svolgere con piena efficacia l’azione prevista. Il monitoraggio sugli effetti degli interventi agroambientali e la valutazione dei funzionari incaricati dei controlli, infatti, hanno evidenziato che semine più tardive e periodi più brevi di sviluppo degli erbai non consentono l’interramento di una quantità di biomassa tale da determinare apprezzabili benefici ambientali. Peraltro si ricorda che gli erbai seminati successivamente al 15 ottobre non sono automaticamente esclusi, ma la loro riuscita deve essere verificata tramite un controllo in campo perché risultino
ammissibili a premio. Naturalmente non sempre le condizioni climatiche e pedologiche si prestano a una favorevole realizzazione degli erbai autunno-vernini. E’ stata quindi prevista un’applicazione flessibile di questo intervento, proposto come un impegno facoltativo che, qualora assunto, non dev’essere necessariamente attuato ogni anno. L’agricoltore che, in base alla propria organizzazione aziendale o all’andamento stagionale, ritenga di non essere in condizione di realizzarlo secondo le modalità previste, o di non poter sostenere le relative spese nell’incertezza sulla finanziabilità della domanda, può limitarsi ai soli impegni di base. Il bando a questo proposito è chiaro e prevede come comportarsi in questi frangenti: “Qualora circostanze impreviste (es. condizioni meteorologiche avverse) impediscano l’effettuazione degli interventi o ne compromettano la buona riuscita, il richiedente potrà presentare entro il 31/12 di ogni anno di attuazione dell’impegno
facoltativo, mediante l’apposita funzione informatica, una comunicazione di rinuncia totale o parziale all’impegno facoltativo per l’anno in questione, senza incorrere in ulteriori riduzioni di pagamento. Successive rinunce saranno ancora possibili, ma ai sensi del regolamento (UE) n. 809/2014 (art. 3) non potranno essere considerate se l’autorità competente avrà comunicato l’intenzione di effettuare il controllo o avrà riscontrato inadempienze”. Nei casi di mancata semina o di riuscita insoddisfacente dell’erbaio occorre quindi presentare la dichiarazione di rinuncia, che non comporta alcuna sanzione ma soltanto la mancata erogazione del premio riferito all’impegno facoltativo.
Tenuto conto della situazione in corso e del margine di incertezza derivante dal fatto che le graduatorie relative alle operazioni 10.1.2 e 10.1.3 sono in via di definizione, per i nuovi impegni relativi a tali interventi la possibilità di adesione all’impegno facoltativo sarà mantenuta nel 2022 anche in caso di rinuncia nel primo anno.

Azione 10.1.3 – Distribuzione di matrici organiche riferite al primo anno di impegno

In merito alle difficoltà segnalate nell’adempiere alla distribuzione di matrici organiche richiesta dell’azione 10.1.3/3, si prevede quanto segue considerando il non sempre facile reperimento del materiale e il margine di incertezza dovuto al fatto che la graduatoria relativa ai nuovi impegni è in
via di definizione.
Dato atto che di norma la distribuzione del materiale organico avviene in un’unica soluzione, che nei terreni ricadenti in zone vulnerabili da nitrati per molte situazioni e/o materiali il periodo di divieto assoluto va dal 15 novembre al 15 febbraio, che dal punto di vista degli effetti sul suolo una distribuzione nei primi mesi dell’anno può essere paragonabile alla distribuzione effettuata nel tardo autunno precedente, che l’impegno di apportare ogni anno una quantità minima di sostanza
organica può essere rispettato anche differendolo di pochi mesi, si ritiene ammissibile per le domande di nuova adesione che le quantità di matrici organiche non distribuite nell’autunno 2021 possano essere apportate entro il 31 marzo 2022. Si precisa che le relative comunicazioni di avvio delle operazioni in campo dovranno riportare l’indicazione del 2021 come anno di impegno di riferimento e che per l’anno di impegno 2022 dovrà essere effettuata almeno un’altra distribuzione
di matrici organiche, rispettando sia i quantitativi minimi richiesti dall’azione sia i massimali stabiliti per le zone vulnerabili da nitrati, ove applicabili.

Confagricoltura Piemonte ha chiesto alla Regione di aprire un confronto per quanto riguarda la gestione delle misure antismog, al fine di attenuare gli oneri per le imprese agricole, salvaguardando gli obiettivi della tutela della qualità dell’aria.
Ricordiamo che, a oggi, le disposizioni in vigore un semaforo per l’adozione preventiva dei provvedimenti di limitazione, in modo da prevenire l’eventuale occorrenza dei superamenti del valore limite giornaliero di PM10.
I criteri per l’attivazione del semaforo sono dettagliati al link:

https://webgis.arpa.piemonte.it/protocollo_aria_webapp/pdf/Allegato1_DescrizioneProtocolloOperativo2021.pdf

Il servizio pubblica la mappa dei comuni con il livello del semaforo attivo per il giorno in corso e per i giorni successivi.
Il servizio è aggiornato tre volte alla settimana, il lunedì, il mercoledì ed il venerdì. Le limitazioni associate al livello del semaforo possono variare da comune a comune e sono consultabili sul sito del comune di interesse.
Il semaforo antismog è pubblicato alla pagina:

https://webgis.arpa.piemonte.it/protocollo_aria_webapp/