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In Senato è stato approvato il DDL “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”.
In particolare, dopo un dibattito in aula molto acceso, sono stati approvati solo due emendamenti, sul marchio biologico italiano e sul materiale riproduttivo biologico. Il testo torna ora alla Camera per la terza lettura, dove verranno esaminate esclusivamente le modificazioni apportate dal Senato, per l’approvazione definitiva.

Nelle Commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato si sono chiuse le votazioni sugli emendamenti al DL Sostegni. Per il settore primario sono stati approvati alcuni provvedimenti, proposti da Confagricoltura, che verranno più avanti elencati.
Purtroppo la ragioneria di stato, per mancanza di copertura finanziaria non ha approvato la cessione del credito di imposta per le imprese che investono in innovazione nell’ambito del piano “TRANSIZIONE 4.0”. “Ci auguriamo – afferma Confagricoltura – che, per il bene delle imprese italiane, venga trovata quanto prima una soluzione. Favorire gli investimenti è una priorità per la ripresa economica e per il rilancio delle attività, soprattutto se si vogliono raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile“.
E’ passato l’emendamento relativo all’accesso delle imprese agricole al conto termico, che permette l’utilizzo degli incentivi erogati dal GSE per interventi riguardanti l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
Molto positiva è l’estensione alle produzioni delle vertical farming delle disposizioni in materia di prodotti di quarta gamma: il provvedimento – ad avviso di Confagricoltura – è importante perché va nella direzione dello sviluppo di un nuovo comparto, assai innovativo, del settore primario.
E’ stata anche approvata la possibilità di commercializzare, fino a esaurimento scorte, i prodotti immessi in commercio o etichettati al 1° gennaio 2022, pur privi dei requisiti disposti in materia di etichettatura dal decreto legislativo 152/2006.
Su questo argomento – rileva Confagricoltura – occorrerà intervenire nuovamente per risolvere le numerose questioni aperte relative agli imballaggi di numerosi prodotti, dal vino all’olio, alle conserve, ma l’approvazione dell’emendamento rappresenta un elemento positivo in questo periodo di difficoltà per le aziende.
Soddisfazione anche per l’emendamento approvato che prevede che per accedere agli esoneri contributivi ex art.222 del DL Rilancio, i beneficiari della domanda dichiarino di non avere superato i limiti individuali fissati dal Quadro Temporaneo per le misure di aiuto di Stato. Si tratta di un provvedimento importante – conclude Confagricoltura – perché va incontro all’esigenza di semplificazione espressa a gran voce dalle imprese agricole. Positiva, infine, l’esenzione del canone Rai, per l’anno 2021, per le strutture ricettive. Si tratta di una misura – conclude la Confederazione – che interessa le strutture agrituristiche fortemente colpite dalla pandemia.

Il direttore di Anaborapi (associazione nazionale allevatori di razza piemontese) Andrea Quaglino è intervenuto in audizione alla Commissione Agricoltura del Senato, nell’ambito dell’esame dell’affare assegnato n. 493 (Problematiche inerenti alla crisi delle filiere agricole causate dall’emergenza da Covid-19). “Gli allevamenti della razza piemontese sono allevamenti di piccola dimensione, con una media di 67 capi. È qualcosa di completamente differente dagli allevamenti industriali, sono a conduzione familiare e negli ultimi vent’anni sono riusciti a vivere momenti favorevoli. La produzione annua è di 120mila animali da macello, numeri considerevoli quindi. Il fatturato della piemontese alla stalla si aggira sui 250 mln annui, che raddoppiano al banco della macelleria per circa 600 mln annui”, ha ricordato Quaglino ai senatori della Commissione, chiarendo che “grazie all’etichettatura che ha permesso la riconoscibilità della carne e del nostro prodotto, grazie anche al miglioramento genetico che abbiamo messo in campo e a un lavoro di valorizzazione, abbiamo vissuto momenti favorevoli con remunerazioni adeguate agli sforzi fatti. Le aziende hanno così potuto fare anche degli investimenti, tra cui quelle per adeguarsi alle direttive Ue sul benessere animale e la sostenibilità”.
A partire dalla crisi del Covid parte dei canali di distribuzione hanno però fortemente contratto i ritiri; il mercato di conseguenza è crollato. Nel caso dell’allevamento bovino per ridurre l’offerta la soluzione sarebbe la macellazione ma ciò sarebbe drammatico.
Quaglino ha ricordato che “c’è stato un primo decreto ristori che ha previsto 60 euro per vitellone macellato, risorse che non sono mai arrivate alle imprese e che sono assolutamente inadeguate se pensiamo che un vitellone prima della crisi valeva 2.000 euro. C’è stato un altro intervento dalla regione Piemonte ma non sufficiente. I problemi sono gravi, a questo poi si aggiunge il costo degli alimenti del bestiame che è aumentato in questi mesi”.

L’assemblea del Senato ha approvato, con 159 voti favorevoli e 121 contrari, il disegno di legge n. 1874, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza da Covid-19, nel testo licenziato dalla Camera.
l provvedimento prevede interventi da 55 miliardi di euro per tamponare gli effetti economici dell’emergenza coronavirus, fra i quali l’estensione alle seconde case del superbonus al 110%, gli incentivi per l’acquisto di auto Euro 6, lo slittamento di un mese dei congedi per i genitori e l’anticipo della cassa integrazione prevista per l’autunno.

Leggi il dossier del Senato:

http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/dossier/53131_dossier.htm

Apprezziamo l’impegno del Governo per evitare l’aumento dell’IVA e per la volontà di incidere sul cuneo fiscale, così come giudichiamo positive alcune misure specifiche per il settore primario in un periodo particolarmente complesso per motivi congiunturali, ambientali e sociali”. E’ quanto ha affermato ieri il vicepresidente di Confagricoltura, Matteo Lasagna, all’audizione in Senato sulla legge di bilancio: “Gli sforzi dell’esecutivo hanno permesso di mettere in campo interventi importanti, – ha specificato – quali la proroga dell’esenzione Irpef dei redditi dominicali e agrari per i terreni di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali; il sostegno alle imprese duramente colpite dalla cimice asiatica; la decontribuzione per 2 anni per i giovani che avviano un’azienda agricole, i mutui a tasso zero fino a 300mila euro a favore dell’imprenditoria femminile e il fondo di competitività delle filiere agricole per sostenere il Made in Italy agroalimentare”.
Contestualmente Confagricoltura ha chiesto che nel passaggio parlamentare del DDL Bilancio e dell’annunciato collegato agricolo ci sia lo spazio per ulteriori misure necessarie per favorire gli investimenti in innovazione tecnologica da parte delle imprese, un passo fondamentale per intervenire a favore della sostenibilità ambientale, la sicurezza sul lavoro e la crescita del settore: “Escludere l’agricoltura da questo salto di qualità – ha spiegato Lasagna – significherebbe relegarla a un ruolo secondario, affossando le capacità di traino per il Paese. Non dimentichiamoci che il settore primario nel primo trimestre 2019 è andato meglio di altri, aumentando il proprio valore aggiunto del 2,9% e dimostrandosi fondamentale per lo sviluppo economico”.
Confagricoltura, pertanto, fa leva su queste reali potenzialità per non disperdere gli sforzi compiuti. L’Organizzazione, in particolare, chiede di estendere a tutte le aziende agricole l’accesso al super e iper ammortamento per l’acquisto di beni strumentali materiali nuovi; di dare continuità al bonus verde e incentivare gli investimenti in colture arboree; di favorire l’accesso al credito e la piena affermazione del contratto di rete.
Rimangono alcuni nodi importanti da sciogliere – ha concluso Lasagna – sono quelli relativi all’aumento delle accise sul tabacco, alla sugar tax e alle imposte sul consumo dei manufatti di plastica. Norme su cui bisogna riflettere attentamente, poiché rischiano di bloccare definitivamente lo sviluppo di intere filiere, colpendo le imprese, i lavoratori e i consumatori”.

 

 

Il Senato della Repubblica (foto tratta da: www.focusjunior.it )