Il ddl 1552, approvato al Senato, va nell’auspicata direzione di avviare un percorso di aggiornamento della legge 157/92. Una legge che ha oltre 30 anni e non è più adeguata alle diverse esigenze che si stanno delineando nel territorio e che pertanto non può affrontare le numerose criticità relative alla proliferazione di alcune specie di fauna selvatica.
Confagricoltura evidenzia che le attuali difficoltà sono legate alla perdita di redditività delle attività agricole in alcune aree del Paese, con conseguente abbandono dei territori montani e collinari, ma anche alla diffusione della Peste Suina Africana e agli squilibri ambientali causati dalla densità della fauna non compatibile con l’ambiente stesso. Senza tralasciare la salute e la sicurezza pubblica.
Il ddl approvato al Senato – rimarca la Confederazione – coglie la necessità di creare un maggiore equilibrio tra la natura e le attività produttive: questo significa protezione della fauna selvatica che implica anche la sua gestione attiva. In tal senso è positivo l’ampliamento del novero dei soggetti attuatori nell’ambito dei piani di controllo che comprende ora anche gli imprenditori agricoli, i proprietari e i conduttori dei fondi in cui i piani vengono attuati, contribuendo così a una migliore gestione del territorio.
Come è anche positiva la conferma del ruolo rilevante svolto dalle Aziende Faunistico Venatorie e Agrituristico Venatorie. La peculiare e strategica funzione di questi istituti, ad avviso di Confagricoltura, deve essere rafforzata e protetta anche in un’ottica di tutela ambientale, vista l’importanza che potrebbero avere per migliorare la gestione dell’ambiente e per tutelarne gli ecosistemi, contribuendo anche alla prevenzione degli incendi, del dissesto idrogeologico, e a combattere il cambiamento climatico valorizzando il ruolo dei boschi, dei pascoli e del suolo a catturare la CO2.
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Confagricoltura, in audizione ieri alla 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali) in Senato, sul DL 2022/2024 (“Milleproroghe”), ha avanzato alcune richieste a sostegno del comparto agricolo. Tra queste c’è la richiesta di esclusione delle macchine agricole dall’obbligo assicurativo. Queste, infatti, non risultano classificate come autoveicoli, non svolgendo le funzioni tipiche dei mezzi di trasporto e non percorrendo strade pubbliche.
Necessaria per Palazzo della Valle anche la proroga dei termini per la revisione delle stesse, in quanto si è ancora in attesa dell’emanazione del Decreto ministeriale che ne delinei le modalità di esecuzione.
Richiesto un differimento al 1° giugno (dal 26 maggio), anche per l’adesione al Sistema nazionale di certificazione di sostenibilità dei biocombustibili, limitatamente agli impianti di produzione elettrica da biogas di potenza fino ad 1 MWe. L’esigenza sorge dalle difficoltà riscontrate dalle aziende agricole ad ottemperare a tale obbligo, a fronte del gran numero di operatori economici che dovranno certificarsi nei primi mesi del 2025, in rapporto alla mancanza di adeguate informazioni circa le modalità di applicazione delle nuove disposizioni ed i relativi adempimenti. Nel caso dei biocombustibili solidi, inoltre, si chiede che per i produttori di biomasse solide destinate alla produzione di energia elettrica, l’obbligo di adesione allo schema nazionale o a sistemi volontari di certificazione sia posticipato di un tempo più congruo per favorire la sua implementazione e fino al 1° giugno 2026.
Fondamentale infine sollecitare l’esonero contributivo dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali di età inferiore a quarant’anni; così come, per fronteggiare la crisi economica delle imprese agricole, la proposta di proroga moratoria per dodici mesi del pagamento della parte capitale delle rate dei mutui e degli altri finanziamenti a rimborso rateale, in scadenza nell’anno 2025.
Numerose, a giudizio di Confagricoltura, le misure contenute nel disegno di legge di conversione del DL Agricoltura – approvato oggi in Senato – di sostegno al settore primario, volte a contrastare i danni legati al cambiamento climatico e a rafforzare le filiere italiane. Bene l’ampliamento della moratoria su mutui e finanziamenti per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura – che hanno subito un calo del volume d’affari o una riduzione della produzione – e l’importante proroga al 31 dicembre 2025 della sperimentazione in campo delle TEA.
Essenziali gli aiuti previsti in favore delle imprese che hanno registrato perdite a causa dei fenomeni siccitosi e di quelle che hanno subito danni alle produzioni di kiwi. Importante l’incremento della dotazione del “Fondo di solidarietà̀ nazionale”, con 40 milioni di euro alle produzioni vitivinicole per i danni da peronospora e lo stanziamento di 30 milioni di euro per contenere l’emergenza Xylella.
Importante segnale, inoltre, l’intervento sui ristori per gli effetti delle frane nelle Regioni Emilia-Romagna, Toscana e Marche.
Particolarmente soddisfacente l’approccio al caporalato. Il Decreto introduce, infatti, rilevanti disposizioni di contrasto al fenomeno e promuove un’evoluzione qualitativa del lavoro agricolo. Positive le misure introdotte per migliorare l’attività di analisi e monitoraggio finalizzata a fornire maggiori garanzie sui contratti di appalto in agricoltura. Tuttavia, sarà necessario, in sede di attuazione, tenere conto delle differenti tipologie di imprese coinvolte per non incorrere in oneri burocratici eccessivamente gravosi.
Quanto alle modifiche introdotte alla normativa su “Granaio d’Italia”, la Confederazione ne apprezza la semplificazione, auspicando la valorizzazione dei prodotti cerealicoli italiani attraverso intese di filiera.
Sul fronte delle agroenergie, asset strategico per la transizione ecologica, Palazzo della Valle plaude alle misure introdotte per garantire la continuità̀ produttiva agli impianti di biogas e biometano alimentati con biomasse agricole, con l’estensione della portata applicativa dei prezzi minimi garantiti.
Con riguardo al fotovoltaico, Confagricoltura avrebbe auspicato alcune aperture sulla produzione di energia da parte delle imprese agricole e, in materia fiscale, una maggior flessibilità sulla tassazione degli impianti a terra oltre i limiti previsti.
Lo scorso 5 dicembre si è tenuto al Senato un seminario sul futuro dell’agricoltura alla luce delle nuove direttive europee circa l’utilizzo dei prodotti fitosanitari, con un approfondimento specifico legato alla situazione e alle problematiche della disinfezione dei terreni agricoli di determinate colture con fumiganti del suolo a base di 1,3-Dicloropropene e Cloropicrina. Come sottolineato da Confagricoltura, l’agricoltura italiana, così come quella dei Paesi del Sud Europa, ha necessità di utilizzare prodotti fitosanitari per ora insostituibili per la produzione sana e corretta di colture tipicamente mediterranee di eccellenza.
Fumiganti del terreno, derivati da Cloropicrina e 1,3-Dicloropropene risultano indispensabili poiché, al momento, non vi sono alternative capaci di sostituirli. Colture tipicamente italiane, quali il basilico, le carote, i pomodori o le fragole, hanno la necessità di essere difese, prima di essere messe a dimora, da funghi e nematodi del terreno.
Secondo il parere di Confagricoltura, nel nostro Paese, per l’incidenza sulle produzioni nazionali e per le ripercussioni sulla bilancia commerciale, sarebbe oltremodo negativo non poter utilizzare questi prodotti e conseguentemente essere costretti ad importare da Paesi terzi le stesse derrate alimentari ottenute però senza quei criteri di osservanza della salute e dell’ambiente, che sono invece ben tenuti sotto controllo in Italia.
“L’approvazione all’unanimità dell’emendamento al DL Siccità sulle Tecniche di Evoluzione Assistita è un grande passo avanti per la ricerca scientifica e per l’agricoltura, che mette fine a un lungo periodo di oscurantismo tecnologico. Tuttavia, senza un inquadramento europeo, le TEA resteranno a livello sperimentale”.
Così il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, a commento del via libera all’unanimità, nell’VIII e IX Commissione riunite del Senato, del provvedimento che autorizza la sperimentazione in campo delle Tecniche di Evoluzione Assistita. “Ringraziamo il senatore De Carlo, primo firmatario dell’emendamento, ma anche l’onorevole Nevi e i parlamentari che hanno reso possibile questa svolta”.
“Ora – afferma Giansanti – è necessario lavorare per la presentazione della proposta di regolamento sulle tecniche genomiche da parte della Commissione UE, prevista per fine giugno, e per la successiva approvazione in tempi brevi da parte del Parlamento europeo e del Consiglio, altrimenti si rischia di bloccare l’iter del dossier. Eventuali slittamenti fermerebbero infatti la procedura di adozione per un ulteriore anno, in considerazione delle elezioni europee del 2024 per il nuovo Parlamento e dell’insediamento della Commissione”.
Le tecniche di evoluzione assistita – aggiunge Confagricoltura – sono una risposta efficace all’emergenza climatica e alla richiesta di cibo, permettendo di ridurre l’uso di fitofarmaci e acqua e di garantire la produttività necessaria per rispondere alla popolazione in crescita.
Dello stato dell’arte delle TEA si parlerà in Confagricoltura a Palazzo Della Valle il prossimo 7 giugno, in un convegno con le personalità di riferimento del mondo politico e della ricerca.
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