Martedì 16 giugno il Gestore dei Servizi Energetici ha reso noti gli esiti della stima del costo del meccanismo dei Prezzi Minimi Garantiti per gli impianti alimentati da biogas, biomasse e bioliquidi (BIO-PMG) per l’anno 2026, effettuata ai sensi dell’articolo 5 del decreto-legge 21/2026, il cosiddetto Decreto Bollette, convertito con modificazioni dalla legge 49/2026.
Per quest’anno gli impianti a biogas e biomasse non saranno soggetti a riduzioni delle ore equivalenti riconosciute nell’ambito del meccanismo dei Prezzi Minimi Garantiti. Il costo stimato per queste due tipologie – rispettivamente 398,2 milioni di euro per le biomasse (a fronte di un tendenziale di spesa di 582,4 milioni) e 90 milioni di euro per il biogas (a fronte di 160 milioni) – si mantiene ampiamente al di sotto dei valori fissati dalla normativa come soglia di riferimento. Decurtazioni alla produzione sono invece previste per gli impianti a bioliquidi, il cui costo stimato totale per il 2026, pari a 1.040,8 milioni di euro, supera il tendenziale di spesa di 700 milioni.
Il GSE provvederà a un aggiornamento mensile della stima sulla base dei dati consuntivati nel corso del secondo semestre, e renderà note le modalità operative di riduzione delle ore equivalenti per le sole tipologie di impianti in cui lo sforamento si dovesse confermare.
“È una notizia positiva per le aziende agricole piemontesi che hanno investito nel biogas e nelle biomasse”, dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte. “Per mesi il settore ha vissuto in un clima di incertezza, mentre il quadro regolatorio prendeva forma tra il decreto legge di febbraio, la conversione parlamentare e la delibera ARERA 174/2026. Confagricoltura Piemonte si è battuta in questi mesi per arrivare a questo risultato e oggi sappiamo che gli impianti a biogas e biomasse non subiranno i tagli che il settore temeva. Il mancato taglio permette agli imprenditori agricoli di continuare a investire per innovare e rendere sempre più sostenibile un settore di per sé già virtuoso. Questo – sostiene Allasia – è un segnale concreto che il meccanismo dei Prezzi Minimi Garantiti, se correttamente applicato, è in grado di svolgere la sua funzione: garantire la continuità operativa di impianti che non sono semplici unità di generazione elettrica, ma componenti integrate nei cicli produttivi delle aziende zootecniche e cerealicole”.
Il Piemonte operano circa 250 impianti di biogas elettrico agricolo che coinvolgono una filiera di circa 3.000 aziende agricole, con una presenza particolarmente significativa nelle province di Cuneo, Torino e Alessandria. Molti di questi impianti operano in regime di prezzi minimi garantiti dopo la fine del periodo incentivante e la questione dei tagli alla produzione era seguita con grande attenzione dagli operatori.
“Restiamo vigili sul completamento del quadro regolatorio. Il GSE – prosegue Allasia – dovrà ancora definire i valori effettivi delle ore equivalenti per il secondo semestre e le modalità operative di liquidazione. Confagricoltura Piemonte continuerà a monitorare l’evoluzione del dossier e a rappresentare le esigenze delle imprese agricole in tutte le sedi opportune, perché la produzione di energia rinnovabile da biomasse agricole è parte essenziale del futuro dell’agricoltura piemontese”.
1° e 3 luglio 2026
Lo Studio Fossa, azienda di consulenza di Asti che si occupa di igiene, ambiente, sicurezza e formazione nei luoghi di lavoro, organizza un Corso di formazione/aggiornamento per Addetti alla conduzione di carrelli elevatori, nelle giornate del 1° e 3 luglio 2026.
Gli addetti alla conduzione di carrelli elevatori (o carrellisti) sono figure specializzate nella movimentazione sicura delle merci. Per legge, necessitano di uno specifico attestato (patentino) e si occupano di prelievo, stoccaggio e rifornimento. La loro formazione è disciplinata e regolamentata dal D.Lgs. 81/08.
In allegato la scheda di iscrizione al corso, in cui sono riportati orari, costi e sede di svolgimento.
Per ulteriori informazioni o chiarimenti, è possibile contattare Asti Agricoltura ai seguenti recapiti: 0141434966 – cerruti.marco@confagriasti.com
Confagricoltura esprime già soddisfazione per l’approvazione del dossier avvenuta in sede di Commissione Ambiente
“Soddisfazione per ieri ed attesa per domani”, così sintetizza il suo commento il Presidente della Confagricoltura di Asti, Gabriele Baldi, riferendosi a quanto sta accadendo a livello europeo in merito alle TEA, facendo eco a quanto espresso dal Presidente nazionale, Massimiliano Giansanti, anche al vertice del Copa-Cogeca, principale organizzazione di rappresentanza degli agricoltori e delle cooperative agroalimentari nell’Unione Europea.
Continua poi spiegando “Ieri in Commissione Ambiente al Parlamento Europeo è stato approvato il dossier delle TEA ed il voto definitivo sarà in plenaria domani. Le TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita) sono l’equivalente italiano delle Nuove Tecniche Genomiche (NGT) a livello europeo. A differenza degli OGM, le TEA modificano il genoma in modo mirato senza introdurre DNA esterno (sono di fatto mutazioni che potrebbero avvenire naturalmente ma in tempi molto più rapidi). Confagricoltura le sostiene fortemente come leva strategica fondamentale per l’agricoltura del futuro”, precisa ancora Baldi.
La Confagricoltura, infatti, si è battuta sin da subito a sostegno di un quadro normativo favorevole all’utilizzo delle Tecniche di Evoluzione Assistita: uno strumento innovativo in grado di rendere l’agricoltura più resiliente, aumentandone la sostenibilità economica e ambientale.
Dal 2019, la principale organizzazione datoriale del settore primario, ha chiesto in tutte le sedi opportune la definizione di un regolamento che facesse chiarezza sulle TEA (da non considerarsi assolutamente alla stregua degli OGM) e che ne rendesse effettiva l’applicazione in campo.
Da Palazzo della Valle, dopo aver accolto con favore in primavera il voto positivo del COREPER (ndr Comitato dei Rappresentanti Permanenti, principale organo preparatorio del Consiglio dell’Unione europea, istituito per negoziare compromessi politici e tecnici prima che le questioni arrivino sul tavolo dei ministri), si continuava a ribadire la necessità di una rapida approvazione e di un’attuazione uniforme all’interno dell’Unione affinché gli agricoltori europei potessero beneficiarne al più presto, senza disparità.
Chiarisce ancora il Direttore di Asti Agricoltura, Mariagrazia Baravalle: “Le TEA permettono di ottenere piante più resistenti ai cambiamenti climatici (stress idrico, alte temperature) e alle malattie fungine, riducendo la necessità di trattamenti con fitofarmaci, quindi sono veramente rappresentative di resilienza e di sostenibilità ambientale”.
In attesa del verdetto finale di domani del Parlamento Europeo, anche il Ministro per l’Agricoltura e la Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, ha espresso soddisfazione “Si tratta di un passo in avanti cruciale per sostenere l’innovazione, la ricerca e la competitività della nostra agricoltura. L’Italia ha fatto da apripista in Europa perché i nostri agricoltori potessero contare su varietà più resistenti”.
Asti, 16 giugno 2026
La nuova scadenza interessa tutti i trattori immatricolati dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2019
Si segnala che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha prorogato al 31 dicembre 2026 la prima scadenza per la revisione dei trattori veloci immatricolati dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2019 che originariamente era fissata al 30 giugno 2026. Lo prevede il nuovo decreto della Direzione generale per la Motorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che prende atto delle difficoltà emerse nell’avvio dei controlli tecnici sui trattori a ruote con velocità massima di progetto superiore a 40 km/h, appartenenti alle categorie T1b, T2b, T3b, T4b e T5.
La proroga arriva dopo le criticità segnalate a metà aprile dalle principali organizzazioni del mondo agricolo e agromeccanico, tra cui anche Confagricoltura, che avevano scritto al Ministero per evidenziare il rischio concreto di un blocco operativo per migliaia di imprese.
In allegato il decreto della Direzione generale per la Motorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Il presidente Enrico Allasia e il presidente della sezione regionale di prodotto vitivinicoltura Gian Luca De Maria hanno scritto una lettera all’Assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni con le “Proposte operative settore vitivinicolo” che riportiamo interamente:
“Caro Assessore, con la presente desideriamo richiamare nuovamente la tua attenzione sul comparto vitivinicolo della nostra regione che, da tempo, sta facendo i conti con una crisi caratterizzata da tante sfaccettature: dai conflitti internazionali, ai dazi statunitensi, alla crisi economica europea, Uno scenario già di per se pesante, ulteriormente aggravato da un calo strutturale dei consumi interni, dall’aumento dei costi di produzione in vigna, nonché dai danni causati dal cambiamento climatico in atto.
ln altre parole, per una serie di denominazioni, si sta registrando un forte squilibrio tra domanda e offerta che porta ad una marcata contrazione dei prezzi e ad un accumulo delle giacenze di vino invenduto nelle cantine.
ln questo scenario e nell’immediato possono contribuire a alleggerire la situazione i cosiddetti provvedimenti vendemmiali che potranno essere assunti dai Consorzi di tutela delle DO maggiormente colpite dalla stagnazione di mercato,
Tuttavia, con sempre maggiore convinzione riteniamo che la Regione Piemonte debba al riguardo farsi promotrice di una riflessione più ampia e strategica di lungo periodo, superando definitivamente una logica esclusivamente emergenziale. Le difficoltà del comparto non sono infatti contingenti, ma derivano, come appena accennato, da cambiamenti strutturali dei mercati e dei consumi che richiedono una visione chiara e interventi programmati nel tempo.
Confagricoltura Piemonte, già nel dicembre 2025, ti aveva indirizzato una specifica comunicazione, con cui avanzava una serie di proposte concrete finalizzate a migliorare l’equilibrio tra domanda e offerta.
Un documento che ad oggi mantiene praticamente intatta la sua validità se si esclude il riferimento alla proroga delle autorizzazioni e alla sospensione delle sanzioni, ormai superate dalle disposizioni contenute nel nuovo ‘Pacchetto Vino”
Ciò premesso, Ti rammentiamo di seguito le proposte, frutto di un approfondito confronto con i servizi tecnici e i viticoltori nostri associati, che reputiamo possano portare ad un miglioramento complessivo del sistema, soprattutto dal punto di vista della regolazione della domanda rispetto all’offerta:
– la sospensione dell’assegnazione delle autorizzazioni di nuovo impianto a partire dal 2026,
– la proroga, da concordare con i Consorzi di Tutela, delle idoneità assegnate dai bandi delle DO piemontesi;
– la riformulazione della Ristrutturazione e Riconversione Vigneti, con un premio specifico per chi attende almeno tre anni prima di effettuare un nuovo impianto. Andrebbe anche reintrodotta la misura della ripalatura, cioè la sostituzione degli strumenti di sostegno pali e fili, allo scopo di favorire la meccanizzazione, e in particolare l’uso della vendemmiatrice;
– il ripristino della misura della “vendemmia verde” tra gli interventi a disposizione del comparto poiché è importante iniziare a valutarne fin da ora l’applicazione in una prospettiva futura. Tale misura potrebbe infatti essere pianificata con adeguato anticipo, sfruttando le opportunità previste dal nuovo “Pacchetto Vino”, e rappresentare uno strumento utile riducendo la necessità di ricorrere esclusivamente a interventi emergenziali come la distillazione di crisi.
– l’attivazione della misura dell’estirpazione dei vigneti sul modello francese;
Inoltre, i tecnici e molti viticoltori nostri associati chiedono di poter introdurre nei disciplinari delle denominazioni, in forma ordinaria e con sistemi a basso consumo di risorsa, la pratica dell’irrigazione, quale strumento di contrasto agli effetti del cambiamento climatico, in particolare della siccità.
Infine, rivolgendo lo sguardo anche alla promozione, ti suggerisco di destinare, se possibile, queste preziose risorse in misura maggiore verso le produzioni agricole che generano un effettivo valore aggiunto per il territorio, piuttosto che verso prodotti riconducibili prevalentemente a imprese che si approvvigionano dai mercati esteri.
Restando in attesa di un tuo riscontro, porgiamo cordiali saluti.
Enrico Allasia“
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