Confagricoltura ha inviato due lettere con quesiti al Mipaaf sulle problematiche dell’uso del rame e sullo spandimento del letame e dei reflui zootecnici in agricoltura biologica.
La quantità di rame utilizzabile in agricoltura biologica è di 28 kg/ettaro in quattro anni, secondo quanto stabilito dalla norma europea. Questo limite può essere superato se è dimostrabile una carenza del metallo nel terreno. Le modalità per richiedere questa deroga non sono definite e il rischio che il rame sia utilizzato come fitofarmaco e non come fertilizzante, contravvenendo alla norma europea, è molto alto. A tal fine è stato posto un quesito al Mipaaf per evitare l’uso improprio di questo elemento, stabilendo regole certe.
Lo spandimento del letame e dei reflui zootecnici è regolato dal punto 1.9.5 dell’Allegato II del Reg. 848/18, che prevede che possa essere effettuato solo su terreni biologici. Lo sviluppo dell’allevamento biologico potrebbe essere rallentato da questo obbligo. Infatti, in alcune zone d’Italia l’estensione di terreno biologico non è tale da poter sostenere lo spandimento delle deiezioni. Il rischio è quindi di avere un freno per il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal sia per lo sviluppo dell’agricoltura biologica sia per la limitazione dell’uso di fertilizzanti di sintesi.