Se il maltempo continua, i danni potrebbero superare 500 milioni di euro soltanto per il settore primario. Lo afferma Confagricoltura, che traccia la mappa della situazione a seguito del protrarsi del maltempo su gran parte dell’Italia, evidenziando le specifiche criticità dei territori segnalate dai tecnici dell’organizzazione al lavoro in queste ore.
Il quadro dei danni per il settore primario è lungo e variegato e mette in evidenza ancora una volta la fragilità del territorio e l’urgenza di intervenire con adeguate misure di prevenzione, oltre che di emergenza.
In Piemonte, la prima neve caduta sulle piante ancora con fogliame verde, in particolare in provincia di Cuneo e nella zona dell’Appennino ligure della provincia di Alessandria, ha piegato gli alberi di nocciolo, castagno e dei vivai, in particolare di pioppi.
Alcune produzioni sono ancora da raccogliere, come nel caso di mais, soia, riso; ci sono poi gravi problemi dovuti alle mancate o ritardate semine dei cereali autunno vernini, erba medica e cover da utilizzare come sovescio.
Inoltre, il prossimo 1° dicembre si dovranno sospendere obbligatoriamente per due mesi gli spandimenti di reflui zootecnici e digestati, con gravi ripercussioni sulla capacità di stoccaggio delle aziende zootecniche.
Confagricoltura, a riguardo, sollecita un intervento urgente, a carattere straordinario, volto a permettere l’utilizzazione agronomica anche nei mesi di dicembre e gennaio, prevedendo specifici periodi in relazione all’andamento climatico.