In seguito alle richieste di Confagricoltura Piemonte volte a prorogare la semina degli erbai da sovescio e la distribuzione delle matrici organiche sul terreno, si riporta la risposta della Regione Piemonte presente nella circolare n.25882 del 12/10/2021:

Operazioni 10.1.1, 10.1.2 e 10.1.3 – Impegno facoltativo “erbai autunno-vernini da sovescio”

Viene segnalato che la semina entro il 15 ottobre degli erbai autunno-vernini, impegno aggiuntivo delle operazioni 10.1.1 (produzione integrata) , 10.1.2 (biodiversità nelle risaie) e 10.1.3 (agricoltura conservativa), risulta problematica per condizioni pedoclimatiche contingenti nell’areale interessato da produzioni cerealicole e, in particolare, nelle risaie per difficoltà dovute anche al ritardo con cui procede la campagna di raccolta. In proposito va tenuto presente che simili richieste vengono rivolte quasi ogni anno (si vedano le circolari relative alla situazione del 2019 e del 2020). Si ricorda che il termine per la semina degli erbai è fissato al 15 ottobre affinché la coltura intercalare abbia il tempo di insediarsi entro l’autunno e quindi di garantire un’adeguata copertura del terreno nel periodo invernale. Solo in questo caso l’erbaio può svolgere con piena efficacia l’azione prevista. Il monitoraggio sugli effetti degli interventi agroambientali e la valutazione dei funzionari incaricati dei controlli, infatti, hanno evidenziato che semine più tardive e periodi più brevi di sviluppo degli erbai non consentono l’interramento di una quantità di biomassa tale da determinare apprezzabili benefici ambientali. Peraltro si ricorda che gli erbai seminati successivamente al 15 ottobre non sono automaticamente esclusi, ma la loro riuscita deve essere verificata tramite un controllo in campo perché risultino
ammissibili a premio. Naturalmente non sempre le condizioni climatiche e pedologiche si prestano a una favorevole realizzazione degli erbai autunno-vernini. E’ stata quindi prevista un’applicazione flessibile di questo intervento, proposto come un impegno facoltativo che, qualora assunto, non dev’essere necessariamente attuato ogni anno. L’agricoltore che, in base alla propria organizzazione aziendale o all’andamento stagionale, ritenga di non essere in condizione di realizzarlo secondo le modalità previste, o di non poter sostenere le relative spese nell’incertezza sulla finanziabilità della domanda, può limitarsi ai soli impegni di base. Il bando a questo proposito è chiaro e prevede come comportarsi in questi frangenti: “Qualora circostanze impreviste (es. condizioni meteorologiche avverse) impediscano l’effettuazione degli interventi o ne compromettano la buona riuscita, il richiedente potrà presentare entro il 31/12 di ogni anno di attuazione dell’impegno
facoltativo, mediante l’apposita funzione informatica, una comunicazione di rinuncia totale o parziale all’impegno facoltativo per l’anno in questione, senza incorrere in ulteriori riduzioni di pagamento. Successive rinunce saranno ancora possibili, ma ai sensi del regolamento (UE) n. 809/2014 (art. 3) non potranno essere considerate se l’autorità competente avrà comunicato l’intenzione di effettuare il controllo o avrà riscontrato inadempienze”. Nei casi di mancata semina o di riuscita insoddisfacente dell’erbaio occorre quindi presentare la dichiarazione di rinuncia, che non comporta alcuna sanzione ma soltanto la mancata erogazione del premio riferito all’impegno facoltativo.
Tenuto conto della situazione in corso e del margine di incertezza derivante dal fatto che le graduatorie relative alle operazioni 10.1.2 e 10.1.3 sono in via di definizione, per i nuovi impegni relativi a tali interventi la possibilità di adesione all’impegno facoltativo sarà mantenuta nel 2022 anche in caso di rinuncia nel primo anno.

Azione 10.1.3 – Distribuzione di matrici organiche riferite al primo anno di impegno

In merito alle difficoltà segnalate nell’adempiere alla distribuzione di matrici organiche richiesta dell’azione 10.1.3/3, si prevede quanto segue considerando il non sempre facile reperimento del materiale e il margine di incertezza dovuto al fatto che la graduatoria relativa ai nuovi impegni è in
via di definizione.
Dato atto che di norma la distribuzione del materiale organico avviene in un’unica soluzione, che nei terreni ricadenti in zone vulnerabili da nitrati per molte situazioni e/o materiali il periodo di divieto assoluto va dal 15 novembre al 15 febbraio, che dal punto di vista degli effetti sul suolo una distribuzione nei primi mesi dell’anno può essere paragonabile alla distribuzione effettuata nel tardo autunno precedente, che l’impegno di apportare ogni anno una quantità minima di sostanza
organica può essere rispettato anche differendolo di pochi mesi, si ritiene ammissibile per le domande di nuova adesione che le quantità di matrici organiche non distribuite nell’autunno 2021 possano essere apportate entro il 31 marzo 2022. Si precisa che le relative comunicazioni di avvio delle operazioni in campo dovranno riportare l’indicazione del 2021 come anno di impegno di riferimento e che per l’anno di impegno 2022 dovrà essere effettuata almeno un’altra distribuzione
di matrici organiche, rispettando sia i quantitativi minimi richiesti dall’azione sia i massimali stabiliti per le zone vulnerabili da nitrati, ove applicabili.