Articoli

In tutte le zone del Paese è stato eliminato il divieto di asporto dopo le 18,00 per gli esercizi commerciali al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto. Il governo ha dato ascolto al nostro appello a difesa del settore vitivinicolo, che già ha perso a causa del Covid più di 2 miliardi di euro”. A esprimere piena soddisfazione per i contenuti del nuovo Dpcm, in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, sono le organizzazioni della filiera vitivinicola di Confagricoltura, Cia-Agricoltori Italiani, Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Copagri, Unione Italiana Vini, Federvini, Federdoc e Assoenologi, che nei giorni scorsi avevano inviato una richiesta in tale direzione al Premier Mario Draghi e al Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli.
Dar modo alle enoteche di riprendere la regolare attività rimette in moto una macchina produttiva che impegna nelle aziende vitivinicole italiane circa 210 mila addetti, fra i quali 50.000 giovani”, fa notare la filiera del vino, secondo cui “la scelta di responsabilità del governo arriva a ridare impulso a un mercato già fortemente penalizzato per le limitazione sull’HoReCa”.
La filiera del vino, infine, “confermando piena e totale disponibilità al dialogo costruttivo con il nuovo Governo, torna a sostenere la necessità di fare un passo in avanti anche sul fronte della ristorazione, valutando la possibilità di apertura bar e ristoranti anche a cena nelle Regioni in zona gialla e per il pranzo in quelle in zona arancione”.

Il Presidente del Consiglio ha firmato il DPCM del 3 dicembre contenente le nuove misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19. Il testo estende il limite massimo di vigenza dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) attuativi delle norme emergenziali, portandolo dagli attuali trenta a cinquanta giorni.
Il DPCM stabilisce le seguenti misure:

🔵 Spostamenti, Comuni ed eccezioni

Ci sarà, in tutto il territorio nazionale, un divieto di spostamento specifico per il periodo delle festività natalizie. Dal 21 dicembre al 6 gennaio, in tutta Italia, sarà vietato spostarsi dalla propria Regione o dalla propria Provincia autonoma. Il 25 dicembre, il 26 dicembre e l’1 gennaio sarà vietato anche spostarsi dal proprio Comune.
Le eccezioni sono: motivi di salute, urgenza o «stato di necessità», oltre alla possibilità di rientrare nel proprio domicilio o nella propria residenza (non però nelle seconde case). Nei «casi di necessità» rientra l’assistenza a persone non autosufficienti, ha detto il presidente del Consiglio. Conte ha spiegato anche che «sarà sempre consentito il rientro nel Comune di residenza o dove si abita con continuità. Questo consentirà il ricongiungimento delle coppie». Il governo potrebbe fornire l’interpretazione «autentica» del concetto di «casi di necessità» con delle FAQ (risposte a domande frequenti).
Il coprifuoco sarà dalle 22 alle 5, fino al 6 gennaio. Il giorno di Capodanno sarà dalle 22 alle 7 dell’1 gennaio. Dopo quest’ora sarà possibile uscire dalla propria abitazione soltanto per «comprovate esigenze», che sono motivi di lavoro, di salute e di urgenza.

🔵 Obbligo di mascherina anche all’aperto

Rimane anche il divieto di assembramento e l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto e al chiuso. I sindaci potranno emettere ordinanze per chiudere strade e piazze per evitare gli affollamenti anche nel corso della giornata, oppure prevedere ingressi contingentati in quelle aree di città e paesi dove c’è il rischio che si verifichino assembramenti.

🔵 Alberghi e ristoranti

Il giorno di Natale, il 26 e il 31 dicembre i ristoranti saranno aperti per il pranzo. Il 31 dicembre gli alberghi rimangono aperti non sarà possibile festeggiare con veglioni o cene: i ristoranti chiuderanno alle 18 e poi solo servizio in camera. Nelle aree arancioni e rosse, bar e ristoranti restano aperti dalle 5 alle 22 solo per l’asporto.

🔵 Impianti sciistici

Sarà vietato aprire gli impianti sciistici dal 4 dicembre fino al 6 gennaio incluso.

🔵 Negozi

I negozi sono aperti fino alle 21 e fino al 6 gennaio. Per evitare l’affollamento delle vie dello shopping governatori e sindaci potranno emanare ordinanze per chiudere strade e piazze, ma anche posizionare distanziatori nelle vie di maggior affluenza che consentano soltanto il passaggio di un numero limitato di persone.

🔵 Quarantene per chi torna dall’estero

Dal 10 dicembre, per chi torna da uno dei 27 Paesi della UE, c’è l’obbligo, prima di partire per l’Italia, di fare il tampone e presentarlo all’arrivo: se è negativo, si può entrare senza dover fare la quarantena. Chi arriva da un Paese extra-Schengen dovrà comunque fare la quarantena. Dal 21 dicembre e fino all’Epifania scatta una regola più rigida: tutti coloro che torneranno dall’estero dovranno osservare il periodo di quarantena. Ad esempio, sarà possibile andare a sciare in Austria o in Svizzera, ma al ritorno bisognerà chiudersi in casa e restarci per dieci giorni seguendo le regole del confinamento precauzionale. Per evitare la quarantena bisognerà rientrare in Italia prima del 20 dicembre.

🔵 Scuole e università

Dal 7 gennaio tutti gli studenti tornano a scuola, e la didattica in presenza dovrà essere assicurata anche nelle scuole superiori per il 75 per cento degli studenti. In università, tornano le lauree in presenza e potranno svolgersi in presenza gli esami, oltre alle lezioni solo per un ridotto numero di studenti.

In allegato il testo integrale del DPCM

DPCM_03-12-2020

L’allegato 23 prevede che possano restare aperte le attività di commercio al dettaglio tra le quali figurano le vendite di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti; inoltre, per queste tipologie di prodotti è ammesso anche il commercio al dettaglio ambulante.
Tutte le attività del settore agricolo possono essere svolte regolarmente, nel rispetto dei protocolli di sicurezza. Tra le attività agricole rientrano anche la coltivazione e la relativa vendita di piante, fiori, bulbi e semi che possono essere senz’altro praticate, come ha confermato ieri sera in una riunione in videoconferenza – organizzata dalla Camera di Commercio di Torino con le categorie economiche – il dottor Antonio Rinaudo, già sostituto procuratore della Repubblica di Torino e attuale responsabile dell’Area Legale dell’Unità di Crisi attivata dalla Regione Piemonte lo scorso 22 febbraio.
Non è invece possibile vendere articoli non riconducibili alle attività elencate nell’allegato 23, vale a dire i prodotti che non sono collegati all’agricoltura ed al giardinaggio quali, per esempio, gli oggetti riservati alle festività natalizie.

Allegato_23_Dpcm_201103

In tutta Italia e soprattutto in Piemonte i contagi da Covid-19 crescono senza sosta. Nella nostra regione quasi la metà dei contagiati è asintomatica, segno che il virus è subdolo e si diffonde in modo rapido anche attraverso le persone che apparentemente sono sane. Aumentano i ricoverati in terapia intensiva: a ieri in Piemonte erano già 233 in totale, mentre le persone in isolamento domiciliare sono 37.819.
Il Governo ha imposto una nuova stretta. Con il Decreto del presidente del consiglio dei ministri del 3 novembre, in vigore da domani venerdì 6 novembre, vengono imposte una serie di limitazioni alla circolazione delle persone e alle attività di bar e ristorazione, compresi gli agriturismo. In allegato il link tramite il quale poter visualizzare il testo del nuovo DPCM insieme ai suoi allegati.

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/11/04/20A06109/sg

 

 

Domenica 18 ottobre, poco dopo le 21,30, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha illustrato il nuovo decreto del presidente del Consiglio dei Ministri varato per contrastare la recrudescenza di Covid-19.
Queste le principali novità sintetizzate dall’Agenzia Ansa.

I SINDACI DISPONGONO ZONE ROSSE SE RISCHIO ASSEMBRAMENTO

“I sindaci dispongono la chiusura al pubblico, dopo le ore 21, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”.

 

OK ALLA DAD IN CASO DI CRITICITÀ

“Previa comunicazione al Ministero dell’Istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferito ai specifici contesti territoriali, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza”.

 

EVENTUALI TURNI POMERIDIANI PER LE SCUOLE

Modulare “ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9”.

 

MASSIMO SEI PERSONE PER TAVOLO IN LOCALI

“Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5,00 sino alle ore 24,00 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18.00 in assenza di consumo al tavolo; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze”.

 

OBBLIGO CARTELLO NUMERO MASSIMO PERSONE IN LOCALI

“E’ fatto obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti”.

 

STOP A CONGRESSI, SAGRE E FIERE LOCALI

“Sono vietate le sagre e le fiere di comunità. Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale ed i congressi, previa adozione di protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico, e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro”. “Sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza”, viene disposto.

 

RESTANO APERTI BAR E RISTORANTI NELLE AUTOSTRADE

“Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”.

 

NELLA P.A. OBBLIGO DI RIUNIONI A DISTANZA

Nell’ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni di interesse pubblico; è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza.

 

SALE GIOCHI APERTE DALLE 8 ALLE 21

Le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono consentite dalle ore 8 alle ore 21. L’apertura è consentita a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali.

 

STRETTA ALLE GARE, IN ALLENAMENTO STOP A “PARTITELLE

Sì a partite e gare sportive a livello regionale e nazionale per professionisti e dilettanti. No agli allenamenti di squadra, a partite e “partitelle”. E’ la stretta che il nuovo dpcm impone agli sport di contatto. Sono vietati del tutto infatti, a quanto spiegano fonti di governo, quelli svolti a livello amatoriale e arriva il divieto anche per le gare dilettantistiche a livello provinciale. Ma è possibile, per chi pratichi uno sport come il basket, il calcio o la pallavolo, nell’ambito di una società sportiva, continuare ad allenarsi a livello individuale e fare allenamenti con i compagni di squadra evitando però il contatto e dunque di fare “partitelle” o sessioni di gioco con gli altri.