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Si è concluso da qualche giorno l’iter di approvazione del disegno di legge di bilancio 2022. Un provvedimento di natura espansiva, nonostante alcune contraddizioni quali ad esempio la riduzione progressiva delle aliquote di agevolazione del credito di imposta 4.0. Tra gli importanti risultati ottenuti, si segnala in particolare:

– l’estensione al 2022 dell’esenzione ai fini IRPEF per i redditi dominicali e agrari relativi ai terreni dei coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola;
– la destinazione di 30 milioni del Fondo Filiere all’avicoltura, per contenere l’emergenza aviaria che ha colpito gli allevamenti;
– la proroga al 2024 del bonus verde;
– il mantenimento, per gli imprenditori agricoli che hanno subito danni a seguito di di calamità naturali, della qualifica per gli stessi ancorché non in grado di rispettare il criterio della prevalenza e che – per un periodo non superiore a 3 anni – si approvvigionino di prodotti agricoli del comparto agronomico in cui operano prevalentemente da altri imprenditori del settore primario;
– la proroga per il 2022 dell’aumento delle percentuali di compensazione IVA bovini e suini;

Si rimanda ad un’attenta e interessante lettura della manovra di bilancio che è possibile trovare in allegato

Legge di bilancio – Confagricoltura

Gli otto miliardi di euro in più alla dotazione per la riduzione del cuneo fiscale e il taglio dell’IRAP sono un tassello importante per la tenuta dei consumi, a fronte dell’inflazione crescente per l’aumento del costo delle materie prime, ma proprio per questo è altrettanto prioritario salvaguardare la tenuta delle imprese e dell’occupazione”.
All’audizione odierna in Senato sulla Legge di Bilancio 2022, il vicedirettore generale di Confagricoltura Annamaria Barrile, ha posto l’attenzione sul tema lavoro, chiedendo misure correttive alla proposta di manovra.
In particolare, ha avanzato la richiesta di impiegare una parte della dotazione degli otto miliardi per alleggerire il costo datoriale del lavoro agricolo, riducendo del 50% le aliquote contributive delle imprese agricole e/o prevedendo meccanismi di incentivazione per la trasformazione dei contratti da tempo determinato a indeterminato, dando così stabilità e superando l’attuale meccanismo di alternanza tra tempo determinato e disoccupazione agricola.
Sempre a sostegno dell’occupazione del settore, alla luce delle difficoltà di reperimento di manodopera connesse alla quarta ondata della pandemia – ha aggiunto Barrile – chiediamo la proroga, anche per il 2022, della misura che consente l’impiego in agricoltura dei percettori del reddito di cittadinanza”.
Sul fronte degli incentivi all’innovazione, Confagricoltura chiede che si superino le difficoltà tecniche che hanno finora precluso la bancabilità del credito d’imposta “Transizione 4.0”, in modo da garantire liquidità alle imprese che investono, generando un meccanismo virtuoso di incentivo a proseguire in questa direzione.
Critico, anche rispetto ai più ampi obiettivi green, il giudizio sul taglio delle agevolazioni fiscali sui progetti di transizione ecologica e innovazione digitale 4.0 (dal 15% nel 2022, 10% nel 2024, 5% nel 2024 e 2025).
Sul fronte dell’accesso al credito, Barrile ha evidenziato la necessità che la totale gratuità del rilascio della garanzia non sia soltanto fino ad aprile, come ipotizzato, ma fino a giugno 2022.
Il tema della liquidità – ha concluso – rappresenta uno dei nodi della ripresa post Covid: la fine delle moratorie fiscali e bancarie rischia di soffocare le aziende oggi faticosamente in ripresa. Proponiamo pertanto che alle imprese agricole sia concessa la rinegoziazione del debito, assistito da garanzie di ISMEA e di Mediocredito centrale”.

Valorizzazione della competitività delle filiere, esenzione dai contributi Inps per i giovani agricoltori neo-insediati, rinnovato il Bonus Verde per i prossimi tre anni. Tra i provvedimenti più importanti della proposta di Legge di Bilancio trasmessa al Senato per l’avvio della discussione parlamentare troviamo anche l’istituzione del Fondo mutualistico nazionale a copertura dei rischi catastrofali per sostenere più efficacemente la gestione del rischio da parte delle aziende agricole, la proroga dell’esenzione Irpef dei redditi dominicali e agrari, interventi per la zootecnia e importanti stanziamenti per proseguire l’attuazione della Strategia nazionale forestale.
In particolare sono stati previsti i seguenti stanziamenti:
– oltre 690 milioni di euro fino al 2027 per l’Istituzione di un Fondo mutualistico nazionale a copertura dei rischi catastrofali, una significativa innovazione tra gli strumenti di gestione del rischio in agricoltura;
– 237 milioni di euro a valere sul 2023 per l’esenzione IRPEF dei redditi dominicali e agrari relativi ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola;
– 250 milioni di euro per le Assicurazioni agevolate;
– 8,3 milioni di euro per la proroga della decontribuzione degli imprenditori agricoli e gli agricoltori diretti under 40 (54,30 i milioni di euro previsti per il triennio);
– 160 milioni di euro fino al 2023 per il Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura;
– 10 milioni di euro per la dotazione del Fondo per la competitività delle filiere agricole;
– 10 milioni di euro per il rafforzamento della filiera grano-pasta;
– 120 milioni di euro per il sostegno ai Distretti del cibo;
– 74,5 milioni di euro per il sostegno alla zootecnia mediante la conferma anche nel 2022 delle percentuali di compensazioni IVA applicabili alle cessioni di bovini e suini vivi;
– 80,5 milioni di euro destinati alle attività di Ismea per la concessione di finanziamenti, operazioni di finanza strutturata e concessione di garanzie a fronte di prestiti a favore degli imprenditori agricoli e della pesca, e misure per l’imprenditoria femminile e giovanile;
– 30 milioni di euro per il finanziamento della Strategia forestale nazionale (420 milioni fino al 2032);
– prorogato per i prossimi tre anni il Bonus Verde che prevede la detrazione ai fini Irpef nella misura del 36% delle spese sostenute per la sistemazione a verde;
– sono stati, inoltre, stanziati 50 milioni di euro da destinare alle Regioni per coprire gli anticipi a valere sul credito di soccorso.
Nei prossimi giorni seguiranno ulteriori approfondimenti sulle proposte contenute nel provvedimento