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Dalla scorsa settimana è in vigore in tutto il Piemonte lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi, dichiarato dalla Regione per le condizioni di alto rischio causate dal caldo torrido e dalla mancanza di precipitazioni, elementi che favoriscono gli incendi in misura maggiore rispetto alle estati passate. Per fare fronte alla situazione, la Protezione Civile ha potenziato il proprio dispositivo operativo per la lotta agli incendi, costituito da Vigili del fuoco e Volontari del Corpo Aib Piemonte. È stato inoltre incrementato il servizio elicotteristico con l’attivazione di una seconda base operativa a Costigliole d’Asti, oltre a quella di Busano nel Canavese.
Rammentiamo che nel periodo di massima pericolosità la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata per disposizione nazionale. A questo divieto si aggiungono le misure a carattere regionale, che vietano fuochi entro una distanza di 100 metri dai terreni boscati, arbustivi e pascolivi, e le azioni determinanti anche solo potenzialmente l’innesco di incendio (accendere fuochi e fuochi pirotecnici, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare apparati o apparecchiature che producano faville o brace, fumare, disperdere mozziconi o fiammiferi accesi, lasciare veicoli a motore incustoditi a contatto con materiale vegetale combustibile, compiere ogni altra operazione che possa creare comunque pericolo mediato o immediato di incendio). È inoltre vietata qualunque generazione di fiamma libera non controllabile.
Lo stato di massima pericolosità rimarrà in vigore finché una discesa delle temperature e l’arrivo di precipitazioni porteranno a un rischio minore, consentendo di rientrare nei livelli “normali” di pericolo.

Quest’anno in Piemonte si potranno seminare 13.000 ettari di superfici a seminativo in più rispetto all’anno scorso. È la conseguenza della decisione adottata da Bruxelles che, per fronteggiare la riduzione degli approvvigionamenti di alimenti e mangimi causata dalla guerra in Ucraina, ha concesso una deroga per quanto riguarda l’utilizzo delle dei terreni “a riposo” e delle aree di interesse ecologico (Aree EFA – Ecological Focus Area).
Le aziende agricole – chiarisce in una nota Confagricoltura Piemonte – per poter ottenere gli aiuti comunitari, devono lasciare a riposo il 10% delle superfici a seminativo: quest’anno l’obbligo potrà essere derogato. Inoltre si potrà seminare, per esempio, anche sulle superfici agroforestali realizzate con i contributi del Programma di Sviluppo Rurale, lungo le zone periferiche delle foreste e nelle cosiddette “fasce tampone” lungo i corsi d’acqua.
Le superfici per le quali è stata concessa la deroga – dichiara Ercole Zuccaro direttore di Confagricoltura Piemonteinteressano circa 3.900 ettari in provincia di Alessandria, oltre 2.400 ettari in provincia di Asti, circa 2.200 ettari in provincia di Cuneo e altrettanti in provincia di Torino, oltre 2.000 ettari equamente ripartiti tra Vercelli e Novara”.
Nonostante le autorizzazioni europee, la produzione di mais, il principale alimento utilizzato per l’alimentazione dei bovini e degli avicoli (galline, polli da carne, tacchini e faraone) aumenterà di poco, in quanto gli agricoltori non destineranno tutte le superfici aggiuntive alla coltivazione di questo cereale. “I fattori che limitano la coltivazione del mais in quest’annata – spiega Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemontesono la carenza di acqua per l’irrigazione e il forte aumento dei concimi azotati: le previsioni dell’Arpa, nonostante le precipitazioni dei giorni scorsi abbiano comunque portato sollievo alle colture, sono di una siccità considerata severa e, per alcuni territori, addirittura estrema. Sono venute a mancare le precipitazioni invernali, soprattutto quelle nevose, che costituiscono tradizionalmente un’ottima riserva idrica per tutta la campagna agraria. Se non si registreranno condizioni straordinarie, nei mesi di giugno, luglio e agosto le coltivazioni potrebbero andare incontro a importanti stress idrici e il mais, in quel periodo, ha un grande fabbisogno di acqua che sarà difficile soddisfare. Inoltre – aggiunge Allasia – il mais è una coltivazione che richiede importanti apporti di concimi azotati, che nell’arco di un anno sono aumentati del 270% e oggi sono molto difficili da reperire”.
Tutto questo fa sì che gli agricoltori riservino la coltivazione del mais alle aree più fresche e che comunque potranno essere, almeno parzialmente, irrigate. Nei terreni più permeabili e nelle zone collinari molti agricoltori si stanno indirizzando verso la soia, più resistente alla siccità e che non richiede concimazioni azotate, in quanto sulle radici della pianta si instaurano dei batteri in grado di catturare l’azoto atmosferico. Un’altra coltivazione che sostituirà parzialmente il mais è il girasole, pianta rustica, in grado di resistere meglio alla siccità.
Secondo le previsioni di Assosementi, l’organizzazione di categoria che a livello nazionale rappresenta l’industria sementiera, per il mais è attesa una contrazione del 5%, rispetto ai complessivi 960.000 ettari dell’anno precedente. “In Piemonte, come nel resto d’Italia, da un decennio si sta registrando una contrazione significativa delle superfici condotte a mais: nel 2012 – commenta Enrico Allasia – la superficie coltivata era di circa 195.000 ettari, mentre l’anno scorso ne sono stati seminati soltanto 132.000”.
Confagricoltura sottolinea la necessità di intervenire al più presto con la costruzione di invasi per contrastare la siccità. In molti periodi dell’anno si verificano precipitazioni in eccesso; con la costruzione di invasi le acque meteoriche potrebbero essere conservate nei bacini di accumulo e rilasciate secondo la necessità.

Nello stand di Confagricoltura al Vinitaly, nella giornata di martedì 12 aprile, era il turno del Piemonte. Durante la giornata è stato presentato il Master in Comunicazione per il Settore Enologico e il Territorio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, patrocinato da Confagricoltura Piemonte. Successivamente ha avuto luogo la degustazione “Chianina & Piemontese: incontro diVino”, organizzata dal consorzio Cascine Piemontesi in collaborazione con Confagricoltura Cuneo e l’Unione Provinciale Agricoltori di Siena.
Durante la stessa giornata era presente anche la delegazione della Confagricoltura di Asti, con il direttore Mariagrazia Baravalle, il responsabile dell’ufficio vino Beppe Maschio e l’addetto stampa Marco Cerruti, che si sono recate presso gli stand delle aziende associate, le quali finalmente, dopo due anni di stop a causa della pandemia, hanno avuto nuovamente la possibilità di ritornare come protagonisti alla tradizionale rassegna enoica italiana.
Il mondo del vino in questi due anni di pandemia ha vissuto momenti di estrema sofferenza subendo ingenti danni economici”, afferma il direttore di Asti Agricoltura Mariagrazia Baravalle. “Le nostre aziende sono riuscite a resistere mostrando tenacia e resilienza. Tornare finalmente al Vinitaly, significa essere consapevoli di partecipare alla fiera più importante del settore, che da sempre ha una vera natura internazionale a cui tutti fanno riferimento”.

 

         

 

La Camera si è espressa con chiarezza sul biologico. Il provvedimento – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasiava ora al Senato dove ci auguriamo che venga approvato celermente, valorizzando gli orientamenti scientifici richiamati anche dal Presidente Mattarella”.
L’approvazione della legge sul biologico da parte della Camera nella seduta di oggi – chiarisce Confagricoltura – è molto attesa dal settore e può offrire elementi di sviluppo molto importanti. Si tratta strumento legislativo utile ad armonizzare la produzione biologica al quadro normativo comunitario, individuando strategie finalizzate a migliorare la competitività delle nostre aziende, oltre ad andare incontro alle esigenze del consumatore.
La superficie biologica in Italia ha raggiunto 2.095.380 ettari complessivi e l’incidenza della SAU biologica è passata dall’ 8,7% nel 2010 a 16,6% nel 2020. Notevole l’incremento dell’export, che in un anno è aumentato dell’11%, raggiungendo quota 2,9 miliardi di euro, con una crescita negli ultimi dieci anni del 156%. L’Italia si posiziona al secondo posto per export dopo gli Stati Uniti.
Nella nostra regione – chiarisce il direttore di Confagricoltura Piemonte Ercole Zuccarola superficie a biologico è passata da 32.000 ettari nel 2010 a circa 50.000 ettari, coltivati da 2500 produttori. Il comparto vitivinicolo ha avuto una notevole espansione, passando da 778 ettari nel 2010 a 3932 ettari nel 2019”.

Gli arrivi e le presenze calano di oltre il 50 per cento ma il Piemonte si posiziona primo in Italia per le recensioni online. I Voucher Vacanza della Regione Piemonte “salvano” l’estate. Aumentano gli ospiti giovani nell’extralberghiero.

I Guarneri di Milano, dinamici pensionati amanti del trekking, nell’estate 2020 non hanno voluto rinunciare alla vacanza in Valsesia, ma a differenza dello scorso anno sono arrivati senza le due coppie di amici di sempre, i signori Rota e Locatelli. Marco e Cristina sono due giovani torinesi giramondo, appassionati di arrampicata: gli anni scorsi sono stati in Turchia, in California, in Grecia alla ricerca delle pareti più emozionanti. Ma nell’estate 2020 hanno scelto l’avventura vicino a casa: Alpi Marittime, Monviso e Val di Susa spostandosi di rifugio in rifugio Claudia e le sue 4 amiche Britta, Sabine, Petra e Barbara – giovani signore di Stuttgart appassionate di vino – ogni ottobre da qualche anno si concedono un soggiorno nelle Langhe e Monferrato nelle giornate della Fiera del Tartufo Bianco d’Alba. Ma lo scorso autunno, anziché i soliti 5 giorni hanno optato per un weekend e sono andate per cantine e nei borghi. Anna e Sergio, insegnanti di Piacenza non hanno voluto rinunciare alle loro due settimane sui laghi piemontesi, dove amano soggiornare da quando hanno i due figli: hanno alloggiato a Verbania in un appartamento con i loro bambini di 8 e 11 anni e fatto molte gite, godendosi le spiaggette di Orta, Cannero e Mergozzo. Andrew e Albert, titolari di una delle più importanti gallerie di arte contemporanea di Londra, nel 2020 a malincuore hanno dovuto rinunciare alla loro consueta presenza ad Artissima a Torino, città di cui amano i musei, i locali e gli eleganti hotel; ma i signori Parodi di Genova hanno scelto ad agosto un weekend lungo a Torino per scoprire le meraviglie sabaude, dalla Reggia di Venaria, Palazzo Madama e i giardini reali. Quelle che abbiamo provato a inventare, potrebbero essere le storie simbolo del turismo 2020 in Piemonte: arrivi e presenze ridotti di oltre il 50 per cento, con punte del 67% per il turismo internazionale, in linea con le rilevazioni nazionali, ma con una parziale ripresa nei mesi di agosto, settembre e ottobre, grazie all’ottima performance dei voucher vacanza “Sei nostro ospite 2 notti su 3” della campagna #RipartiPiemonte: 32 mila i coupon venduti che hanno portato sul territorio più di 345.000 presenze e una ricaduta di oltre 45 milioni di euro. Segnali positivi arrivano anche dalle buone performance nelle recensioni online sulla ricettività e la ristorazione piemontese, che registrano un “sentiment” superiore alla media italiana – con il record di Langhe Monferrato Roero (89,9/100) – e dalla tenuta delle imprese del settore, che nel 2020 non ha visto aumentare le cessazioni di attività. L’estate ai laghi ha mantenuto sostanzialmente la quota 2019 di turisti italiani e, in generale, nelle strutture extralberghiere piemontesi la presenza di giovani fra i 19 e 24 anni è aumentata di circa il 6,5%. Questo, in sintesi, il bilancio della stagione turistica 2020 in Piemonte, presentato dall’Osservatorio Turistico Regionale che opera in VisitPiemonte venerdì 23 aprile, alla presenza del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e dell’Assessore alla Cultura, Turismo e Commercio, Vittoria Poggio. I dati confermano sostanzialmente i numeri provvisori presentati nel febbraio scorso: Torino città, come molte città d’arte, risulta più colpita dalla crisi del turismo innescata dalla pandemia Covid-19 mentre l’impatto è stato più leggero sulle valli del Cuneese e di Biella-Valsesia-Vercelli.

«I dati definitivi dell’Osservatorio Turistico Regionale confermano che il 2020 è stato un anno difficile per il turismo piemontese, una crisi senza precedenti a cui abbiamo cercato di reagire con il massimo sforzo possibile, attraverso tutte le iniziative di RipartiTurismo. Dai bonus a fondo perduto per le attività ricettive alberghiere e extralberghiere, ai voucher vacanza; dai sostegni ai Consorzi turistici e alle Agenzie Turistiche Locali, al programma integrato di marketing turistico, fino al bonus ai maestri di sci alpino e di snowboard: tutte risorse economiche che hanno rappresentato una boccata di ossigeno per gli operatori del settore e per i professionisti della montagna – sottolinea il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – Nel bilancio preventivo 2021 i fondi stanziati per il turismo sono notevoli e ammontano complessivamente a 35 milioni di euro, ma contiamo di trovare ulteriori supporti nel Recovery Plan, nei progetti per i fondi europei scritti con il territorio, che saranno la benzina da mettere nel motore del Piemonte, e con il dossier di candidatura come Regione Europea dello Sport 2022 presentato a Roma lo scorso 12 aprile». I dati statistici consuntivi dei movimenti turistici del 2020 in Piemonte confermano la forte riduzione della domanda, pari a -53% di pernottamenti e -57% degli arrivi rispetto al 2019: in valore assoluto, abbiamo registrato circa 6.971.000 pernottamenti e 2.314.000 arrivi. Dall’elaborazione basata sui dati comunicati dagli operatori ricettivi e locatori attraverso il servizio Piemonte Dati Turismo (ROSS 1000), risulta che nel 2020 il Piemonte ha perso oltre la metà dei movimenti complessivi, dove la componente internazionale ha subito un calo del 67% degli arrivi e del 63% dei pernottamenti e il mercato italiano ha visto -51% di arrivi e -46% di presenze. I dati regionali rispecchiano le indicazioni di stima nazionale – Osservatorio Nazionale del Turismo – che riportano un calo di visitatori totali internazionali e nazionali del 60% nel 2020 rispetto all’anno precedente e una previsione di andamento al di sotto dei valori del 2019 anche nel 2021: -36%. In particolare, a livello Italia, nel 2020 si rileva una riduzione del 71% dei turisti internazionali rispetto al 2019; meno drastica la perdita di turismo domestico, pari a -46% rispetto all’anno precedente. La ripresa è prevista solo per il 2022 sul mercato interno e sul 2024 su quelli internazionali. D’altra parte, UNWTO ha quantificato la perdita di arrivi internazionali nel 2020 in -74% rispetto al 2019.

I DATI DEL PIEMONTE IN DETTAGLIO

Analizzando il settore dell’offerta ricettiva regionale, si può osservare come nello scorso anno vi sia stato un leggero aumento dell’offerta di posti letto nel settore extra-alberghiero (+0,8%) e sia continuata la tendenza presente già da qualche anno circa la flessione delle strutture alberghiere: -1,2% rispetto al 2019 e -3,7% rispetto al 2011. L’eccezionalità dell’anno 2020 non ha bloccato il consolidamento della registrazione delle locazioni turistiche: dalle quasi 3.000 locazioni registrate negli ultimi mesi del 2019 alle oltre 5.300 risultate disponibili sul mercato almeno un giorno nell’anno scorso. Approfondendo i dati della domanda, emerge che in seguito alla maggiore perdita dei movimenti dall’estero, le quote degli arrivi e delle presenze generate dagli ospiti nazionali siano aumentate passando da 61% al 69% e da 56% al 65% rispettivamente confermando la riduzione dell’internazionalizzazione del turismo regionale. Dalla Germania, che rappresenta ancora il primo mercato estero del Piemonte, abbiamo perso il 60% degli arrivi e 58% delle presenze. Seguono il BeNeLux e la Svizzera: quest’ultima fa scendere la Francia al quarto posto. Tra i Paesi esteri, il Belgio è l’unico che ha portato un calo di viaggiatori inferiore al 50%, con -48% di arrivi e -46% di pernottamenti. Dal punto di vista delle provenienze italiane, i turisti lombardi si riconfermano comunque i più numerosi – dopo i movimenti turistici interni – con “solo” il -37% di arrivi e il -30% di pernottamenti. A seguire, i movimenti dalla Liguria. Dall’inizio della pandemia, agosto è stato il mese con più arrivi e presenze e con una perdita meno evidente -23% di arrivi e -25% di pernottamenti. Coerentemente con le indicazioni previsionali raccolte attraverso i sondaggi nel corso del 2020, i movimenti turistici più interessanti per il Piemonte per contenimento di perdite, dopo il mese di agosto, sono stati i mesi di settembre e ottobre che hanno visto una riduzione più contenuta. «Il mondo del turismo piemontese finora ha resistito con grande coraggio alla crisi internazionale creata dalla pande – mia Covid-19 – ribadisce l’Assessore regionale alla Cultura, Turismo e Commercio, Vittoria Poggio – E anche per il 2021 ci siamo assunti l’impegno di mantenere alta l’attenzione nei confronti di questo pilastro della nostra economia. É stato inoltre confermato il rifinanziamento dei voucher vacanza, con un’ulteriore spesa di 1,5 milioni di euro per dare continuità a una misura che è piaciuta sia ai turisti che agli operatori. Abbiamo impegnato 5 milioni per il buono vacanza col quale 40.000 visitatori hanno trascorso tre notti in una località turistica del Piemonte pagandone una sola: una a carico della Regione, e una a carico della struttura ricettiva. E quest’anno il buono è stato rifinanziato con 1,5 milioni e le prenotazioni resteranno aperte fino al 30 giugno 2021. Abbiamo destinato anche 6 milioni per la riqualificazione delle strutture ricettive. Abbiamo pensato di aggiungere all’offerta l’opportunità di stabilirsi in Piemonte almeno per un mese dove poter lavorare in smart working da un luogo di villeggiatura: in questo modo il Piemonte potrebbe incrementare di 400.000 pernottamenti il proprio volume di presenze turistiche in più al mese ricevendo soltanto lo 0,01% della popolazione di 6 Paesi con un clima freddo dell’UE come Belgio, Danimarca, Germania, Olanda, Norvegia e Svezia, addirittura raddoppiabili aggiungendo all’elenco Francia, Inghilterra e Finlandia. Senza contare che entro l’estate sarà pubblicata anche la prima guida online delle strutture ricettive piemontesi accessibili alle persone con disabilità momentanea o permanente, sulla quale abbiamo lavorato assieme con la Consulta per le Persone in Difficoltà».

NELLE VARIE AREE DELLA REGIONE

É da sottolineare come la dinamica mensile non abbia avuto lo stesso andamento nelle diverse aree della regione. Torino e prima cintura, a parte il mese di gennaio 2020, presentano per tutti i mesi una perdita molto elevata e solo i mesi di agosto, settembre e ottobre scendono al di sotto del 50%. Quest’area-prodotto chiude l’anno con -66% di arrivi e -58% di pernottamenti. Focalizzando l’attenzione al territorio del comune di Torino, la perdita aumenta fino al -70% di arrivi e -61% di pernottamenti. Il territorio della montagna, nella stagione estiva, chiude il 2020 con -36% di arrivi e – 44% di presenze. L’estate 2020, per il territorio lacuale, ha fatto registrare movimenti turistici nazionali sostanzialmente in linea con l’anno precedente e il prodotto turistico riesce a mantenere pressoché invariata la quota di mercato domestico, ma le perdite delle provenienze estere determinano un consuntivo di -47% di arrivi e -50% di pernottamenti. Il territorio delle Colline, con un calo sui movimenti turistici nazionali più leggero rispetto a quello dei movimenti internazionali, presenta un bilancio dell’anno pari a -55% di arrivi e -51% di presenze rispetto al 2019. Valutando gli andamenti nei territori di competenza delle Agenzie Turistiche Locali, risulta evidente come il territorio di Turismo Torino e Provincia sia quello che ha registrato la maggiore contrazione complessiva: -58% di presenze e – 63% di arrivi, proprio a causa di una minor offerta di turismo outdoor per morfologia del territorio. Le aree che hanno visto un calo minore sono il territorio dell’ATL del Cuneese con -39% di arrivi e presenze e Biella Valsesia e Vercelli con -35% di presenze e -42% di arrivi. Gli altri territori hanno registrato una diminuzione intorno al 50%.

IL PROFILO DEMOGRAFICO DEI VISITATORI

Dal campione di strutture che hanno inviato le statistiche del turismo attraverso la piattaforma Piemonte Dati Turismo (ROSS 1000) pari a circa il 60%, emerge che il profilo demografico dei visitatori è concentrato nelle fasce di età adulta con il 23% nella fascia 45-54 anni, il 19% nella fascia da 35 a 44 anni e il 18% tra 55 e 64 anni. Il 6% di ospiti bambini fino a 12 anni, conferma la fruizione da parte delle famiglie, se pur in modo minore rispetto all’anno precedente. La diminuzione degli arrivi è il risultato del calo dei turisti in tutti i segmenti di età anagrafica e in entrambi i settori ricettivi (le locazioni turistiche in questa analisi sono inserite dell’extra-alberghiero), tranne che per il segmento dei giovani fra i 19 e 24 anni nel comparto extra-alberghiero dove si registra un aumento di circa il 6,5%.

RECENSIONI ON-LINE E SENTIMENT

Durante il 2020, in coerenza con il calo dei movimenti turistici si è assistito ad una riduzione sostanziale del numero di recensioni on-line dei visitatori. Il sentiment complessivo registrato in Piemonte – comprendente ricettività, ristorazione e attrazioni – pari a 87,7/100, è risultato migliore rispetto al totale Italia, che è pari a 87,1/100. Tuttavia, è nel comparto ricettivo che si rileva la maggiore differenza: 88,9/100 per il Piemonte vs 87,1/100 per l’Italia. Torino e la prima cintura, con un incremento dell’1,2% rispetto al 2019, presentano un indice pari a quello italiano: 87,1/100; allo stesso tempo, nella ricettività il valore sale a 87,3/100. A livello complessivo, invece, è il Piemonte a registrare un indice maggiore in confronto all’area del capoluogo: 87,7/100. Come per l’anno precedente, il prodotto turistico Torino e la prima cintura rilevano un valore superiore rispetto a Milano: 87,1/1 00 vs 85,2/100. Analizzando le restanti aree territoriali, si osserva che il Lago registra un indice leggermente inferiore rispetto al totale Italia: 87,0/100 vs 87,1/100. Il sentiment del prodotto turistico della Montagna, in crescita dello 0,6% in confronto al 2019, è superiore in rapporto sia al totale regionale, 88,2/100 vs 87,7/100, sia al totale nazionale, 88,2/100 vs 87,1/100. Nel settore ricettivo, invece, l’indice è equivalente al Piemonte, corrispondente in entrambi i casi a 88,9/100, mentre è decisamente superiore all’Italia, pari a 87,1/100. Per i territori delle ATL, infine, si evidenzia come l’indicatore del sentiment sia maggiormente positivo per i territori delle Langhe Monferrato Roero e del Cuneese, rispettivamente 89,9/100 (+0,4% rispetto al 2019) e 89,2/100 (+0,3% in confronto all’anno precedente). Al contrario, in relazione al comparto ricettivo, l’indice è superiore in tutte le aree regionali, in rapporto al valore nazionale. «I dati definitivi confermano che il 2020 è stato particolarmente pesante per il settore turistico, ma il crescente gradimento dalla “rete” per il Piemonte, insieme con la tenacia dimostrata dai nostri imprenditori e operatori sono segnali molto incoraggianti – commenta il Direttore Generale di VisitPiemonte, Luisa Piazza – La crisi sanitaria ci ha costretti a ripensare alla nostra proposta in termini di destinazione turistica, consapevoli che le crisi sono le stagioni migliori per innovare ed esplorare nuovi approcci. In questo contesto, due elementi giocheranno a nostro favore: una forte voglia di ripartire da parte dell’intera filiera turistica piemontese e un altrettanto forte desiderio di ritornare a viaggiare, da parte dei visitatori nazionali ed esteri. Per completare lo scenario, si consideri che la reputazione della nostra regione è in crescita, così come le intenzioni di viaggio degli italiani in Piemonte con motivazioni principali di visita connesse, in particolare, alle attività in outdoor, ai cammini spirituali, all’enogastronomia. Sono tutti elementi che misuriamo attraverso gli strumenti dell’Osservatorio Turistico e che, da un lato, ci consentono di adattare le strategie di marketing e comunicazione territoriale tenendo conto delle nuove esigenze dei visitatori; e che, dall’altro, ci permettono di individuare nuove opportunità di sviluppo per il settore turistico piemontese” Per ulteriori approfondimenti e dettagli potete visitare la sezione web dedicata all’Osservatorio Turistico su www.visitpiemonte-dmo.org.

 

Comunicato stampa: VisitPiemonte – Regional Marketing and Promotion 

 

In allegato i dati e le analisi del turismo in Piemonte nel 2020

Dati del turismo in Piemonte nel 2020

 

foto tratta dal sito web della Regione Piemonte