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Gli arrivi e le presenze calano di oltre il 50 per cento ma il Piemonte si posiziona primo in Italia per le recensioni online. I Voucher Vacanza della Regione Piemonte “salvano” l’estate. Aumentano gli ospiti giovani nell’extralberghiero.

I Guarneri di Milano, dinamici pensionati amanti del trekking, nell’estate 2020 non hanno voluto rinunciare alla vacanza in Valsesia, ma a differenza dello scorso anno sono arrivati senza le due coppie di amici di sempre, i signori Rota e Locatelli. Marco e Cristina sono due giovani torinesi giramondo, appassionati di arrampicata: gli anni scorsi sono stati in Turchia, in California, in Grecia alla ricerca delle pareti più emozionanti. Ma nell’estate 2020 hanno scelto l’avventura vicino a casa: Alpi Marittime, Monviso e Val di Susa spostandosi di rifugio in rifugio Claudia e le sue 4 amiche Britta, Sabine, Petra e Barbara – giovani signore di Stuttgart appassionate di vino – ogni ottobre da qualche anno si concedono un soggiorno nelle Langhe e Monferrato nelle giornate della Fiera del Tartufo Bianco d’Alba. Ma lo scorso autunno, anziché i soliti 5 giorni hanno optato per un weekend e sono andate per cantine e nei borghi. Anna e Sergio, insegnanti di Piacenza non hanno voluto rinunciare alle loro due settimane sui laghi piemontesi, dove amano soggiornare da quando hanno i due figli: hanno alloggiato a Verbania in un appartamento con i loro bambini di 8 e 11 anni e fatto molte gite, godendosi le spiaggette di Orta, Cannero e Mergozzo. Andrew e Albert, titolari di una delle più importanti gallerie di arte contemporanea di Londra, nel 2020 a malincuore hanno dovuto rinunciare alla loro consueta presenza ad Artissima a Torino, città di cui amano i musei, i locali e gli eleganti hotel; ma i signori Parodi di Genova hanno scelto ad agosto un weekend lungo a Torino per scoprire le meraviglie sabaude, dalla Reggia di Venaria, Palazzo Madama e i giardini reali. Quelle che abbiamo provato a inventare, potrebbero essere le storie simbolo del turismo 2020 in Piemonte: arrivi e presenze ridotti di oltre il 50 per cento, con punte del 67% per il turismo internazionale, in linea con le rilevazioni nazionali, ma con una parziale ripresa nei mesi di agosto, settembre e ottobre, grazie all’ottima performance dei voucher vacanza “Sei nostro ospite 2 notti su 3” della campagna #RipartiPiemonte: 32 mila i coupon venduti che hanno portato sul territorio più di 345.000 presenze e una ricaduta di oltre 45 milioni di euro. Segnali positivi arrivano anche dalle buone performance nelle recensioni online sulla ricettività e la ristorazione piemontese, che registrano un “sentiment” superiore alla media italiana – con il record di Langhe Monferrato Roero (89,9/100) – e dalla tenuta delle imprese del settore, che nel 2020 non ha visto aumentare le cessazioni di attività. L’estate ai laghi ha mantenuto sostanzialmente la quota 2019 di turisti italiani e, in generale, nelle strutture extralberghiere piemontesi la presenza di giovani fra i 19 e 24 anni è aumentata di circa il 6,5%. Questo, in sintesi, il bilancio della stagione turistica 2020 in Piemonte, presentato dall’Osservatorio Turistico Regionale che opera in VisitPiemonte venerdì 23 aprile, alla presenza del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e dell’Assessore alla Cultura, Turismo e Commercio, Vittoria Poggio. I dati confermano sostanzialmente i numeri provvisori presentati nel febbraio scorso: Torino città, come molte città d’arte, risulta più colpita dalla crisi del turismo innescata dalla pandemia Covid-19 mentre l’impatto è stato più leggero sulle valli del Cuneese e di Biella-Valsesia-Vercelli.

«I dati definitivi dell’Osservatorio Turistico Regionale confermano che il 2020 è stato un anno difficile per il turismo piemontese, una crisi senza precedenti a cui abbiamo cercato di reagire con il massimo sforzo possibile, attraverso tutte le iniziative di RipartiTurismo. Dai bonus a fondo perduto per le attività ricettive alberghiere e extralberghiere, ai voucher vacanza; dai sostegni ai Consorzi turistici e alle Agenzie Turistiche Locali, al programma integrato di marketing turistico, fino al bonus ai maestri di sci alpino e di snowboard: tutte risorse economiche che hanno rappresentato una boccata di ossigeno per gli operatori del settore e per i professionisti della montagna – sottolinea il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – Nel bilancio preventivo 2021 i fondi stanziati per il turismo sono notevoli e ammontano complessivamente a 35 milioni di euro, ma contiamo di trovare ulteriori supporti nel Recovery Plan, nei progetti per i fondi europei scritti con il territorio, che saranno la benzina da mettere nel motore del Piemonte, e con il dossier di candidatura come Regione Europea dello Sport 2022 presentato a Roma lo scorso 12 aprile». I dati statistici consuntivi dei movimenti turistici del 2020 in Piemonte confermano la forte riduzione della domanda, pari a -53% di pernottamenti e -57% degli arrivi rispetto al 2019: in valore assoluto, abbiamo registrato circa 6.971.000 pernottamenti e 2.314.000 arrivi. Dall’elaborazione basata sui dati comunicati dagli operatori ricettivi e locatori attraverso il servizio Piemonte Dati Turismo (ROSS 1000), risulta che nel 2020 il Piemonte ha perso oltre la metà dei movimenti complessivi, dove la componente internazionale ha subito un calo del 67% degli arrivi e del 63% dei pernottamenti e il mercato italiano ha visto -51% di arrivi e -46% di presenze. I dati regionali rispecchiano le indicazioni di stima nazionale – Osservatorio Nazionale del Turismo – che riportano un calo di visitatori totali internazionali e nazionali del 60% nel 2020 rispetto all’anno precedente e una previsione di andamento al di sotto dei valori del 2019 anche nel 2021: -36%. In particolare, a livello Italia, nel 2020 si rileva una riduzione del 71% dei turisti internazionali rispetto al 2019; meno drastica la perdita di turismo domestico, pari a -46% rispetto all’anno precedente. La ripresa è prevista solo per il 2022 sul mercato interno e sul 2024 su quelli internazionali. D’altra parte, UNWTO ha quantificato la perdita di arrivi internazionali nel 2020 in -74% rispetto al 2019.

I DATI DEL PIEMONTE IN DETTAGLIO

Analizzando il settore dell’offerta ricettiva regionale, si può osservare come nello scorso anno vi sia stato un leggero aumento dell’offerta di posti letto nel settore extra-alberghiero (+0,8%) e sia continuata la tendenza presente già da qualche anno circa la flessione delle strutture alberghiere: -1,2% rispetto al 2019 e -3,7% rispetto al 2011. L’eccezionalità dell’anno 2020 non ha bloccato il consolidamento della registrazione delle locazioni turistiche: dalle quasi 3.000 locazioni registrate negli ultimi mesi del 2019 alle oltre 5.300 risultate disponibili sul mercato almeno un giorno nell’anno scorso. Approfondendo i dati della domanda, emerge che in seguito alla maggiore perdita dei movimenti dall’estero, le quote degli arrivi e delle presenze generate dagli ospiti nazionali siano aumentate passando da 61% al 69% e da 56% al 65% rispettivamente confermando la riduzione dell’internazionalizzazione del turismo regionale. Dalla Germania, che rappresenta ancora il primo mercato estero del Piemonte, abbiamo perso il 60% degli arrivi e 58% delle presenze. Seguono il BeNeLux e la Svizzera: quest’ultima fa scendere la Francia al quarto posto. Tra i Paesi esteri, il Belgio è l’unico che ha portato un calo di viaggiatori inferiore al 50%, con -48% di arrivi e -46% di pernottamenti. Dal punto di vista delle provenienze italiane, i turisti lombardi si riconfermano comunque i più numerosi – dopo i movimenti turistici interni – con “solo” il -37% di arrivi e il -30% di pernottamenti. A seguire, i movimenti dalla Liguria. Dall’inizio della pandemia, agosto è stato il mese con più arrivi e presenze e con una perdita meno evidente -23% di arrivi e -25% di pernottamenti. Coerentemente con le indicazioni previsionali raccolte attraverso i sondaggi nel corso del 2020, i movimenti turistici più interessanti per il Piemonte per contenimento di perdite, dopo il mese di agosto, sono stati i mesi di settembre e ottobre che hanno visto una riduzione più contenuta. «Il mondo del turismo piemontese finora ha resistito con grande coraggio alla crisi internazionale creata dalla pande – mia Covid-19 – ribadisce l’Assessore regionale alla Cultura, Turismo e Commercio, Vittoria Poggio – E anche per il 2021 ci siamo assunti l’impegno di mantenere alta l’attenzione nei confronti di questo pilastro della nostra economia. É stato inoltre confermato il rifinanziamento dei voucher vacanza, con un’ulteriore spesa di 1,5 milioni di euro per dare continuità a una misura che è piaciuta sia ai turisti che agli operatori. Abbiamo impegnato 5 milioni per il buono vacanza col quale 40.000 visitatori hanno trascorso tre notti in una località turistica del Piemonte pagandone una sola: una a carico della Regione, e una a carico della struttura ricettiva. E quest’anno il buono è stato rifinanziato con 1,5 milioni e le prenotazioni resteranno aperte fino al 30 giugno 2021. Abbiamo destinato anche 6 milioni per la riqualificazione delle strutture ricettive. Abbiamo pensato di aggiungere all’offerta l’opportunità di stabilirsi in Piemonte almeno per un mese dove poter lavorare in smart working da un luogo di villeggiatura: in questo modo il Piemonte potrebbe incrementare di 400.000 pernottamenti il proprio volume di presenze turistiche in più al mese ricevendo soltanto lo 0,01% della popolazione di 6 Paesi con un clima freddo dell’UE come Belgio, Danimarca, Germania, Olanda, Norvegia e Svezia, addirittura raddoppiabili aggiungendo all’elenco Francia, Inghilterra e Finlandia. Senza contare che entro l’estate sarà pubblicata anche la prima guida online delle strutture ricettive piemontesi accessibili alle persone con disabilità momentanea o permanente, sulla quale abbiamo lavorato assieme con la Consulta per le Persone in Difficoltà».

NELLE VARIE AREE DELLA REGIONE

É da sottolineare come la dinamica mensile non abbia avuto lo stesso andamento nelle diverse aree della regione. Torino e prima cintura, a parte il mese di gennaio 2020, presentano per tutti i mesi una perdita molto elevata e solo i mesi di agosto, settembre e ottobre scendono al di sotto del 50%. Quest’area-prodotto chiude l’anno con -66% di arrivi e -58% di pernottamenti. Focalizzando l’attenzione al territorio del comune di Torino, la perdita aumenta fino al -70% di arrivi e -61% di pernottamenti. Il territorio della montagna, nella stagione estiva, chiude il 2020 con -36% di arrivi e – 44% di presenze. L’estate 2020, per il territorio lacuale, ha fatto registrare movimenti turistici nazionali sostanzialmente in linea con l’anno precedente e il prodotto turistico riesce a mantenere pressoché invariata la quota di mercato domestico, ma le perdite delle provenienze estere determinano un consuntivo di -47% di arrivi e -50% di pernottamenti. Il territorio delle Colline, con un calo sui movimenti turistici nazionali più leggero rispetto a quello dei movimenti internazionali, presenta un bilancio dell’anno pari a -55% di arrivi e -51% di presenze rispetto al 2019. Valutando gli andamenti nei territori di competenza delle Agenzie Turistiche Locali, risulta evidente come il territorio di Turismo Torino e Provincia sia quello che ha registrato la maggiore contrazione complessiva: -58% di presenze e – 63% di arrivi, proprio a causa di una minor offerta di turismo outdoor per morfologia del territorio. Le aree che hanno visto un calo minore sono il territorio dell’ATL del Cuneese con -39% di arrivi e presenze e Biella Valsesia e Vercelli con -35% di presenze e -42% di arrivi. Gli altri territori hanno registrato una diminuzione intorno al 50%.

IL PROFILO DEMOGRAFICO DEI VISITATORI

Dal campione di strutture che hanno inviato le statistiche del turismo attraverso la piattaforma Piemonte Dati Turismo (ROSS 1000) pari a circa il 60%, emerge che il profilo demografico dei visitatori è concentrato nelle fasce di età adulta con il 23% nella fascia 45-54 anni, il 19% nella fascia da 35 a 44 anni e il 18% tra 55 e 64 anni. Il 6% di ospiti bambini fino a 12 anni, conferma la fruizione da parte delle famiglie, se pur in modo minore rispetto all’anno precedente. La diminuzione degli arrivi è il risultato del calo dei turisti in tutti i segmenti di età anagrafica e in entrambi i settori ricettivi (le locazioni turistiche in questa analisi sono inserite dell’extra-alberghiero), tranne che per il segmento dei giovani fra i 19 e 24 anni nel comparto extra-alberghiero dove si registra un aumento di circa il 6,5%.

RECENSIONI ON-LINE E SENTIMENT

Durante il 2020, in coerenza con il calo dei movimenti turistici si è assistito ad una riduzione sostanziale del numero di recensioni on-line dei visitatori. Il sentiment complessivo registrato in Piemonte – comprendente ricettività, ristorazione e attrazioni – pari a 87,7/100, è risultato migliore rispetto al totale Italia, che è pari a 87,1/100. Tuttavia, è nel comparto ricettivo che si rileva la maggiore differenza: 88,9/100 per il Piemonte vs 87,1/100 per l’Italia. Torino e la prima cintura, con un incremento dell’1,2% rispetto al 2019, presentano un indice pari a quello italiano: 87,1/100; allo stesso tempo, nella ricettività il valore sale a 87,3/100. A livello complessivo, invece, è il Piemonte a registrare un indice maggiore in confronto all’area del capoluogo: 87,7/100. Come per l’anno precedente, il prodotto turistico Torino e la prima cintura rilevano un valore superiore rispetto a Milano: 87,1/1 00 vs 85,2/100. Analizzando le restanti aree territoriali, si osserva che il Lago registra un indice leggermente inferiore rispetto al totale Italia: 87,0/100 vs 87,1/100. Il sentiment del prodotto turistico della Montagna, in crescita dello 0,6% in confronto al 2019, è superiore in rapporto sia al totale regionale, 88,2/100 vs 87,7/100, sia al totale nazionale, 88,2/100 vs 87,1/100. Nel settore ricettivo, invece, l’indice è equivalente al Piemonte, corrispondente in entrambi i casi a 88,9/100, mentre è decisamente superiore all’Italia, pari a 87,1/100. Per i territori delle ATL, infine, si evidenzia come l’indicatore del sentiment sia maggiormente positivo per i territori delle Langhe Monferrato Roero e del Cuneese, rispettivamente 89,9/100 (+0,4% rispetto al 2019) e 89,2/100 (+0,3% in confronto all’anno precedente). Al contrario, in relazione al comparto ricettivo, l’indice è superiore in tutte le aree regionali, in rapporto al valore nazionale. «I dati definitivi confermano che il 2020 è stato particolarmente pesante per il settore turistico, ma il crescente gradimento dalla “rete” per il Piemonte, insieme con la tenacia dimostrata dai nostri imprenditori e operatori sono segnali molto incoraggianti – commenta il Direttore Generale di VisitPiemonte, Luisa Piazza – La crisi sanitaria ci ha costretti a ripensare alla nostra proposta in termini di destinazione turistica, consapevoli che le crisi sono le stagioni migliori per innovare ed esplorare nuovi approcci. In questo contesto, due elementi giocheranno a nostro favore: una forte voglia di ripartire da parte dell’intera filiera turistica piemontese e un altrettanto forte desiderio di ritornare a viaggiare, da parte dei visitatori nazionali ed esteri. Per completare lo scenario, si consideri che la reputazione della nostra regione è in crescita, così come le intenzioni di viaggio degli italiani in Piemonte con motivazioni principali di visita connesse, in particolare, alle attività in outdoor, ai cammini spirituali, all’enogastronomia. Sono tutti elementi che misuriamo attraverso gli strumenti dell’Osservatorio Turistico e che, da un lato, ci consentono di adattare le strategie di marketing e comunicazione territoriale tenendo conto delle nuove esigenze dei visitatori; e che, dall’altro, ci permettono di individuare nuove opportunità di sviluppo per il settore turistico piemontese” Per ulteriori approfondimenti e dettagli potete visitare la sezione web dedicata all’Osservatorio Turistico su www.visitpiemonte-dmo.org.

 

Comunicato stampa: VisitPiemonte – Regional Marketing and Promotion 

 

In allegato i dati e le analisi del turismo in Piemonte nel 2020

Dati del turismo in Piemonte nel 2020

 

foto tratta dal sito web della Regione Piemonte

L’aumento ormai incontrollato della popolazione di fauna selvatica e la diffusione dei lupi, in particolare nei territori montani e, più di recente, anche collinari e di pianura, crea problematiche significativi sia in termini di sicurezza delle persone, sia per quanto riguarda le attività agricole che ricoprono un ruolo essenziale per la tutela del territorio”.
Lo ha evidenziato ieri pomeriggio Confagricoltura all’audizione congiunta della terza e quinta commissione permanente del Consiglio regionale del Piemonte (ambiente e attività produttive), chiarendo che “gli allevatori chiedono la soluzione del problema del selvatici e in particolare del lupo perché vogliono vivere del loro lavoro e non vedere mandrie predate e aspettare rimborsi insufficienti ed erogati sistematicamente in ritardo”.
Negli ultimi anni sono diventati sempre più frequenti gli avvistamenti di lupi vicino ai centri abitati, situazione ancora più problematica per le cascine isolate. “Si tratta – ha detto il direttore regionale di Confagricoltura Ercole Zuccaro intervenendo in audizione – di un fenomeno ancora sottovalutato dalle istituzioni“.
Le misure di contenimento finora messe in atto si sono dimostrate inefficaci. Oggi, in considerazione dell’aumento abnorme della pressione della fauna selvatica, occorre intervenire con gli abbattimenti selettivi e l’attività venatoria. A causa della pandemia, infatti, gli abbattimenti di selvatici per troppo tempo sono stati in parte interdetti e in parte limitati: nella prossima primavera, con le semine e la ripresa vegetativa delle piante, ci troveremo di fronte a una nuova e pericolosa emergenza, con danni incalcolabili alle colture. Occorre perciò intervenire con provvedimenti urgenti, motivati dall’eccezionale momento che stiamo vivendo, semplificando le procedure per gli abbattimenti controllati”.
Per Confagricoltura è anche necessario prendere in esame la situazione complessiva per evitare danni ancora più pesanti al territorio e alle attività turistiche. “La diffusione sempre più ampia di cani da guardiania per contrastare la diffusione dei lupi, con l’impiego di animali addestrati a difendere le greggi, sta diventando un problema per i turisti della montagna – ha sottolineato Ercole Zuccaroche spesso non possono percorrere i sentieri in prossimità delle mandrie al pascolo per timore di essere attaccati da questi animali”.
Confagricoltura ha chiesto alla Regione di avviare un’attività di monitoraggio e censimento della presenza di lupi in Piemonte, per verificare in modo ufficiale le effettive presenze della specie sul territorio, oggi sottostimate.
Dobbiamo fare di tutto perché i malgari continuino la loro attività sulle nostre montagne, per presidiare l’ambiente e prevenire il dissesto idrogeologico – ha concluso il direttore di Confagricoltura Piemonte evitando che si disperda un patrimonio di straordinario valore: è una responsabilità enorme che dobbiamo assumerci tutti insieme, ciascuno per la propria parte”.

Oggi 5 febbraio è la Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare. Confagricoltura rileva che negli ultimi anni sta aumentando la consapevolezza degli italiani rispetto alle questioni ambientali e al consumo di cibo. Significativi i dati che emergono oggi dal rapporto ‘Il caso Italia’ del Waste Watcher International Observatory, che pongono l’Italia tra i Paesi più attenti allo spreco alimentare e alle corrette abitudini alimentari durante la pandemia. Secondo la rilevazione, solo in Italia nel 2020 si è sprecato l’11,78% di cibo in meno rispetto all’anno precedente.
Si tratta di un dato incoraggiante – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonteche non deve però fare abbassare la guardia su un fenomeno che resta comunque ancora diffuso e non riguarda solo il consumo domestico, ma l’intera filiera agroalimentare, lungo la quale ci sono ancora molte, troppe dispersioni”. Confagricoltura ribadisce il contributo fondamentale che possono dare le imprese agricole nella lotta allo spreco e nell’attuazione del Piano nazionale contro gli sprechi alimentari, di cui il nostro Paese si è dotato già da qualche anno. “L’agricoltura da sempre applica i principi dell’economia circolare – aggiunge Allasia – cercando di recuperare attraverso il riutilizzo degli scarti agricoli: il lavoro è ancora lungo e va accompagnato da un cambiamento di abitudini e costumi, su cui anche Confagricoltura sta contribuendo, di cui si iniziano a intravedere i primi segnali”.
Il direttore di Confagricoltura Piemonte Ercole Zuccaro illustra un caso concreto. “Ogni giorno, in base alle elaborazioni del nostro centro studi su dati Istat, in Piemonte per l’alimentazione umana si impiegano 1.105.000 chili di carne, 728.000 di litri di latte e 2.720.000 uova: sprecare anche solo l’1% di questi volumi significa, per esempio, porre fuori dal circuito virtuoso 11.050 chilogrammi di carne, utili a sfamare oltre 44.000 persone, l’equivalente della popolazione della città di Biella. Per questo – spiega Zuccaro – dobbiamo contenere gli sprechi lungo tutto il circuito produttivo a partire dai campi, investendo maggiormente sull’innovazione, sull’agricoltura di precisione, sulla digitalizzazione, sul risparmio energetico e su un utilizzo sempre più attento dell’acqua”.

Gli abitanti del Piemonte ogni giorno consumano:

  • 1.105.000 chilogrammi di carne
  • 804.000 chilogrammi di frutta
  • 774.000 chilogrammi di agrumi
  • 3.674.000 chilogrammi di pomodori freschi e conservati
  • 728.000 litri di latte
  • 2.720.000 uova

 

(Elaborazioni Confagricoltura Piemonte su dati Istat)

Si svolgerà mercoledì prossimo 25 novembre la seduta plenaria del Comitato di Sorveglianza regionale del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020. L’incontro, che si terrà in videoconferenza, vedrà la partecipazione dei rappresentanti della Regione Piemonte, della Commissione europea (Direzione Generale Agricoltura), del Ministero per le Politiche Agricole, del Ministero delle Finanze – Ispettorato Generale per i rapporti finanziari con l’Unione Europea e dei componenti locali del Comitato, tra i quali Confagricoltura Piemonte.
La prossima programmazione 2021-2027, vedrà un periodo transitorio di due anni (2021-2022) come ha stabilito l’Unione europea. Attualmente a Bruxelles si stanno definendo le risorse che dovranno essere attribuite ai Paesi membri dell’Ue e, conseguentemente, alle regioni, per l’attuazione delle nuove misure del Programma di Sviluppo Rurale.
In base alle stime di Confagricoltura Piemonte dovrebbero andare, tra fondi europei, statali e regionali, complessivamente circa 150 milioni all’anno di spesa pubblica, ai quali si potranno aggiungere circa 50 milioni (nel biennio) di fondi del pacchetto Next Generation Ue, lo strumento temporaneo varato dall’Unione europea per stimolare la ripresa, che attribuirà all’Italia uno stanziamento di circa 1 miliardo di euro. Le risorse complessive – annota Confagricoltura – potrebbero perciò ammontare a circa 170 – 180 milioni di euro all’anno per il periodo 2021-2022: questi stanziamenti dovranno essere utilizzate per finanziare nuovi bandi in materia di agricoltura e foreste.
Alla Regione Piemonte – dichiara il presidente di regionale di Confagricoltura Enrico Allasiaabbiamo innanzitutto di snellire la burocrazia e di velocizzare le procedure. Al Comitato di Sorveglianza proporremo di indirizzare prioritariamente gli interventi nelle direzioni dell’innovazione e della valorizzazione ambientale”.
Il direttore di Confagricoltura Piemonte Ercole Zuccaro precisa che è necessario continuare ad accompagnare gli investimenti aziendali per migliorare la competitività delle imprese, in particolare dei giovani, e sostenere in modo deciso gli interventi volti a migliorare l’ambiente, soprattutto in termini di contenimento dell’utilizzo di fitofarmaci e fertilizzanti e di promozione dell’agricoltura biologica.
Siamo convinti – conclude Allasia – che la promozione dell’innovazione, anche per quanto riguarda la diffusione della banda larga, della digitalizzazione e la valorizzazione dell’ambiente possano contribuire a coniugare la competitività delle imprese e il ruolo sociale dell’agricoltura, nell’interesse dei cittadini e del territorio”.

Il territorio nazionale è stato suddiviso in aree di rischio. Il Piemonte è stato inserito tra le aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto. Da domani saranno vietati anche gli spostamenti all’interno della regione tranne che per ragioni lavorative, di salute e per accompagnare i bambini a scuola.
Le attività lavorative e produttive, comprese ovviamente quelle agricole, potranno proseguire nel rispetto delle norme di sicurezza.
Saranno sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, sia negli esercizi di vicinato sia nelle medie e grandi strutture di vendita, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole vendite di generi alimentari e di prima necessità. Chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie. Sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), a esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.