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Dopo oltre dieci anni dall’ultima pubblicazione, il Ministero della Salute ha pubblicato le nuove linee guida contenenti “Indicazioni per la gestione delle scorte giacenti di prodotti fitosanitari” al fine di aggiornare le precedenti disposizioni all’evoluzione normativa sia di settore (regolamento 1107/2009), che trasversale (regolamento 1272/2008, noto come CLP, che si applica a tutte le sostanze e miscele pericolose). Trattandosi di una linea guida, il nuovo testo non ha valore di legge, ma fornisce indicazioni su come dovrà essere regolamentato lo smaltimento delle scorte nei provvedimenti emanati per ogni specifica casistica, in modo differenziato a seconda del tipo di modifica autorizzativa del prodotto fitosanitario.
Tra le novità si segnala in particolare la possibilità di non fissare alcuna scadenza per lo smaltimento delle scorte per i prodotti le cui autorizzazioni subiranno modifiche di carattere meramente formale, che non riguardano aspetti sanitari, ambientali e agronomici del prodotto.
Negli altri casi, la norma europea concede un periodo per lo smaltimento scorte dei prodotti revocati fino a 6 mesi per la commercializzazione e fino a 18 mesi per l’utilizzo delle scorte.
Tra le situazioni più complicate da disciplinare ricadono sicuramente quelle dovute a modifiche delle condizioni di autorizzazione dell’etichetta di prodotti fitosanitari a seguito di adeguamento a normative comunitarie concernenti la classificazione, l’imballaggio e l’etichettatura delle miscele pericolose. La difficoltà risiede nel dover conciliare quanto previsto dalla normativa di settore (il regolamento 1107/2009 sui prodotti fitosanitari) e da quella trasversale (nel caso specifico il regolamento CLP, che si applica a tutte le sostanze e miscele pericolose, tra cui anche i prodotti fitosanitari e i coadiuvanti). In questo caso, secondo le nuove linee guida, il titolare dell’autorizzazione deve rietichettare il prodotto non ancora posto in commercio e fornisce ai rivenditori e/o distributori autorizzati un facsimile della nuova etichetta che andrà consegnata all’utilizzatore finale per il periodo massimo consentito dal termine stabilito a livello comunitario. Vista la delicatezza del tema, in caso di dubbi, si consiglia sempre di chiedere maggiori informazioni al rivenditore del prodotto.

L’Unione Europea sta rivedendo e disposizioni sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (Direttiva 128/09/CE). La revisione della direttiva – chiarisce Confagricoltura – si rende necessaria da un lato per rispondere agli obiettivi stabiliti nell’ambito della strategia “Dal produttore al consumatore” e della strategia per la biodiversità, dall’altro per tenere conto dei risultati emersi da una specifica relazione preparata dalla Commissione nel 2020, in cui sono state individuate carenze nell’attuazione, nell’applicazione e nell’esecuzione di vari elementi della direttiva sull’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari da parte degli Stati membri. Tra queste mancanze spicca in particolar modo l’assenza di chiari obiettivi quantitativi a livello di singoli Paesi e il ritardo accumulato dalla maggior parte degli Stati membri (tra i quali l’Italia) nel riesame dei rispettivi piani d’azione nazionali (PAN) entro il termine stabilito di cinque anni (entro il 2020).
Confagricoltura, che ha fornito il proprio contributo alla consultazione, ha rimarcato come la revisione della normativa sui fitofarmaci dovrà assicurare un equilibrio tra sostenibilità ambientale ed economica, anche attraverso un maggior coordinamento con altre normative (acque, rifiuti, sicurezza sul lavoro), al fine di evitare duplicazioni di impegni e soprattutto in un’ottica di semplificazione.
Per Confagricoltura occorre evitare che gli obiettivi introdotti dal Green New Deal si traducano in nuovi oneri per le imprese agricole e in una conseguente perdita di produttività e competitività rispetto ai Paesi extra UE. Difatti, nel momento in cui l’Europa decide di eliminare una sostanza attiva dal “cassetto degli attrezzi” degli agricoltori, deve avere anche la forza e il coraggio di vietare l’importazione dall’estero di prodotti alimentari trattati con quella molecola.
Un altro tema di grande importanza che dovrà essere affrontato in fase di revisione della direttiva è la drastica riduzione delle molecole disponibili e la scarsa propensione da parte delle industrie agro-farmaceutiche a investire nella ricerca di nuove sostanze per le colture minori. La problematica – ad avviso di Confagricoltura – potrebbe essere in gran parte superata attraverso la promozione e l’incentivazione della ricerca. In questo contesto, all’interno dell’UE dovrebbero essere poi migliorati e semplificati i meccanismi del mutuo riconoscimento: non è più ammissibile che non ci sia omogeneità tra gli Stati membri e che in alcuni Paesi si possano utilizzare prodotti fitosanitari vietati in altri Stati. Per rafforzare il percorso verso l’uso sostenibile, occorre poi puntare soprattutto su innovazione e tecnologie avanzate, iniziando a ragionare anche sulla possibilità di utilizzare dosi ridotte di agrofarmaci nell’ambito dell’agricoltura di precisione, così com’è assolutamente necessario prevedere la possibilità di utilizzo dei droni per effettuare trattamenti localizzati, superando il divieto legato ai trattamenti aerei.

Nel 2018 sono stati immessi in commercio circa 114 mila tonnellate di prodotti fitosanitari, con una diminuzione del 12% rispetto al 2014, prima dell’entrata in vigore del Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN).
Di questi – sulla base dei dati recentemente diffusi dall’Ispa – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – il 47% è costituito da fungicidi, il 18% da insetticidi e acaricidi, il 17,7% da erbicidi e il 17,3% da vari altri prodotti antiparassitari. Per quanto riguarda il contenuto in principi attivi, pari a circa 54 mila tonnellate, si registra un calo complessivo dal 2014 dell’8,9%, pari a -5.266 tonnellate.
Il 57,8 % del totale di principi attivi è costituito dai fungicidi; seguono, nell’ordine, i vari (18,6 %), gli erbicidi (12,7%), gli insetticidi e gli acaricidi (9,9%) e i biologici (0,9%).
Dall’analisi di un periodo più ampio (2008–2018), la distribuzione dei prodotti fitosanitari presenta una contrazione di mercato del 23,7%. Cala il quantitativo di tutte le categorie di fitosanitari acquistati: fungicidi, insetticidi e acaricidi, erbicidi e dei vari altri.

La Commissione Europea ha avviato una consultazione on-line sulla revisione della direttiva sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (direttiva (CE) 128/2009).
Fino a dopodomani 7 agosto è possibile inviare contributi scritti della lunghezza massima di 4.000 caratteri. La partecipazione alla consultazione riveste una importanza fondamentale, soprattutto al fine di sottolineare gli aspetti su cui bisognerà puntare per lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile, sia dal punto di vista ambientale, sia sotto il profilo economico, al fine di garantire salubrità, sicurezza alimentare, produttività e competitività.
Invitiamo tutti gli agricoltori e i tecnici disponibili a dedicare qualche minuto del loro tempo a inviare un contributo alla Commissione, per evidenziare quali sono i temi che stanno a cuore a chi si occupa attivamente di agricoltura.
La consultazione è raggiungibile attraverso il link che segue: https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/12413-Sustainable-use-of-pesticides-revision-of-the-EU-rules
In allegato è possibile visualizzare e scaricare il contributo ufficiale di Confagricoltura.

uso_sostenibile_fitofarmaci_contributo_Confagricoltura_200731

Ai sensi della Legge 17 luglio 2020, n. 77 è disposta la proroga di 12 mesi della validità dei certificati di abilitazione e degli attestati di funzionalità delle macchine irroratrici, in scadenza nel 2020 o in corso di rinnovo.
Il provvedimento dispone che “In relazione alla necessità di garantire l’efficienza e la continuità operativa nell’ambito della filiera agroalimentare, la validità dei certificati di abilitazione rilasciati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi degli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150, nonché degli attestati di funzionalità delle macchine irroratrici rilasciati ai sensi dell’articolo 12 del medesimo decreto legislativo n. 150 del 2012, in scadenza nel 2020 o in corso di rinnovo, è prorogata di dodici mesi e comunque almeno fino al novantesimo giorno successivo alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza”.