Confagricoltura è intervenuta alla riunione del MASAF dove per la prima volta si è iniziato a discutere delle proposte di regolamento di riforma della PAC per il “post 2027”. Uno scenario come noto critico per la nuova impostazione in termini di programmazione e di budget che penalizza l’agricoltura italiana ed europea, con la scomparsa dei Fondi specifici per l’agricoltura, che confluiscono nel “Fondo unico” e con il drastico taglio delle risorse garantite al settore.
La prima riunione ha riguardato la revisione degli interventi settoriali, note anche come “OCM settoriali” che vedono diverse criticità sia per quanto riguarda la disponibilità di risorse garantite – non certe come accade attualmente – sia per le tipologie di intervento e individuazione dei beneficiari che potrebbero essere definite in maniera diversa dalla situazione attuale. Confagricoltura ha chiesto di valutare per quanto possibile modifiche che cerchino di mantenere inalterato lo status quo, anche segnalando alcuni aspetti che potrebbero essere oggetto di specifici emendamenti quali per l’ortofrutta il fatto di ricomprendere con le modalità attuali il valore dei trasformati nella base di calcolo della produzione commercializzata dalle OP/AOP da cui scaturisce il cofinanziamento comunitario ai programmi operativi.
Sempre Confagricoltura ha evidenziato alcune criticità nella nuova impostazione del programma di promozione per le scuole, dove verrebbero penalizzati i prodotti con maggiori zuccheri liberi e grassi, con il rischio ad esempio di non poter promuovere adeguatamente latte intero e formaggi. Nel rilevare positivamente le novità proposte in materia di denominazione di carni e prodotti a base di carni, in analogia a quanto già definito per i prodotti lattiero caseari, Confagricoltura ha invitato a individuare ulteriori termini da riservare esclusivamente ai prodotti a base di carni.
Infine Confagricoltura ha salutato positivamente il nuovo inquadramento proposto dalla Commissione per il settore della canapa, per rilanciare il comparto superando alcune recenti criticità che avevano posto in difficoltà gli operatori
Discussione in COM AGRI sulla proposta di semplificazione della PAC
In vista della riunione della Commissione per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo, Confagricoltura ha inviato agli eurodeputati alcune osservazioni relative alla proposta della Commissione europea volta a ridurre parte degli oneri amministrativi della PAC. Pur sostenendo una rapida adozione
degli interventi, Confagricoltura ha evidenziato alcune criticità, segnalando che le misure di semplificazione sulla condizionalità hanno un impatto limitato per il sistema agricolo italiano. In particolare, Confagricoltura ha chiesto la conformità alle misure di condizionalità prevista nella proposta per il settore biologico venga estesa anche alla produzione integrata e alle aziende in conversione e quelle miste, limitatamente alle aree a vocazione biologica. Inoltre, Confagricoltura ha espresso contrarietà all’innalzamento a 2.500 € del regime per i piccoli agricoltori, in quanto rischierebbe di frammentare ulteriormente i pagamenti anziché favorire l’aggregazione e il rafforzamento delle imprese orientate al mercato. infine, sono state espresse riserve sui nuovi pagamenti complementari di crisi, che – essendo a
carico dei bilanci nazionali – potrebbero generare disparità concorrenziali tra Stati membri in base alla diversa capacità finanziaria.
PAC post-2027: Confagricoltura sensibilizza gli eurodeputati in vista del voto
In occasione del voto sulla relazione d’iniziativa “Il futuro dell’agricoltura e la PAC post-2027”, approvata dal Parlamento europeo il 10 settembre, Confagricoltura ha trasmesso agli eurodeputati un proprio contributo in merito. L’Organizzazione considera la relazione un passo nella giusta direzione, in particolare per il riconoscimento del ruolo strategico della PAC e della necessità di un bilancio rafforzato, strutturato su due pilastri e indicizzato all’inflazione tramite meccanismi di rivalutazione annuale. Confagricoltura ha inoltre ribadito la propria contrarietà a ogni ipotesi di inclusione del bilancio PAC in un fondo unico, come previsto nella proposta presentata dalla Commissione europea lo scorso 16 luglio. Una misura che aumenterebbe la complessità amministrativa, in contrasto con gli obiettivi di
semplificazione annunciati a inizio anno. La PAC deve restare una politica autenticamente unionale, capace di rispondere alle sfide future tutelando al contempo la competitività del settore agricolo europeo.





