Confagricoltura è intervenuta, unica organizzazione agricola italiana, al gruppo di lavoro PAC del Copa-Cogeca per un utile confronto con la Commissione europea sui risultati del compromesso politico di fine giugno che ha sancito i principi della riforma della PAC che si applicherà dal primo gennaio 2023.
Confagricoltura, raccogliendo anche il consenso di molte altre organizzazioni europee, ha espresso le perplessità per un accordo che evidenzia più rischi che opportunità, per esempio in termini di maggiori impegni ambientali, rispetto ai quali non si prevedono maggiori risorse, alla forte possibilità di introdurre una maggiore complicazione burocratica con le nuove disposizioni, in particolare per quanto riguarda la introduzione della condizionalità sociale, e infine le difficoltà di una programmazione del tutto nuova frutto di un partenariato che purtroppo in Italia non è ancora di fatto partito a differenza di quanto accade in molti altri Paesi.
Confagricoltura ha anche evidenziato il pregiudizio che la nuova PAC prevede a danno dei pagamenti disaccoppiati, che verrebbero drasticamente ridotti per tutte le imprese e contro le aziende di maggiore dimensione e orientate al mercato ingiustamente penalizzate.
Confagricoltura lavorerà congiuntamente alle altre organizzazioni per individuare questioni da chiarire sul piano tecnico, che il compromesso non ha definito compiutamente e, soprattutto, problematiche da sottoporre alla Commissione Europea in maniera che dovranno essere affrontate e risolte in sede di stesura dei testi normativi.