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Confagricoltura Bruxelles ha partecipato alla riunione informale del gruppo di lavoro “Fiori e piante” del Copa Cogeca. Confagricoltura ha sollevato il tema della trasposizione, all’interno dell’ordinamento giuridico nazionale, della Direttiva 2013/2/UE della Commissione che modifica l’allegato I della Direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.
In particolare, è stato chiesto ai partecipanti dei diversi Stati membri come le diverse legislazioni considerino il “vaso da fiori”. Secondo gli esempi illustrativi forniti dalla Dir. 2013/2/UE, il vaso è considerato imballaggio se è usato solo per la vendita ed il trasporto di piante e non è destinato a restare con la pianta per tutta la sua durata di vita, mentre non è considerato imballaggio se è destinato a restare con la pianta per tutta la sua durata di vita. La questione è dirimente nella misura in cui i produttori di imballaggi sono soggetti al rispetto di determinate obblighi, sia dal punto di vista dei costi per lo smaltimento dei rifiuti di imballaggio che dal punto di vista delle procedure amministrative interne da espletare (per esempio dichiarazioni, etc.).
In questo contesto, risulta utile un confronto con le organizzazioni degli altri Stati membri per capire se e in base a quali criteri (per esempio dimensioni/tipo di piante), i vasi da fiori sono considerati o meno imballaggi. Il confronto avviato sarà ulteriormente approfondito. Inoltre, per quanto riguarda il tema sollevato dal membro tedesco riguardante la disciplina sugli aiuti di Stato per il clima, la protezione ambientale e l’energia 2022, per cui il Copa Cogeca sta preparando una risposta alla consultazione pubblica della Commissione, Confagricoltura Bruxelles ha proposto di coordinare la raccolta dei commenti da parte del gruppo di lavoro, con particolare riferimento alle criticità individuate per il settore dell’orticoltura.

Confagricoltura è intervenuta, unica organizzazione agricola italiana, al gruppo di lavoro PAC del Copa-Cogeca per un utile confronto con la Commissione europea sui risultati del compromesso politico di fine giugno che ha sancito i principi della riforma della PAC che si applicherà dal primo gennaio 2023.
Confagricoltura, raccogliendo anche il consenso di molte altre organizzazioni europee, ha espresso le perplessità per un accordo che evidenzia più rischi che opportunità, per esempio in termini di maggiori impegni ambientali, rispetto ai quali non si prevedono maggiori risorse, alla forte possibilità di introdurre una maggiore complicazione burocratica con le nuove disposizioni, in particolare per quanto riguarda la introduzione della condizionalità sociale, e infine le difficoltà di una programmazione del tutto nuova frutto di un partenariato che purtroppo in Italia non è ancora di fatto partito a differenza di quanto accade in molti altri Paesi.
Confagricoltura ha anche evidenziato il pregiudizio che la nuova PAC prevede a danno dei pagamenti disaccoppiati, che verrebbero drasticamente ridotti per tutte le imprese e contro le aziende di maggiore dimensione e orientate al mercato ingiustamente penalizzate.
Confagricoltura lavorerà congiuntamente alle altre organizzazioni per individuare questioni da chiarire sul piano tecnico, che il compromesso non ha definito compiutamente e, soprattutto, problematiche da sottoporre alla Commissione Europea in maniera che dovranno essere affrontate e risolte in sede di stesura dei testi normativi.

Lunedì 8 marzo Confagricoltura ha partecipato al Gruppo di Lavoro promozione dei prodotti agricoli del Copa-Cogeca. Il punto focale dell’incontro ha riguardato la revisione della politica di promozione e il programma di lavoro 2021, temi che preoccupano gli addetti ai lavori anche per il futuro.
La Commissione ha deciso di adottare totalmente la politica di promozione ai principi di sostenibilità della strategia Farm to Fork, incluso lo spostamento di una parte del budget per la promozione di prodotti agricoli sostenibili e di agricoltura biologica, escludendo prodotti considerati nocivi, quali la carne e le bevande alcoliche, incluso il vino.
Copa-Cogeca ha chiesto il coinvolgimento di tutte le associazioni partecipanti per modificare la posizione della Commissione; per questo, si è aperto un dibattito in cui Confagricoltura sta partecipando attivamente attraverso documenti di posizione.
Confagricoltura ha sempre sostenuto una politica di revisione più efficiente, chiedendo in primo luogo un aumento del budget dedicato ai programmi semplici. Le modifiche introdotte nel 2021 dalla Commissione hanno portato ad una modifica sostanziale del piano di lavoro e dei bandi, tenendo conto dei principi della strategia Farm to Fork e, allo stesso tempo, trascurando il motivo sostanziale della politica di promozione, ossia l’apertura verso nuovi mercati per tutti i prodotti agricoli europei. Confagricoltura, appoggiando la posizione del Copa Cogeca, crede fermamente che, se è corretto che la politica di promozione debba rispondere ai principi F2F, ciò non deve minare i suoi obiettivi fondamentali, ovvero promuovere tutti i prodotti agricoli e i metodi di produzione sia all’interno dell’UE che verso i Paesi terzi. Pertanto, ritiene che non debbano essere esclusi prodotti di grande consumo quali la carne (compresa la carne lavorata) o il vino. Inoltre, tutti i prodotti dell’UE sono sostenibili: una revisione della politica di promozione è un’opzione e anche una necessità, ma deve tenere in considerazione le richieste e le esigenze del mondo agricolo senza trascurare nessuno.
Confagricoltura ha più volte fatto presente che per rendere più efficiente la politica di promozione sarebbe necessario, oltre a aumentare i fondi stanziati, aprire la partecipazione ai bandi a una più ampia fascia di partecipanti senza percentuali rigide di rappresentatività. Confagricoltura ha chiesto anche la semplificazione della presentazione delle proposte: tempi più rapidi nell’elaborazione dei risultati, maggiore chiarezza nelle comunicazioni relative all’approvazione dei progetti e maggiore equilibrio nei principi di approvazione.