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Il presidente del Consiglio Mario Draghi lunedì alle 16, alla Camera e martedì alle 15 al Senato ha presentato al Parlamento il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) in vista della trasmissione alla Commissione Europea.
Le risorse complessive del Piano ammontano a 221,5 miliardi di euro, di cui 68,65 miliardi riservati alla rivoluzione verde e transizione ecologica: in quest’ambito per l’agricoltura sostenibile ed economia circolare sono riservati 5,46 miliardi, mentre 15,06 miliardi saranno spesi per la tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica.
La responsabilità dell’attuazione del piano sarà affidata a strutture operative definite all’interno dei ministeri e degli enti locali e territoriali, che dovranno assicurare la realizzazione degli investimenti nei tempi previsti e la gestione efficace delle risorse. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze si occuperà di monitorare l’attuazione degli investimenti e delle riforme del piano e di rendicontare alla Commissione Europea sullo stato di avanzamento del PNRR.
Dopo il passaggio parlamentare il Consiglio dei Ministri ha ufficialmente approvato il piano che trasmetterà nella giornata di oggi alla Commissione Europea. Nelle prossime settimane, il Governo dovrebbe adottare i decreti legge necessari per raggiungere gli obiettivi del PNRR nei tempi previsti: quello sulla governance del piano, quello sulla semplificazione delle procedure e la riforma della Pubblica Amministrazione per le nuove assunzioni necessarie all’attuazione dei progetti.
Tra le misure agricole del Piano nazionale di ripresa e resilienza – PNRR sono previsti aiuti per energie rinnovabili, reti idriche, filiere produttive, logistica, meccanizzazione, incentivi fiscali a favore delle imprese che realizzano progetti di investimento per l’acquisto di beni materiali e immateriali, per la realizzazione di attività di ricerca e innovazione, per la formazione alla digitalizzazione.
Di seguito il link alle schede del piano dedicate all’agricoltura predisposte dal Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli.

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Chiediamo al governo una presa di posizione sulla questione del ‘Nutriscore’ come sistema di etichettatura europea a fini nutrizionali. La posizione assunta dal professor Ricciardi rischia di creare una situazione di incertezza che va subito eliminata”.
Così il presidente della Confagricoltura Massimiliano Giansanti, sulla decisione del professor Walter Ricciardi che ha firmato l’appello lanciato di recente alla Commissione Europea per chiedere l’adozione a livello europeo del sistema “Nutriscore”.
Tutte le opinioni personali sono rispettabili – sottolinea Giansanti – ma la prudenza dovrebbe essere d’obbligo quando si riveste la carica di consigliere del ministro della Salute. Il professor Ricciardi è senz’altro al corrente che l’Italia è assolutamente contraria al sistema ‘Nutriscore’, perché penalizza la Dieta Mediterranea che è tra le più salutari al mondo, come sancito a livello scientifico”.
Siamo convinti che il nuovo governo darà continuità alle iniziative politiche e diplomatiche per contrastare la strada al ‘Nutriscore’ e sostenere il sistema alternativo definito in Italia ai fini di una più corretta informazione dei consumatori”, conclude il presidente della Confagricoltura.

Il prossimo 31 marzo 2021 la Commissione Europea adotterà il Piano d’azione 2021-2027 per l’agricoltura biologica, secondo quanto appreso da fonti della DGAGRI durante la fiera virtuale del cibo biologico BIOFACH. La Commissione si propone di coinvolgere tutti gli attori della catena alimentare per garantire migliori risultati ambientali, economici e sociali/sanitari, estendendo i finanziamenti a tutta la filiera e non solo alle imprese e cooperative agricole, pur rimanendo prioritario garantire a queste la giusta remunerazione.
La DG AGRI prevede di creare migliori condizioni e più opportunità per gli agricoltori biologici europei, ma vorrebbe anche fornire il massimo sostegno agli agricoltori convenzionali interessati a passare a pratiche più sostenibili quali il biologico. Tale obiettivo verrebbe attuato sostenendo l’agricoltura biologica in entrambi i pilastri della PAC, motivo per cui la Commissione ha intenzione di rafforzare l’azione verso gli Stati membri per garantire che i loro piani strategici nazionali riflettano l’ambizione degli obiettivi del Green Deal per il biologico. Alla crescente domanda di prodotti biologici dovrebbe corrispondere una crescente produzione. Un maggiore legame tra aumento della produzione, mercato e giusta remunerazione degli agricoltori è la linea portata avanti da Confagricoltura, anche nei documenti prodotti dal COPA COGECA, evitando quindi di concentrarsi sullo sviluppo del biologico riferendosi solo all’aumento delle superfici. Alla fine di gennaio si è tenuta una riunione tecnica tra gli Stati Membri e la Commissione per il settore del biologico.
Alcune posizioni italiane, sostenute anche da Confagricoltura sono state prese in considerazione. In particolare, la Commissione sta valutando la possibilità di adottare a livello europeo alcune misure già attive in Italia, ovvero:

  • il divieto per un ispettore di controllare la stessa azienda per più di 3 anni consecutivi (come avviene già in Italia) per garantire un maggiore livello dell’indipendenza dell’ispettore;
  • il ricorso alla deroga per i semi non biologici da parte dei vivaisti per la produzione di piantine biologiche;
  • l’abolizione della possibilità di ricorrere alla deroga per le piantine non biologiche.

La Commissione Europea deve assicurare la libera circolazione delle merci tra gli Stati membri e il regolare funzionamento della catena dei rifornimenti di beni essenziali, come quelli destinati all’alimentazione. Occorre assolutamente evitare la situazione di caos nei trasporti che abbiamo già sperimentato nei primi mesi dello scorso anno”. E’ la presa di posizione del presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti in vista della riunione in videoconferenza dei capi di Stato e di Governo della UE in programma il 25 e 26 febbraio. Nell’occasione, i leader dell’Unione faranno il punto sul coordinamento delle iniziative per fronteggiare l’emergenza sanitaria.
Dopo le code chilometriche dei giorni scorsi al Brennero, le difficoltà di circolazione rischiano di estendersi al trasporto ferroviario“, rileva Giansanti. “Va quindi garantito il funzionamento dei cosiddetti “corridoi verdi” per fare in modo che i valichi di frontiera restino aperti a tutti i veicoli adibiti al trasporto merci. A riguardo, ringraziamo il Ministro Giovannini per le iniziative già assunte nei confronti dell’Esecutivo di Bruxelles”.
Circa la metà delle esportazioni italiane destinate al mercato europeo – rileva Confagricoltura – viaggiano lungo l’asse “Scandinavo- Mediterraneo” e il Brennero, in particolare, rappresenta il punto di passaggio essenziale per l’export agroalimentare verso la Germania che, con oltre 7 miliardi di euro l’anno, è il primo mercato di sbocco del Made in Italy di settore. “Resta sullo sfondo il limite rappresentato dal fatto che circa il 90% delle merci nel nostro Paese viaggia su gomma”, conclude Giansanti. “E’ una situazione da rivedere e migliorare nell’ottica di una maggiore efficienza e sostenibilità ambientale, grazie ai finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

Il 28 gennaio scorso la Commissione Europea ha stabilito la proroga di un anno delle misure eccezionali a sostegno del settore vitivinicolo. Le misure si applicheranno retroattivamente dal 16 ottobre 2020 fino al 15 ottobre 2021.
Le misure mirano a massimizzare l’utilizzo del budget disponibile nell’ambito dei programmi nazionali di sostegno nel settore vitivinicolo, fornire assistenza finanziaria ai beneficiari e ridurre al minimo gli impatti negativi sui prezzi. Le misure prorogate riguardano l’uso della distillazione di crisi e gli aiuti allo stoccaggio (per la rimozione del vino dal mercato interno) – sarà possibile per gli Stati membri fornire pagamenti anticipati a copertura del 100% dei costi; un contributo dell’UE più elevato, dal 50 al 70%, per tutte le misure dei programmi nazionali di sostegno; una maggiore flessibilità nell’ambito dei programmi di sostegno al mercato (tra cui strumenti per il controllo del potenziale di produzione più flessibili, lo strumento della vendemmia verde e la possibilità per gli Stati membri di adattare i loro programmi di sostegno).
Gli Stati membri dovranno ora valutare come eventualmente attivare le misure.