Confagricoltura Piemonte, in seguito ad un incontro istituzionale con il vice presidente della Regione Piemonte Fabio Carosso, in cui si è parlato dei danni causati dagli animali selvatici alle colture, ha scritto una lettera alla Regione Piemonte all’interno della quale ha sottolineato le grandi difficoltà riscontrate dalle aziende agricole pesantemente danneggiate dal passaggio di questi animali, soprattutto in un momento particolare come quello che stiamo vivendo.
Il mondo dell’agricoltura sta affrontando un periodo di particolare difficoltà – si legge nella lettera – dovuto alle note contingenze legate all’epidemia del Covid-19.
Questa attenzione è salita anche a livello comunitario e abbiamo appreso che l’Unione Europea, in questa situazione contingenziale terribile per il settore, ha aperto al riconoscimento dei c.d. “aiuti di stato” all’agricoltura; con una estensione del limite massimo dagli attuali 20.000,00 euro a 100.000,00 euro.
In questa situazione, riteniamo doveroso seguire questi principi, di promanazione comunitaria, prevedendo il rapido adeguamento della soglia degli “aiuti di stato” (relativi, nel nostro caso, ai danni da selvatici) alla cifra complessiva di 100.000,00 euro.
A prescindere dalla qualificazione dei danni da selvatici come “Aiuto di Stato” o diritto soggettivo al risarcimento, infatti, l’intervento comunitario rappresenta una opportunità per dare una “boccata di ossigeno” alle tante imprese agricole piemontesi falcidiate dalla drammatica situazione dei danni arrecati alla fauna selvatica.
La crisi che, fisiologicamente, colpisce anche il nostro settore, non consente alle nostre aziende di “sopportare” ancora anche i continui e gravi danni della fauna selvatica senza ottenere il giusto e dovuto ristoro.
Alla luce di ciò, Confagricoltura Piemonte chiede che la Regione Piemonte:

– si prodighi per dare tempestiva attuazione alla prescrizione comunitaria e, di intesa con il Ministero competente, disponga l’innalzamento dell’”aiuto” / regime del “de minimis” relativo al risarcimento del danno da selvatici – sino alla soglia di 100.000,00 euro, così come definito in sede comunitaria:
– ne stabilisca le linee guida operative, fornendo indicazioni alle singole Province e alla Città Metropolitana di Torino affinché vengano “sbloccati” i pagamenti dei danni già verificatisi e accertati, considerando la soglia del “de minimis” innalzata a 100.000,00 euro; ciò in modo tale da consentire alle imprese agricole, che ora stanno affrontando questa crisi, di ottenere la liquidazione in tempo utile;
– specifichi alle Province e alla Città Metropolitana che la somma di 100.000,00 euro costituisce la soglia massima risarcibile: ciò per evitare una modalità operativa di accertamento e liquidazione, attualmente adottata, che riteniamo fortemente penalizzante e ingiusta. Nell’operatività attuale, infatti, le Province e la Città Metropolitana – qualora si superi la soglia massima prevista dal de minimis (Euro 20.000 – da innalzare ora a 100.000
euro) non liquidano alcunché. Mentre è necessario chiarire che – per tutti i danni che superino la soglia massima (20.000,00 euro – da innalzare a 100.000, 00 euro) – sia da riconoscersi comunque il massimo previsto (20.000,00 oppure 100.000,00 euro).
In pratica, se l’azienda agricola, nel triennio, avrà subito danni per 21.000,00 euro oppure 101.000,00 euro), complessivi, dovrà essere risarcita per il massimale (ovverosia
20.000,00 oppure 100.000 euro);
– si attivi affinché vengano stanziate le risorse economiche necessarie per l’implementazione del Fondo Regionale previsto dalla normativa vigente (introdotto già con la Legge 968 / 1977), in modo tale da consentire la tempestiva liquidazione dei danni“.