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Con le Istruzioni Operative n. 112 dello scorso 30 novembre l’Organismo Pagatore AGEA ha emanato le disposizioni applicative per la gestione degli stanziamenti – previsti nell’ambito del Fondo per la competitività delle filiere agricole – destinati Fondo filiera Mais e Proteine vegetali che ammontano a 20 milioni di euro per il mais (8 milioni per il 2020 e 6 milioni per il 2021) e 10,5 milioni di euro per legumi e soia (6 milioni per il 2020 e 4,5 milioni di euro annui per l’ annualità 2021).
Per la campagna 2021 l’entità dell’aiuto concesso è fissato in 100 euro per ogni ettaro coltivato a mais o proteine vegetali (legumi e soia) oggetto di un contratto. Qualora, in ragione delle superfici ammissibili si verifichi il superamento del plafond disponibile, l’AGEA procederà ad applicare la riduzione dell’aiuto applicando un taglio lineare.
L’aiuto spettante è calcolato sulla base della superficie coltivata a mais, legumi (pisello da granella, fagiolo, lenticchia, cece, fava da granella e favino da granella) e soia nel limite di 50 ettari; in generale non sono ammesse le colture destinate a insilato, produzione di seme, foraggio e produzione energetica.
Le domande potranno essere presentate a partire dal 15 dicembre 2021 e fino al 17 gennaio 2022.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti è possibile rivolgersi all’Ufficio Tecnico di Asti Agricoltura.

Si comunica che a far data del 1° dicembre dell’anno di presentazione della domanda unica gli Organismi Pagatori possono dar luogo alla erogazione del saldo dell’aiuto. A tale riguardo l’AGEA Coordinamento con propria circolare prot. n. 81260 del 30 novembre – allegata alla presente – ha fornito agli Organismi Pagatori indicazioni in merito alle tipologie di aiuto per le quali è possibile da subito effettuare l’erogazione del saldo, dell’entità dell’aiuto erogabile nelle more del completamento delle attività in corso da parte del Registro Nazionale dei titoli – che incidono sul valore di tutti i titoli presenti nell’anno di campagna – considerata anche la necessità di garantire il rispetto dei massimali previsti per ciascun regime di intervento, pena l’ applicazione di specifiche riduzioni lineari (ad esempio in materia di pagamento del giovane agricoltore).

 

Tenuto conto di quanto sopra riportato, le indicazioni fornite dall’AGEA Coordinamento, in via prudenziale e cautelativa, prevedono che gli Organismi Pagatori:

 

– applichino un tasso di riduzione che può essere stimato al 10% ai pagamenti del regime di base (titoli) e del greening relativi al saldo della domanda unica 2021;

– eroghino integralmente senza alcuna riduzione, i pagamenti in favore degli agricoltori aderenti al regime per i piccoli agricoltori;

– non eroghino i pagamenti del premio giovane agricoltore fino a quando non saranno concluse le istruttorie a livello nazionale da parte di tutti gli Organismi pagatori, al fine di garantire il rispetto del plafond specifico;

– non eroghino i pagamenti dei premi accoppiati di cui all’art. 52 del Reg. (UE) n. 1307/2013, fino a quando non saranno concluse le istruttorie delle varie misure da parte di tutti gli Organismi pagatori, fatta eccezione per i pagamenti della misura della barbabietola da zucchero, per la quale è già stato definito l’importo unitario per ettaro con circolare AGEA prot. n. 78070 del 19 novembre 2021, che possono essere erogati per intero.

Con una comunicazione del 16 novembre scorso Agea ha informato che, sulla base delle disposizioni di legge vigenti, verrà effettuata la compensazione tra aiuti comunitari e nazionali e crediti previdenziali. In questo modo l’organismo pagatore interverrà direttamente sul debitore dell’ente previdenziale, “incrementando le possibilità di recupero mediante il pagamento senza gravare ulteriormente sull’impresa agricola”. I recuperi sono limitati alla sola compensazione degli aiuti con i contributi previdenziali dovuti dall’impresa agricola beneficiaria, già scaduti alla data del pagamento degli aiuti medesimi, compresi gli interessi di legge a qualsiasi titolo maturati e le somme dovute a titolo di sanzione.
La compensazione opera con riguardo agli importi risultanti nel Registro nazionale debitori comunicati dall’INPS sulla base degli interscambi dati informatici in uso.

Poca uva ma buona, a tratti ottima, in un contesto di mercato in forte ripresa. Scende a 44,5 milioni di ettolitri la produzione nazionale di vino 2021, un dato in calo del 9% rispetto ai 49 milioni di ettolitri del 2020 (dato Agea) che, nonostante la contrazione determinata dalle anomalie di un meteo sempre più protagonista, non scalfisce il primato produttivo tricolore in un’annata che vede la Spagna ferma attorno ai 40 milioni di ettolitri e la Francia penalizzata da un andamento climatico particolarmente avverso. Secondo le previsioni vendemmiali di Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini, il vigneto Italia resiste e si presenta in buone condizioni non solo all’appuntamento con la vendemmia, ma anche sul fronte cruciale della ripartenza, con segnali incoraggianti sia dalla domanda estera (2,7 miliardi di euro e +11% il risultato dell’export nei primi 5 mesi dell’anno) che sul mercato interno, trainato dalla riapertura dell’Horeca e dalla ripresa del turismo.
Dopo una campagna 2020/21 con i prezzi in flessione del 3% (indice Ismea rispetto alla campagna precedente), la prospettiva di una minor produzione per la vendemmia in corso, assieme alla ritrovata dinamicità della domanda, genera ottimismo anche sull’andamento futuro dei listini.
In Piemonte le previsioni indicano un calo della produzione del 10%: l’anno scorso la produzione è stata di 2.703 ettolitri, mentre quest’anno la stima è di 2.433 ettolitri.

Agea ha diramato le istruzioni operative relative alla modalità di concessione dei contributi destinati a favore alle imprese agricole di allevamento di bovini di cui ll Decreto Ministeriale 27 novembre 2020 n. 9344698 “Fondo emergenziale per le filiere in crisi – causa Covid”. La domanda di aiuto può essere presentata fino al 6 agosto 2021.
I soggetti che possono accedere all’aiuto sono le imprese agricole di allevamento di bovini di età compresa tra 12 e 24 mesi e allevati dal richiedente per un periodo non inferiore a 6 mesi prima della macellazione e macellati nel periodo giugno-luglio 2020. Per accedere all’aiuto è necessario disporre di un fascicolo aziendale che includa l’indirizzo PEC; l’erogazione degli aiuti è subordinata alla presenza di un codice IBAN nel fascicolo e nella domanda, nonché alla presenza delle dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà necessarie alla richiesta della documentazione antimafia. L’aiuto è corrisposto fino a 60 euro per ogni capo macellato nel periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2020,nei limiti di spesa di 13.964.803,53 euro.
L’aiuto è riconosciuto in base al numero di bovini di età compresa tra 12 e 24 mesi allevati dal richiedente per un periodo non inferiore a 6 mesi prima della macellazione e macellati in Italia, come registrato nella Banca dati nazionale del Sistema informativo sanitario del Ministero della salute, nel periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2020. L’importo unitario dell’aiuto è determinato in base al rapporto tra l’ammontare dei fondi stanziati ed il numero di capi bovini macellati per i quali è stata presentata domanda di aiuto. In caso di superamento dei fondi annuali disponibili, l’OP AGEA procederà ad applicare una riduzione dell’aiuto previsto mediante l’adozione del taglio lineare. Per le domande gli interessati possono rivolgersi al CAA Confagricoltura contattando i tecnici delle Unioni Agricoltori.